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Nereto

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Nereto
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Nereto
Nereto
Sito del turismo
Sito istituzionale

Nereto è un centro dell'Abruzzo.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

È quasi in posizione baricentrica nella Val Vibrata, vallata dell'Abruzzo teramano che si stende da Civitella del Tronto al litorale adriatico. È equidistante da Teramo e Ascoli Piceno, dai quali lo separano 30 km.

Cenni storici[modifica]

Il Vico Galliano di epoca romana sorgeva in un'area già abitata in epoca preistorica e poi da popolazioni originarie della Grecia, ed era corrispondente all'attuale contrada San Martino. Con le invasioni barbariche il centro fu distrutto e i suoi abitanti si spostarono in una zona più a settentrione; l'abitato prese il nome di Casale Nereti. I monaci benedettini arrivarono nella zona dopo il Mille ed edificarono una chiesa di San Martino nel sito dell'antico Vico Galliano.

Il territorio di Nereto era stato fino ad allora aggregato al Piceno; i Normanni lo unirono al Regno di Napoli; il confine del Regno fu individuato nel fiume Tronto. Divenuto territorio di frontiera, Nereto cambiò la propria natura di casale e divenne centro fortificato tramutandosi in Castrum Nereti. Parteggiò per il Papa durante la contrapposizione fra Guelfi e Ghibellini. Nel 1279 fu dato in feudo ad Amelio de Agoto Courban già signore di Colonnella.

Nel 1383 fu venduto al Comune di Ascoli. Sotto questa dominazione Nereto godette di una buona autonomia e partecipazione al governo della comunità; ebbe un periodo di stabilità e di incremento della popolazione. Il suo ritorno sotto il Regno di Napoli non è collocabile ad una precisa data, ma avvenne comunque a fine Seicento. Con l'Unità il centro abitato si estese e assunse l'aspetto tardo ottocentesco che lo contraddistingue ancora oggi, accanto a zone più moderne. Il vecchio castello fu demolito dopo l'ultima guerra, e dell'antico centro medievale non resta quasi nulla.

La leggenda

La tradizione popolare narra che Annibale, giunto a Nereto durante la sua marcia lungo la penisola, vi trovò una grande quantità di buon vino, tanto che poté ristorare le truppe e lavare con questo i suoi cavalli per ripulirli dalle malattie contratte nelle paludi del Trasimeno.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Altri centri abitati del territorio di Nereto sono Capo di Valle, Certosa, Parignano, Pignotto, Rote, San Martino, San Savino, Vibrata.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • Autostrada A14 Casello sulla autostrada Adriatica, uscita Val Vibrata; dal casello si imbocca la ex statale Val Vibrata strada statale Vibrata, ora provinciale 259, che attraversa tutta la valle da Civitella del Tronto ad Alba Adriatica.


In treno[modifica]

Italian traffic signs - icona stazione fs.svg Stazione sulla direttrice adriatica: Alba Adriatica-Nereto-Controguerra

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg Linee di pullman gestite da ARPA - Autolinee regionali Pubbliche Abruzzesi [1]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Chiesa di San Martino. È senza ombra di dubbio il più pregevole monumento di Nereto. Fu con ogni probabilità edificata dove già esisteva un edificio romano. Di particolare interesse sono i capitelli delle colonne che delimitano la navata centrale. Nella prima metà del Dodicesimo secolo i Benedettini diedero la loro impronta all'edificio sacro che serviva l'antico Borgo Galliano che si sviluppava attorno al monastero. Con il consolidarsi dell'abitato nella zona più alta, la chiesa divenne campestre; i registri parrocchiali la definiscono infatti, in epoca più recente, extra moenia.
In una bolla del Papa Clemente III è elencata tra le dipendenze del monastero benedettino di San Nicolò a Tordino. L'interno è a pianta basilicale; la navata centrale è molto più ampia di quelle laterali, ed è delimitata da colonne cilindriche di travertino con pregevoli capitelli di stili pluriformi. Il frontone è in travertino; la facciata termina in linea orizzontale, caratteristica questa che trova un'infinità di applicazioni nelle chiese abruzzesi e che caratterizza un po' l'architettura religiosa della regione. Il portone e le due finestre laterali sono ad arco tondo. Ampie finestre danno luce alla navata centrale. Sul coro, in una nicchia, si può vedere l'immagine della Madonna della Purità che viene festeggiata la terza domenica di ottobre e veniva chiamata in passato Madonna di Galliano. Una relazione del 1610 scritta in occasione di una visita pastorale ci informa che le pareti dell'interno erano affrescate con numerose immagini di Cristo, della Madonna e di vari Santi, delle quali ormai non rimane traccia.
Il Santo titolare della chiesa era un tempo presente con un busto argenteo, trasferito poi in Maria Santissima della Consolazione quando quella chiesa, più centrale nel nuovo abitato, divenne chiesa parrocchiale. Il Santo è tuttavia presente sul portale di ingresso, scolpito in travertino; si tratta probabilmente di un recupero dall'antica chiesa preesistente al restauro operato dai Benedettini nel Quattrocento. Adiacenti alla chiesa ci sono resti di case romane che testimoniano l'antichità dell'insediamento che probabilmente non fu isolato, ma costituì un centro abitato.
La chiesa di San Martino, con quella di Torano, formava la Diocesi Nullius di S.Attone, soggetta agli abati del monastero di S.Atto; assieme a quest'ultimo nel 1477 passarono al Capitolo aprutino.
San Martino fu anche per molto tempo, e fino al 1886, cappella cimiteriale. Nei primi decenni del Novecento sul luogo del vecchio cimitero, dismesso appunto dal 1886 quando venne costruito il nuovo Camposanto, venne innalzata la statua in marmo bianco che rappresenta la Madonna di Fatima. L'ultimo restauro è ottocentesco; ad esso si devono ad esempio la facciata e il rosone.
  • Chiesa parrocchiale di Maria Santissima della Consolazione. Di probabile fondazione quattrocentesca, custodisce una statua in terracotta del Quattrocento raffigurante la Madonna della Consolazione, che sarebbe coeva alla costruzione della chiesa, ed il busto argenteo di San Martino, patrono di Nereto, qui trasferito dall'antica chiesa di San Martino quando Maria Santissima della Consolazione divenne chiesa parrocchiale per comodità degli abitanti.
Fra i vari interventi di ristrutturazione subiti dall'edificio è da ricordare quello effettuato dal 1850 al 1865, con il prolungamento della chiesa e l'inglobamento di una cappelletta dedicata a Sant'Antonio di Padova, di Ius Patronatus della famiglia Tonelli. Gli affreschi dell'interno sono opere ottocentesche. A tre navate, dal luminoso interno, la chiesa appare oggi nei suoi caratteri dascrivibili al tardo barocco con connotazioni anche successive.
Santa Maria del Suffragio e Piazza Cavour
  • Chiesa di San Rocco. Fu eretta intorno al 1527, anno in cui ci fu una epidemia di peste, ed infatti fu dedicata a San Rocco. Di pianta ottagonale è di piccole dimensioni; sorge all'inizio di via Matteotti ed era anticamente al di fuori della cinta muraria, proprio a sottolineare il suo carattere di baluardo contro le pestilenze. Inoltre in epoca di epidemie i malati non erano a contatto con la popolazione. La chiesa ora è sconsacrata e versa in stato di grave degrado.
  • Chiesa di Santa Maria del Suffragio. Fu costruita nel 1676, ma ha l'aspetto conferitole dal rifacimento effettuato nell'Ottocento. Prospetta sulla piazza principale, ed è caratterizzata dalla presenza di due facciate rifinite da un timpano e da lesene; il portale della piazza ha una cornice in pietra. Ha alcuni quadri del Seicento e del Settecento di modesto rilievo ed un antico crocifisso ligneo. La torre campanaria si erge a fianco della parete posteriore.
  • Chiesa di Maria Santissima Addolorata. Costruita con le offerte dei fedeli a metà Settecento, fu sede di Confraternite. Ha copertura a capanna, lesene decorative sulla facciata e linee architettoniche semplici. L'alto campanile termina con una guglia, mentre sul culmine del timpano di facciata si trova una statua della Madonna; sopra il presbiterio si eleva una cupola che termina con una lanterna. Restaurata nel Duemila, ha subito danni dal terremoto del 6 aprile 2009 ed è pertanto chiusa.


Eventi e feste[modifica]

  • Torneo di Ruzzola Lancio del formaggio Trofeo Rubini. Simple icon time.svg Prima domenica di maggio.
  • Sagra della favetta. Con degustazione di pane cosparso di olio e vino delle colline della Vibrata, la seconda domenica di maggio.
  • Mostra scambio delle radio d'epoca e delle apparecchiature per telecomunicazioni. Simple icon time.svg Terza domenica di maggio.
  • Fiera delle ciliegie. Simple icon time.svg Prima domenica di giugno.
  • Estate Neretese. Manifestazione che si protrae per tutto il mese in luglio e in agosto, con un minimo di 45 manifestazioni(teatro dialettale, bande, majorette, concerti, operette ecc,).
  • Settembrata Neretese. Nel mese di settembre, con degustazione del tradizionale piatto della capra alla neretese.
  • Fiaccolata della solidarietà. Simple icon time.svg 10 novembre.
  • Festa patronale di San Martino. Simple icon time.svg 11 novembre.
  • Rievocazione del Miracolo della Madonna della Consolazione. Simple icon time.svg 22 dicembre.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

La Regione Abruzzo ha dichiarato piatti tradizionali abruzzesi due specialità culinarie di Nereto: il tacchino alla neretese e la capra alla neretese.

  • Pizzorante Zio Mamo - ristorante pizzeria, viale garibaldi 10, +39 086182275.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]


Tenersi informati[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • Ascoli Piceno — La città dista circa 24 Km da Civitella del Tronto percorrendo la SP8 e raggiungere la SP81 per poi seguire la direzione Ascoli Piceno. È nota come la Città delle cento torri. Il suo centro storico è famoso per avere case, palazzi, chiese, ponti e torri elevate in travertino. Qui, la storia e gli stili architettonici hanno sedimentato il loro passaggio dall'età romana al medioevo, fino al rinascimento. Artisti come Cola dell'Amatrice, Lazzaro Morelli, Carlo Crivelli, Giosafatti ed altri valenti scultori, lapicidi, pittori hanno lasciato un segno del loro talento. Accoglie una tra le più belle piazze d'Italia: Piazza del Popolo, centro di vita culturale e politica, incorniciata dai portici a logge, Palazzo dei Capitani e il Caffè Meletti. Ogni anno nel mese di agosto vi si tiene la Quintana, rievocazione storica in costume con corteo e competizione di sei cavalieri in lizza per la conquista del Palio.
  • Civitella del Tronto — Arroccata su un crinale, ci offre lo spettacolo delle sue fortificazioni che sono fra le meglio conservate e le più vaste d'Europa; fu l'ultima roccaforte ad arrendersi, quando ormai tutto il resto del regno borbonico era già stato conquistato all'Italia.
  • Teramo — Antica città con un importante centro storico, vanta una splendida Cattedrale che entra nel novero delle migliori espressioni dell'architettura religiosa abruzzese. Ha importanti resti romani.
  • Giulianova — La città antica, su un colle, conserva resti delle fortificazioni e antiche chiese; lo sviluppo urbanistico dilagato sulla costa costituisce una delle più importanti stazioni balneari della regione.


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