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Introduzione[modifica]

Antonio Sant'Elia nasce a Como il 30 Aprile 1888. È un architetto italiano esponente del futurismo. Fin da giovane scopre un talento naturale per l'architettura e il disegno oltre ad avere grandi doti sportive, specie nel salto e nella corsa.

Nel 1903 completa gli studi di costruzioni civili idrauliche e stradali presso la scuola di Arti e Mestieri "G. Castellini". Nel 1909 decide di iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera nel corso di Architettura con durata 3 anni, in questo periodo grazie alle conoscenze con diversi professori e pittori inizia a frequentare importanti ambienti culturali. Nel 1912 affronta l'esame di "Professore di disegno architettonico"presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna ottenendo degli ottimi risultati.

Nel 1914 per la morte del padre Luigi Sant'Elia realizza una nuova tomba nel Cimitero Maggiore di Como. Lo stesso anno accetta l'invito da parte dell'Associazione degli Architetti Lombardi esponendo in una sala della Permanente di Milano alcuni schizzi, ottenendo diverse recensioni da parte delle più importanti riviste specializzare. Durante gli ultimi giorni della mostra Sant'Elia presenta le tavole della Città Nuova:"Stazione di aeroplani e treni”, "Sei particolari di spazi urbani”, "La casa nuova", "La centrale elettrica in tre disegni e cinque schizzi d'architettura".

Nel 1916 viene incaricato dal comandante di disegnare il cimitero della brigata Arezzo a Monfalcone, con tombe disposte in fila e allineate secondo la gerarchia militare.

Il 10 Ottobre 1916 mentre il cimitero è ancora in costruzione, muore colpito in fronte da una pallottola di mitragliatrice. Il 23 ottobre 1921 i resti dell'architetto furono definitivamente sistemati nel Cimitero Maggiore di Como.

Tappe[modifica]

  • Bottega del padre di Sant'Elia
  • 1 Scuola di arti e mestieri
  • 2 Scuola di via Brambilla
  • Villino Elisi (Brunate)
  • 3 Monumento ai Caduti
  • Pinacoteca civica
  • 4 Cimitero Monumentale di Como

Bottega del padre di Sant'Elia[modifica]

Scuola di arti e mestieri[modifica]

Dalla Bottega di Padre Sant'Elia in Via Cesare Cantù, 50, bisogna percorrere 100 metri fino ad arrivare al porta torre e attraversare la strada, bisogna prendere la strada dopo aver attraversato a sinistra in Via Lorenzo Spallino percorrere 300 metri e svoltare al terzo incrocio a destra fino ad arrivare in Via Giuseppe Sirtori proseguire dritto e bisogna svoltare al primo incrocio a destra e si arriva alla destinazione "Fondazione G.Castellini Scuola D'Arte E Mestieri"

A 15 anni nel 1903, Antonio Sant'Elia si è scritto alla Sezione di Costruzioni civili, idrauliche e stradali della scuola di Arti e Mestieri "G. Castellini". Il suo periodo di studio è stato molto importante nella sua formazione, sia per la capacità percettiva molto alta in giovane età,sia per l'insegnamento tecnico-artistico impartito da bravi docenti. Nell'agosto del 1906, a 18 anni, si è diplomato "perito edile - capomastro" con punteggio 160/200.

Scuola di Via Brambilla[modifica]

La scuola di via Brambilla è stata completata del 1923 e intitolata a un altro celebre caduto della Grande guerra, Francesco Baracca. La facciata, la recinzione e il parterre di ingresso con le due scalinate laterali sono stati realizzati apportando alcune varianti non sostanziali ai progetti Sant'Elia.

Per raggiungere la Scuola di Via Brambilla partendo dalla scuola di arti e mestieri tramite Viale Lecco successivamente per Via Dante Alighieri e infine in Via Rezzonico a piedi in 15 minuti.

Mentre in macchina, partendo da scuola di arti e mestieri è raggiungibile in 4 minuti.

Villino Elisi (Brunate)[modifica]

Fuori dai percorsi più noti, sulla strada che da San Maurizio porta verso le Colme nel 1910 l'industriale Romeo Longatti commissionava ad Antonio Sant'Elia un villino che venne pronto nel 1911.

Unica opera interamente eseguita e superstite del celebre architetto futurista, si può dire che essa sia totalmente estranea a quella visione spaziale e urbanistica che appartiene alla sua attività di progettista disegnatore per la quale è diventato giustamente famoso. il villino Elisi è una riduzione rustica di un precedente progetto.

La simmetria dei volumi, l'uso della pietra viva in veste decorativa intorno alle aperture costituiscono l'esile dinamismo di questa semplice architettura al di fuori degli stili.

Monumento ai Caduti[modifica]

Il Monumento ai caduti di Como è un'imponente torre aperta da grandi finestroni e completamente rivestita di pietra di Aurisina e Reppen.

Sopra al basamento vi è un monolito in granito d'Alzo dal peso di 40 tonnellate rivestito di diorite d'Anzola, con incisi i nomi dei 650 caduti comaschi della prima guerra mondiale.

Scendendo la scala circolare si raggiunge il piano inferiore dove in uno spazio di 90° vi è un altare.

Sulla facciata a lago è scolpita la frase:

« STANOTTE SI DORME A TRIESTE O IN PARADISO CON GLI EROI. 10 ottobre 1916 - Antonio Sant'Elia »

Sul retro invece:

« CON LE PIETRE DEL CARSO LA CITTÀ ESALTA LA GLORIA DEI SUOI FIGLI. »

Sorge ai giardini pubblici, in riva al lago, di fianco al Tempio Voltiano e nelle vicinanze dello Stadio Giuseppe Sinigaglia.

Pinacoteca civica[modifica]

Cimitero monumentale di Como[modifica]

Il giorno in cui l’Italia entrò in guerra  contro l’Austria-Ungheria  Antonio Sant’ Elia insieme a Marinetti e Boccioni si arruolarono come volontari, sul fronte Vicentino nel mese di luglio ricevette la sua prima d’argento dopo un attacco condotto nella zona del Monte Zebio.

Settimane dopo fu trasferito sul fronte carsico, nei pressi della Quota 85 a Monfalcone ebbe il compito di creare un cimitero per i caduti italiani. Venne colpito alla testa il 10 ottobre 1916 durante un assalto ad una trincea nemica, inizialmente fu sepolto sul Carso isontino, venne traslato a Como nel 1921.

Punto di arrivo[modifica]

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