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Gromo

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Gromo
Gromo - Torre Gananderio
Stato
Regione
Territorio
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Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
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Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Gromo
Gromo
Sito del turismo
Sito istituzionale

Gromo è un centro della Lombardia.

Da sapere[modifica]

Sulle montagne lombarde, il paese ha conservato meravigliosamente intatta la sua struttura antica; fa parte dei Borghi più belli d'Italia; è stato altresì premiato dal TCI (Touring Club Italiano) con una bandiera arancione.

Cenni geografici[modifica]

Nella Val Seriana, dista 8 km da Clusone, 40 da Bergamo.

Cenni storici[modifica]

Il toponimo significa altura, luogo che fu fortificato in epoca romana quando già si sfruttava l'area per l'estrazione del ferro, in particolare Gromo aveva due miniere per l'estrazione d'argento, che veniva mandato a Bergamo per poter coniare le prime monete. Grazie alla ricchezza ricavata dall'estrazioni minerarie, vennero costruiti il castello forse dalla famiglia Buccelleni, e il castello Priacini. Nel 1267 grazie ad una convenzione con il comune di Bergamo, il paese che era una vicinia rurale, acquistò l'autonomia fiscale diventando borgo. È questo il periodo di sviluppo dell'attività estrattiva di ferro e argento. Nel 1428, con l'annessione del bergamasco alla Repubblica di Venezia la produzione di armi bianche (spade, pugnali, daghe, alabarde) raggiunse un elevato livello, tanto che i prodotti delle officine di Gromo venivano esportati in tutta Europa.

Una ingente frana nel 1666 causò la distruzione di una trentina di opifici per la lavorazione di ferrarezza, se seguì un notevole rallentamento dell'attività di lavorazione di lame, tanto che Venezia esentò il paese dal pagamento delle tasse e concesse il titolo di Città e uno stemma, coronato dalla corona ducale, raffigurante una cicogna che tiene una serpe nel becco come augurio di una veloce rinascita. Fra Settecento e Ottocento continuò ancora l'attività ferriera, che tuttavia finì a fine Ottocento. Contemporaneamente vennero man mano declinando anche altre attività, quali quella dei mulini e delle segherie, per la minor richiesta sul mercato. Alla fine del XIX secolo, furono costruite le centrali idroelettriche che modificarono l'assetto economico del paese. La lontananza dai centri cittadini ha però causato una emarginazione dalle aree dove maggiormente si sviluppavano attività economiche; un isolamento che ha consentito il mantenimento dell'integrità urbanistica di questo centro antico di grande fascino, ma che ha obbligato locali molti a cercare lavori migrando anche all'estero, particolarmente nella metà del XX secolo, in Francia e in Svizzera.

La fine del XX secolo, ha visto lo sviluppo turistico con l'installazione di strutture sciistiche nella località Spiazzi, nuove abitazioni, e servizi atti a rendere piacevole la presenza dei turisti.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Sono centri abitati del suo territorio Boario, Ripa e Spiazzi.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

L'aeroporto più vicino è quello di Bergamo:

In auto[modifica]

  • È attraversato dalla strada provinciale 49 della Valle Seriana superiore.


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Castello Ginami e chiesa di S Gregorio
  • 1 Castello dei Ginami. Non si conosce la famiglia che costruì nella prima metà del XIII secolo, la torre del castello posta in posizione elevata su uno sperone di roccia che domina il Serio. L'alta torre sovrasta l'edificio ed è la parte dell'antico castello rimasta intatta, a differenza della struttura difensiva del XVI secolo. Alla famiglia che lo costruì subentrò nel'Ottocento la famiglia Gelmini, che passò la mano alla Curia Vescovile di Bergamo per pervenire poi ad una proprietà privata in forma di società. Conserva al suo interno raccolte di oggetti antichi della tradizione bergamasca; un salone vanta un soffitto in legno a cassettoni di particolare pregio, così come il notevole lampadario in ferro battuto adorno dello stemma della comunità.
  • 2 Chiesa di San Gregorio. Si trova nel centro del paese, nella piazza principale. È una architettura cinquecentesca con soffitto a botte e portale in pietra di Sarnico. Semplice e di non grandi dimensioni, vanta però una pala opera di Enea Salmeggia, detto il Talpino: La Vergine col Bambino, san Carlo Borromeo e san Gregorio magno', con ai suoi piedi il panorama di Gromo nel suo antico aspetto con le fortificazioni e le torri.


  • Castello del Lavanderio. In posizione dominante sopra la valle, il castello del Lavanderio è ora un palazzo castellato con torre e merlature ed appartiene alla famiglia Franzini. Nei secoli passò in proprietà dagli originari Priacini alle successive famiglie Avogadro, Giuffrida, Lubrini. Il cortile interno è impreziosito da un porticato e da bifore. Il nome Lavanderio deriva dalla grande fontana che era in prossimità dell'edificio.


Chiesa di S Giacomo
Chiesa di San Giacomo - interno
  • 3 Chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Vincenzo. Sorge un po' appartata fuori dal centro lungo la via che sale ai monti. La costruzione primitiva è documentata fin dal XII secolo ed ha struttura romanica con interno a tre navate. Nei secoli ebbe rifacimenti e restauri, come si può vedere nella navata settentrionale e sul presbiterio di aspetto barocco. L'altare maggiore conserva un pregevole altare ligneo dorato ed un coro con 34 cariatidi. Custodisce sei tele di Antonio Cifrondi (fine Seicento) che narrano episodi della vita di San Giacomo e di San Vincenzo. Un reliquiario chiuso da due porte di rame dorato custodisce le reliquie della Santa Croce (secolo XVII). Di notevole interesse sono pure tre ancone lignee cinquecentesche. Il Battistero è del 1512. :L'edificio ha un portico seicentesco costruito in pietra locale ed ingressi laterali. Il portale ha al centro dell'architrave lo stemma di Bernardino da Siena, il grande santo predicatore che operò nei primi anni del XV secolo nel bergamasco. Alla fine del portico la cappella quattrocentesca di San Benedetto conserva affreschi. A fianco della cappella si può visitare un museo di opere cristiane locali.


Municipio
  • Palazzo Milesi (Municipio). Il palazzo che ospita il Municipio risale alla fine del XIV secolo, un documento lo cita nel 1456, e di quest'epoca conserva le cornici delle finestre e le travature del soffitto della sala centrale, ora sala consiliare. Il portico è sormontato da due loggiati le cui colonne hanno capitelli con foglie angolari. Le sale hanno soffitti a cassettoni. Di proprietà della famiglia Milesi, fu venduto al Comune nel 1924. L'edificio ha la particolarità di non avere subito ristrutturazioni nè rifacimenti barocchi, ma ha mantenuto le sue caratteristiche originarie.

Oltre ad ospitare l'amministrazione comunale, hanno sede nel palazzo la Pro loco e, al piano superiore il Museo delle Pergamene e il Museo econaturalistico. La piazza adiacente è adornata da una fontana circolare in marmo bianco su cui si erge un cigno, simbolo antico dell'antica comunità dei paesi di Gromo, Valgoglio e Gandellino.

  • Museo delle armi bianche e delle pergamene, Nel palazzo municipale. Simple icon time.svg Sabato e domenica dalle ore 15,30 alle ore 17.30. In mostra una collezione di armi bianche dei secoli XV-XVI-XVII delle famiglie di spadai gromesi Scacchi e Ginami. Conserva inoltre un antico fondo documentale (Archivio Milesi) che copre un arco temporale dal 1323 al 1800 e l'archivio comunale (secoli XI-XX).
  • Museo econaturalistico, nel palazzo municipale. Presenta molte delle specie animali autoctone.
  • Chiesa della Crocetta (Beata Vergine Addolorata). Di costruzione recente (1856) fu edificata in occasione del colera del 1856. È dedicata alla Beata Vergine Addolorata ed è situata poco fuori del paese, con un piccolo portico aggiunto recentemente. Al suo interno ha rivelato, durante lavori di reastauro, affreschi del Cinquecento, fra i quali una piccola Madonna Addolorata titolare del luogo sacro.


A Ripa Alta

  • Chiesa della Santissima Trinità. La chiesetta è immersa in un bellissimo scenario naturale, in luogo sopraelevato rispetto all'abitato. Costruita in pietra, sorse per volere di Andriolo de' Burlandis, uomo pio che lasciò per testamento nel 1527 un ducato d'oro per la sua edificazione. Una finestra semicircolare sul portale illumina l'interno a cui si accede attraverso scalini irregolari. La piccola navata ha altare sopraelevato in legno; la pala d'altare settecentesca rappresenta la Trinità. L'edificio è dotato di un piccolo campanile comunicante con il presbiterio.

Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

Prodotto tipico di Gromo è la formaggella della Val Seriana, ottenuta da latte vaccino con due mungiture. Anche lo stracchino viene prodotto e commercializzato nel locale Caseificio Fratelli Paleni, Via Papa Giovanni XXIII, 2, +39 0346 41812.

Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Tradizionale di Gromo è la maiasa, una specie di torta fatta con farina gialla, cipolle e fichi secchi, che si mangia il Venerdì Santo. Piatto tipico per tutto l'anno sono i casoncelli alla bergamasca.

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia

  • 2 Taddei, Via Papa Giovanni XXIII, +39 0346 41122.


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Informazioni utili[modifica]


Altri progetti

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