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Cavareno
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Cavareno
Sito istituzionale

Cavareno è una cittadina del Trentino-Alto Adige, in Val di Non.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Si trova a circa 1000 m di altitudine, sul terrazzo dell'Alta Anaunia o alta Val di Non.

Quando andare[modifica]

Cavareno è meravigliosa in tutte le stagioni: in primavera per i suoi prati fioriti, in estate per il suo clima mite, in autunno per ammirare i colori del bosco in tutto il suo splendore e in inverno per passeggiare sulla neve.

Cenni storici[modifica]

Cavareno è nominato la prima volta quale "Cauareno" in un documento relativo ai possedimenti del monastero dei canonici regolari di San Michele all'Adige databile al 1174.

Non sono molto antiche le testimonianze storiche relative a Cavareno. Un altro documento nel quale si nomina il paese è del 1200. Ridotte sono testimonianze archeologiche più antiche.

Una origine suggestiva del nome “Cavareno” fa riferimento ad un’ara di calcare rosso delle dimensioni di 34 x 29 cm murata all'interno della chiesa parrocchiale di Romeno, presso la piccola porta laterale di sinistra. Non si conosce con precisione la località di rinvenimento, né l'anno in cui esso avvenne. L’iscrizione, descritta per la prima volta dal Roschmann nel 1756, è la seguente: D D Cavav C C p l l m, e così viene per lo più interpretata: D(eo) D (omi) n (o) Cavav/io C(aius) C( ex / vo( to) p( osuit) l (aetus) l (ibens) m(erito). Molte sono state le interpretazioni del testo. Lo storico di Fondo Vigilio Inama preferì la lettura D(eo) D(omi)n(o) Cavavio. Si tratterebbe di un dio barbarico, una divinità retica o gallica. Per altri autori il termine Cavav indicherebbe il nome della famiglia committente. L’assonanza tra Cavav e il nome del paese di Cavareno ha indotto alcuni autori a ritenere che Cavareno sia paese antico, preromano, dedicato ad una divinità o abitato da una gente “Cavarina” che nominò il villaggio di origine. Non esistono prove a conferma, ma ai Cavarenesi queste ipotesi non sono dispiaciute e, nel 1928, al momento di creare lo stemma comunale, si pensò di utilizzare un’ara romana.

Tra i primi documenti in cui si trova citato Cavareno si ricorda la Charta della Regola che sancisce di fatto l'esistenza di una Communitas o Universitas locale. La copia più antica di tale documento risale al 1632.

Cavareno appartenne al Principato Vescovile di Trento e fu zona di confine nelle dispute secolari che hanno opposto quest'ultimo ai conti del Tirolo per il possesso della zona.

A seguito del Trattato di Saint-Germain-en-Laye del 1919, la provincia di Trento passò all'Italia.

Nel 1928 furono soppressi diversi comuni dell'Alta Anaunia; i territori di Ruffré, Ronzone, Sarnonico e Seio furono assegnati al comune di Cavareno.[5] Nel 1952 Ruffré, Ronzone e Sarnonico riacquistarono l'autonomia municipale. Nel 1964, dopo apposito referendum, la frazione di Seio fu staccata da Cavareno per essere assegnata al comune di Sarnonico.

Come orientarsi[modifica]

Il paese è immerso in un'incantevole cornice di boschi e suddiviso in antichi sobborghi: Sovic, Splazuela, Bus e Ruch; è dotato di notevoli attrezzature commerciali, ricettive, turistiche e sportive.

In aereo[modifica]

  • Aeroporto Catullo (Verona): 1 ora e 40 minuti percorrendo l'A22 fino all'uscita San Michele all'a/A e proseguendo poi per la provinciale della Val di Non.
  • Aeroporto di Bolzano - Dolomiti: 43 minuti percorrendo la strada che attraversa il Passo della Mendola .

In auto[modifica]

Seguire l'A22 fino all'uscita San Michele proseguendo poi per la provinciale della Val di Non.

In treno[modifica]

Da Trento si può prendere il trenino della Trento Malè fino a Dermulo per poi proseguire con un autobus di linea fino a Cavareno (direzione Passo Mendola).

Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Chiesa di Santa Maria Maddalena. Parrocchiale edificata nel tardo Ottocento. All'interno contiene un ciclo della via Crucis opera dell'artista locale Mattia Lampi ed una pala del figlio di costui, Giovanbattista.
  • Chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano. Struttura romanica fine I millennio, più volte rimaneggiata. All'interno sono conservati un ciclo di affreschi del Quattrocento ed un altare gotico con pala del XVI secolo.
  • Castel de Campi. Palazzo del XIV secolo, con torricelle a sporto su mensole di pietra.
  • Palazzo de Zinis. Palazzo del XVI secolo, sede dell'amministrazione comunale.
  • Palazzo ex Tevini. Ora Visintin, XVI secolo, con torretta.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]


Sicurezza[modifica]

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Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


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