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Sucre (città)

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Sucre
Sucre, Chuquisaca
Vista panoramica della città di Sucre
Stemma e Bandiera
Sucre (città) - Stemma
Sucre (città) - Bandiera
Appellativi
Stato
Regione
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
Fuso orario
Posizione
Mappa della Bolivia
Sucre (città)
Sucre
Sito istituzionale

Sucre è la capitale legale della Bolivia in quanto sede del potere giudiziario.

Da sapere[modifica]

Sucre è una città della regione di Chuquisaca. Sorge in una valle dell'Altopiano boliviano a circa 2.750 metri sul livello del mare. È conosciuta come "Sucre la bianca" per la sua architettura coloniale quasi interamente mantenuta nel centro storico. Proprio grazie alla sua architettura coloniale, fortunatamente ben conservata, Sucre è stata inserita nel 1991 nella lista UNESCO dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità, divenendo una apprezzata meta del turismo internazionale diretto in America del Sud.

Quando andare[modifica]

La stagione asciutta (da aprile a settembre) è generalmente considerata il miglior periodo per una visita considerando soprattutto il fatto che nella stagione delle piogge (da ottobre a marzo) possono verificarsi tempeste a volte disastrose.

Il clima di Sucre è determinato dalla sua altitudine con temperature medie più alte segnalate a novembre e minime a luglio. Le escursioni diurne sono notevoli, più accentuate nel periodo giugno-agosto (inverno australe) in cui possono scendere di diversi gradi sotto gli 0° C. Anche se si viaggia in periodi diversi dall'inverno australe, è importante verificare che la stanza d'albergo sia dotata d'impianto di riscaldamento funzionante.

Le precipitazioni assommano a una media di 679 millimetri per anno e sono concentrate tra dicembre e marzo. Gli altri mesi non vedono che poche gocce di pioggia (proprio nessuna tra maggio e agosto) .

Cenni storici[modifica]

Nell'area intorno all'odierna Sucre sono state rinvenute tracce di insediamenti umani risalenti al 10.000 a.C. In epoca cristiana il territorio era abitato dalla tribù dei Charcas, assoggettata dagli Incas intorno alla metà del XIV secolo. I Charcas adottarono i costumi e la lingua degli Incas, il quechua, parlato ancora oggi in gran parte dell'altopiano andino.

La città di Sucre fu fondata nel 1538. Le sue origini sono strettamente connesse con quelle della vicina città mineraria di Potosí, all'epoca la città più importante del Nuovo Mondo per l'estrazione dell'argento (plata) dalle miniere del Cerro Rico.

Quando i colonizzatori spagnoli iniziarono a estrarre l'argento nella vicina Potosí, si rese necessario proteggere la nascente industria mineraria dalla crescente ostilità degli indigeni. A tal fine, Pedro de Anzúrez fu incaricato di stabilire un presidio militare e una colonia nel territorio dei Charcas.

Anzúrez scelse un sito alla base delle montagne Sica Sica e Churuquella e il 29 settembre 1538 o il 16 aprile 1540 (si discute ancora oggi la data esatta), fondò la città di La Plata. L'odierna piazza Pedro de Anzúrez segna il punto della fondazione. Le famiglie nobili di Spagna che presiedevano all'estrazione dell'argento del Cerro Rico scelsero di risiedere a Sucre piuttosto che a Potosí in ragione del clima meno inclemente.

Grazie ai filoni argentiferi, La Plata prosperò e nel 1555 fu dichiarata città per decreto reale. Al fine di meglio tutelare gli interessi spagnoli in Sud America, il re di Spagna Felipe II istituì nel settembre del 1559 la Real Audiencia de Charcas, un'autorità amministrativa con sede La Plata, il cui territorio comprendeva la maggior parte dei moderni stati di Bolivia e Paraguay, oltre a porzioni del Perù, Cile e Argentina. A sua volta la Real Audiencia era divisa in diverse Intendencias tra cui quella di Chuquisaca di cui La Plata era il capoluogo. Il termine Chuquisaca è un errore di trascrizione del nome degli indigeni Choquechaca presenti nel territorio agli inizi dell'epoca coloniale.

Nel secolo successivo La Plata continuò a prosperare. Nel 1601 fu fondato il Monastero di Recoleta e nel 1609 fu istituito l'arcivescovado di La Plata. Nel 1624 fu istituita l'Università San Francesco Saverio di Chuquisaca, una delle più antiche dell'America Latina.

Con l'esaurimento dei filoni argentiferi del Cerro Rico, La Plata decadde. In seguito all'invasione napoleonica della Spagna, le colonie del Nuovo Mondo dichiararono la propria indipendenza. La Bolivia fu l'ultimo dei paesi sudamericani a liberarsi dal dominio spagnolo. Il 6 agosto 1825 fu proclamata nella casa di La Libertad la Repubblica di Bolivar, così chiamata in onore del suo più famoso libertador.

A Simon Bolivar fu offerta la presidenza della nuova nazione, ma la proposta fu respinta e il primo presidente della Repubblica fu il venezuelano Antonio José de Sucre, amico di Bolivar e figura chiave nelle guerre di indipendenza.

l 12 luglio 1839, la città di La Plata divenne ufficialmente la capitale della Bolivia e fu ribattezzata Sucre. La sede del governo boliviano fu trasferita a La Paz nel 1898. Ne conseguì un malcontento che sfociò in una breve guerra civile, risoltasi con un compromesso: Sucre condivise con La Paz il titolo di capitale della Bolivia e rimase sede della Corte Suprema.

Nel 1991 Sucre è stata dichiarato patrimonio mondiale UNESCO. Nel maggio 2008 scoppiarono violenze razziali in città, con diverse decine di residenti indigeni aggrediti e umiliati in Plaza 25 de Mayo, Le violenze si sono rinnovate in modo ancor più diffuso nel 2019.


Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

  • 1 Aeroporto di Alcantarí. Le aerolinee che al 2019 operavano allo scalo di Alcantarí erano le seguenti:
Cancellazioni di voli si verificano di frequente a causa del maltempo. Alcantari Airport (Q24239376) su Wikidata


In autobus[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Architetture civili[modifica]

Castillo de la Glorieta
  • 1 Castillo de la Glorieta (Lungo la strada per Potosí - Carretera n° 5). Simple icon time.svg Mar-Dom 10:00–17:30. Fatto costruire da Don Francisco Argandoña Revilla, uno spagnolo che fece fortuna a Sucre con l'estrazione mineraria e che creò in seguito una banca. Ottenne un titolo nobiliare nel 1897 da papa Leone XIII. Il castello presenta uno stile fortemente eclettico, dal moresco al gotico. Una delle sue torri è una copia in miniatura del Big Ben di Londra. (Q42799889) su Wikidata
  • 2 Palacio Nacional. (Q16615136) su Wikidata

Architetture religiose[modifica]

  • 3 Iglesia de San Lázaro, Calvo 449.
  • 4 Basílica de San Francisco de Charcas. Basílica de San Francisco, Sucre, Bolivia (Q5722005) su Wikidata
  • 5 Iglesia la Merced. (Q9006893) su Wikidata
  • 6 Catedral basílica de Nuestra Señora de Guadalupe. Cattedrale di Nostra Signora di Guadalupe (Sucre) su Wikipedia cattedrale di Nostra Signora di Guadalupe (Q7633160) su Wikidata
  • 7 Convento de San Felipe Neri, Nicolás Ortiz 165. (Q5785714) su Wikidata

Musei[modifica]

  • 8 Museo Casa de la Libertad, Plaza 25 de Mayo. L'antica cappella dei Gesuiti fu il luogo dove il 6 agosto 1825 si riunirono i combattenti per la libertà per dichiarare l'indipendenza dalla Spagna. Nella parete dell'abside sono appesi i ritratti dei tre libertadores incorniciati in foglie d'oro.
  • 9 Museo Convento La Recoleta, Calle Pantaleón Dalence (Plaza Anzures). Convento del XVII secolo trasformato in un museo con interessanti collezioni artistiche di epoca coloniale tra cui spiccano quelle del pittore Melchor Pérez de Holguín (1660–1732) le cui opere sono esposte anche alla casa de la Moneda di Potosí e al Museo de América di Madrid.
Il chiostro offre belle viste sulla città. Bello anche il giardino degli aranci dove è conservata una pianta d'arancio che si crede abbia più di 1.000 anni. L'albero d'arancio era un totem per le popolazioni precolombiane.
Sono visitabili anche i restanti spazi dell'ex convento compreso il refettorio e le celle dei monaci. Le pareti storte sono state realizzate per prevenire il danno provocato da eventuali terremoti.
  • 10 Museo Universitario Charcas, Bolivar 698. Allestito in un palazzo del XVII secolo, il museo è gestito dall'Università San Francisco Xavier. Le collezioni sono distribuite in 3 sezioni: antropologico, arte coloniale e arte contemporanea.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]

Parque Cretácico
  • 1 Parque Cretácico, Carretera Cochabamba km 5, +591 4 6457392. Simple icon time.svg Mar-Dom 09:00–17:00. Il parco, a soli 5 km dal centro città, ospita oltre 5000 impronte di dinosauro scoperte sul terreno del cementificio Fancesa, In seguito alla scoperta, l'area è stata trasformata in un parco a tema del giurassico, con un museo dedicato e una collezione di sculture raffiguranti dinosauri a grandezza naturale tra cui l'enorme titanosaurus.
La visita al Parque Cretácico è diventata un must per turisti di passaggio e impegna minimo per un paio d'ore.
C'è un servizio di bus navetta da Plaza 25 de Mayo, di fronte alla Cattedrale, chiamato sauromovil che parte dal martedì alla domenica alle 11 e alle 15. Costa 15 Bs. e parte solo se raccoglie almeno 4 passeggeri. :In alternativa si può prendere l'autobus n. 4 dal capolinea degli autobus o da via Arenales all'angolo di via Junin, a un isolato da Plaza 25 de Mayo. :Se si opta per un taxi, è necessario concordare in anticipo il prezzo della corsa e dell'eventuale ritorno


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]

Spettacoli[modifica]

  • 1 Stadio Olimpico Patria. Lo stadio del calcio, inaugurato nel 1992 e con una capacità massima di 32.000 persone. Stadio Olimpico Patria su Wikipedia estadio Olímpico Patria (Q747644) su Wikidata


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Kultur Berlin, Calle Eduardo Avaroa 326, +591 4 6466854. Funziona anche come ristorante e locale notturno.
  • 2 Hotel de Su Merced, Azurduy 16, +591 4 6451355. Boutique hotel a conduzione familiare, allestito in una antica magione. Ha 23 stanze in tutto e un patio centrale. Classificato con 4 stelle.


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Mercato di Tarabuco
  • 3 Tarabuco (64 km / 1h tramite la strada statale Ruta 6) - Cittadina tradizionale, nota per i suoi mercati dove è possibile reperire oggetti di artigianato locale e tessuti fatti a mano.
  • 4 Icla (100 km proseguendo dopo Tarabuco sulla Ruta 6. Due ore da Sucre) - Località in una valle che si restringe fino a formare gole dalle pareti ripide, adatte per essere scalate con la corda ma per ragioni di sicurezza è meglio affidarsi a guide locali reperibili a Icla o al vicino villaggio di 5 Candelaria anche per semplici escursioni nel canyon.


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