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Calascio

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Calascio
La rocca
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Calascio
Calascio
Sito istituzionale

Calascio è un borgo dell'Abruzzo.

Da sapere[modifica]

Il piccolissimo borgo fa parte della Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli. Il turismo è incentrato principalmente sul borgo vecchio medievale di Rocca Calascio e sul castello. Centinaia di visitatori alla settimana esplorano il castello e la valle sottostante di Navelli e Castelvecchio Calvisio, altro borgo medievale di notevole interesse storico. L'ambiente scenografico è scelto dagli amanti della montagna e della fotografia in quanto sono visibili dalla rocca i borghi di Santo Stefano di Sessanio e Castel del Monte. Prodotti locali sono anche il vino e la carne. Dal vicino Santo Stefano è possibile raggiungere la piana di Campo Imperatore. Fa parte dei Borghi Autentici d'Italia.

Cenni geografici[modifica]

Il territorio del comune rientra nei confini del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga costituendone di fatto una delle porte di accesso nella sua parte meridionale. Dista 5 km da Santo Stefano di Sessanio, 6 da Castelvecchio Calvisio, 14 da Barisciano, 23 da Bominaco, 32 da Campo Imperatore, 35 dall'Aquila.

Cenni storici[modifica]

L'esistenza del borgo, di origine normanna, è testimoniata già dall'816 in un documento di Ludovico I come possedimento dei monaci Volturnensi. Successivamente, intorno all'anno Mille, venne fondata la rocca sul monte sovrastante, in origine una semplice torre d'avvistamento. Nel Quattrocento la rocca crebbe d'importanza e dimensioni: passata dalla baronia di Carapelle (XIV secolo) alla famiglia Piccolomini (XV secolo) e quindi alla famiglia Medici (XVI secolo), venne posta a controllo dei capi di pecore coinvolti nella transumanza sulla direttrice del regio tratturo per Foggia. La struttura del castello venne modificata ed ampliata ed alle sue pendici si formò un piccolo borgo, anch'esso arroccato.

Per un lungo lasso di tempo si ebbe dunque la coesistenza di due borghi, Calascio e la Rocca Calascio, a funzioni strategiche diverse essendo il primo posto alle pendici del monte direttamente sulla strada che porta a Santo Stefano di Sessanio e all'Aquila ed il secondo in posizione predominante sull'intero altopiano di Navelli e in prossimità dei pascoli di Campo Imperatore. Nel 1703 venne devastata da un violento terremoto in seguito al quale la rocca, fortemente danneggiata, venne quasi completamente abbandonata e buona parte della popolazione si trasferì nella sottostante Calascio che da quel momento si sviluppò maggiormente rispetto alla rocca.

Come orientarsi[modifica]

Il paese è caratterizzato da un nucleo compatto d'origine altomedievale, posto sulla strada che da Santo Stefano di Sessanio va verso Castel del Monte, contornato da alcune strutture moderne, soprattutto del XIX e XX secolo. Sul monte sovrastante è invece il borgo di Rocca Calascio ed i ruderi del castello. L'architettura residenziale è dominata dalla tipologia di casa-torre, con struttura simile ad una torre in muratura, a base molto piccola e notevole sviluppo in altezza (cinque o sei piani).

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende anche la località Rocca Calascio.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg Linee di pullman gestite da ARPA - Autolinee regionali Pubbliche Abruzzesi [1]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Chiesa di San Francesco (Convento di Santa Maria delle Grazie). Presenta all'interno un candelabro e un ciborio del XVII secolo, una tela ad opera di Giulio Bradeschini (XVI secolo) ed un'altra raffigurante una Madonna con Bambino.
Oratorio di Santa Maria della Pietà
  • 1 Chiesa di Santa Maria della Pietà (in località Rocca Calascio). Nelle vicinanze della rocca, sul sentiero che porta a Santo Stefano di Sessanio, si trova questo tempietto eretto tra il XVI e il XVII secolo sul luogo dove, secondo la leggenda, la popolazione locale ebbe la meglio su una banda di briganti. La chiesa, probabilmente fondata su una preesistente edicola rinascimentale, presenta una struttura esterna a pianta ottagonale con un ambiente adibito a sacrestia appoggiato a una delle facciate e una cupola a otto spicchi. L'interno, articolato su un sistema di paraste tuscaniche, presenta un dipinto raffigurante la Vergine miracolosa e una scultura di San Michele armato. La chiesa, oggi adibita a semplice oratorio, è meta di fedeli e devoti.
  • Chiesa di San Nicola.
  • 2 Rocca (in località Rocca Calascio). La fondazione della rocca si fa risalire all'anno 1000 anche se il primo documento storico che ne attesta la presenza è datato 1380. La struttura originaria era costituita da un torrione isolato di forma quadrangolare a pietre già squadrate e aveva funzione di torre d'avvistamento.
Nel XIV secolo è possedimento di Leonello Acclozamora della baronia di Carapelle.
Successivamente, verso la fine del XV secolo, venne concesso da re Ferdinando ad Antonio Todeschini della famiglia Piccolomini che rafforzò la fortificazione dotandola di una cerchia muraria in ciottolame e quattro torri di forma cilindrica a uso militare. Durante questo periodo la rocca vide crescere il proprio peso economico, poiché posta a controllo dei capi di pecore coinvolti nella transumanza sulla direttrice del regio tratturo per Foggia, e ai suoi piedi si sviluppò un piccolo borgo, a sua volta cinto da mura.
Nel 1579 la famiglia Medici acquistò per 106.000 ducati la rocca e il vicino borgo di Santo Stefano di Sessanio al fine di estendere i propri possedimenti per sfruttare il commercio della lana. Nel 1703 venne devastata da un violento terremoto in seguito al quale l'area più alta del borgo venne abbandonata e buona parte della popolazione si trasferì nel vicino paese di Calascio, la cui nascita è collegata alla distruzione della rocca.
Nel XX secolo anche le ultime famiglie rimaste abbandonarono il borgo e la rocca rimase disabitata. Sul finire del secolo però, anche sull'onda del successo derivato dall'ambientazione di alcuni film (su tutti Lady Hawke del 1985), alcune abitazioni sono state recuperate e altre sono state convertite a strutture ricettive; il castello, inoltre, ha subito un'importante operazione di restauro e consolidamento ed è oggi una delle principali attrazioni turistiche della zona.
Il castello
  • Castello. Domina la valle del Tirino e l'altopiano di Navelli a poca distanza dalla piana di Campo Imperatore; è situato su un crinale a 1.460 metri d'altezza, in una posizione molto favorevole dal punto di vista difensivo ed era utilizzato come punto d'osservazione militare in comunicazione con altre torri e castelli vicini, sino all'Adriatico.
La struttura, interamente in pietra bianca a conci squadrati, si compone di un maschio centrale, probabilmente preesistente, di una cerchia muraria merlata in ciottoli e quattro torri d'angolo a base circolare fortemente scarpate. L'accesso avviene attraverso un'apertura sul lato orientale posta a circa cinque metri da terra, cui si accede attraverso una rampa in legno, originariamente retrattile, poggiata su mensole in pietra.
Il castello, danneggiato dal terremoto del 1703, è stato soggetto a una serie di restauri conservativi tra il 1986 e il 1989 volti a risanare la struttura e a consentirne il recupero architettonico-funzionale, ed è oggi fruibile gratuitamente ai visitatori.
Il borgo di Rocca di Calascio
  • 3 Borgo di Rocca Calascio. Il borgo, situato a sud-ovest rispetto al castello, lungo il sentiero che da Santo Stefano di Sessanio porta all'abitato di Calascio, compone con esso un unico organismo fortificato.
Il suo sviluppo è legato alle modeste dimensioni del castello e all'esiguità di uomini che riusciva a ospitare, oltre che alla necessità di salvaguardare la popolazione dagli assalti di invasori e pirati. Il collegamento con il castello avveniva attraverso un ponte levatoio in legno, oggi sostituito da una semplice rampa.
Può essere distinto in due parti, una originaria adiacente al castello e una posta più a valle e più recente. La parte alta venne praticamente abbandonata già in seguito alle distruzioni causate dal terremoto del 1703 ed è oggi in forma di rudere; la parte bassa era invece abitata sino al primissimo dopoguerra ed è stata sottoposta negli anni a numerosi restauri conservativi. Accanto a forme di restauro, per così dire "pubbliche", vanno segnalati anche interventi di semplici appassionati della montagna abruzzese che hanno contribuito al recupero del sito.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

  • 1 Poste italiane, Via Lembo di Cola, 1, +39 0862 930136.


Nei dintorni[modifica]


Altri progetti

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