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Pizzo (Italia)

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Pizzo
Veduta di Pizzo
Stato
Regione
Territorio
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Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
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Posizione
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Pizzo (Italia)
Pizzo
Sito istituzionale

Pizzo è un centro della Calabria.

Da sapere[modifica]

Il paese, patria del gelato conosciuto con il nome di tartufo, è un noto centro turistico comunemente chiamato Pizzo Calabro.

Cenni geografici[modifica]

Situato sulla costa calabra del Mar Tirreno, dista 10 km da Vibo Valentia ed è il secondo comune più popoloso del vibonese.

Quando andare[modifica]

Molto attivi alcuni villaggi residenziali internazionali sul litorale sabbioso a nord del Pizzo vero e proprio, mentre in città sono stagionalmente impegnati i ristoranti della Marina, e le gelaterie del lido. Contrariamente ad un andamento in passato concentrato sul mese di agosto e qualche settimana in luglio, ultimamente i villaggi della costa sono popolati di turismo non stagionale anche se di breve permanenza, provenienti dai paesi dell'Est e dai paesi del Nord Europa. La chiesetta di Piedigrotta e il centro richiamano un turismo di volata, proveniente dai villaggi di Tropea e della costa Vaticana. Affollate le notti estive pizzitane, alla Marina e nella piazza.

Cenni storici[modifica]

Una leggenda vuole che Pizzo sia stata fondata ai tempi della Magna Grecia da Nepeto, ma non esiste nessuna prova di una origine così antica, anche se localmente qualcuno usa per motivi commerciali la dizione Napitia "napizia", e la voce "napitini per gli abitanti.

Ci sono notizie certe dell'esistenza di un forte e di un borgo solo a partire dal 1300, e dell'esistenza della comunità di monaci Basiliani, mentre restano tracce nel territorio di un'antica attività di pesca, specialmente al tonno. Il nome Pizzo ( = becco d'uccello, punto sporgente) si attaglia perfettamente al promontorio tufaceo che sporge sul mare, elevandosi dalla foce del fiume Angitola, fino alla spiaggia della Marina, dove fu collocato nel XV secolo anche il piccolo forte Aragonese, detto oggi Castello Murat, per i tragici eventi del 13 ottobre 1815.

La posizione forte e il castello favorirono la crescita del borgo marinaro, anche per la fortunata attività di pesca del tonno. Per secoli i tonni, nel mese di maggio - giugno, raggiungevano a milioni le spiagge del golfo di S. Eufemia, e ivi sorsero le famose tonnare di Bivona e di Pizzo. Proprio a fianco della Chiesa della Piedigrotta, nella spiaggia denominata Prangi, nella zona detta Centofontane, per l'esistenza ancora attuale di moltissime fonti di acqua dolce, il rais ed i suoi uomini collocavano, fino agli anni settanta la tonnara che veniva tenuta da cavi che partivano dalle rocce a terra, sotto l'attuale Chiesa di S. Francesco di Paola. Nelle rocce a mare ci sono le tracce di questa attività. È crollato l'arco di pietra che teneva il cavo, ma si notano piscine, scale, scavi, vaschette, irrorati dalle fonti di acqua dolce oggi poco copiose, dove probabilmente si lavavano i tonni. Nel mare appaiono sommersi oggi cinque lunghi moli perpendicolari, in località Prangi /CentoFontane / grotta del Bue.

Nella zona Piedigrotta /Prangi sono quasi crollate le grotte del Bue (si pensa che ci fosse ancora in epoca ottocentesca la foca monaca, detta bue marino), e del Saraceno /Centofontane. La grotta del Saraceno, immensa, oggi pericolante è oggetto di una tradizione secondo cui per anni fosse usata dai pirati saraceni e barbareschi, come deposito delle prede e delle persone catturate nelle incursioni nei paesi dell'interno. Ciò è possibile considerando che quella zona del litorale è rimasta spopolata per secoli proprio a causa dell'incessante azione banditesca di pirati di diversa origine, impegnati nella cattura di schiavi, forza motrice dell'antichità.

Pizzo era famosa in epoca borbonica come località di arrivo della nave postale da Napoli, anche se non aveva un porto vero e proprio, e come posto di provenienza di pesci prelibati, in primis il tonno, fresco o sott'olio. I re Borboni spesso facevano richiesta di tonno ed altri pesci, per cui Pizzo andava famosa.

I Borboni fecero qualche intervento per Pizzo, e c'è traccia del viaggio del 1854 del Re Ferdinando II, che venne in Calabria con l'esercito napoletano in esercitazione armata, e con il figlio Francesco (da lui chiamato Ciccillo). Una notte il Re era rimasto impantanato alla foce del fiume Angitola, ed i Pizzitani gli offrirono ospitalità, in case signorili, ma il re volle accettare l'ospitalità del convento di San Francesco di Paola, cui era devotissimo. Si tramanda che il convento fosse assolutamente impreparato a ricevere il re e che non avessero nemmeno l'acqua. Sul corso c'è la targa che ricorda l'evento. Il castello testimonia la presenza degli aragonesi nel XV secolo.

Proprio in questo luogo, il castello Aragonese, fu tenuto prigioniero e in seguito condannato a morte Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone Bonaparte. Venne fucilato il 13 ottobre 1815, dopo alcuni giorni di prigionia e un processo fatto nella sala principale del castello e fu poi sepolto nella chiesa di San Giorgio. Oggi il castello aragonese di Pizzo viene denominato Castello Murat. All'interno del Castello c'è il museo provinciale murattiano.

Come orientarsi[modifica]

Pizzo è un borgo sulla costa, arroccato su di un promontorio al centro del Golfo di Sant'Eufemia. Il suo territorio comprende una costa frastagliata, contraddistinta da spiagge sabbiose in alcuni tratti e da scogli in altri.

Sulla costa nord est, dalla pineta Mediterranea fino alla rocca, si estendono quasi 9 km di ampie spiagge sabbiose. Al termine della contrada Marinella si alza la montagna di Vibo, che fa da cortina al territorio.

Più a sud, dove si innalza il masso tufaceo su cui nasce e si sviluppa Pizzo, la costa diventa rocciosa con numerose calette e zone ricche di scogli naturali, nonché diverse grotte, fra cui la Grotta Azzurra, riaperta negli ultimi anni, dopo vari interventi per la protezione dal moto ondoso.

Nella zona centrale troviamo la spiaggia della Seggiola, piccolo fiordo al centro del masso tufaceo su cui è arroccato l'abitato su cui domina il Castello Aragonese eretto nella seconda metà del XV secolo da Ferdinando I d'Aragona e la Marina, graziosa località balneare nonché ritrovo notturno.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

  • L'aeroporto più vicino è quello di Lamezia Terme, che dista circa 25 km dal centro.

In auto[modifica]

In treno[modifica]

  • Stazione di Pizzo, localizzata al di fuori dell'abitato sul treno monorotaia.
  • Stazione di Vibo Valentia-Pizzo sulla direttissima, anch'essa a grande distanza dall'abitato.


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Chiesetta di Piedigrotta
Gruppi scultorie all'interno
  • 1 Chiesetta di Piedigrotta (in località La Madonnella). Interamente scavata nelle rocce tufacee, è situata un chilometro a nord di Pizzo. Al suo interno sono presenti diversi gruppi scultorei che l'arredano, anch'essi in tufo. La chiesa è contigua alla spiaggia, ed essendo esposta a ponente ne risulta molto suggestiva la visita pomeridiana, quando i raggi del sole penetrano nelle profondità delle grotte mettendo in risalto le colorazioni dei sali minerali che ricoprono le pareti. Alcuni definiscono la visita della chiesetta come un'esperienza mistica.
Un dipinto a forma circolare, sulla navata centrale della Chiesa, rappresenta una tempesta di mare ed un veliero in evidente difficoltà, rifacendosi alla storia della chiesetta, il cui primo nucleo fu edificato come ex voto per lo scampato naufragio da parte di alcuni marinai nel 1675.
Tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900 lo scultore Angelo Barone ampliò la grotta preesistente realizzando una chiesa. Durante la dura fase di scavo ebbe cura di lasciare alcuni blocchi di tufo che successivamente trasformò in statue. Il figlio, Alfonzo Barone, volle continuare il lavoro del padre e ampliò ulteriormente la chiesa, realizzando altre statue, capitelli e bassorilievi. Nel 1969, lo scultore Giorgio Barone, nipote dei due artisti citati, di ritorno dal Canada, restaurò in parte le statue e scolpì due medaglioni raffiguranti Papa Giovanni XXIII e John Kennedy.
La chiesetta è aperta tutti i giorni e vi si celebra messa il 2 luglio, in occasione della Madonna delle Grazie. Chiesetta di Piedigrotta su Wikipedia "chiesetta di Piedigrotta" su Wikidata
Castello di Murat
  • 2 Castello Murat, Scesa Castello Murat, +39 0963 532523. Il castello in cui fu prigioniero Gioacchino Murat, ora adibito a museo, fu eretto nel 1492 da Ferdinando I di Aragona. È una costruzione quadrangolare da un lato a picco sul mare e dall'altro circondata da un profondo fossato.
Al suo interno è custodito un residuo di una scultura di Antonio Canova (l'opera originale fu distrutta durante il passaggio di Giuseppe Garibaldi, ne è rimasta intatta solo una parte rappresentante un elmo). Si accedeva all'interno tramite un ponte levatoio costruito in mezzo a due torrioni, che è stato ora sostituito da un ponte tradizionale in pietra calcarea.
Il castello è dedicato a Murat, che qui venne fucilato il 13 ottobre del 1815. All'interno dell'edificio vi sono alcune ricostruzioni storiche e testimonianze di quei tragici avvenimenti.
  • 3 Chiesa Matrice di San Giorgio, Via san Giorgio 1. È la chiesa principale del paese, posta al centro dell'abitato. Edificio barocco del 1632, conserva una statua del Cristo opera di Gian Lorenzo Bernini ed un portale in marmo dello scultore Fontana. La chiesa custodisce la tomba di Gioacchino Murat.
  • Chiesa dei SS. Ferdinando e Immacolata (Chiesa della Marina). Fu costruita nel XVIII secolo sulle rovine del Convento dei Padri Agostiniani distrutto dal terremoto del 1783. Custodisce la statua della Madonna Addolorata, festeggiata in settembre, e una statua lignea di San Ferdinando.
  • Chiesa di San Sebastiano. Risale al XVI secolo ed è sede dell'Arciconfraternita del nome di Maria Santissima. Conserva stucchi, statue lignee: San Giuseppe festeggiato a marzo, San Sebastiano festeggiato a gennaio, SS. Nome di Maria festeggiato a settembre; inoltre sono custodite le statue della passione e morte di Gesù, utilizzate per la tradizionale processione del Venerdì Santo, detta " di l'Angeleji", decorazioni e ori ed altre opere di artisti calabresi come Zimatore, Morani, Murmura, Grillo, Carioti. Interessanti gli stalli in noce intagliati del XVIII secolo.
  • Chiesa del Purgatorio (Chiesa dei Morti). Edificio del 1651, nella cripta si trova una fossa sotterranea di tumulazione caratterizzata da numerose nicchie a parete che ospitano scheletri seduti o verticali, mantenuti eretti da un gancio.
  • 4 Chiesa della Madonna del Carmine. È la chiesa più antica di Pizzo, edificata nel 1579. Conserva numerosi affreschi e statue, fra cui quelle lignee della Madonna del Carmine festeggiata a luglio, e di Santa Rita da Cascia festeggiata a maggio.
  • 5 Chiesa dell'Immacolata. Sull'altare maggiore della chiesa, edificata nel 1630, si trova una statua lignea dell'Immacolata, di notevole pregio, festeggiata a dicembre insieme a Santa Lucia.
  • 6 Convento dei padri minimi di San Francesco di Paola. Edificio di rilievo, risale al 1579, come la corrispondente chiesa, ricostruita dopo il terremoto del 1905. Dal 2013 la Parrocchia di San Rocco e San Francesco di Paola è stata elevata a Santuario Diocesano
  • Chiesa della Stazione. Chiamata così perché situata vicino alla stazione di Pizzo, è dedicata alla Madonna di Piedigrotta. Più volte danneggiata dai terremoti e restaurata recentemente, ora è Parrocchia e custodisce una statua lignea della Madonna di Piedigrotta seduta su un trono, festeggiata a luglio e invocata come "Madonnina del Mare" o "dei marinai".
  • Palazzi. Oltre agli edifici religiosi, il paese annovera un buon numero di edifici civili di prestigio, legati in gran parte al nome di prestigiose famiglie: palazzo Caria, palazzo Musolino, palazzo Alcalá, palazzo Mattei, palazzo Camarda, palazzo Tranquillo, palazzo Scordamaglia Stingi, palazzo Castiglione Morelli, villa Castiglione Morelli, villa Cordopatri.


Eventi e feste[modifica]

Giro d'Italia 2018

Da Pizzo partirà l'11 maggio la settima tappa del Giro con arrivo a Praia a Mare.

  • Pizzo Folk Festival. Simple icon time.svg in agosto. Rassegna di canti e balli tipici della tradizione calabrese e del Sud Italia.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

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Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 4 Poste italiane, via Nazionale 63, +39 0963 531227.
  • 5 Poste italiane, piazza Procopio 1, +39 0963 539249.
  • 6 Mail Express Poste private, Via Nazionale, 93, +39 0963 533019.


Nei dintorni[modifica]


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