Scarica il file GPX di questo articolo

Da Wikivoyage.
Jump to navigation Jump to search

Quartu Sant'Elena
Veduta notturna di Margine Rosso e del Poetto
Stemma e Bandiera
Quartu Sant'Elena - Stemma
Quartu Sant'Elena - Bandiera
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Reddot.svg
Quartu Sant'Elena
Sito istituzionale

Quartu Sant'Elena è una città della Sardegna.

Da sapere[modifica]

Quartu Sant'Elena è il terzo insediamento più grande per popolazione in Sardegna dopo Cagliari e Sassari.

Cenni geografici[modifica]

Situata vicino a Cagliari, Quartu Sant'Elena si trova nella regione storica del Campidano di Cagliari e confina con Cagliari, Maracalagonis, Monserrato, Quartucciu e Selargius.

Cenni storici[modifica]

Il nuraghe Diana
La torre di Carcangiolas
La Basilica di Sant'Elena Imperatrice
La chiesa di Sant'Antonio da Padova

Origini del nome[modifica]

Il nome del comune deriva dal latino Quarto ab urbe lapide. La città sorge infatti esattamente al quarto miglio della strada che collegava Cagliari a Palau (attuale SS 125) e, fino a qualche anno fa (esattamente fino a quando venne costruito l'attuale mercato civico nell'attuale piazza G.B. Dessì), era ancora presente in città la pietra miliare di epoca romana denominata "sa perda mulla" dagli abitanti. Nel 1327 i villaggi di Quarto Domino (o Donnico), Quarto Josso e Cepola vennero fusi in un unico paese col nome di Quarto. Il 14 settembre del 1826, con regio decreto, al nome della città venne aggiunto quello della Santa Patrona divenendo così Quarto Sant'Elena. Nel 1862 il nome della città passò infine da Quarto a Quartu raggiungendo così l'attuale denominazione.

Preistoria e periodo antico[modifica]

La presenza dell'uomo nel territorio di Quartu risale alla preistoria, sono infatti stati trovati numerosi reperti databili al periodo prenuragico e nuragico.

Anche i Fenici probabilmente si installarono a Quartu dato che molti studiosi sono d'accordo sul ritenere i toponimi Cepola e Geremeas di derivazione fenicia. La presenza punica nel territorio quartese sarebbe provata anche dai ritrovamenti ceramici nella zona di Is Mortorius. I romani installarono, invece, il loro insediamento a poche centinaia di metri da Cepola, e ne insediarono gli schiavi abbastanza vicini a Cagliari per essere controllati e abbastanza lontani per non disturbare la vita cittadina. Questi schiavi vennero fatti lavorare nelle vaste campagne e negli stagni di Quartu e del Molentargius, da cui incominciarono l'estrazione del sale. Intorno a questi due centri nacquero tanti altri villaggi che diedero origine alle attuali città di Quartu Sant'Elena e Quartucciu.

Periodo medievale[modifica]

Dopo la parentesi vandalica e la dominazione bizantina, intorno all'anno 1000 erano quattro i villaggi che sorgevano nei pressi dell'attuale città e questi erano: Quarto Domino (o Donnico), Quarto Josso, Cepola e Quarto Suso (o Quartutxo da cui poi prenderà il nome l'adiacente comune di Quartucciu), facenti parte del giudicato di Cagliari, nella curatoria del Campidano di Càlari.

Nel 1070 il giudice Torchitorio I donò all'Arcivescovo di Cagliari i villaggi di Quarto Josso e di Cepola per assicurarsi anche la protezione della chiesa contro le invasioni dei corsari saraceni.

A seguito della scomparsa manu militari del giudicato cagliaritano nel 1258, il territorio passò sotto l'amministrazione pisana; in questo periodo ci furono vari lavori urbanistici nei paesi di Cepola, Quarto Domino e Quarto Josso che resero questi tre paesi un unico centro.

Nel 1324 Giacomo II d'Aragona, dopo una vittoriosa campagna militare guidata dall'Infante Alfonso contro la repubblica di Pisa, fondò il Regno di Sardegna e i vari villaggi entrarono quindi a far parte di questo regno.

Con un regio decreto di Giacomo II d'Aragona del 1327 i villaggi di Cepola, Quarto Domino e Quarto Josso (ormai contigui da tempo) vennero fusi insieme e chiamati solamente Quarto.

Nell'autunno del 1353 la villa di Quartu fu occupata dalle armate giudicali di Mariano IV di Arborea, poi sconfitte poco dopo dalle forze aragonesi in una battaglia campale svoltasi i primi di ottobre dello stesso anno.

Nel 1426 Quarto venne trasformata in Baronia e venne concessa in Feudo da Alfonso il Magnanimo a Antonio de Sena, ma verso la fine del secolo rientrò a far parte del patrimonio regio Aragonese.

Periodo moderno[modifica]

Tra il XVI e il XVII secolo la città fu bersaglio di frequenti e feroci attacchi dei corsari barbareschi che, insieme alle epidemie, alle carestie e alle invasione delle cavallette, contribuirono all'indebolimento dell'economia cittadina e a una riduzione drastica degli abitanti.

Nel 1520 la città, una notte, fu invasa dai corsari che sbarcarono nei pressi del paese. Questi si avviarono verso la città per saccheggiarla ma i quartesi accortisi dell'avanzata nemica si armarono e attaccarono e sconfissero i nemici. Alcuni di questi riuscirono a tornare alle navi, altri invece furono catturati e tenuti prigionieri nella strada nota tuttora come via Mori.

Per proteggere la zona dagli attacchi saraceni, dopo che nel 1582, un violentissimo attacco coinvolse tutti i paesi vicino a Cagliari, gli spagnoli fecero costruire delle torri di osservazione di cui cinque nel litorale quartese (Cala Regina, Is Mortorius, Sant'Andrea, Foxi e Carcangiolas).

Nel 1652 anche Quarto fu colpita dall'epidemia di peste che decimo la già provata popolazione.

Nel 1711 Quarto venne concessa in feudo a Francesco Pes e ai suoi discendenti da parte di Carlo VI. Nel 1718 il villaggio, come il resto della Sardegna, passò in mano ai Savoia. Con loro per Quartu cominciò la crescita economica, anche se momentaneamente i Savoia riconfermarono la Baronia in favore della famiglia Pes, che la tennero fino al 1836.

Nel 1793 Quartu venne attaccata dai francesi che si installarono nell'attuale parco Andrea Parodi (parco intorno alla chiesa di Sant'Andrea) e nella zona della chiesa di San Forzorio. Dopo lunghe lotte i Quartesi riuscirono a scacciare i francesi dal loro territorio.

Periodo contemporaneo[modifica]

Nel 1861 avvenne l'unificazione italiana e Quartu entrò a far parte del nuovo regno.

Nel 1862 il comune adottò l'attuale denominazione.

Nel 1868, l'8 ottobre del 1881 e il 5 ottobre del 1889 Quartu, come altri centri del campidano subì delle alluvioni causate da forti piogge torrenziali. L'alluvione del 1889 fu quella più forte e di cui maggiormente ci si ricorda. Morirono 25 persone, i feriti furono alcune centinaia, oltre 2000 gli sfollati, inoltre cinquecento edifici furono totalmente distrutti mentre molti di quelli rimasti in piedi subirono gravi danni.

Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento a Quartu vennero costruite tante nuove strutture come la cantina sociale, le fornaci di laterizi Picci, le fornaci di laterizi Maxia, la stazione tranviaria, la caserma dei carabinieri con annesse le carceri, il pastificio Rosas, la cartiera Perra, la distilleria Cabras e qualche cinema.

Il 9 gennaio 1959 con decreto del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi Quartu è stata insignita del titolo di Città.

Tra gli anni ottanta e gli anni novanta, a Quartu si verificò una considerevole crescita demografica, grazie anche alla costruzione del nuovo quartiere di Pitz'e Serra. Nello stesso periodo la città vide i suoi abitanti più che raddoppiati, soprattutto grazie alla vicinanza di Cagliari nel cui agglomerato urbano è ormai incorporata.

Attualmente Quartu, con oltre 70000 abitanti, è la terza città della Sardegna per popolazione dopo Cagliari e Sassari.

Come orientarsi[modifica]

Frazioni e località turistiche[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

In auto[modifica]

Prendere la SS 131 Carlo Felice, poi, arrivati all'ingresso di Cagliari, prendere l'uscita per Quartu Sant'Elena e percorrere la SS 554 per poter arrivare a destinazione.

In nave[modifica]

Dal porto di Cagliari.

In autobus[modifica]

Con la linea extraurbana 107 dell'ARST è possibile raggiungere Quartu Sant'Elena da Cagliari.

Come spostarsi[modifica]

Con mezzi pubblici[modifica]

Servizio espletato dal CTM che consente anche di spostarsi da e per Cagliari.

In taxi[modifica]

Servizio espletato da Taxiamico.


Cosa vedere[modifica]

La chiesa di San Benedetto
La chiesa di Sant'Agata
La chiesa di Sant'Efisio
La chiesa di San Pietro di Ponte
La chiesa di Sant'Andrea
La croce gotica

Chiese[modifica]

  • 1 Basilica di Sant'Elena Imperatrice, Via Eleonora d'Arborea 11, +39 070 824003. Basilica di Sant'Elena Imperatrice su Wikipedia basilica di Sant'Elena Imperatrice (Q3635741) su Wikidata
  • 2 Chiesa del Sacro Cuore di Gesù.
  • 3 Chiesa di Sant'Antonio da Padova. Chiesa di Sant'Antonio da Padova (Quartu Sant'Elena) su Wikipedia chiesa di Sant'Antonio da Padova (Q3672707) su Wikidata
  • 4 Chiesa di Santo Stefano. Chiesa di Santo Stefano (Quartu Sant'Elena) su Wikipedia chiesa di Santo Stefano protomartire (Q3674357) su Wikidata
  • 5 Chiesa di San Giovanni Evangelista.
  • 6 Chiesa di San Luca.
  • 7 Chiesa di Santa Maria degli Angeli.
  • 8 Chiesa di Santa Maria di Cepola. Chiesa di Santa Maria di Cepola su Wikipedia chiesa di Santa Maria di Cepola (Q3674032) su Wikidata
  • 9 Chiesa di San Benedetto. Chiesa di San Benedetto (Quartu Sant'Elena) su Wikipedia chiesa di San Benedetto (Q3669606) su Wikidata
  • 10 Chiesa di Sant'Agata. Chiesa di Sant'Agata (Quartu Sant'Elena) su Wikipedia chiesa di Sant'Agata (Q3672250) su Wikidata
  • 11 Chiesa di Sant'Efisio. Chiesa di Sant'Efisio (Quartu Sant'Elena) su Wikipedia chiesa di Sant'Efisio (Q3672750) su Wikidata
  • 12 Chiesa di San Pietro di Ponte. Chiesa di San Pietro di Ponte su Wikipedia chiesa di San Pietro di Ponte (Q3671770) su Wikidata
  • 13 Chiesa di San Forzorio.
  • 14 Chiesa di Nostra Signora del Buon Cammino.
  • 15 Chiesa di Sant'Andrea. Chiesa di Sant'Andrea (Quartu Sant'Elena) su Wikipedia chiesa di Sant'Andrea (Q3672417) su Wikidata
  • 16 Chiesa di Nostra Signora di Bonaria.
  • Chiesa greco-ortodossa di San Giuda Taddeo.

Architetture civili[modifica]

  • Fornaci di laterizi Maxia. Fornaci di laterizi Maxia su Wikipedia Fornaci di laterizi Maxia (Q3748408) su Wikidata

Architetture militari[modifica]

  • 17 Torre di Carcangiolas. Torre di Carcangiolas su Wikipedia Torre di Carcangiolas (Q3995551) su Wikidata
  • 18 Croce gotica.

Spiagge[modifica]

  • 19 Spiaggia del Poetto (Condivisa con la vicina Cagliari). Poetto su Wikipedia Poetto (Q3393181) su Wikidata
  • 20 Spiaggia di Margine Rosso.
  • .

Musei[modifica]

Siti archeologici[modifica]

  • 23 Nuraghe Diana. Nuraghe Diana su Wikipedia Nuraghe Diana (Q25385631) su Wikidata


Eventi e feste[modifica]

  • Monumenti aperti. Simple icon time.svg Secondo fine settimana di maggio.
  • Aziende Aperte. Manifestazione che permette appunto di visitare alcune Aziende cittadine e di vedere come vengono prodotti vari prodotti.
  • Jazz & Wine. Durante la manifestazione, oltre a poter ascoltare musica si degustano vari vini prodotti nelle cantine sociali del comune di Quartu e di altre città.
  • Sciampitta. Simple icon time.svg A luglio. Esibizione di gruppi folk da tutto il mondo.
  • Sagra di San Giovanni Battista. Simple icon time.svg Ultimo fine settimana di luglio. Sagra di san Giovanni Battista su Wikipedia Sagra di san Giovanni Battista (Q3944871) su Wikidata
  • Santa Maria di Cepola. Simple icon time.svg 8 settembre.
  • Sant'Elena Imperatrice. Simple icon time.svg 11-16 settembre. Festa patronale.
  • Sagra del pane. Simple icon time.svg A settembre.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]

Spettacoli[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Numerosi i ristoranti, le pizzerie e le paninoteche presenti a Quartu, sia nel centro che nel litorale.

Dove alloggiare[modifica]

Numerose le strutture alberghiere presenti tra cui:

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]

Prezzi elevati[modifica]


Sicurezza[modifica]

Numeri utili[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]



Nei dintorni[modifica]

  • 10 Cagliari
  • 11 Villasimius, zona turistica assai rinomata del sud Sardegna, le spiagge migliori sono Porto Giunco e la Spiaggia del Riso.


Altri progetti

  • Collabora a Wikipedia Wikipedia contiene una voce riguardante Quartu Sant'Elena
  • Collabora a Commons Commons contiene immagini o altri file su Quartu Sant'Elena
1-4 star.svg Bozza: l'articolo rispetta il modello standard e ha almeno una sezione con informazioni utili (anche se di poche righe). Intestazione e piè pagina sono correttamente compilati.