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Asiago
Slege
Vista di Asiago dal Sacrario Militare
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Posizione
Mappa dell'Italia
Reddot.svg
Asiago
Sito del turismo
Sito istituzionale

Asiago (Slege in cimbro) è una città del Veneto.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Asiago si trova su un altopiano a un'altitudine media di 1000 metri sul livello del mare, a nord di Vicenza lungo il confine con il Trentino. La città è circondata a nord da una catena montuosa con rilievi che superano i 2000 metri di altezza (massima elevazione in Cima XII) e a sud da un'altra catena di monti con altitudini meno elevate. Sia le montagne a nord che quelle a sud sono ricoperte prevalentemente da estese foreste di pino mugo e larice ad altitudini elevate e di abete rosso, abete bianco e faggio più in basso.

Quando andare[modifica]

Asiago è frequentata da turisti sia nel periodo invernale, quando si può sciare e praticare altri sport invernali, sia d'estate quando si può trovare riparo dalla calura estiva e si possono fare lunghe passeggiate.

Cenni storici[modifica]

Sull'Altopiano dei Sette Comuni nel 1310 si costituì uno dei primi governi autonomi e democratici della storia, la Spettabile Reggenza dei Sette Comuni, la prima Federazione al mondo paragonabile ad un moderno Stato federale e con milizia propria. Asiago ne fu la capitale.

Cinque secoli dopo, con la vittoria dei francesi sull'Austria, il Veneto entrò a far parte dell'Impero napoleonico. Alla Reggenza dei Sette Comuni fu tolto lo status di terra separata e quindi abolita la sua indipendenza e sovranità, nel 1807, ed essa fu integrata ai territori occupati dai francesi.

La Città di Asiago, come tutti gli altri paesi dell'altopiano, è stata direttamente interessata dagli eventi della prima guerra mondiale: durante l'Offensiva di Primavera del 1916 la città venne completamente rasa al suolo. Fu ricostruita subito dopo la fine delle ostilità.

Asiago distrutta durante la Grande Guerra

Significativa è la poesia di Attilio Frescura che racconta in modo significativo e altamente simbolico la distruzione della città di Asiago.

« 18 maggio 1916:

Asiago è in fiamme

19 maggio 1916:
Asiago fu »

(Attilio Frescura - Diario di un imboscato)


Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

  • 1 Aeroporto di Asiago. L'Altopiano di Asiago è da sempre stato considerato un luogo ottimale per il volo a vela, tanto che proprio sopra i cieli di Asiago si effettuarono i primi voli senza motore in Italia: nel 1924 venne battuto il 1° record nazionale di durata con aeroplano privo di motore. Durante la seconda guerra mondiale la pista d'atterraggio venne distrutta dai reparti nazifascisti per evitare l'atterraggio di aerei alleati che rifornivano la resistenza locale, piuttosto radicata sull'altopiano vicentino. Oggi dall'aeroporto non è previsto alcun collegamento regolare con altri scali italiani e internazionali, e le piste sono usate per lo più per il volo a vela.

In autobus[modifica]

È possibile raggiungere Asiago anche in autobus grazie alle seguenti linee della FTV:

23. Thiene - Bivio italiano - Asiago - Gallio
26. Castelletto di Rotzo - Bivio italiano - Asiago - Gallio
41. Asiago - Conico - Marostica - Bassano del Grappa
100. (Vicenza) - Asiago - Monterovere - Lavarone - Luserna
Gli orari sono disponibili sul sito della FTV.

Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Sacrario del Leiten
Duomo di San Matteo
Municipio
  • 1 Sacrario del Leiten (sacrario militare di Asiago). Un grande monumento-ossario che raccoglie le spoglie di 33.086 caduti italiani e di 18.505 caduti austroungarici, provenienti dai 41 Cimiteri di guerra dell'Altopiano dei Sette Comuni costruito durante il ventennio fascista, nel 1932. All'ingresso del Sacrario è posto un piccolo museo con divise, armi, foto e lettere.

Significativa e toccante è la lettera del Tenente Adolfo Ferrero, battaglione Val Dora, scritta alla vigilia della battaglia dell'Ortigara, dove il giovane soldato perderà la vita. Nella lettera, mai recapitata ai famigliari, l'alpino, di soli vent'anni, riesce a trasmettere un messaggio di coraggio, obbedienza, senso del dovere, amor di patria e rassegnato, ma inevitabile, eroismo.

« Cari genitori, scrivo questo foglio nella speranza che non vi sia bisogno di farvelo pervenire. Non ne posso fare a meno. Il pericolo è grave, imminente. Avrei rimorso se non dedicassi a voi questi istanti di libertà, per darvi un ultimo saluto.

Voi sapete che odio la retorica... No, no, non è retorica quella che sto facendo. Sento in me la vita che reclama la sua parte di sole; sento le mie ore contate, presagisco una morte gloriosa, ma orrenda.

Fra cinque ore qui sarà un inferno. Fremerà la terra, s’oscurerà il cielo, una densa caligine coprirà ogni cosa e rombi e boati risuoneranno fra questi monti, cupi come le esplosioni che in questo istante medesimo sento in lontananza.

Il cielo si è fatto nuvoloso: piove. Vorrei dirvi tante cose... tante.... ma Voi ve l’immaginate. Vi amo tutti, tutti.... Darei un tesoro per potervi rivedere... Ma non posso... Il mio cieco destino non vuole. Penso in queste ultime ore di calma apparente, a te, Papà, a te, Mamma, che occupate il primo posto nel mio cuore; a te, Beppe, fanciullo innocente, a te, Nina... Che debbo dire? Mi manca la parola: un cozzar di idee, una ridda di lieti e di tristi fantasmi, un presentimento atroce mi tolgono l’espressione... No, No, non è paura. Io non ho paura!

Mi sento commosso, pensando a Voi, a quanto lascio, ma so di mostrarmi forte dinanzi ai miei soldati, calmo e sorridente. Del resto anch’essi hanno un morale elevatissimo. Quando riceverete questo scritto, fattovi recapitare da un’anima buona, non piangete. Siate forti come avrò saputo esserlo io.

Un figlio morto in guerra non è mai morto. Il mio nome resti scolpito nell'animo dei miei fratelli; il mio abito militare, la mia fidata pistola (se vi verrà recapitata), gelosamente conservati, stiano a testimonianza della mia fine gloriosa. [...]

parlate, parlate, fra qualche anno, quando saranno in grado di capirvi, ai miei fratellini, di me, morto a vent'anni per la Patria. [...]

Un bacio ardente d’affetto dal vostro aff.mo Adolfo. »

(Adolfo Ferrero)

  • 2 Duomo di San Matteo apostolo ed evangelista. Si attesta che un edificio religioso sorgesse in questa zona fin dal XIV secolo, ma il duomo vero e proprio venne progettato da Luigi De Boni e costruito tra il 1842 e il 1870 e venne consacrato nel 1888 dal Vescovo di Padova, Giuseppe Callegari. Come la maggior parte degli edifici della città, la chiesa fu distrutta nel 1916, durante la Prima Guerra Mondiale. Dopo la fine del conflitto mondiale la chiesa venne ricostruita e riaprì nel 1922. Il nuovo edificio è in stile neoclassico ed è stato realizzato usando il tipico marmo rosa di Asiago. Duomo di Asiago su Wikipedia Duomo di Asiago (Q61046284) su Wikidata
  • 3 Palazzo Municipale. Un tempo sede della Spettabile Reggenza dei 7 Comuni, il palazzo venne completamente raso al suolo durante la Guerra del 15-18. Nel 1922 venne ricostruito in marmo locale bianco e rosso con colonne e tetto a cartoccio. A ricordo dell'antica funzione sulla facciata occidentale vennero realizzati in mosaico gli stemmi dei 7 Comuni.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi elevati[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Itinerari[modifica]


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