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Portomaggiore
Portomaggiore - Viale Cesare Battisti
Stato
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Territorio
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CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
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Portomaggiore
Sito istituzionale


Portomaggiore è una città dell'Emilia-Romagna.

Da sapere[modifica]

Il toponimo deriva dall'importante porto fluviale che esisteva sul Sandalo e che permetteva i commerci con i corsi d'acqua prossimi (Fossa di Porto, Po di Primaro e Persico) e con il mare attraverso le paludi di Comacchio.

Cenni storici[modifica]

Portomaggiore, sia pure senza l'attributo di maggiore, compare già in un documento del 995 in cui si elencano le terre comprese nella pieve di Santa Maria in Porto. Il toponimo moderno si avrà solo nel 1249.

La terra di Portomaggiore fu a lungo contesa tra i poteri arcivescovili ravennati e quelli ferraresi. Nel 1119 l'imperatore Arrigo VI promulgò un diploma con il quale venne spostato il confine ferrarese fino alla Fossa di Bosio, comprendendo anche Portomaggiore. Un altro diploma imperiale, settantasei anni dopo, restituiva ai Ravennati le "Terre di Porto". I ferraresi tuttavia continuarono a considerare la Fossa di Bosio come confine naturale e a pretendere il controllo sui centri di Portomaggiore, Sandolo, Maiero, Ripapersico, Consandolo e Portoverrara che solo nel 1277 si poterono dire definitivamente ferraresi perché delimitati da una fossa fatta costruire da Azzo Novello a scopo di delimitare i propri confini.

Gli Estensi governarono Portomaggiore per tutto il periodo della durata del Ducato di Ferrara e fino alla sua devoluzione allo Stato Pontificio. Essi apportarono in queste terre notevoli migliorie, specie in termini di bonifiche.

Con la devoluzione del feudo ferrarese nel 1598, papa Clemente VIII si recò personalmente a prendere possesso dei territori ducali; il 2 ottobre fu a Portomaggiore dove celebrò una messa all'altare della Madonna della Chiesa di San Francesco e lasciò "abbondante elemosina al Convento dei Frati".

Nelle guerre d'indipendenza i cittadini di Portomaggiore furono direttamente impegnati nelle lotte per l'unificazione nazionale. Tra gli episodi più noti va ricordato l'intervento del conte colonnello Ignazio Aventi in favore della popolazione di Comacchio ribellatasi agli austriaci; e ancora va menzionata la figura del fratello di Ignazio, il conte Carlo Aventi, che, arruolatosi tra i Bersaglieri del Po, cadde nella battaglia di Cornuda del 9 maggio 1848. Fu sempre un Aventi, il conte Antonio figlio di Ignazio, che nel 1859 organizzò e diresse la rivolta cittadina del 20 giugno, mentre Ferrara era ancora controllata dal potere pontificio e dal presidio austriaco.

L'Ottocento fu anche il secolo delle grandi bonifiche; con esse divamparono le lotte sociali che valsero a Portomaggiore l'appellativo di "capitale degli scioperi". Già nel 1901 si potevano contare nel Portuense numerose organizzazioni politico-sindacali come le Leghe di Resistenza e Miglioramento che riunivano obbligati e disobbligati, muratori e operai. Nonostante da più di un decennio fossero in funzione ferrovie di collegamento con Ferrara e Bologna, nel 1903 i disoccupati erano ancora oltre 2500 e l'economia era fondata ancora sullo sfruttamento dei lavoratori. Fu così che nel 1903 si giunse al grande sciopero dei 4500, con violenti scontri tra polizia e crumiri da una parte e manifestanti dall'altra. Un altro importante sciopero si ebbe nel 1907, durante il quale intervenne la polizia a cavallo per abbattere le barricate innalzate lungo il viale della stazione con lo scopo di impedire l'accesso ai crumiri.

Le due guerre ed il dopoguerra Il fascismo e le due guerre lasciarono lutti e profonde lacerazioni nel tessuto urbano-architettonico di Portomaggiore: le azioni terroristiche delle camicie nere erano dirette personalmente da Italo Balbo e Olao Gaggioli. Tra il 1944 e il 1945 le incursioni aeree determinarono la distruzione della centrale elettrica, della stazione ferroviaria, delle prigioni, del Palazzo degli Uffici governativi, dell'ospedale Eppi, della Collegiata (il Duomo) e di centinaia di abitazioni. Il 19 aprile, all'entrata in città dell'VIII armata inglese, Portomaggiore si presentava come un cumulo di macerie. Negli anni Cinquanta del 1900 vennero realizzati strade, case, scuole e l'ospedale; fu attuato un piano regolatore che portò ad una struttura urbanistica tra le più moderne del tempo.

Durante gli anni del boom economico, fiorirono a Portomaggiore diverse attività artigianali ed industriali: tra le più famose la Fabbri e la Colombani. Nel 1986 Portomaggiore fu ritenuta il luogo più idoneo per realizzare un "mega-villaggio satellite americano"; furono quindi impiegati 5000 metri quadrati per la costruzione del sogno "made in USA". L'OK Village, così si chiamava questa New York in miniatura, era in effetti una piccola città dove al ballo si associava la possibilità di fare acquisti nella Quinta Strada o di sdraiarsi sulle panchine di Central Park. Al mondo, al momento della realizzazione del complesso, esistevano soltanto altre due discoteche simili: il "Palladium" a New York e l'"Ippodrome" a Londra.

Come orientarsi[modifica]

Il suo territorio comunale comprende anche le frazioni di Gambulaga, Maiero, Portorotta, Portoverrara, Quartiere, Ripapersico, Runco e Sandolo.

Come arrivare[modifica]

In auto[modifica]

  • Autostrada A13 Bologna-Padova, uscita Ferrara Sud a circa 35 km.
  • Superstrada Ferrara-Porto Garibaldi, uscita Portomaggiore.
  • Strada statale 16 Adriatica.

In treno[modifica]

  • Ha stazione propria sulla linea Ferrara - Rimini. È capolinea delle tratte Bologna–Portomaggiore e Portomaggiore-Dogato. Di fronte alla Delizia del Verginese è presente inoltre una seconda stazione ferroviaria, posta sulla linea Portomaggiore-Dogato, il cui esercizio è però sospeso dal 2017.


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Delizia del Verginese
  • 1 Delizia Estense del Verginese (nella frazione di Gambulaga a circa 6 chilometri dal capoluogo.). Originariamente casale di campagna, fu trasformato in residenza ducale nel primo Cinquecento da Alfonso I d'Este e donato a Laura Eustochia Dianti. Alla morte del duca la dama vi si ritirò, facendone la sua piccola corte privata e ne ordinò la ristrutturazione, eseguita principalmente da Cavaldi da Parma. Questi configurò il castello come un edificio a pianta rettangolare e a due ordini, delimitato da quattro torri merlate e a pianta quadrata. A lato è posta una piccola chiesa settecentesca, unita all'edificio tramite un portico, anch'esso della stessa epoca. L'interno venne decorato a partire dal XVIII secolo con stucchi, fiori in stile liberty a tempera, conchiglie, rosoni, volute e spesse cornici che delineano soffitti. Grazie ad un recente restauro, l'antica delizia estense è diventata un luogo privilegiato per mostre temporanee, incontri culturali e concerti. La Delizia del Verginese dal 2006 ospita i reperti archeologici del "Sepolcreto dei Fadieni" (I e II secolo d.C.).
  • 2 Teatro Sociale della Concordia, corso Vittorio Emanuele II, 4. Progettato dall'architetto Giovanni Tosi nei primi del 1800 su mandato della società per azioni del "Teatro Sociale della Concordia", fu inaugurato il 15 ottobre 1844- Di gradevole architettura circolare, era costituito da 44 palchi disposti su tre ordini che potevano, unitamente alla platea, ospitare circa 450 spettatori. Dopo decenni di abbandono, negli anni 80 fu restaurato il Ridotto del teatro, luogo di mostre ed eventi, e nelle sale del secondo piano sono ora esposti 10 ritratti del pittore portuense Federico Bernagozzi e 10 ritratti del pittore ferrarese Remo Brindisi con soggetto ferraresi illustri del ‘900.
Chiesa di San Giorgio, facciata
  • 3 Chiesa di San Giorgio Martire, via Verginese (nella frazione di Gambulaga). È la chiesa parrocchiale della frazione di Gambulaga; la costruzione del tempio primitivo risale al XIV secolo sul sito in cui sorgeva il castello degli Adelardi Marchesella.L'edificio fu riedificato poi nel 1574, per lasciare il posto poi ad una nuova chiesa nel 1767. Furono costruite grandi colonne in legno unite a pilastri che racchiudevano le cappelle laterali. Queste parti furono dipinte di bianco e tali rimasero sino al restauro realizzato alla metà del XX secolo, quando vennero ridipinte per sembrare di marmo, in modo da uniformarsi esteticamente al marmo dell'altar maggiore.
Chiesa di San Sisto II Papa di Runco
  • 4 Chiesa di San Sisto II Papa, via Arginello (nella frazione di Runco). Chiesa parrocchiale della frazione di Runco, è testimoniata giù dal 1316.
Nel 1650 l'edificio fu oggetto di una importante ricostruzione che ne modificò la struttura originale e un intervento simile venne realizzato un secolo più tardi. Dopo tali modifiche assunse l'aspetto barocco che ci è pervenuto.
Nella prima decade del XXI secolo si è realizzato un restauro conservativo che ha posto attenzione alle strutture murarie ed alla loro tinteggiatura.
Tra le opere artistiche conservate all'interno sono importanti un dipinto che ritrae San Sisto Papa attribuito a Ippolito Scarsella e i piccoli quadri con la Via Crucis del XIX secolo. Per la devozione che la circonda è da ricordare l'immagine della Madonna della Trebbia, ritenuta miracolosa dalla metà del XX secolo.
  • 5 Chiesa di San Clemente (nella frazione di Portoverrara). L'istituzione della parrocchia di Portoverrara è antecedente al 1188, poiché a tale data esisteva una chiesa con dedicazione a San Clemente, e quindi risulta essere una delle più antiche del territorio di Ferrara.
A cavallo dei secoli XVIII e XIX l'antico edificio venne sostituito da una nuova chiesa sullo stesso sito, conservandone alcune parti originali e riconoscibili nella parte absidale esterna, in stile romanico. Rimase inoltre l'originale torre campanaria quadrangolare, dell'XI secolo. In seguito venne costruita anche una nuova canonica e questo portò a modifiche nella copertura del tetto.
  • 6 Oasi di Porto-Trava. Area ideale per il birdwatching e la pesca sportiva, questa Oasi si estende per 11 ettari con uno specchio d'acqua di 7 ettari. In questo lembo di natura è possibile fermarsi e trascorrere alcune ore in pace passeggiando tra le isolette unite tra loro da ponticelli in legno, soffermandosi a guardare le oche ed altri uccelli acquatici nuotare, pescare e rincorrersi nell'acqua; per finire poi a leggere la favola ferrarese "Le tre ocarine" che si sviluppa sul prato fino al recinto dei daini. Dall'Oasi Trava si può raggiungere, con un facile e bel percorso in bicicletta di soli 4 km, l'Oasi Anse Vallive di Porto - Bacino di Bando.


Eventi e feste[modifica]

  • Antica Fiera di Portomaggiore. Simple icon time.svg terza settimana di settembre. Rassegna di macchine agricole e prove di lavorazione in campo. Vi sono anche stand gastronomici e rassegne artistiche nelle vie del centro storico. Durante l'antica Fiera si tiene il famoso concorso di poesia dialettale al quale partecipano moltissimi artisti di livello provinciale e regionale.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Ristorante Il Pallino, Via Edmondo De Amicis, 23.
  • 2 Ristorante Cinese--Giapponese Wang Hong, via Roma 1, +39 0532814885.
  • 3 Trattoria La Rondinella, Via S. Carlo, 24 (a Portoverrara).


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Hotel Da Pippi, Via Eppi Carlo, 22G, +39 0532814696.


Sicurezza[modifica]

  • 1 Carabinieri - Comando Compagnia, Piazza XX Settembre, 15, +390532325700.
  • 2 Farmacia Santi, Piazza Umberto I, 16, +390532811080.
  • 3 Farmacia Sabbioni, Corso Vittorio Emanuele II, 2, +390532811064.


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 4 Poste italiane, Via Camillo Benso Conte di Cavour, 8, +390532325911.


Nei dintorni[modifica]

  • Ferrara — Il suo centro storico ha l'impronta degli Estensi, che ne fecero una città ricca di monumenti e ben organizzata urbanisticamente; l'addizione erculea ne aumentò il periodo urbano arricchendola di pregevoli palazzi e di ampie contrade inframmezzate da spazi verdi, con una concezione quasi moderna degli spazi urbani. Le campagne intorno alla città si arricchirono delle Delizie Estensi, per le quali Ferrara ha ricevuto il secondo riconoscimento UNESCO.
  • Comacchio — Si estende su 13 isolette, fra un intrico di canali e di ponti che le dà un'aria lagunare e veneziana. Ha bei monumenti, e nelle sue vicinanze vanta l'insediamento antico di Spina, città greco-etrusca i cui scavi hanno dato numerosissimo materiale archeologico ora custodito nel Museo di Ferrara, e la celebre Abbazia di Pomposa.


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