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Mértola

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Mértola
Veduta di Mértola
Stemma e Bandiera
Mértola - Stemma
Mértola - Bandiera
Stato
Regione
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Posizione
Mappa del Portogallo
Mértola
Mértola
Sito del turismo
Sito istituzionale

Mértola è una città del Basso Alentejo.

Da sapere[modifica]

Cenni storici[modifica]

Mértola fu colonizzata dai Fenici, dai Cartaginesi e infine dai Romani che la chiamarono Myrtilis Iulia. La posizione di Mértola, su una ripida altura sovrastante la confluenza dei fiumi Guadiana, fu cruciale per il suoi esordi storici. Prodotti agricoli coltivati ​​nelle vicine villae rusticae, e minerali preziosi (argento, oro e stagno) estratti nel suo territorio venivano caricati su navi che risalivano il corso del fiume ed esportati in tutta l'area del Mediterraneo.

Tra il I e il II secolo d._C. Myrtilis, faceva parte della provincia romana della Lusitania ricadendo nel Conventus Pacensis, un distretto amministrativo il cui capoluogo era Pax Julia, l'odierna Beja, situata pochi km più a nord. Sotto Augusto fu elevata al rango di Municipium ottenendo anche il diritto di battere moneta propria.

Dopo la caduta dell'impero romano d'occidente, Myrtilis fu occupata dalle tribù germaniche degli Svevi e dei Visigoti. In questo periodo (V-VIII secolo d. C.) i suoi commerci si ridussero ma rimasero ancora attivi, come dimostrato da iscrizioni funebri in greco che attestano la presenza di mercanti bizantini in città.

Intorno al 711, la penisola iberica fu invasa da ondate successive dei Mori provenienti dal Maghreb che vi rimasero per più di 400 anni. Sotto di loro il porto fluviale di Mértola, allora chiamato Martulah, rifiorì intrattenendo commerci con il nord-Africa e gli altri centri di al-Andalus

I mori cinsero il borgo di mura e innalzarono un castello per proteggersi dalle mire egemoniche sia dei vari emirati sorti dopo la dissoluzione del califfato di Cordova, sia dei regni cristiani che occopavano il nord della penisola iberica.

Nel 1031, Mértola divenne un emirato indipendente (taifa) il cui territorio si estendeva fino alle coste dell'Algarve orientale ma fu occupata dopo nemmeno quindici anni dall'emiro di Siviglia. Dopo circa un secolo Mertola tornò di nuovo indipendente (seconda taifa di Mertola) sotto la guida di Ibn Qasi, un abile condottiero di tendenze mistiche che unificò il Portogallo meridionale contrastando con successo l'egemonia degli Almoravidi in terra iberica. La sua statua equestre troneggia all'ingresso del castello.

Il dominio dei mori tramontò per sempre nel 1238 con la Reconquista della città operata dal re portoghese Sancho II. Mertola fu donata ai Cavalieri dell'Ordine di Santiago che aveva svolto un ruolo importante nella conquista cristiana del Portogallo meridionale. La fine del dominio dei Mori comportò tuttavia anche la fine delle fortune commerciali di Mértola e l'inizio di una fase di decadenza che, tranne brevi parentesi, non ha mostrato segni di arresto, nemmeno ai nostri giorni.

L'assegnazione di vaste estensioni di terra a rappresentanti dell'aristocrazia, l'afflusso di prodotti pregiati dalle colonie determinarono lo spopolamento progressivo delle campagne, un fenomeno comune a tutta la regione dell'Alentejo ma che ha assunto proporzioni ancora più drammatici nel Basso Alentejo. La riforma agraria varata dai governi socialisti dopo la rivoluzione dei garofani ha cercato di porre rimedio alla piaga secolare dei latifondi ma questi si sono ristabiliti dopo l'uscita dalla scena politica dei governi di sinistra.

Una battuta d'arresto si ebbe nel 1858 con l'inizio dello sfuttamento di giacimenti minerali nella vicina contrada di São Domingos da parte da parte della compagnia "Mason & Barry". Dopo circa un secolo i giacimenti apparivano esauriti e la miniera chiuse definitivamente i battenti nel 1965. Nel decennio successivo la popolazione di Mértola era ridotta di 1/3, soprattutto nella fascia di età tra 1 15 e i 25 anni. Il decremento della popolazione continua ancora e in base ai dati del censimento del 2011 il numero degli abitanti in città era sceso a 2008 (7.274 abitanti sull'intero territorio comunale).

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Castelo de Mértola
Statua equestre de ibne Cassi sullo sfondo della Torre de Menagem
Torre do Relógio
  • 2 Torre do Relógio, Rua Dom Sancho II 15.
  • 3 Ponte de Mértola. "Ponte de Mértola" su Wikidata
(Igreja matriz
  • 4 Igreja Matriz (Igreja de Nossa Senhora da Anunciação). Simple icon time.svg Mar-Dom 9:00—12:30 & 14:00—17:30. Realizzata in una moschea (mesquita) del XII secolo che a sua volta incorporava elementi di edifici precedenti, in particolare di epoca romana. Fu solo nel XVI secolo che fu avviato un programma di restauri ed interventi volti ad eliminare l'aspetto originario della moschea. Dell'epoca musulmana rimangono i merli e i pinnacoli conici che adornano il tempio oltre a quattro porte ad arco in forma di ferro di cavallo tipiche dello stile mudéjar. All'interno si distingue ancora il mirhab finemente scolpito per quanto i marmi che lo rivestono abbiano perso la policromia originale "Church of Nossa Senhora da Anunciação" su Wikidata
  • Museu de Mértola. Creato dal Comune di Mértola nel 2004, il museo è composto da diversi nuclei geograficamente dispersi, per lo più situati nel centro storico di Mértola ed elencati di seguito:
  • 5 Casa Romana.
  • 6 Scavi di Alcaçova. Effettuati sul versante nord della collina del castello, gli scavi hanno portato alla luce mosaici e parti del criptoportico lungo circa 30 metri e alto 6 metri che probabilmente faceva parte del foro della città romana di Myrtilis. Nel tardo impero furono eretti sul criptoportico edifici votati al culto cristiano; tra questi un battistero del V / VI secolo, poi ricoperto di marmi e mosaici policromi, di cui rimangono alcuni significativi frammenti raffiguranti animali e scene di caccia. In epoca islamica, l'intera area fu occupata da un quartiere residenziale con una trentina di abitazioni. Dopo la conquista cristiana del 1238, il quartiere fu completamente devastato e lo spazio adattato a cimitero.
  • 7 Basílica Paleocristã, Largo do Rossio do Carmo 10.
  • 8 Mina de São Domingos (Contrada di Corte do Pinto, 18 km ad est di Mértola). La miniera a cielo aperto di São Domingos, sfruttata fin prima dell'arrivo dei Romani per l'estrazione di rame ma anche di oro ed argento, rimase in funzione in età moderna dal 1858 al 1966. La visita si compie percorrendo il tracciato della vecchia ferrovia (15 km) fino al villaggio di Pomarão, dove era situato il vecchio porto fluviale che serviva per l'esportazione dei minerali. "Sao Domingos Mine" su Wikidata

Attrazioni naturali[modifica]

  • 9 Pulo do Lobo (Il salto del lupo) (18 km a nord di Mértola). Pulo do Lobo è una cascata con un balzo di 16 m. situata nel cuore del Parco Naturale della Valle del Guadiana. Si trova allo sbocco di una gola formata dal rio Guadiana, particolarmente irruente nel suo alto corso, come descritto dallo scrittore portoghese José Saramago. "Pulo do Lobo" su Wikidata


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

Café Guadiana

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Hotel Museu

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

Ufficio postale
  • 1 Ufficio postale, Rua de Alvés Redol, 25, +351 286 610 030. Simple icon time.svg Lun-Ven 09:00-12:30 & 14:00-17:30.


Nei dintorni[modifica]

Informazioni utili[modifica]

Mértola ha due farmacie con orario dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00. Il sabato chiudono alle 13:00. La domenica e dopo le 19:00, le farmacie forniscono assistenza di emergenza su prescrizione medica.

  • 3 Farmácia Pancada, Rua Dr. Afonso Costa, +351 286 618 000.
  • 4 Farmácia Nova, Rua de Beja, 22.


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