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Cinquefrondi
Processione di san Michele arcangelo
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Cinquefrondi
Sito istituzionale

Cinquefrondi è una città della Piana di Gioia Tauro.

Da sapere[modifica]

Cenni storici[modifica]

Secondo Michele Sarconi, il nome deriverebbe dalle 5 torri che cingevano la fortificazione difensiva.

Le origini del sito sono descritte soltanto da fonti di tradizione orale e per lo più leggendarie, le quali parrebbero indicare che prima dell'insediamento urbano, all'epoca della Magna Grecia, nacquero due templi pagani, mentre la cittadina sarebbe sorta dopo, già in era cristiana. Uno dei templi era dedicato alle Muse, sui resti dell'altro sarebbe invece sorta, secoli dopo, l'attuale chiesa del SS. Rosario.

Il tempio delle Muse diede anche il nome, per un certo periodo, alla cittadina, chiamata infatti in latino Templum Musarum.

Intorno al IV secolo fu eretto un monastero di monaci basiliani che, abbandonato nel VII secolo, fu in seguito riutilizzato episodicamente sino al 1783 quando il terremoto lo distrusse, radendo al suolo la città. Il monastero dovette essere verosimilmente intitolato a San Filippo d'Argirò, nome con cui è noto oggi e al quale erano intitolati altri edifici analoghi a Pellaro e a Gerace e il Fiore riferisce che nel 1436 sarebbe stato ristrutturato da Franca d'Anoja [...] con breve di papa Eugenio IV. La stessa fonte soggiunge che assunse il nuovo titolo di San Filippo e San Giacomo, passando ai Riformati nel 1596.

Nel XIV secolo Cinquefrondi faceva parte del feudo di Anoia comprendente le vicine Grotteria, Maropoati, Tritanti, Galatro e Plaesano, e assegnato alla famiglia Caracciolo. Nel XVII secolo è attestato l'uso del titolo di marchese di Cinquefrondi, che in quel periodo era della famiglia Pescara. La famiglia Giffone, che ottenne il titolo di Marchese di Cinquefrondi nel 1611, nel 1580 aveva fondato (con facoltà di papa Gregorio XIII) il monastero dei Padri osservanti francescani e nel 1695 la chiesa di Santa Maria del Soccorso.

Nel 1703 fu data alle stampe una pubblicazione storica che raccoglieva informazioni sulla città a partire dalle sue origini.

Nel 1783 si ebbe la distruzione del paese ad opera del terremoto. Più fonti tramandano che il casale di Giffuni perì e il torrente Giffuni scomparve, mentre apparve un laghetto.

Nel XIX secolo la città faceva parte della diocesi di Mileto.

Nel 1899 lasciò il paese l'anarchico Giuseppe Condò, il quale emigrò per l'Argentina ove assunse il nome di Josè Martine; qui, nel 1903, prese parte ai tumulti legati alla proclamazione dello stato d'assedio e in tale circostanza ebbe a pugnalare un poliziotto. Fu riconosciuto insano di mente e avviato verso un manicomio criminale, dal quale fuggì per rimpatriare in Calabria. Tornò in Argentina poco dopo, ma nel 1911 fu accusato di fabbricazione di materie esplodenti, processato, riconosciuto innocente, ma espulso. Tornato di nuovo a Cinquefrondi, nel 1913 ne ripartì clandestinamente (non avendo passaporto) stavolta in direzione di New York, ove riprese la militanza anarchica.

Nel 1921 l'archeologo Vincenzo De Cristo (originario di Cittanova), forse su indicazione di Paolo Orsi (che ne aveva suggerito la nomina a regio ispettore onorario di Scavi e Monumenti), intraprese operazioni di escavo.

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Gli aeroporti più vicini sono quelli di Reggio Calabria e Lamezia Terme, da lì si dovrà proseguire con altri mezzi.

In auto[modifica]

Cinquefrondi è attraversata dalla Strada statale 682 (due svincoli per la cittadina) e dalla Strada provinciale 4.

In treno[modifica]

Attualmente non è possibile raggiungere la località con il treno, in quanto l'unica linea che la attraversa (quella delle Ferrovie della Calabria verso Gioia Tauro) è sospesa dal 2011.


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]


Eventi e feste[modifica]

  • Festa patronale di San Michele arcangelo. È la festa del patrono di Cinquefrondi e si tiene insieme a una fiera che dura tre giorni e occupa il centro cittadino. La parte religiosa della festa comprende la processione al seguito della statua della Vittoria dell'arcangelo Michele su Satana, opera di Vincenzo Scrivo.
  • Festa di San Rocco. La ricorrenza cade la seconda domenica del mese di settembre, ed è preceduta da una novena. Durante la novena i bambini vanno questuando con vassoi istoriati con icone del santo, per sollecitare offerte con cui si finanzia lo spettacolo dei fuochi d'artificio. Tradizionalmente, sui marciapiedi e negli spazi antistanti le case si realizzano i cosiddetti "deserti", consistenti in sorta di ripari di tavole e pali che hanno un rivestimento interno fatto di canne intrecciate con piante di fiume; nei "deserti", cioè all'interno degli spazi così delimitati, si raffigurano alcune tappe di rilievo della vita di san Rocco (il ritiro in una grotta, la sorgente miracolosa, la cura degli appestati, il carcere, la chiesa). Talora i bambini vi figurano vestiti da carcerati o da ammalati. Si tiene anche una processione in cui alcuni fra i partecipanti hanno il capo coperto dai "pajjaredi" (o "spinati"), che consistono in campane di spine, a forma di pagliaio; questi fedeli seguono il percorso a piedi scalzi.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 38.41898216.0932551 Ufficio postale, Via Canada, 1/A, +39 0966 939549, fax: +39 0966 941992. Simple icon time.svg Lun-Ven 8:20-13:35, Sab 8:20-12:35. Dotato di locker.
  • 38.41705316.0892 Tabaccheria n. 6, Via Vittorio Veneto, 179, +39 0966473279. Simple icon time.svg Lun-Sab 6-13, 14:30-20:30; Dom 6-13. Servizi Punto poste: acquisto scatola per spedire con Poste Deliverybox Express, invio resi e-commerce, ritiro pacchi, spedizione pacchi preaffrancati e prepagati e stampa etichette per spedire resi e pagati online.
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Nei dintorni[modifica]


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