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Montecchio Maggiore
Montecchio Maggiore - I castelli cosiddetti di Giulietta e Romeo
Stato
Regione
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CAP
Fuso orario
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Posizione
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Montecchio Maggiore
Sito istituzionale

Montecchio Maggiore è una città del Veneto.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Montecchio si trova nel confluire della valle del Chiampo e della valle dell'Agno. Proprio nel comune castellano il torrente Agno cambia nome in Guà nel quale sfocia il torrente Poscola. La morfologia del terreno è prevalentemente pianeggiante, anche se a nord-est si sviluppa una zona collinare, troneggiata dai due castelli della Bellaguardia e della Villa, detti anche Castelli di Romeo e Giulietta, dalla zona collinare delle frazioni di Santissima Trinità e Sant'Urbano e da località Bernuffi, dalla zona collinare di Selva di Alte Ceccato. Dista 12 km da Vicenza, 14 da Lonigo, 22 da Soave, 32 da Schio.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende anche i centri abitati di Alte Ceccato, Santissima Trinità, Sant'Urbano e Valdimolino.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • Autostrada A4 Ha casello autostradale proprio - Montecchio Maggiore - sull'autostrada A4 Serenissima.


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • 1 Duomo di Santa Maria e San Vitale. Fu l'arciprete don Antonio Simionati a volere la costruzione di una nuova chiesa più capiente che sostituisse l'antica Pieve ormai insufficiente e ammalorata, che era stata fondata prima del Mille. Le vicende politico-militari del 1848-1849 costrinsero a rinviare la costruzione finchè nel 1863 fu affidato all'ingegnere vicentino Eugenio Volebele l'incarico di progettare il nuovo tempio. Lo stile prescelto da Volebele per la chiesa è il neogotico, forma architettonica che andava prendendo piede nella metà dell'Ottocento, ma che rappresenta una eccezione nel panorama dell'architettura ecclesiale vicentina, dominata dallo stile neopalladiano.
Dall'estate 1883 assunse la direzione e sorveglianza dei lavori l'ing. Giovanni Zambler, che apportò sostanziali modifiche al progetto iniziale, le quali prevedevano tra l'altro la soppressione di alcune finestre e l'apertura di altri finestroni a bifora nella parte superiore della navata. La chiesa fu inaugurata nel 1892; a ricordo dell'avvenimento venne affissa su una parete della sacrestia una lapide.
Il tempio è stato interamente costruito con pietre estratte dalle cave dei colli sovrastanti la città, fatto che lega l'architettura al suo paesaggio in modo inscindibile. All'interno della chiesa si conservano altari e dipinti provenienti dall'antica pieve demolita, tra i quali una pala d'altare settecentesca del pittore vicentino Giovanni Antonio De Pieri, un trittico quattrocentesco in pietra. Oltre a opere minori dell'Ottocento, tra le opere contemporanee vi sono una Via crucis e un grande crocifisso dipinti in stile trecentesco.
Il campanile, che si innalza alla sinistra della chiesa, è di più recente costruzione rispetto al duomo. Con la costruzione della chiesa era stato eretto un piccolo campanile che non superava i 10 metri di altezza che fu demolito nel 1955 per lasciare posto allo svettante campanile esistente, che si erge fino a una altezza totale di 72 metri.
Villa Cordellina Lombardi
  • 2 Villa Cordellina (Villa Cardellina Lombardi), Via Lovara. Eretta per volontà del giureconsulto veneziano Carlo Cordellina Molin (come Palazzo Cordellina a Vicenza), la villa fu progettata dall'architetto veneziano Giorgio Massari, che si ispirò dichiaratamente a moduli palladiani. I lavori di costruzione durarono dal 1735 al 1742, anno in cui il Massari preparò il progetto per le barchesse, portate a termine verso il 1760. Al progetto collaborò anche l'architetto Francesco Muttoni.
Il complesso è formato dalla residenza padronale, dalle barchesse, dalle torrette e dal grandioso rustico. Nella villa il Massari rende omaggio all'arte di Andrea Palladio con il pronao ionico a quattro colonne (tetrastilo), sormontato dal timpano con lo stemma scolpito dei Cordellina (tre cuori con i fiori di lino) e con la disposizione simmetrica delle stanze e delle due scale accanto al salone centrale.
Nel 1743 Giambattista Tiepolo era presente ai lavori contribuendo alla decorazione del salone principale della villa con un ciclo di affreschi ispirati ai fasti di Scipione l'Africano ed Alessandro Magno. Ciò è testimoniato da una lettera che il pittore inviò all'amico Algarotti in cui narra il procedere del suo lavoro.
La villa rimase di proprietà della famiglia Cordellina fino ai primi decenni dell'Ottocento. Dopo essere stata usata anche come sede di allevamenti di bachi da seta e come collegio, nel 1943 il complesso passò al conte Gaetano Marzotto e nel 1954 a Vittorio Lombardi, che promosse un'imponente opera di restauro della residenza e dei giardini annessi. Nel 1966 la vedova Lombardi cedette la proprietà del complesso alla Provincia di Vicenza, attuale proprietaria. Grazie agli incessanti lavoro di recupero e restauro iniziati nel dopoguerra, il sito è stato infine riportato in anni recenti al suo antico splendore, con la ristrutturazione degli immobili e la risistemazione dei giardini.
La villa è attualmente utilizzata come sede di rappresentanza della Provincia di Vicenza, la quale ha continuato l'opera di restauro intervenendo sugli affreschi del Tiepolo. Il complesso è utilizzato per convegni, concerti ed attività culturali.
  • 3 Villa Gualda, via della Gualda 21. Eretta agli inizi del ‘500 da Stefano Gualdo, coadiuvato quasi certamente dall’architetto Sanmicheli, nelle campagne tra Montecchio e Montebello Vicentino. In questa villa fu ospitato nel 1532 l’Imperatore Carlo V d'Asburgo. Nell’800 la proprietà della villa, passò ad Angelo Fogazzaro fratello di Antonio Fogazzaro, che affidò all'architetto Bartolomeo Malacarne importanti aggiunte come i portici, le barchesse e la chiesetta. Nel ‘900 la villa fu comprata da Carlo Veronese (1879-1970) che la ristrutturò lasciandola in eredità alle sue nipoti che attualmente la abitano seguendo l’attività dell’azienda a vocazione viticola e cerealicola.
I cosiddetti Castelli di Giulietta e Romeo
  • Castelli di Giulietta e Romeo. Sui primi colli che sovrastano Montecchio si ergono due castelli: il Castello della Bellaguardia e il Castello della Villa, che la tradizione popolare accomuna chiamandoli I castelli di Romeo e Giulietta, una leggenda nata nell'Ottocento. I due famosi personaggi Shakesperiani traggono origine da leggende e opere letterarie italiane, fra le quali la novella di Luigi Da Porto, uomo d'armi e letterato vicentino (1485-1529), che la scrisse in questi paraggi, ossia nella sua dimora di Montorso Vicentino. Ecco che i due manieri gemelli si prestarono a divenire le dimore dei due sfortunati amanti nell'immaginario romantico ottocentesco.
    • 4 Castello della Bellaguardia (Castello del Costo; Castello di Giulietta). È posto sulla sommità del colle a 254 metri s.l.m., ha pianta allungata, quasi rettangolare ma con una rientranza sul lato lungo esposto a nord-ovest, in cui si trova l'ingresso, in una posizione tale da renderne più semplice la difesa: tale porta, ora dotata di una moderna cancellata in ferro, era chiusa originariamente dalla tipica saracinesca a rastrello, che scendeva verticalmente, e da un portone a battenti. Le mura perimetrali sono costruite per fasce sequenziali di muratura in pietre cementate con calce, tra loro separate, orizzontalmente, da corsi paralleli di mattoni. Blocchi di pietra squadrata formano gli spigoli angolari delle mura. Lo stato di secolare degrado, aggiunto alle distruzioni dei primi del Cinquecento, ha fatto sì che strutture di sicura esistenza come le merlature, i cammini di ronda, i beccatelli, o altre la cui esistenza è fortemente probabile, come torri minori poste ai vertici delle mura stesse, non siano giunte fino a noi. All'interno delle mura, a protezione dell'ingresso, si erge la bella torre maggiore (il mastio) in mattoni, alta circa 20 metri, posta su una base quadrata a tronco piramidale costruita in blocchi di pietra lavorata. Nel punto centrale del cortile si trova un pozzo-cisterna che doveva raccogliere attraverso un sistema di impluvio l'acqua piovana, poi filtrata naturalmente dalla ghiaia depositata nel pozzo stesso. Così come per l'altro castello, dovevano in origine esistere alcune costruzioni appoggiate alle mura interne.
    • 5 Castello della Villa (Castello di Romeo). Si colloca a 234 metri di altitudine, a circa trecento metri di distanza dall'altra rocca. Presenta una pianta articolata e un po' irregolare, a causa del necessario adattamento alla naturale conformazione del terreno, prossimo allo strapiombo roccioso. L'ingresso, posto sul lato sud, era ben protetto dalla torre d'angolo, sporgente dalle mura, munita di beccatelli e caditoie alla sua sommità, ancor oggi visibili. Il mastio, simile a quello dell'altro castello, si colloca al vertice di nord-ovest, con un lato inserito come segmento del muro perimetrale del lato nord: il suo ingresso posto alcuni metri più in alto rispetto al livello del suolo sottostante, così come per il mastio della Bellaguardia, fa pensare alla presenza non più riscontrabile di alcune strutture che dovevano appoggiarsi alla torre e alle stesse mura perimetrali all'interno del castello. Ora al mastio si accede tramite una gradinata realizzata durante i lavori di restauro.
  • 6 Museo di Archeologia e Scienze Naturali Giuseppe Zannato, Villa Lorenzoni, Piazza Marconi, 17, +39 0444 492565, fax: +39 0444 496109, @ . Ecb copyright.svg 1,00 €. Simple icon time.svg ven 9.00/12.30 - sab-dom 9.00/12.30-15.00/18.30. Collocato nella Villa Lorenzoni, palazzina in stile neoclassico acquistata dal Comune di Montecchio negli anni Cinquanta, ha sezioni dedicate a reperti archeologici, paleontologici (derivanti dai giacimenti fossiliferi di S. Trinità), mineralogici e ornitologici, nonché alcuni cimeli risorgimentali. Privilegia l'esposizione di reperti locali, in considerazione del suo intento di divulgazione delle caratteristiche del territorio. Le raccolte sono distribuite in 12 sale espositive suddivise in due sezioni: una archeologica (al piano nobile) ed una naturalistica (nel seminterrato).
  • 7 Uffici della Lowara SpA, Via Vittorio Lombardi, +39 0444 707111. Per chi è interessato all'architettura industriale moderna, gli uffici della Lovara s.p.a. sono un esempio eccellente in materia: Sono infatti opera del famoso architetto Renzo Piano; lo spazio Uffici risulta articolato su una superficie di oltre 4000 mq. di cui 2600 mq. Coperti, sfruttati con un concetto “open space”. Tutta la struttura è un esempio importante di architettura moderna che interagisce con la più avanzata tecnologia.

Aree naturali[modifica]

Le più importanti aree naturali sono presenti nell'area collinare con svariati itinerari escursionistici: l'area dei castelli, le frazioni di Samtissima Trinità, Sant'Urbano, Valdimolino e località Bernuffi. Da ricordare anche le Spurghe di Sant'Urbano per le voragini e le caratteristiche ambientali.

  • 8 Le Priare, Via Castelli 4 Martiri, 721. Ecb copyright.svg Euro 5,00 intero. Simple icon time.svg Domenica e giorni festivi 14.30/17.30.. Le Priare (dal dialetto pria: pietra) di Montecchio Maggiore (da non confondere con le Priare della frazione di Sant'Urbano) sono un articolato insieme di cave sotterranee, che si trova sulla sommità della dorsale collinare di Montecchio, poco sotto il castello della Bellaguardia. Da tali cave, ora non più utilizzate, si estraeva fin dall'epoca romana la pietra di Vicenza. All'interno vi è una temperatura costante e nella parte più profonda scorre una sorgente d'acqua. Da 14 dicembre 2008 sono disponibili delle visite guidate tutti i pomeriggi delle domeniche e dei giorni festivi.


Eventi e feste[modifica]

  • Operaestate Festival Veneto. Il percorso di valorizzazione turistica dei castelli ha tra le sue manifestazioni più importanti la rassegna estiva, all'interno del Castello della Villa, di film, balletti e spettacoli teatrali inseriti nel programma di Operaestate Festival Veneto, che si svolge nei mesi di luglio e agosto.
  • Montecchio Medievale (la Faida). Simple icon time.svg 1° maggio. L'evento che vede comunque i castelli grandi protagonisti per alcuni giorni dell'anno, è la rievocazione storica della vita di un borgo medioevale quattrocentesco, che si tiene ogni 1º maggio proprio sulla sommità del colle delle rocche scaligere: una festa che vede i protagonisti abbigliati con i tipici costumi medioevali, in cui, lungo la via che unisce i due castelli, si ricostruisce un tipico mercato del tempo, con botteghe artigiane, osterie e venditori, con esibizioni di guardie armate, arcieri, giocolieri e sputafuoco. Il tutto condito dal richiamo alla tragica vicenda letteraria di Giulietta e Romeo, che da molto tempo è legata all'immagine dei castelli di Montecchio.
Il 1º maggio di ogni anno infatti, l'intero comune si tuffa in un'atmosfera medievale per rivivere la storica disfida tra le casate dei Montecchi e dei Capuleti e per assaporare il gusto e i colori del tardo XV secolo. Il premio finale per chi si aggiudica più prove è il palio, drappo dipinto dal noto ed apprezzato pittore Felice Cosentino, che sarà custodito dalla squadra vincitrice fino all'edizione seguente.
Il culmine della rievocazione storica si raggiunge con l'elezione di Romeo e Giulietta, scelti tra "baldi giovani e gentili fanciulle" che si candidano a rivestire i panni dei due innamorati. I prescelti, votati dal pubblico presente, rappresentano per un anno la città di Montecchio Maggiore nei maggiori eventi in cui è richiesta una delegazione ufficiale del comune o a cui partecipa il Gruppo Storico Culturale Giulietta e Romeo, organizzatore della manifestazione.
L'appuntamento del 1º maggio è tra gli eventi più apprezzati a livello nazionale, nel campo della rievocazione storica: nell'area tra le due rocche, resa interamente pedonale, si danno appuntamento tra le 15 e le 20mila persone.
La manifestazione, la cui prima edizione è stata nel 2000, ha mutato il nome originario "Faida" in "Montecchio Medievale", a partire dall'anno 2006.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • 1 Mc Donald's, Via Dante Alighieri 2.

Prezzi medi[modifica]

  • 2 Pizzeria I Capuleti, Via IV Novembre 9, +39 0444 490009.
  • 3 Bar Trattoria Roxy, Via Tecchio 105, +39 0444 699559. Menù fisso - piatti tradizionali casalinghi - pizza
  • 4 Ristorante I Castelli di Giulietta e Romeo, Via Castelli IV Martiri 4, +39 0444 696172.
  • 5 Trattoria Valle, Via Buonconsiglio 34, +39 0444 696766.
  • 6 Trattoria Girobanco, Via Bivio San Vitale 16, +39 0444 1570708.
  • 7 Bar Pizzeria Da Giacomo, Piazza S.S. Trinità, 3 -, +39 0444 696203.
  • 8 Pizzeria Trattoria Gabana, Via Lovara 2, +39 0444 1770477.
  • 9 Bar Ristorante Luna, Viale Europa 1, +39 0444 492146.
  • 10 Oasi della Pizza, Viale Vittoria 36, +39 0444 496971.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]

Prezzi elevati[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacie


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 8 Poste italiane, Via Duomo 6, +39 0444 703011, fax: +39 0444 602547.


Nei dintorni[modifica]

  • Vicenza
  • Lonigo — Vanta due ville Pisani: una progettata dal Palladio è dal 1996 nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO assieme alle altre ville palladiane del Veneto; l'altra è nota anche come Rocca Pisana ed è dello Scamozzi.
  • Soave - Città murata con il castello alto sul colle alle sue spalle. È famosa inoltre per il suo rinomato omonimo vino.

Itinerari[modifica]


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