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Sorano

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Sorano
Veduta di Sorano
Stato
Regione
Territorio
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Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
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Sorano
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Sito istituzionale

Sorano è una città della Toscana.

Da sapere[modifica]

Sorano è definita la Matera della Toscana, per la sua particolare caratteristica urbanistica di numerosi edifici rupestri scavati nel tufo, che ricordano i celebri Sassi di Matera.

Cenni geografici[modifica]

Il territorio comunale di Sorano si estende nella parte orientale dell'area del Tufo. Il capoluogo comunale è situato su una rupe di tufo che da est domina un tratto del corso del fiume Lente; si trova al centro di un territorio che si sviluppa prevalentemente a quote collinari, seppur intervallato da conche e rilievi. L'altitudine più bassa si registra nel Pianetto di Sovana, presso l'omonima località, con quote attorno ai 270 metri, mentre le quote più elevate, di tipo montano, si registrano sulla vetta che sovrasta la frazione di Montevitozzo (926 metri s.l.m.) e sul Monte Elmo (829 metri s.l.m.), due rilievi che interrompono in modo netto il paesaggio collinare.

I fiumi principali sono il Fiora, che delimita a ovest il territorio comunale scorrendo da nord verso sud, e il fiume Lente, suo affluente di sinistra, che ha le sorgenti nel territorio comunale di Sorano. I corsi d'acqua minori, tra cui lo Stridolone, presentano carattere maggiormente torrentizio.

Una serie di sorgenti termali, note come Terme di Sorano, sgorgano lungo un torrente che scorre a circa 3–4 km a sud del centro.

Quando andare[modifica]

Pur presentando microclimi diversi nelle varie zone in funzione dell'altitudine e dell'esposizione, il territorio comunale di Sorano si caratterizza per temperature minime invernali piuttosto basse e massime estive molto elevate. Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a 4,5 °C; mentre quella dei mesi più caldi, luglio e agosto, è di +21,1 °C.

Le precipitazioni medie annue si attestano a 1190 mm, mediamente distribuite in 81 giorni di pioggia, con minimo relativo in estate, picco massimo in autunno e minimo secondario in inverno per gli accumuli; il numero dei giorni piovosi invece è pressoché identico in inverno, primavera ed autunno. Il valore di accumulo così elevato è dovuto all'ubicazione geografica in una conca intermontana, che tende a favorire fenomeni precipitativi di moderata o forte intensità.

Cenni storici[modifica]

Sorano nacque come antico possedimento della famiglia Aldobrandeschi, ma il territorio comunale era già abitato sin dal periodo etrusco, come dimostrano i notevoli ritrovamenti di insediamenti e necropoli antiche. Dopo il matrimonio tra Anastasia, ultima erede degli Aldobrandeschi, e Romano Orsini nel 1293, il controllo di Sorano passò alla famiglia Orsini.

Il centro seguì le vicissitudini storiche e politiche della vicina Pitigliano, dove era situata la residenza dei conti, e gli Orsini si impegnarono a potenziarlo fornendolo di fortificazioni efficaci, che resero Sorano un rifugio sicuro dagli attacchi nemici: più volte infatti, nel corso del XV secolo, i senesi posero la fortezza di Sorano sotto assedio, riuscendo ad occuparla solamente nel 1417. Nel 1556, Sorano passò in mano ai Medici, che la inglobarono nel Granducato di Toscana assieme alla vicina Pitigliano.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende anche i paesi di Castell'Ottieri, Cerreto, Elmo, Montebuono, Montevitozzo, Montorio, San Giovanni delle Contee, San Quirico, San Valentino, e Sovana. Molti di essi sono altrettante perle turistiche, che conservano pregevoli testimonianze archeologiche e urbanistiche.

Come arrivare[modifica]

In auto[modifica]

  • Autostrada A1: uscita Firenze Certosa. Imboccare il raccordo autostradale per Siena, uscire a Siena Sud. Proseguire sulla SS 2 Cassia fino al bivio per Sorano.
  • Autostrada A1: uscita Orvieto. Prendere la SS 71, attraversare Bolsena, quindi la SS 2 Cassia e proseguire poi sulla SS 74 seguendo le indicazioni per Sorano.

In treno[modifica]

Stazione ferroviaria di Albinia.

In autobus[modifica]

Autolinee SIRA: collegamenti diretti con Viterbo.

Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Fortezza Orsini
Collegiata di San Niccolò
  • 1 Collegiata di San Niccolò. Attestata nelle decime del 1276, subì profondi rifacimenti nelle epoche successive; gran parte dell'aspetto attuale è dovuto ad una ristrutturazione di inizio XVI secolo, quando nel 1509 ricevette il titolo di Collegiata, e a profondi ampliamenti effettuati in epoca settecentesca (1779). L'originario stile romanico in cui venne edificata la chiesa è rintracciabile soltanto nella parte posteriore. La facciata è in forme classiche mentre l'interno è diviso in due navate, con quella destra insolitamente più ampia di quella sinistra. La chiesa custodisce opere d'arte che abbracciano un lunghissimo periodo storico che spazia dal tardo medioevo al XIX secolo, tra cui un san Giuseppe col Bambino (1884) di Pietro Aldi, all'interno della cappella di Maria Addolorata. Collegiata di San Niccolò su Wikipedia collegiata di San Niccolò (Q3682904) su Wikidata
  • 2 Fortezza Orsini (Museo Civico Archeologico), Piazza Cairoli, 3, +39 0564 633767. Ecb copyright.svg € 5,00 intero, € 3,50 ridotto. La fortificazione sorse come rocca aldobrandesca nel corso del XII secolo. Il complesso venne ereditato dagli Orsini alla fine del Duecento, che la fecero diventare una delle loro più importanti residenze e il centro del potere della loro contea assieme al Palazzo Orsini di Pitigliano. Nel corso del Cinquecento, furono effettuati una serie di lavori che ampliarono il complesso, rendendolo ancor più possente. Tuttavia, la successiva caduta politica della Contea degli Orsini e la conseguente annessione di tutti i suoi territori al granducato di Toscana determinarono la trasformazione della fortezza in presidio militare mediceo, fino alla dismissione avvenuta nella prima metà del Settecento.
  • 3 Mura del borgo. Costruite nel medioevo, costituivano il sistema difensivo del borgo.

Nella frazione di Montevitozzo[modifica]

Chiesa di San Giacomo
  • 4 Chiesa di San Giacomo, piazza della Libertà. La chiesa venne edificata in epoca tardomedievale, quasi sicuramente nel periodo di transizione tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo. Fu ristrutturata, non completamente, nella seconda metà del XVI secolo, ma con la decadenza della contea fu quasi abbandonata a se stessa. Di quell'epoca è rimasta soltanto la campana piccola che porta la data del 1565 ed il nome del conte Niccolò IV Orsini. Con l'avvento del marchesato dei Barbolani di Montauto (1635) la chiesa fu rifinita ed arredata.
I secoli successivi videro un'espansione del borgo rurale che gradualmente divenne un vero e proprio centro abitato, mentre la chiesa venne completamente ricostruita tra gli anni sessanta e gli anni settanta del XX secolo, causando la perdita di tutti gli elementi stilistici tardomedievali e rinascimentali che caratterizzavano l'originario edificio religioso.
L'edificio si presenta ora con forme romaniche moderne, con facciata a capanna in blocchi di tufo listato su balza di pietra del luogo a facciavista. Sul lato sinistro della facciata c'è il campanile a torre con orologio, in pietra listata del luogo. Solo la parte terminale costituita dalla cella campanaria è in blocchi di tufo listato e cemento.
L'interno, in unica navata, è spartito da un arco a tutto sesto in tufo che delimita l'area presbiterale dalla restante navata. L'area absidale interna è decorata da un dipinto raffigurante l'ultima cena, realizzato nel 1984. Chiesa di San Giacomo (Montevitozzo) su Wikipedia chiesa di San Giacomo (Q3670245) su Wikidata
  • 5 Villa Orsini. Il complesso sorse nel tardo Quattrocento, nel sito in cui quasi certamente esisteva una preesistente struttura di epoca medievale. Il luogo divenne una residenza rurale estiva degli Orsini, che vi si ritiravano per trascorrere giorni di vacanza, lasciando temporaneamente i luoghi simbolo del loro potere all'interno della contea (Palazzo Orsini di Pitigliano e la Fortezza Orsini di Sorano).
Con la caduta della contea di Pitigliano, avvenuta agli inizi del Seicento, il complesso di Villa Orsini seguì il destino di tutti gli altri beni di possesso dell'omonima famiglia, passando di proprietà ai Medici, granduchi di Toscana, ed entrando a far parte territorialmente del loro granducato.
Da allora la villa, nonostante venisse concessa ai Barbolani di Montauto durante il Seicento, iniziò a perdere il prestigio che era riuscita a raggiungere nei secoli precedenti, divenendo una semplice proprietà ai confini sud-orientali del Granducato di Toscana; in seguito, dopo essere tornata tra le proprietà granducali, fu venduta a privati e nel corso degli ultimi secoli ha subito diverse modifiche che ne hanno alterato l'originario aspetto.
La villa conserva soltanto parzialmente l'originario aspetto di fattoria residenziale in stile rinascimentale; molto caratteristiche sono le strutture murarie rivestite in conci di tufo che contraddistinguono gran parte degli edifici storici dell'intera zona.
Il complesso, a pianta rettangolare, è preceduto da un avancorpo con porticato, affiancato da un torrino laterale, di cui si conserva l'originaria base in pietra; le restanti parti sono andate completamente modificate o distrutte. Villa Orsini su Wikipedia Villa Orsini (Q4012365) su Wikidata
  • Chiesa dell'Immacolata Concezione (nella frazione di Montevitozzo). Piccolo edificio religioso, si presenta come una cappella rurale con facciata a capanna e rosone centrale.

Nella frazione di Castell'Ottieri[modifica]

  • 6 Chiesa di San Bartolomeo. È stata costruita alla fine del XVI secolo da Sinolfo Ottieri, tesoriere di Sisto IV. All'interno sono custodite interessanti opere artistiche: si ricordano una Madonna in gloria tra i santi Bartolomeo e Nicola di Bari, datata 1590, ed un ciclo di affreschi riconducibili alla scuola dei Nasini. Chiesa di San Bartolomeo (Castell'Ottieri) su Wikipedia
  • 7 Chiesa di Santa Maria, via del Borgo. Situata all'esterno del centro storico della frazione, la chiesa fu costruita durante il Seicento sul bordo dello sperone di tufo sul quale sorge il centro di Castell'Ottieri ed era originariamente adibita ad oratorio.
Il luogo di culto conobbe un lungo periodo di degrado nel corso dell'Ottocento, tanto da richiederne la chiusura per motivi di agibilità; l'intervento di ristrutturazione avvenuto negli ultimi decenni del medesimo secolo, permise la riapertura della piccola chiesa ai fedeli, pur comportando alcune modifiche negli elementi stilistici che caratterizzavano originariamente l'edificio religioso.
L'edificio si presenta ad aula unica, con il portale d'ingresso architravato che si apre al centro della facciata, preceduto da una lunga scalinata in peperino e affiancato da due finestre di forma quadrangolare, sormontate anch'esse dai corrispondenti architravi uniti a quello centrale del portale senza soluzioni di continuità. Al centro della parte superiore della facciata si apre un'altra piccola finestra di forma irregolare. Le pareti esterne si presentano interamente rivestite in intonaco, mentre nella parte superiore destra della facciata principale si eleva un piccolo campanile a vela, anch'esso intonacato.
L'interno custodisce una serie di decorazioni a fresco nell'area presbiterale, con una tavola collocata al centro della parete dietro l'altare. Chiesa di Santa Maria (Castell'Ottieri) su Wikipedia chiesa di Santa Maria (Q3673199) su Wikidata

Nella frazione di Montebuono[modifica]

Chiesa di Sant'Andrea
  • 8 Chiesa di Sant'Andrea. La chiesa fu edificata durante il periodo medievale, quasi certamente tra il XIII e il XIV secolo, quando risultava essere già una parrocchia con l'attuale denominazione. Durante i secoli successivi l'edificio religioso ha subito vari interventi di ristrutturazione e di restauro, che hanno comportato alcune modifiche, pur lasciando sostanzialmente intatto l'originario impianto. In epoca rinascimentale furono eseguiti vari lavori, tra cui anche quelli di decorazione degli interni, come testimonia un pregevole affresco venuto alla luce durante un restauro effettuato negli ultimi anni.
La chiesa di Sant'Andrea, situata accanto al cimitero della frazione, si presenta ad aula rettangolare con robuste strutture murarie in pietra.
Al centro della facciata principale si apre il portale d'ingresso di forma rettangolare, preceduto da una breve gradinata che immette all'interno dell'edificio religioso, a navata unica, ove è conservato un affresco tardorinascimentale raffigurante la Madonna con il Bambino, sant'Andrea e sant'Antonio abate: lo stile pittorico è identificabile con quello di scuola senese del XVI secolo, mentre la presenza di sant'Andrea all'interno dell'opera testimonia la preesistente dedizione al santo dell'edificio religioso.
All'esterno della chiesa si eleva il campanile a sezione quadrata; la cella campanaria è racchiusa da quattro monofore ad arco, ciascuna delle quali si apre su uno dei lati che costituiscono il paramento murario del campanile. La parte sommitale della torre campanaria culmina con una cuspide slanciata che rievoca in parte lo stile gotico. Chiesa di Sant'Andrea (Montebuono) su Wikipedia chiesa di Sant'Andrea (Q3672406) su Wikidata
Madonna del Cerro
  • 9 Chiesa della Madonna del Cerro, località La Dispensa. La chiesa fu costruita tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento, in ricordo di un leggendario avvenimento miracoloso avvenuto presso un cerro che si trovava nel punto in cui venne costruito l'edificio religioso. Secondo la leggenda, su un ramo dell'albero apparve una tavola raffigurante la Vergine. Dopo che l'effigie sacra, di origine sconosciuta, fu collocata nella vicina chiesa di Sant'Andrea, questa continuava misteriosamente a tornare sul cerro in cui venne trovata.
Ritenuto tale evento miracoloso, fu decisa la costruzione di una chiesa, dedicata appunto alla Madonna del Cerro, nel luogo in cui si trovava questo albero. Dopo un lungo periodo di degrado ad iniziare dagli inizi del Novecento fu restaurata nel 1982 e restituita al culto.
L'edificio è preceduto da una scalinata a otto ordini e si sviluppa a pianta rettangolare, con l'interno ad aula unica ove spicca l'altare; vi è custodita la tavola ritenuta miracolosa, effettivamente risalente al periodo di transizione tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento. Le pareti si presentano interamente rivestite in intonaco, sia all'interno che all'esterno. Chiesa della Madonna del Cerro su Wikipedia chiesa della Madonna del Cerro (Q3668937) su Wikidata

Nelle altre frazioni[modifica]

  • Chiesa di San Giovanni Battista decollato (nella frazione di Elmo). Custodisce all'interno tre opere precedentemente poste nella vecchia chiesa cinquecentesca, oggi in stato di abbandono: l' Annunciazione, la Vergine in trono con i Santi e lo Sposalizio della Vergine.
  • 10 Chiesa di Santa Caterina delle Ruote (nella frazione di San Giovanni delle Contee). Anticamente nota come Pieve di San Giovanni Battista, risulta già esistente nella prima metà del XVII secolo, quando assunse l'attuale denominazione alternativa a quella preesistente. La chiesa fu radicalmente ristrutturata tra il 1835 e il 1845, mentre tra il 1970 e il 1985 sono stati effettuati alcuni lavori di restauro. Chiesa di Santa Caterina delle Ruote su Wikipedia chiesa di Santa Caterina delle Ruote (Q3672939) su Wikidata
  • 11 Chiesa di San Valentino (nella frazione di San Valentino). Risale al XV secolo ed è stata ristrutturata ed ampliata tra la fine del XIX e i primi del XX secolo. All'interno sono custodite alcune interessanti opere: un fonte battesimale quattrocentesco, un'acquasantiera del secolo successivo, e un crocifisso ligneo del XVIII secolo. Chiesa di San Valentino (Sorano) su Wikipedia chiesa di San Valentino (Q3672149) su Wikidata
  • 12 Chiesa di San Quirico (nella frazione di San Quirico). Ecb copyright.svg È stata costruita nel XVIII come cappella rurale ed è stata successivamente ampliata nei primi del XX secolo.. Chiesa di San Quirico (Sorano) su Wikipedia chiesa di San Quirico (Q3671838) su Wikidata
  • 13 Pieve di Santa Maria dell'Aquila (in località Filetta). L'edificio romanico sorge nei pressi di una delle sorgenti delle terme di Sorano e comprende, oltre all'edificio sacro, anche altri ambienti.
Ha un campanile a vela ben visibile anche a distanza. Il portale è sormontato da un arco a sesto acuto e da un finestrone. Il lato della chiesa ha una cornice che separa in due la struttura. La parte superiore è frutto di un evidente rialzamento. Pieve di Santa Maria dell'Aquila su Wikipedia pieve di Santa Maria dell'Aquila (Q3904836) su Wikidata
  • Chiesa di San Rocco. Situata nell'omonima località nei pressi di un antico insediamento rupestre, pare risalire al XVI secolo. Conserva all'interno due dipinti seicenteschi: la Madonna col Bambino tra i santi Stefano, Lorenzo e Giovanni Battista e l' Eterno Padre.
  • Chiesa di Sant'Anna. Situata nell'omonima località a sud di Sorano, nei pressi del Cerreto, è di origini medievali, ma tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo iniziarono una serie di lavori che portarono alla trasformazione dell'edificio in fabbricato adibito a deposito. Su una parete laterale è visibile un arco a sesto acuto che testimonia l'origine tardo-medievale del primitivo edificio religioso.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]

Terme di Sorano
  • Terme di Sorano. La presenza delle sorgenti termali nell' Area del Tufo, nei pressi del centro di Sorano, era nota fin dal periodo medievale, quando fu costruita la pieve di Santa Maria dell'Aquila proprio sopra una delle sorgenti termali.
Il luogo fu verosimilmente usato dagli Aldobrandeschi e successivamente dagli Orsini per i loro bagni; in epoche più recenti fu completamente abbandonato, andando incontro ad un lunghissimo periodo di degrado.
All'inizio del nuovo millennio una serie di lavori ha portato al recupero e alla valorizzazione delle numerose sorgenti, oltre alla costruzione di un moderno stabilimento.
L'acqua termale sgorga in più sorgenti che sono disseminate lungo un torrente ed un ruscello minore. La temperatura dell'acqua alla sorgente è di +37,5 °C; quest'ultima è classificata come acqua termale magnesiocalcica.
Le sorgenti termali possono essere fruite presso il moderno stabilimento.


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • Pitigliano — Si staglia a strapiombo sul dirupo dello spuntone tufaceo dove è stata edificata, con la cortina esterna delle case che appare un tutt'uno con la roccia, a cui le costruzioni si uniformano anche con il colore. Fu per secoli feudo degli Orsini e mantiene un importante borgo medievale oltre a pregevoli monumenti: il Duomo, la Fontana medicea, Palazzo Orsini, la Sinagoga ebraica ed il Ghetto.
  • Sovana — Antica sede vescovile, fu centro etrusco. Pregevole il suo centro storico medievale; di grandissima importanza la sua area archeologica etrusca con le monumentali tombe Ildebranda e della Sirena.
  • Bolsena e il suo lago — Sulla sponda settentrionale del lago a cui dà il nome, ha un bel centro storico. È famosa per il miracolo eucaristico.


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