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Larciano
Chiesa di San Rocco a Larciano
Stato
Regione
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Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
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Larciano
Sito istituzionale

Larciano è una località della Toscana, situata nella provincia di Pistoia.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Il comune si trova in Valdinievole, sulle pendici occidentali del Montalbano e ai limiti del Padule di Fucecchio.

Cenni storici[modifica]

Il nome di Larciano deriva dalla latinizzazione del nome etrusco Larthial, genitivo possessivo del nome maschile Larth. Il toponimo nel 941 è documentato come Arsianus, con il passare del tempo si è passati al nome attuale.

La storia di Larciano ruota intorno a quella dell'attuale Larciano Castello.

Dalla metà del X secolo Larciano ci è nota come signoria dei conti Guidi per una donazione che Ranieri e Guido, figli del conte Tegrimo, fecero alla cattedrale ed al vescovo di Pistoia. Il Castello di Larciano fu poi confermato ai Guidi da Arrigo VI e da Federico II.

Nel 1225 Larciano con Cecina, Casi e Collecchio fu venduta dai figli del conte Guido Guerra di Modigliana al Comune di Pistoia per 6.000 lire. Per la sua posizione Larciano divenne uno dei cardini del sistema difensivo di Pistoia nei "monti di sotto"; così era infatti chiamato il versante occidentale del Montalbano, ragione che spinse la città a rafforzare le mura e le altre opere di difesa. Nel 1302, durante la guerra che vede la ghibellina Pistoia contro le guelfe Firenze e Lucca, Larciano fu conquistata subito dopo la resa di Serravalle. Tuttavia nel 1310 la cittadina venne recuperata insieme ad altri territori perduti da Pistoia, dietro il pagamento di 10.000 fiorini d'oro. Verso il 1391 il castello divenne una solida base organizzata da Pistoia e Firenze, accomunate dal pericolo di un'offensiva in Toscana di Gian Galeazzo Visconti.

Quando nel 1401 si sottomise a Firenze con tutto il suo contado, Larciano divenne sede di una delle quattro podesterie in cui fu organizzato il territorio pistoiese. Tra i podestà, il più famoso è Francesco Ferrucci. Successivamente nel quadro istituzionale dello Stato mediceo troviamo riuniti in un'unica podesteria Larciano e Serravalle. Nel 1772 quest'ultima divenne unica sede della podesteria, mentre nel 1774 ebbe vita una comunità comprendente Larciano e Lamporecchio.

Fu soltanto il 1º luglio 1897 che Larciano, ottenendo la separazione da questa località divenne Comune autonomo, costituito dalle frazioni di Biagiotti, Biccimurri, Castelmartini, Cecina, Larciano Castello e San Rocco, che accolse, e accoglie tuttora la sede del Municipio.

Come orientarsi[modifica]

Frazioni[modifica]

  • Castelmartini — Centro abitato sviluppato lungo la via statale Francesca caratterizzato da una forte componente produttiva. L'originale centro abitato, che risale alla fine del Duecento, si trova ad ovest della via Francesca che in questo tratto corre in direzione nord-sud; nella stessa zona si trovava l'antico ospedale di S. Donnino in Cerbaia, ora scomparso di cui si conserva memoria nel titolo dell'attuale Chiesa Parrocchiale di Castelmartini. Sorta come cappella intorno al 1200, ha subito un radicale rifacimento verso la fine dell'Ottocento, che le ha conferito un aspetto ispirato al tardo neoclassico. Nell'edificio di fianco alla chiesa si trova la sede del Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, il cui scopo è quello di promuovere iniziative tese alla conservazione ed alla valorizzazione del Padule da un punto di vista ambientale e naturalistico, come area umida di interesse nazionale ed internazionale. Procedendo verso il Porto delle Morette, area particolarmente interessante di accesso al Padule, si trova la Villa Poggi Banchieri, realizzata ampliando e modificando l'antico Castrum Martini che ha dato il nome alla località.
  • Cecina — Borgo medioevale con cinta muraria e due porte d'accesso, sulle pendici del Montalbano, di probabili origini etrusche, forse dal cognome dell'antica famiglia gentilzia etrusca di Volterra Kaiknas (in latino Caecina). All'interno delle mura si trova la chiesa di San Nicola di origine romanica, di cui si conserva l'emiciclo esterno dell'abside, nei secoli è stata rimaneggiata radicalmente. L'interno, con copertura a volte, ha un'unica navata alla quale si aggiunge a sinistra la cappella del San Rosario il cui altare è datato 1632. Nella seconda campata, a sinistra, entro una cornice seicentesca, è esposto un espressivo crocifisso ligneo della fine del Trecento, ritenuto miracoloso.
  • Larciano Castello — Ha mantenuto la struttura urbanistica (sviluppata su un terreno digradante) di borgo medioevale e conserva la cinta muraria del XII secolo con tre porte di accesso. All'interno delle mura, nel punto più alto si trova la rocca, il cui elemento più importante è l'alta torre quadrangolare, da cui si può osservare uno splendido panorama che spazia dalla Valdinievole al Valdarno Inferiore. All'interno della rocca si trova anche il museo civico, inaugurato nel 1975, in cui sono esposti materiali provenienti essenzialmente dal territorio della Valdinievole Orientale, che coprono un periodo che va dalla preistoria al tardo Rinascimento. La chiesa di San Silvestro è caratterizzata da una pianta molto semplice ad un'unica navata. Di origine medioevale, di cui conserva timide tracce nei paramenti murari esterni, ha subito nel corso dei secoli radicali trasformazioni. La Canonica (ex Palazzo Podestarile) è una semplice e massiccia costruzione che si affaccia sulla piazzetta a destra della chiesa. Al centro della piazzetta si trova la colonna sostenente il Marzocco, ricordo della dominazione fiorentina.
  • San Rocco — Alla fine dell'Ottocento la popolazione che si era insediata fin dal Seicento presso la chiesa di San Rocco era cresciuta notevolmente; da tempo, infatti, Larciano Castello vedeva diminuire il numero dei suoi abitanti che si trasferivano nelle zone pianeggianti, gradualmente bonificate, liberandole così dalla malaria e rese coltivabili. La chiesa fu voluta dalla popolazione nel 1631 dove era la chiesetta intitolata alla "Beata Vergine" quando la peste, che aveva colpito il territorio di Larciano, si stava finalmente allontanando e fu intitolata al santo ritenuto protettore contro il male. Nel 1884 San Rocco fu staccata da San Silvestro da cui dipendeva e tre anni dopo venne riconosciuta parrocchia. Questo evento segnò l'inizio e il successivo sviluppo del paese di San Rocco distinto da Larciano Alto. Nel 1897, quando Larciano ottenne l'autonomia amministrativa da Lamporecchio, il centro di San Rocco otteneva la sede del Municipio, restaurato e inaugurato nel giugno del 1997.

Nel territorio comunale di Larciano si contano altre località abitate e borgate minori. Le principali sono Baccane, Biagiotti, Case di Monte, Mungherino e Puntoni.

Come arrivare[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Villa Banchieri
  • 1 Castello di Larciano, Piazza Castello. Fortificazione che sorge sulle pendici del Montalbano, utilizzata dai pistoiesi nel medioevo come torre di avvistamento. Dalla cima della maniero, infatti, poteva essere osservato chiaramente il castello di Cecina di Larciano, e, da questo, quelli di Montevettolini e di Monsummano, via via fino al forte di Serravalle Pistoiese. Oggi, la torre ospita il Museo Civico Archeologico di Larciano Castello. Castello di Larciano su Wikipedia castello di Larciano (Q3662648) su Wikidata
Esterno della Chiesa di San Rocco
  • 2 Villa Banchieri (Villa di Castelmartini). La villa sorge sul sito di un'antica fortezza eretta nel XIII secolo da tale "Martino di Jacopo Ammannati". Il castello venne in seguito trasformato nella villa attuale e appartenne a varie famiglie aristocratiche: gli Ammannati, i Panciatichi, i Medici, i Lorena. Nel 1777 infine fu acquistata da Pietro Banchieri. L'aspetto odierno si deve ai lavori del 1890, progettati dall'architetto Francesco Bartolini, che dal rustico aspetto della fortezza trasse una villa in stile rinascimentale. Si accede alla villa da un viale con doppio filare di lecci, mentre un altro viale di cipressi collega la villa alla recente piscina. Il giardino è di gusto ottocentesco, con grandi prati erbosi, aiuole fiorite e un laghetto con essenze palustri. Tra le specie arboree presenti ci sono pini, abeti, tigli, lecci, querce e piante esotiche come il prunus campanulata, originario della Cina, i taxodum, l'aspirea e l'albero di Giuda. Villa Banchieri (Castelmartini) su Wikipedia Villa Banchieri (Q4011788) su Wikidata
Interno della Chiesa di San Rocco
  • 3 Chiesa di San Rocco. La chiesa di San Rocco venne costruita nel XIX secolo in stile neorinascimentale in luogo di un oratorio seicentesco dedicato al santo francese.
Il prospetto della chiesa, preceduto da un sagrato, è facciata a salienti, privo di particolari decorazioni. In corrispondenza della navata, al centro, si aprono l'unico portale (con lunetta musiva policroma raffigurante l'Annunciazione di Gino Terreni, autore anche delle formelle in bronzo fuso, che adornano il portale e, nella navata, l'altare, l'ambone, il fonte battesimale, il Santissimo e la sede, in pietra serena) e il rosone circolare. Sul retro dell'edificio, di fianco all'abside, si eleva la torre campanaria a base quadrata, la cui cella si apre verso l'esterno con una bifora su ciascun lato.
L'interno della chiesa è a pianta a croce latina, con navata unica coperta con volta a botte lunettata, transetto sporgente e profonda abside semicircolare; le pareti e le volte sono caratterizzate dall'alternanza dell'intonaco bianco e del grigio degli elementi strutturali, quali le lesene e i cornicioni. La crociera è coperta da una cupola, priva di tamburo e affrescata con la Madonna in gloria di un autore ignoto del XIX secolo. L'affresco del catino absidale raffigura Gesù Cristo ed è opera di Paolo Graziani. Chiesa di San Rocco (Larciano) su Wikipedia chiesa di San Rocco (Q3671890) su Wikidata
Pieve di San Silvestro, Larciano Castello
  • 4 Pieve di San Silvestro. È un edificio di origine romanica, modificato nel corso del tempo. All'interno l'unica navata è stata allungata e l'abside demolita e sostituita con un transetto a croce latina e un'abside rettangolare. Sulla controfacciata si trova l'organo, forse il più antico della Valdinievole (XVI secolo– XVII secolo), con mostra in legno intagliato, dipinto e dorato. All'ingresso, due acquasantiere a pila del XVII secolo, quella di destra impostata su una colonna del XV secolo; dentro una nicchia, un bel fonte battesimale in marmo (1532). Un dipinto curioso e interessante raffigura I miracoli di Sant'Antonio tra San Francesco e San Michele Arcangelo (1663). Al centro del coro, un dipinto ottocentesco con San Silvestro che battezza Costantino di Bartolomeo Valiani. Pieve di San Silvestro (Larciano) su Wikipedia pieve di San Silvestro (Q3904718) su Wikidata
Chiesa di San Donnino
  • 5 Chiesa di San Donnino. La chiesa, con la facciata a timpano triangolare, è un edificio neoclassico costruito nel XIX secolo in luogo di una cappella più piccola. Sul transetto sinistro s'imposta la cella campanaria; all'interno, l'unica navata e il transetto hanno pareti spoglie semplicemente intonacate. Si conserva sull'altare maggiore una tela con San Giuseppe tra i santi Antonio Abate e Donnino della prima metà del XVIII secolo. Dietro, un coro ligneo datato 1877. Pregevole, nel braccio destro del transetto, un altare in marmo scolpito dal tipico impianto barocco: bello il modellato degli angeli in volo mentre sostengono un ovale entro il quale era collocata una piccola tela raffigurante la Madonna del Carmine, andata rubata nel 1972. Chiesa di San Donnino (Larciano) su Wikipedia chiesa di San Donnino (Q3669943) su Wikidata
    Chiesa di San Niccolò
  • 6 Chiesa di San Niccolò. Oggetto di vari interventi nel corso dei secoli, si presenta con facciata a timpano triangolare, affiancata sul lato sinistro dal campanile in pietra. L'interno, ad unica navata con abside e cappella laterale sinistra, è coperto da volte a crociera e a botte e conserva, all'altare sinistro, un Crocifisso ligneo della fine del XIV secolo. Sopra l'altare destro un dipinto raffigurante Raffaele e Tobiolo e i Santi Sigismondo, Lorenzo e Rocco di scuola fiorentina della fine del XV secolo, prossimo ai modi del Botticelli. A destra dell'altar maggiore, affresco staccato con Madonna in trono e santi di artista toscano della prima metà del Cinquecento. Chiesa di San Niccolò (Larciano) su Wikipedia chiesa di San Niccolò (Q3671404) su Wikidata
  • 7 Museo della Civiltà Contadina Casa Dei, Via Traversa di Brugnana, +39 335 7789139, @ . Ubicato all’interno di una casa colonica a due piani all’interno del Padule di Fucecchio, il museo raccoglie materiali della vita contadina relativi agli inizi del ventesimo secolo. Il museo si articola in sezioni e l’obiettivo finale è quello di far conoscere alle persone la relazione istaurata tra il luogo, l’attività agricola e il ruolo nella vita contadina di allora. Il suddetto museo è realizzato in collaborazione con la Regione Toscana e con il patrocinio della Provincia di Pistoia e del Comune di Larciano nel contesto del progetto denominato “Lungo le Rotte Migratorie” ed è entrato nella rete museale della Regione Toscana a partire dal 2012.
  • 8 Museo Civico di Larciano Castello, Piazza Castello 1, +39 0573 858150. Situato a Larciano Castello e inaugurato nel 1975, il museo raccoglie oggetti provenienti dall’area della Valdinievole e oggetti arrivati da altri luoghi, per mezzo di donazioni o prestiti temporanei da altri musei. I reperti coprono un grande spazio temporale che inizia dalla preistoria fino al tardo Rinascimento. Il museo è organizzato in due sezioni: una locale e una didattica.
  • 9 Monumento in memoria delle vittime dell’Eccidio del Padule di Fucecchio e dei Combattenti Toscani, Via Morette. L’opera in marmo di Carrara realizzata dal maestro Gino Terreni di Empoli celebra lo stupore e il dramma dei 175 innocenti, fra i quali troviamo soprattutto donne, anziani e bambini, che stanno per essere fucilati dai soldati nazisti, quegli stessi soldati che erano stati ospitati nelle case dei larcianesi. Il monumento è stato inaugurato nel settembre del 2002 a Castelmartini, luogo di uno dei più cruenti eccidi compiuti dai Nazi-fascisti dopo l’armistizio, evento conosciuto come l’Eccidio del Padule di Fucecchio; all’inaugurazione è stato presente anche l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Inoltre, presso il Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, sono presenti in permanenza sette opere preparatorie, tra cui il gesso originale del suddetto monumento.
  • 10 Giardino della Memoria, Via Francesca. Inaugurato il 23 agosto 1996 a Castelmartini, il Giardino ha lo scopo di ricordare l’eccidio compiuto il 23 agosto 1944 dai Nazi-fascisti, nel quale persero la vita 175 persone. È stato realizzato da Andrea Dami e Simone Fagioli, che hanno recuperato l’ex cimitero intervenendoci con installazioni artistiche permanenti. L’opera chiamata “Paysage”, ad opera di Andrea Dami, presenta 36 formelle lavorate dedicate ai morti del comune di Larciano: i segni quadrangolari e cubici ricordano le donne, mentre quelli sferici e rotondi rievocano gli uomini. Le forme non sono uguali, come non lo erano le diverse vite delle vittime, e sono situate in maniera leggermente obliqua rispetto all’orizzonte, stando a significare la casualità e l’imprevedibilità della vita. Inoltre, Andrea Dami e Simone Fagioli hanno realizzato la “cartolina calpestabile” chiamata “Mio fratello è qui”, ossia una serie di temi grafico-culturali emersi da ottantadue mail arrivate da diversi paesi dell’Europa, dell’America e dell’Asia. “Mio fratello è qui” si compone di nove “pittogrammi-sedili-tavoli-pedane” a mosaico rappresentanti il mondo (universalità del messaggio), la relazione uomo/donna (archetipo umano), l’occhio (simbolo della visione diretta dell’eccidio), la tavola della pace (elemento di riflessione costante), la dualità sole/luna (dualità della vita), la croce (sacrificio delle 175 vittime nell’eccidio), il sangue (sangue di tutte le persone uccise), la colomba (simbolo di pace per eccellenza) e la parola “no!” (una sola parola contro la violenza e la guerra).
  • 11 Marzocco, Piazza Castello. Nella Repubblica Fiorentina, il marzocco era un leone simbolo del potere popolare. Nel Trecento, accanto a Palazzo Vecchio (Firenze, Italia), la Signoria teneva un serraglio di leoni, da qui il nome della strada “via dei Leoni”. Tutt’oggi a Firenze in Piazza della Signoria si trova un esemplare di marzocco. L’esempio di marzocco che si trova al centro della piazza di Larciano castello si differenzia dal marzocco fiorentino per la mancanza della testa del leone; si racconta, infatti, che questa sia stata rubata dal vicino e storico rivale Cecina.
  • Porta Bagno, porta San Marco e porta Meridionale.. Il percorso murario presenta oggi tre porte d’ingresso; una porta a nord-ovest (Porta San Marco), una porta a nord-est (Porta Bagno) e infine una porta a sud (Porta Meridionale). Nella descrizione del castello del Liber Censuum (datato all’anno 1382) sono nominate duarum portis, quarum una vocatur Porta a Bagno, et alia Porta S. Marci. Tuttavia, è difficile riconoscere attraverso questa toponomastica a quale di queste porte si riferisca il documento e, di conseguenza, datare questi ingressi. La porta Bagno e la porta San Marco presentano la stessa caratteristica costruttiva, ossia il piede di Liutprando (antica unità di misura di origine longobarda), che permette di datarle tra i secoli X e XIII. Mentre la porta San Marco va messa in rapporto con l’ampliamento delle mura del XIII secolo, la porta Bagno potrebbe già riferirsi alle prime mura in pietra riconducibile al XII secolo. Inoltre quest’ultima porta ha assistito all’abbassamento del livello della soglia, legato a profondi cambiamenti nella viabilità interna del castello, che hanno portato anche a distruzione di parte del percorso murario. La porta Meridionale, invece, è la più recente dei tre punti di accesso al borgo, come si può notare nell’impiego del braccio pistoiese come base modulare. È stata costruita a seguito del prolungamento del percorso murario, quindi posteriore all’anno 1382, ma anteriore all’istaurazione del braccio fiorentino come modulo unico in Toscana, quindi anteriore alla fine del XVIII secolo.


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • Agriturismo Il Ghianda, via Ghianda 784.
  • Il Marzocco, via Paolo Pucci 144.
  • Versilia Com'Era, via San Giuseppe 13. Ristorante e pizzeria.
  • 14 Rosso, via Biccimurri 14. Pizzeria e birreria.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • Poste Italiane, via Castelmartini 7.
  • Poste Italiane, via Giacomo Puccini 3.



Nei dintorni[modifica]



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