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Qusayr Amra

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Qusayr Amra
ﻗﺼﻴﺮ عمرة
Qusayr Amra - Il castello nel deserto
Stato

Qusayr Amra è situato nella Giordania orientale.

Da sapere[modifica]

È un sito riconosciuto dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità. Questo riconoscimento deriva dal fatto che si tratta di un "unicum" nel mondo islamico, poiché il suo interno è completamente affrescato (una superficie di 350 metri quadrati), mentre l'Islam non ammette raffigurazioni soprattutto di persone. La superficie totale affrescata è di ben 350 metri quadrati, e sono state contate oltre 250 figure umane e animali.

All'epoca della sua edificazione questo complesso contava vari edifici, ed era circondato da giardini rigogliosi, grazie all'abbondanza di acqua che la zona forniva. Qusayr Amra fra i monumenti omayyadi è certamente fra i meglio conservati.

Cenni geografici[modifica]

Qusayr Amra - Il deserto -
Qusayr Amra - Il castello nel deserto

Si trova a poca distanza (15 chilometri) da Qasr al-Kharana, sempre sulla medesima strada che conduce ad Amman.


Cenni storici[modifica]

Qusayr Amra - (Giordania) - Il castello nel deserto

Si fa risalire la sua costruzione a Walid I (705 - 715) che lo avrebbe concepito come luogo di svaghi e delizie per i Califfi omayyadi. Alcuni archeologi gli attribuiscono anche un ruolo di protezione della pista carovaniera di Azraq, Kharanah e Qasr at-Tubah, e considerano questa costruzione come il luogo in cui i califfi potevano trascorrere periodi di svago e contemporaneamente svolgere le loro mansioni politiche.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

  • Aeroporto internazionale di Amman
  • Aeroporto internazionale di Aqaba

In auto[modifica]

Percorrendo la nuova strada del deserto che da Azraq porta ad Amman


Permessi/Tariffe[modifica]

È visitabile fino al tramonto.

Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Affreschi della volta
Affreschi
Affreschi
Affreschi
  • Sala delle udienze. Semplice ed elegante nelle linee architettoniche, l'edificio si compone di tre archi a sesto che definiscono tre navate; quella centrale termina con un ambiente che molto probabilmente fungeva da sala del trono; le due navate laterali finiscono con una piccola abside ciascuna, sporgente all'esterno rispetto alla navata centrale che termina in maniera lineare, che doveva essere una piccola alcova.

Tutta la superficie parietale interna è coperta di affreschi di eccezionale valore storico ed artistico, che sono stati in gran parte restaurati negli anni settanta del Novecento. I lavori di salvaguardia degli affreschi continuano tuttora ad opera di spedizioni scientifiche francesi e italiane. Le pitture furono molto danneggiate dopo l'abbandono della struttura, poiché si tentò di distruggerle raschiando le pareti fino ad altezza d'uomo, e tramite colpi di sassi nelle zone parietali troppo alte per essere raggiunte a braccio; lo scopo era di eliminare le raffigurazioni, che l'Islam non accetta, ed anzi proibisce. Gli esperti affermano che questi dipinti sono da attribuire ad artisti arabi o siriani, nei quali si esprime la fortissima influenza dell'arte bizantina.

Sul cielo della navata centrale sono affreschi raffiguranti scene campestri; sulla parete ovest si trova il dipinto dei Sei Sovrani, alcuni dei quali sarebbero stati individuati come l'Imperatore di Bisanzio; il re Visigoto Rodrigo; l'ultimo sovrano sassanide Cosroe e il Negus abissino, tutti personaggi nemici dell'Islam, che vengono volutamente rappresentati in atteggiamento di ossequio verso il Califfo.

Di fianco, una figura femminile adagiata su un divano e attorniata da vari personaggi; poi una donna che esce da una vasca dell'hammam. Numerose anche le scene di caccia.

Gli affreschi della volta, che sono ritenuti i più interessanti in quanto testimonianze della vita del tempo, raffigurano vari mestieri: cavapietre, scalpellino, muratore, falegname, fabbro, insomma tutti i lavori che sono serviti per la costruzione di questo straordinario edificio nel deserto.

Affiancate alle finestre sono affrescate le allegorie della Vittoria, della Filosofia e della Poesia, indicate con i loro nomi greci.

Affreschi nell'hammam
L'hammam
Cupola con mappa celeste - Hammam
  • Hammam. Nell'Hammam, che si allunga su metà lato sinistro della costruzione, si distinguono tre ambienti: il tepidarium, con volta a botte a tutto sesto; un secondo ambiente che fungeva sia da tepidarium che da calidarium ed è sormontato da una volta a crociera; infine il calidarium.

Dal secondo ambiente una serie di tubature raggiungeva tutta la costruzione dell'hammam a distribuire l'acqua calda; vi si trova una grande vasca che poggia su un pavimento doppio, dotato di una intercapedine che consente la circolazione dell'aria calda.

Anche nelle sale dell'hammam fanno bella mostra di sé cicli pittorici di affreschi (una donna nuda; tre donne al bagno sono le opere di maggior spicco). La cupola della terza stanza è di grande interesse per il suo affresco che rappresenta una mappa celeste dell'emisfero nord; vi compaiono le costellazioni dello Zodiaco e personaggi della Mitologia greco romana.

All'esterno dell'edificio sono visibili i resti del sistema idraulico: una ruota di legno azionata da un cammello attingeva da un pozzo l'acqua che veniva convogliata in un serbatoio collegato all'hammam o a un bacino di scorta.

Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


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