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Procida
Marina Corricella, il borgo dei pescatori a Procida
Stato
Regione
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Posizione
Mappa dell'Italia
Procida
Procida
Sito istituzionale

Procida è un comune della città di Napoli. Il territorio comunale comprende interamente le isole di Procida e Vivara.

Da sapere[modifica]


Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In nave[modifica]

Il servizio di traghetto è disponibile a prezzi ragionevoli da Napoli, Capri e Ischia.

Dal piano terra della stazione ferroviaria di Napoli Centro, puoi prendere la metropolitana fino alla stazione di Pozzuoli, quindi scendere e prendere il traghetto al 1 porto di Pozzuoli.


Come spostarsi[modifica]

La parte storica dell'isola è raggiungibile a piedi in 15 minuti. Anche camminare attraverso l'isola è fattibile, ma a causa delle strade strette non è particolarmente piacevole.

Con mezzi pubblici[modifica]

Gli autobus EAV locali viaggiano a intervalli di 20/30 m intorno all'isola su numerose rotte (parzialmente identiche), il prezzo è di circa 1,20 €/corsa. Il viaggio di sola andata in tutta l'isola dura circa 15 minuti. Mentre gli autobus provenienti dal porto principale dei traghetti. La 2 stazione degli autobus tende ad essere relativamente vuota, in altre direzioni potresti non riuscire nemmeno a salire.

In auto[modifica]

Portare un'auto sull'isola non ha troppo senso e per non graffiarla bisognerà evitare autobus, motociclette ecc. Le due ruote sono una valida alternativa.

In nave[modifica]

Le Moorings Sailing Holidays hanno una base a Procida, che offre giri in barca per esplorare le isole e la costa al proprio ritmo.

Cosa vedere[modifica]


Eventi e feste[modifica]

Seguendo i "misteri", alcuni confratelli trasportano il Pallio Funebre in processione
I bambini più piccoli, chiamati angioletti, vestiti di nero e oro, in coda alla processione
  • Settimana santa di Procida. I riti della settimana santa di Procida rappresentano uno degli eventi religiosi più importanti che si svolgono nell'isola. Il ciclo di festività si apre con la cerimonia della domenica delle Palme per culminare con i riti del giovedì e del venerdì santo, per poi concludersi nel giorno di Pasqua.
I partecipanti della domenica delle Palme si recano in chiesa portando con sé un rametto di ulivo o di palma, con valore propiziatorio. I rametti, adornati con coccarde, vengono benedetti da un sacerdote, che in seguito conduce il corteo in processione. Tutti i partecipanti cantano canti liturgici. La processione termina alla chiesa della Madonna delle Grazie, dove viene celebrata la Messa. Durante il pomeriggio della Domenica c'è l'usanza di recarsi al cimitero per lasciare sulle tombe dei parenti morti i rami benedetti in segno di pace. Subito dopo ha inizio la processione che simboleggia la Via Crucis.
Il Lunedì santo si svolge l'allestimento del pallio funebre.
La fase principale delle celebrazioni della settimana santa ha inizio la sera del Giovedì santo, con il rito della Lavanda dei piedi e la seguente Processione degli Apostoli.
La processione degli "Apostoli Incappucciati" è organizzata dalla Arciconfraternita dei Bianchi, fondata nel 1581 dal cardinale Innico d'Avalos d'Aragona. Terminata la celebrazione della lavanda dei piedi, i dodici "apostoli" (vestiti con la veste di confratello) si incappucciano e con una croce sulla spalla e una corona di spine sul capo sfilano in processione per le strade dell'isola, preceduti dal "centurione", e seguiti dai cerimonieri e dagli altri confratelli.
Prima della processione, nella ex chiesa di san Giacomo (già sede dell'Arciconfraternita), i dodici effettuano il rito dell'Ultima cena, una vera e propria tavola imbandita a base di pane azzimo, pesce, agnello e vino. Durante il cenacolo il padre spirituale benedice il pane che viene distribuito a tutti i fedeli presenti.
Verso le quattro del mattino il gruppo della "tromba" inizia la cosiddetta "chiamata", con tipici squilli di tromba e colpi secchi di tamburo, in giro per le strade dell'isola.
Verso le cinque, inizia la veglia funebre alla statua del "Cristo morto", opera del 1728 eseguita dallo scultore Carmine Lantriceni. Una vera e propria veglia fatta di "lodi", preghiere e canti. La statua lignea dei Cristo viene collocata nel centro della chiesa di San Tommaso D'Aquino. Verso le ore sei, preceduto dai suonatori di tromba e tamburo, inizia il corteo che porta le statue del "Cristo" e della "Addolorata" per le strade dell'isola fino al borgo di Terra Murata, nella chiesa di San Michele, da dove alle 07.30 parte la processione dei "misteri".
Questo rito ha avuto inizio negli anni sessanta, con la riforma liturgica avvenuta dopo il Concilio Vaticano Secondo. Fino ad allora la statua del Cristo morto veniva portata a Terra Murata la sera prima (giovedì), accompagnata dai "dodici apostoli" dell'Arciconfraternita dei Bianchi, che, una volta terminato il giro per l'adorazione dei "sepolcri" in tutta l'isola, attendeva la statua del Cristo a Piazza dei Martiri e si disponevano sei da una parte e sei dall'altra e insieme salivano verso l'abbazia di San Michele.
Il momento culminante dei riti della settimana si ritrova nella processione dei Misteri della mattina del Venerdì Santo, talvolta anche indicata come Processione del Cristo morto. Le origini del rito risalirebbero alla fine del XVI secolo, organizzata dalla Confraternita dei Turchini (fondata nel 1629 dai Gesuiti) fin dalla seconda metà del Seicento, periodo dal quale trae i suoi caratteri principali. Fino alla metà del XVIII secolo sarebbe stata essenzialmente una processione di flagellanti, trasformata da allora in una processione esclusivamente di Misteri, ovvero carri allegorici di carattere religioso.
Tratto caratterizzante della processione, oltre alla partecipazione quasi "totale" della popolazione isolana, è anche la presenza, accanto ai cosiddetti "Misteri fissi", utilizzati ogni anno e provenienti dalle diverse chiese dell'isola, anche di Misteri "variabili" o "mobili", preparati ogni anno da singoli o da associazioni artistiche dell'isola, portati a braccia dai giovani vestiti della classica veste di "confratello dei Turchini" per un percorso fisso, dal borgo più antico di Terra Murata fino al porto della Marina Grande.
Chiude la processione la statua del Cristo morto opera dello scultore napoletano Carmine Lantriceni. Nel generale silenzio, il suono della tromba e del tamburo caratterizza il passaggio della processione.
I Misteri sono carri allegorici di carattere religioso costruiti artigianalmente di anno in anno dai Procidani, a volte riuniti in scuole artistiche dedicate. Sono generalmente costituiti da una o più tavole di legno (dette "basi") lunghe fino a 8 metri e larghe circa 2, sulle quali vengono allestite delle rappresentazioni scultoree (o meglio, interpretazioni simboliche) di passi del Nuovo o del Vecchio Testamento, e in particolare della Passione di cristo. I materiali utilizzati sono generalmente cartapesta, legno, plastica, polistirolo, DAS e stoffa; tipica è la tecnica dello "stampo" che permette di riprodurre fedelmente un oggetto tridimensionale utilizzando della cartapesta.
Generalmente durante la realizzazione (che può durare anche diversi mesi) i Misteri vengono tenuti celati al pubblico, in modo che possano essere visti per la prima volta direttamente durante la processione del venerdì Santo, e spesso subito dopo, nella giornata stessa, vengono immediatamente smontati o addirittura distrutti. Raramente, negli ultimi tempi alcuni di essi vengono conservati per alcuni mesi per renderli visitabili dai turisti nella stagione estiva.
Le realizzazioni vanno dalla classica "Ultima Cena" fino a costruzioni molto più complesse (sia nel significato che nella realizzazioni). Spesso i "Misteri" si rifanno a stili architettonici ed artistici di diverse epoche, grazie anche al largo uso di colonnati (alti oltre 4 metri).


Cosa fare[modifica]

  • Vita da spiaggia. Procida ha 6 spiagge e 3 lati tufacei con acque cristalline.


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Procida offre una cucina semplice e almeno 10 eccellenti ristoranti con cucina semplice a base di pesce fresco. Questo stile semplice non manca mai, grazie alle 20 barche da pesca e molte piccole imbarcazioni.

Le specialità della cucina sono:

  • coniglio alla procidana - coniglio in umido - che risale ai Borboni che vennero su Procida per cacciare il coniglio selvatico su Vivara
  • spaghetti al riccio di mare (spaghetti al riccio di mare)
  • vari piatti di pesce (specialmente alla griglia o come ragù al mare per la pasta)

I migliori punti di ristoro sono a Marina Corricella anche se la qualità è praticamente uguale ovunque.

Da bere c'è l'immancabile Limoncello e tutti i vini locali. Il "vino dell'isola" locale proviene probabilmente dalla vicina Isola d'Ischia.

Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • Isola d'Ischia — Ci sono traghetti che partono più volte al giorno.


Altri progetti

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