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Palena

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Palena
Palena e il Monte Porrara
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Palena
Palena
Sito istituzionale

Palena è un centro dell'Abruzzo.

Da sapere[modifica]

Palena è tra i paesi ai quali è stato assegnato il marchio Bandiera arancione del Touring Club Italiano.

Cenni storici[modifica]

Nella località Capo di Fiume sono stati trovati dei fossili, ora in mostra nel museo paleontologico comunale. Il territorio comunale di Palena risulta già abitato sin dall'epoca paleolitica: sono stati trovati nella zona di Palena alcuni manufatti di questo periodo. Nel periodo italico ed in epoca romana alcune contrade di Palena risultano abitate come dimostrano alcune tombe ed edifici del tempo. Il capoluogo comunale risale all'alto medioevo quando il paese risulta feudo dei Gualtieri, degli Orsini, di Antonio Caldora, di Matteo Di Capua e dei D'Aquino. Vari monaci benedettini hanno abitato la zona.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il territorio comunale di palena comprende anche i paesi di Aia dei Cordoni, Palena Stazione e Quarto Santa Chiara.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • Strada Statale 84 Italia.svg È interessata dalla ex strada statale 84 Frentana

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg Linee di pullman gestite da ARPA - Autolinee regionali Pubbliche Abruzzesi [1]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Chiesa di San Falco
  • Chiesa di San Falco. È la chiesa patronale del paese, intitolata a san Falco di Palena, monaco basiliano morto a Palena nell'XI secolo, e a Sant'Antonino Martire.
Una prima chiesa fu eretta durante il periodo dell'evangelizzazione nell'VIII secolo da parte dei monaci benedettini volturnesisulle rovine di un tempio pagano dedicato a Giove o ad Ercole e fu intitolata a Santa Maria de Palena. Dopo l'arrivo dei Franchi di Pipino e successivamente di Carlo Magno il tempio per volontà dei palenesi venne dedicato a Sant'Antonino Martire che, giunto in Italia dalla Borgogna, la tradizione vuole sia passato a Palena nel V secolo. Più volte il luogo di culto fu distrutto dalle incursioni barbare e dai terremoti, ma fu sempre ricostruito nello stesso sito. Intorno all'XI secolo i conti di Valva, feudatari di Palena, lo abbellirono all'interno di un più vasto piano di rimaneggiamento di chiese e monasteri nei loro possedimenti, come attestato dal rinvenimento di alcuni capitelli riconducibili all'arte protogotica dell'XI secolo.
Con la traslazione delle spoglie di san Falco dalla chiesa di Sant'Egidio al presente edificio, quest'ultimo cambiò di denominazione. Il corpo del Santo e gli armadi del reliquiario riuscirono a salvarsi dal violento terremoto che il 3 novembre 1706 distrusse la chiesa e tre quarti del paese. La nuova ricostruzione dovette però essere demolita nel 1841, quando divenne troppo piccola per contenere l'accresciuta popolazione. Il tempio fu innalzato nuovamente, ma fu raso al suolo dal bombardamento americano del 13 gennaio 1944, nel giorno della ricorrenza della morte di San Falco.
Dalla riedificazione del 1953 soltanto il campanile fa parte della chiesa precedente, ma le forme esterne vi rimangono comunque fedeli.
La pianta basilicale è a croce latina con un ampio transetto decorato da due rosoni.
La facciata in mattoni rossi è squadrata da fasce marmoree e ha un ampio rosone; sopra il transetto c'è una cupola ottagonale molto bassa e ampia con un oblò per ogni lato.
Il campanile è una torre imponente divisa in tre settori da cornici. Gli ultimi due settori hanno archi per ogni lato. Sulla sommità c'è una lanterna con archi che termina con cuspide. Alla base del campanile ci sono tracce della struttura originaria e delle arcate a tutto sesto. Sul lato di destra la roccia su cui poggia il campanile si collega con il fiume Aventino ed ha un'infossatura dentro cui è stata collocata la statua di una Madonna.
L'interno della chiesa aveva dipinti barocchi ma sono andati quasi tutti dispersi con la distruzione. Gli affreschi originari però sono stati recuperati fedelmente. Inoltre vicino all'altare sono conservate ancora le reliquie di San Falco da Palena.
Eremo della Madonna dell'Altare
  • Eremo della Madonna dell'Altare, Strada statale 84 tra il Valico della Forchetta ed il Monte Porrara, alla sinistra dell'Aventino. Fu fondato dai monaci celestini nei pressi di un contrafforte roccioso ove Pietro da Morrone visse in una grotta per circa quattro anni. Dal 1970 il complesso è proprietà del comune. L'eremo è posto su di una rupe che rende impenetrabile l'edificio su tre lati. L'insieme è formato da una chiesa, un complesso abitato e da un giardino pensile. La struttura abitata è distribuita su tre livelli, compreso il seminterrato. I portali hanno stipiti ed arco a tutto sesto.
La chiesa ha copertura a capanna nella parte a sud ed una copertura irregolare a nord. La facciata ha un portale architravato con stipiti, cornice modanata e fregio con stemma centrale. Ai lati del portale vi sono due lesene sulle quali vi sono sei capitelli con ornamenti a voluta e di tipo vegetale e floreale. Sopra il portale vi è un'apertura semicircolare con arco a sesto ribassato. La chiesa ha pianta rettangolare. L'interno della chiesa rispecchia quello di una casa di famiglia facoltosa.
In molte occasioni i pellegrini arrivavano all'eremo trascorrendovi la notte. :Attualmente vi si giunge il 2 luglio per la festa di San Falco di Palena. La leggenda sulla fondazione narra dell'apparizione di un'immagine sacra ad un pastorello.Un'altra festa è il 12 settembre. Successivamente l'eremo viene chiuso il 21 novembre per essere riaperto durante la Pentecoste.
  • Chiesa di San Cataldo, lungo la Strada Statale 84 (località San Cataldo). È stata costruita nell'XI secolo ma è stata rimaneggiata dopo la Seconda guerra mondiale per via dei gravi danni subiti. La facciata è nella struttura tipica dell'architettura religiosa abruzzese. Ai lati del portale vi sono due classiche finestre devotionis tipiche delle chiese rurali. Ai lati della chiesa vi sono tre finestre per lato. Il blocco aggiunto sul retro fungeva da sagrestia. L'interno ad un'unica navata presenta un altare realizzato in stucco ed una statua di gesso. Un'altra statua raffigurante San Cataldo è stata portata in un altro luogo dopo la chiusura al culto della chiesa. Tuttavia la chiesa è meta dei festeggiamenti del santo.
  • Chiesa e convento di Sant'Antonio (località Villa Galardi). Il complesso religioso risale al XVI secolo; in seguito venne distrutto dal terremoto del 1706, successivamente ricostruito apportando qualche modifica seguendo i canoni architettonici del tempo. Recentemente il complesso è stato restaurato nelle finiture esterne. Attualmente il convento, che è a due livelli, ospita oltre al "Museo dell'Orso Marsicano", anche una struttura ricettiva turistico-culturale. Il chiostro del convento è attorniato da un portico, anch'esso a due livelli che poggiano su pilastri in pietra su cui si sviluppano delle arcate a tutto sesto; il soffitto è con volta a crociera.
La chiesa è preceduta da un portico a tre arcate. Il cornicione è a romanelle. L'interno barocco è a singola navata con trabeazione. L'organo è posto sopra un ambone coperto da una cupola a sesto ribassato e separato dalla navata mediante un arco.
  • Chiesa della Madonna del Carmine, lungo la Strada Statale 84. Risale al 1835 ove forse vi era una piccola edicoletta di sosta per i viandanti. La chiesa è addossata ad una collina ed è composta da un'aula, un nartece, una sagrestia ed un presbiterio. La facciata è a capanna con tre finestre ad arco tutto sesto. Si accede alla chiesa mediante una scalinata.
Madonna del Rosario
  • Chiesa del Rosario, Corso Umberto I. Le varie iscrizioni poste all'interno della chiesa riferiscono le varie fasi della costruzione dell'impianto iniziato a costruire nel 1757 su un antico edificio. Denominata originariamente chiesa di Santa Maria della Neve, nel 1832 cambiò nome nell'attuale. La facciata, di stile barocco, è preceduta da due rampe di scale ed è suddivisa in tre campate mediante due ordini sovrapposti di lesene. Il primo ordine di lesene è di stile ionico, con volute poste secondo un'inclinazione di 45º. Il secondo ordine è di stile corinzio ed è intonacato. La campata centrale è più alta ed è sormontata da un timpano con la cornice spezzata. Il basamento è in pietra squadrata. Il portale ha una cornice settecentesca, sormontata da un rosone ad imitazione di una ruota, con decorazione di archi trilobati e testine d'angelo. Ai lati vi sono due finestre strombate. La pianta della chiesa è a croce greca e l'interno è completamente intonacato. Cappelle laterali sono poste ai lati di entrambi i bracci della croce greca e sono incorniciate da pilastri corinzi e archi a tutto sesto. Un organo, intarsiato e placcato d'oro, è posto su un ambone, sito a sua volta sopra due colonne all'ingresso dell'edificio di culto.
  • Chiesa di San Francesco, largo Capitoli. Risale al XIV secolo. Lo stile barocco dell'interno fa supporre che la chiesa sia stata ristrutturata tra il XVIII secolo ed il XIX secolo. Nel 1984 è stata resa inagibile per via dei danni del terremoto. L'edificio è preceduto da una scalinata; la facciata termina con un timpano curvilineo. Le lesene inferiori sono in ordine dorico con basamento in pietra, quelle superiori ioniche con piedistalli e volute. Il portale è posto tra due lesene e sormontato da un timpano curvo. Il tetto è a doppio spiovente in cui si erge un tamburo ottagonale con delle finestre rettangolari strombate al pari di quelle che si aprono ai lati. Il campanile è realizzato in pietra ed è posto nella zona absidale. L'ultimo livello della torre campanaria è frutto di una modifica successiva. L'interno è ad aula unica.
  • Castello. Il castello ducale è collocato su di uno sperone roccioso, nella parte più alta del centro storico di Palena. L'edificio originario risale al XII secolo, poi più volte rimaneggiato per via dei violenti terremoti che si sono susseguiti nel paese e nelle zone limitrofe. L'evento sismico del 1933 ha portato vari danni all'edificio, tra cui la distruzione dei torrioni, del maschio e del belvedere. Il castello, come lo vediamo oggi, è dovuto alla ricostruzione attuata negli anni cinquanta dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale. Attualmente si sta cercando di rifunzionalizzare i suoi interni. I vari stabili del castello sono coperti con tetti a doppia falda realizzati con manto di coppi e cornici a romanelle su tre filari di tegole sovrapposte. Un loggiato con quattro arcate abbellisce uno dei lati più lunghi, mentre sul lato opposto vi è una serie di quattro archetti. L'ingresso al castello è possibile mediante una porta urbica che ha un unico fornice ad arco a tutto sesto. Sul lato opposto vi è un portale architravato con cornice modanata e disegni geometrici.
  • Castelletta. Inizialmente sorta come masseria di sostegno della pastorizia presso un tratturo, ora viene utilizzata a scopo abitativo privato. La costruzione dell'edificio risale al XVII secolo sopra un edificio preesistente che leggende popolari vogliono un tempio dedicato a Giove o ad Ercole. Nel '900 col decadere della pastorizia l'edificio fu adattato a residenza. Due torrette circolari sorgono su due angoli. Alcune finestre sono dovute forse alle trasformazioni a scopo abitativo. La facciata è austera e priva di decorazioni. La tettoia è a cornici con romanelle costituite a tre file di coppi sfalsati l'un con l'altro. L'aspetto è romanico-rurale di cascina fortificata isolata dal centro abitato.
  • Case con portici, piazza del Municipio. Case a schiera i cui edifici originari sono forse medievali. L'aspetto odierno è frutto di modifiche e rimaneggiamenti nel corso del tempo. Al piano terra vi sono degli esercizi commerciali, ai piani superiori le abitazioni private. I portici presentano degli archi a tutto sesto ed a sesto acuto. Spesso sopra i portici si elevano due piani con un mezzanino con finestre per la maggior parte ovali; mostrano inoltre cornici marcapiano o tra il pianterreno ed i piani superiori o fra i piani superiori ed il mezzanino.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • Taranta Peligna — Conserva chiese antiche ed ha aree di interesse naturalistico quali la Grotta del Cavallone, la Grotta Canosa, le Acquevive, la Valle di Taranta.
  • Lama dei Peligni
  • Roccascalegna — Il suo castello, posto sulla cima di una sporgenza rocciosa come un nido d’aquila, domina sull'abitato; il piccolo borgo, composto da poche e basse case, si sviluppa ai piedi della rocca.
  • Casoli — Il centro urbano, raccolto attorno al castello ducale e alla chiesa parrocchiale, è arroccato su un colle alla destra del fiume Aventino, ai piedi della Majella.


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