Scarica il file GPX di questo articolo

Europa > Italia > Italia centrale > Abruzzo > Val Vibrata > Sant'Egidio alla Vibrata

Sant'Egidio alla Vibrata

Da Wikivoyage.
Jump to navigation Jump to search

Sant'Egidio alla Vibrata
Faraone di Sant'Egidio alla Vibrata
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Sant'Egidio alla Vibrata
Sant'Egidio alla Vibrata
Sito istituzionale

Sant'Egidio alla Vibrata è un comune della provincia di Teramo, nella regione Abruzzo.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Si trova sulle colline della Val Vibrata, vallata appenninica del nord dell'Abruzzo al confine con le Marche. Dista circa 27 km da Teramo e 17 da Ascoli Piceno.

Cenni storici[modifica]

Sant'Egidio fu vico romano ricordato da Plinio il Vecchio ed ebbe il nome di Ilium; il territorio faceva parte della Regio V Picenum. In epoca barbarica fu al centro di continue contese fra il Ducato di Spoleto e quello di Benevento. Con i Longobardi fu soggetto al Ducato di Spoleto. La presenza longobarda è testimoniata soprattutto a Faraone, oggi centro del territorio di Sant'Egidio, che essi fortificarono in considerazione della sua posizione strategica e dominante rispetto al territorio. A Faraone sono state rinvenute importanti tracce longobarde nonché alcune tombe.

Con il dominio dei Franchi il Ducato di Spoleto entrò a far parte dei territori della Chiesa, ma Sant'Egidio ne venne separato. Il territorio venne sottoposto al vescovo di Ascoli. Nel Trecento le lotte fra ascolani e teramani per il controllo dell'alta Val Vibrata causarono lotte e distruzioni.

Nel 1588 il papa Sisto V istituì la Diocesi di Montalto aggregandovi Sant'Egidio e Faraone; Sant'Egidio, al pari di Civitella del Tronto fu considerata città reale e pertanto esente da tributi feudali fino al 1642. In questa data fu infeudata a Pompeo Procaccino da Civitella del Tronto, e nel 1679 venduta a Orazio Bongiovanni da Roma, poi ancora nel 1695 a Lucrezia De Mendoza y Alarcon, Marchesa di Monacilioni.

Con i Borbone a Sant'Egidio funzionava la dogana; in quello stesso periodo fiorivano il contrabbando ed il brigantaggio. L'Unità d'Italia portò l'aggregazione di Faraone a Sant'Egidio, che assunse la denominazione di Sant'Egidio alla Vibrata.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il territorio di Sant'Egidio alla Vibrata comprende i seguenti paesi: Centro, Faraone Nuovo, Madonna delle Grazie, Paolantonio, Passo del Mulino, Ponte, Villa Marchesa, Villa Mattoni, Villa Marchetti, Taglioni.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • Autostrada A14 Casello sulla autostrada Adriatica, uscita Val Vibrata; dal casello si imbocca la ex statale Val Vibrata strada statale Vibrata, ora provinciale 259, che attraversa tutta la valle da Civitella del Tronto ad Alba Adriatica.

In treno[modifica]

  • Italian traffic signs - icona stazione fs.svg Stazione sulla direttrice adriatica: Alba Adriatica-Nereto-Controguerra

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg Linee di pullman gestite da ARPA - Autolinee regionali Pubbliche Abruzzesi [1]


Come spostarsi[modifica]

Con mezzi pubblici[modifica]

Il centro santegidiese è collegato da numerose corse di autobus sia con il capoluogo teramano che con la città di Ascoli Piceno.

Cosa vedere[modifica]

  • Chiesa di Sant'Egidio Abate. Costruita sul sito dell'insediamento longobardo, ' a tre navate, con alto frontespizio orizzontale alla maniera di gran parte delle chiese d'Abruzzo. Rimangono nei muri tracce dell'antico monastero adiacente. Sulle pareti esterne sono riconoscibili le precedenti strutture romano gotiche.
La facciata fu probabilmente edificata di nuovo nel 1520, come ricorda una iscrizione, in seguito all'accorciamento del corpo dell'edificio. L'interno conserva frammenti di affreschi barocchi di modesto pregio; una statua dell'Assunta di fine Quattrocento; un busto reliquiario di Sant'Egidio; una croce reliquiario; un'acquasantiera in pietra.
Probabile resto dell'antico monastero è l'arco a tutto sesto che unisce gli edifici parrocchiali di moderna costruzione con la chiesa; il monastero degli Agostiniani è databile al XIII secolo.
  • Chiesa del Sacro Cuore. È un edificio consacrato nel 1953, iniziato quattro anni prima. L'interno custodisce una Madonna lignea policroma in stile gotico del XIV secolo, priva del Bambino andato perduto; un crocifisso del Duecento pure di fattura gotica; un calice del Cinquecento di buona fattura rinascimentale.
  • Chiesa della Madonna delle Grazie. È un piccolo edificio costruito nel 1845 nel luogo in cui una famiglia del posto ritenne di avere ricevuto un miracolo, la salvezza del figlio che richiava di soffocare per avere ingerito un nocciolo. L'edificio ha una sola navata.
Faraone Antico
Porta meridionale di Faraone Antico
  • 1 Faraone Antico. Ecb copyright.svg Ingresso gratuito.. Suggestiva frazione santegidiese che si annovera tra i borghi fantasma d'Abruzzo, costituita dal borgo fortificato abbandonato dagli anni Cinquanta del XX secolo a causa di un evento sisimico che lo ha gravemente danneggiato. Il piccolo centro si trova tra i paesi di Villa Lempa e Sant'Egidio alla Vibrata, a meno di 5 km dal capoluogo comunale, al confine tra i territori dell'ascolano col teramano. L'intero insediamento sorge raccolto su una modesta altura che si eleva tra profondi fossati. Per raggiungere l'area dell'incasato si percorre la Strada Provinciale 2 che conduce a Villa Lempa e si prosegue per via di Faraone Antico. Si tratta di un paese di origine medioevale, i primi documenti che lo citano col nome di Castello di Pharaone risalgono all'anno 1001. Edificato in posizione strategica fu utilizzato come baluardo militare di difesa del Ducato di Spoleto per il controllo della via Metella. Il suo toponimo deriva dal termine longobardo «fara» che, nel tempo, ha assunto dapprima il significato militare di «spedizione» o «insediamento a scopo militare» ed, in seguito, quando il popolo germanico divenne stanziale, la connotazione agricola di «piccolo nucleo demografico e fondiario». Sviluppa il suo compatto impianto architettonico tra una piccola gradinata in ciottoli e stradine in terra battuta, ricoperte da fitta vegetazione da cui s'intravedono le antiche abitazioni. Le dimore si presentano come ruderi in rovina, complessivamente sono circa 25, databili tra il XVIII ed il XIX secolo, ma alcune mostrano segni di maggiore vetustà. Un tempo, era interamente circondato da mura perimetrali di difesa di cui, oggi, sopravvivono solo alcuni tratti. Si accede al suo interno da sud, attraverso la porta rinascimentale, ornata di stemmi e bassorilievi, che immette sulla piazza principale del paese dove si trovano la chiesa dedicata a Santa Maria della Misericordia ed il cosiddetto «palazzo baronale» appartenente ai ricchi nobili Ranalli di origini neretese. Di paricolare interesse vi è il varco meridionale d'ingresso al borgo medioevale, detto anche «Porta di Faraone». Si mostra con un'architettura semplice e pulita, costituita da un arco realizzato a murazione liscia sormontato da una torre merlata. Una cornice di mattoni corre sui profili dell'arco e prosegue anche nelle facce interne delle curvature. L'opera ha beneficiato di un recente intervento di restauro e reca nel suo tessuto murario un concio di pietra con epigrafe e uno stemma gentilizio rimessi in opera, oltre ad un bassorilievo eseguito su lastra in terracotta, nel 1944, da Ghino Sassetti Asculanus. Nella composizione del mezzo tondo compaiono la Madonna col Bambino cui san Giovannino offre il paese di Faraone. Sulla lapide sottostante l'iscirzione recita: «Maria Santissima della Misericordia. Il Parroco D. Giovanni Reali e il popolo di Faraone alla loro protettrice, perché liberati dai pericoli della guerra. A. D. 1944». Nella porzione di muro compresa tra la chiave di volta dell'arco e l'opera dedicata alla Vergine si trova la pietra rettangolare che reca l'epigrafe formata da due croci che fiancheggiano la data 1467 e l'iscrizione «Adl 2 d / E Set(em)br(E)». La data potrebbe riferirsi all'epoca dell'elevazione della struttura delle mura di cinta a pietre squadrate legate da malta. In alto a sinistra è presente lo stemma gentilizio in pietra di Generoso Cornacchia di Civitella del Tronto, qui aggiunto durante la fase dell'ultimo restauro, in cui compare uno «scudo sannitico alla torre rettangolare, caricata di una cornacchia» con ai lati le lettere «G» e «C» e, all'interno, la data 1511. Il nuovo centro (Faraone Nuovo) è stato edificato sulle rive del torrente, sulla strada che collega Sant'Egidio a Villa Lempa, nel luogo dove esisteva la chiesetta paleocristiana di San Vito.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Pizzeria Santa Reparata, Frazione di S. Reparata, 13, +39 0861 917734.


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • Poste italiane, piazza San Felice 1 (a Faraone), +39 0861 840238, fax: +39 0861 840238.


Tenersi informati[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • Ascoli Piceno — La città dista circa 24 Km da Civitella del Tronto percorrendo la SP8 e raggiungere la SP81 per poi seguire la direzione Ascoli Piceno. È nota come la Città delle cento torri. Il suo centro storico è famoso per avere case, palazzi, chiese, ponti e torri elevate in travertino. Qui, la storia e gli stili architettonici hanno sedimentato il loro passaggio dall'età romana al medioevo, fino al rinascimento. Artisti come Cola dell'Amatrice, Lazzaro Morelli, Carlo Crivelli, Giosafatti ed altri valenti scultori, lapicidi, pittori hanno lasciato un segno del loro talento. Accoglie una tra le più belle piazze d'Italia: Piazza del Popolo, centro di vita culturale e politica, incorniciata dai portici a logge, Palazzo dei Capitani e il Caffè Meletti. Ogni anno nel mese di agosto vi si tiene la Quintana, rievocazione storica in costume con corteo e competizione di sei cavalieri in lizza per la conquista del Palio.
  • Civitella del Tronto — Arroccata su un crinale, ci offre lo spettacolo delle sue fortificazioni che sono fra le meglio conservate e le più vaste d'Europa; fu l'ultima roccaforte ad arrendersi, quando ormai tutto il resto del regno borbonico era già stato conquistato all'Italia.
  • Teramo — Antica città con un importante centro storico, vanta una splendida Cattedrale che entra nel novero delle migliori espressioni dell'architettura religiosa abruzzese. Ha importanti resti romani.
  • Giulianova — La città antica, su un colle, conserva resti delle fortificazioni e antiche chiese; lo sviluppo urbanistico dilagato sulla costa costituisce una delle più importanti stazioni balneari della regione.



Altri progetti

1-4 star.svg Bozza: l'articolo rispetta il template standard contiene informazioni utili a un turista e dà un'informazione sommaria sulla meta turistica. Intestazione e piè pagina sono correttamente compilati.