| Montalcino | |
Stemma | |
| Stato | Italia |
|---|---|
| Regione | Toscana |
| Territorio | Val d'Orcia |
| Altitudine | 567 m s.l.m. |
| Superficie | 243,85 km² |
| Abitanti | 5.538 (2025) |
| Prefisso tel | +39 0577 |
| CAP | 53024, 53028 |
| Patrono | Maria Santissima del Soccorso Ricorrenza: 8 maggio |
Posizione | |
| Sito istituzionale | |
Montalcino è una città della Toscana.
Da sapere
[modifica]È una località nota per la produzione dei vini Brunello di Montalcino e del Rosso di Montalcino. È stata premiata con la bandiera arancione dal Touring Club Italiano.
Cenni geografici
[modifica]Si colloca nel territorio a nord-ovest del Monte Amiata, alla fine della Val d'Orcia, sul confine con la provincia di Grosseto. Il suo territorio comunale, insieme a quello di altri quattro comuni senesi (Pienza, San Quirico d'Orcia, Radicofani e Castiglione d'Orcia), costituisce il Parco Artistico, Naturale e Culturale della Val d'Orcia, inserito dal 2004 nell'elenco dei Siti UNESCO dichiarati Patrimonio dell'Umanità.
Cenni storici
[modifica]La più grande traccia lasciata dagli etruschi sul territorio montalcinese è il sito della fortezza di Poggio Civitella (VI-II sec. a.C.), ubicata a 2 km fuori dal paese. Dato che la collina di Montalcino, a quei tempi, era già famosa e data la presenza di questa importante fortezza, molto probabilmente la collina era già costellata di più centri abitati.
Durante il periodo romano il centro abitato di Poggio Civitella continuò a vivere e nel luogo dell'attuale Abbazia di Sant'Antimo fu edificata una villa romana. Sulla collina di Montalcino, dove sorgeva la chiesa di Santa Margherita, fu probabilmente edificato un tempio romano.
Per via delle numerose incursioni fatte dai saraceni nella maremma, tra l'830 e l'846, agli abitanti di Roselle furono concessi la protezione e il permesso di costruire di villaggi sulla collina di Montalcino, zona strategica, da parte dell'abate di Sant'Antimo, che deteneva il controllo del territorio. Dunque si andarono a costruire 4 piccoli nuclei: Sant'Angelo in Castelvecchio (zona chiesa di San Francesco), Santa Lucia (zona via Santa Lucia), Santa Margherita (zona via Donnoli) e il Poggio (zona Duomo). I piccoli nuclei, espandendosi sempre di più nel tempo, andarono ad unirsi portando alla creazione del vero primo nucleo di Montalcino.
Nel 1100 Montalcino contava già ben circa 4000 abitanti e intorno a quest'anno fu costruita la prima cinta muraria dotata di 5 porte e 13 torri. In questi anni Montalcino divenne Comune autonomo: nel 1191 era retto dal podestà Enrico da Parlascio e nel 1235 da Jacopo degli Uberti, padre del celebre Farinata.
Nel 1176 Montalcino fu alleato di Siena nella guerra che quest'ultima perse contro Firenze. Nel 1199 Siena pose assedio a Montalcino, che durò ben 16 mesi, terminato con la vittoria senese e la distruzione di buona parte del castello. Comunque da lì a poco Montalcino riottenne la sua indipendenza. Il 29 marzo del 1201 Siena e Firenze siglarono, nella chiesa di S.Miniato a Fonterutoli, un accordo di pace: quest'ultimo stabiliva che Firenze doveva diventare nemico di Montalcino ed in più doveva aiutare Siena, con 100 cavalli e 1000 fanti, nella guerra che quest'ultima avrebbe condotto contro Montalcino. Dunque da li a poco iniziò un altro assedio, che durò fino al 27 settembre 1202, giorno in cui Montalcino cadde e fu distrutto. Nel 1207 Montalcino, supportato da Firenze, si ribellò a Siena che vi ripose assedio e lo riconquistò; ma a causa del riinizio delle ostilità con Firenze, Siena fu costretta a cedere Montalcino nel 1210. L'indipendenza di quest'ultimo, anche qui, durò poco perché il 13 (a Sant'Egidio) ed il 18 (a Sant'Antimo) giugno 1212, fu stabilito un accordo tra l'abate di Sant'Antimo, Montalcino e Siena, con cui quest'ultima, tolto il diritto giurisdizionale all'abate, sottomise 1/4 dei territori montalcinesi. L'accordo prevedeva molte clausole, che i montalcinesi dovettero accettare, come: la partecipazione del popolo ilcinese, a sue spese, alle guerre condotte da Siena; la disponibilità di tutti i cavalli per Siena; l'accettazione del diritto di albergheria per i masnadieri senesi; nessun pedaggio di dazio doveva essere imposto ai senesi.
Ma i montalcinesi, forti dell'appoggio di Firenze e Orvieto (accomunati dal fatto di essere guelfi), iniziarono nuovamente a rivoltarsi a Siena, costringendola a riassediarlo nel 1219, nel 1232 e nel 1252. Nel novembre 1252, i montalcinesi furono soccorsi da Firenze, che mise in rotta i sanesi; a seguito di quest'evento i fiorentini lasciarono le loro milizie in territorio montalcinese, e misero a ferro e fuoco il contado senese, fino a quando i senesi non hanno chiesto la pace nel 1254, pace che fu accettata e Siena fu costretta a lasciare ai fiorentini l'intera tutela del paese e degli abitanti di Montalcino. Il 4 settembre 1260 avvenne la battaglia di Montaperti, in cui i Ghibellini (Siena ed alleati) sbaragliarono i Guelfi (Firenze ed alleati). Un rogito di ser Orlando del fu Ottaviano, scritto a Siena l'8 settembre 1260, dice che, in quel giorno, un certo numero di montalcinesi si presentarono in Piazza del Campo per accettare i patti imposti dai senesi, annullando le convenzioni che avevano giurato ai fiorentini. Dopodiché in senesi distrussero sia la città che le campagne ilcinesi. Con il passare degli anni gli animi si andarono a calmare. Nel 1287 il Consiglio Generale di Siena deliberò la spesa di ben 2000 lire della Repubblica per acquistare proprietà a favore dei fuoriusciti montalcinesi. Un altro segno di riavvicinamento fra i 2 popoli è la misura presa a Siena dal Consiglio Generale della Campana, quando il 28 aprile 1295 fu approvata la relazione dei confini tra Montalcino e Torrenieri (tra cui vi erano stati accesi scontri): confini che sono stati descritti nell'esame dei testimoni fatto dai depurati dei Signori Nove di Siena.
Montalcino però, legato ancora a Firenze, ritornò autonomo nel 1269. Solo a metà del XIV secolo, Montalcino fu inserito ufficialmente nel dominio territoriale di Siena e i montalcinesi ebbero la cittadinanza senese.
Nel 1462 Montalcino, insieme a Pienza, ottenne da Pio II il nome di città, e sempre dallo stesso papa fu fatta diocesi (13 agosto). Nel 1526 resistette alle truppe (composte da 8000 soldati) di Clemente VII, che assediarono la città di Montalcino tra l'11 ed il 13 luglio: a fine scontri si contarono più di cento morti e altrettanti feriti tra gli assalitori; e solo 4 morti e 2 feriti tra i montalcinesi.
Nel 1540, l’Impero Spagnolo pone a Siena una guarnigione di 3000 soldati, con lo scopo di costituirvi una guarnigione. Nel 1548, Carlo V inviò a capo della guarnigione don Diego de Mendoza, per rompere lo spirito di libertà senese che si era manifestato durante numerosi episodi di insubordinazione da parte dei senesi nei confronti degli spagnoli.
Il 26 luglio 1552, Siena e i comuni senesi insorsero contro gli spagnoli, dando inizio alla guerra di Siena.
Il 27 marzo Montalcino, dopo l’assedio di Monticchiello terminato con la conquista di quest’ultimo da parte degli spagnoli, fu messa sotto assedio dalle truppe ispano-fiorentine, uscendone vittorioso il 15 di giugno 1553. Il 21 aprile 1555 Siena fu conquistata dagli ispano-fiorentini, e migliaia di esuli Senesi si stabilirono nel territorio di Montalcino, dove fondarono la Repubblica di Siena riparata in Montalcino, organizzata dal maresciallo Piero Strozzi e dai capi del partito repubblicano nemici del duca Cosimo de' Medici; e simbolo dell'ultimo tentativo di indipendenza senese.
Montalcino resistette per ben 4 anni fino al 2/3 aprile 1559, quando Montalcino rimasto ultimo comune libero d'Italia, dopo il trattato di pace di Cateau-Cambrésis, Montalcino dovette arrendersi, consegnarsi e prestare giuramento al duca di Firenze. Subito dopo Montalcino, Siena dovette cedere gli ultimi comuni: Piancastagnaio, Radicofani, Roccastrada, San Casciano, San Quirico d'Orcia e Pienza (ripresa poco tempo prima dal generale Strozzi).
Grazie alla caduta della Repubblica di Siena e la conquista di quest’ultima da parte del Ducato di Firenze, si andò a formare, il 27 agosto 1569 con bolla emessa da papa Pio V, il Granducato di Toscana e Ducati di Firenze e Siena. Di conseguenza Montalcino entrò a far parte del Granducato di Toscana.
Nel 1860 Montalcino entrò a far parte del Regno d'Italia, dove venne inserito nella provincia di Siena, nel circondario di Siena e nel VII mandamento di quest'ultimo (mandamento di Montalcino).
A seguito dell’entrata nel Regno d’Italia, Montalcino ebbe un grande sviluppo, che non si vedeva oramai da secoli: fu costruita la ferrovia Asciano-Grosseto che passava per le stazioni di Torrenieri, Monte Amiata Scalo, Sant’Angelo Scalo a partire dal 1865, con l’apertura della linea Asciano-Monte Antico; Furono costruite numerose strade e ponti per collegarsi con il Monte Amiata e con la Maremma. Furono realizzate anche grandi opere pubbliche come la costruzione della Casa di Riposo e dell’acquedotto per il trasporto dell’acqua dalle sorgenti del Monte Amiata a Montalcino. Anche dal punto di vista sociale e culturale furono fatti dei grandi progressi con la costituzione delle società operaie di mutuo soccorso, la costruzione di stabilimenti a vapore per il molino e l’arrivo della luce elettrica (1902).
Subito negli anni '60, a Montalcino, l’economia iniziò a risalire, soprattutto nel campo agricolo, grazie all’investimento che hanno fatto la maggior parte dei contadini nel vino: la fortuna di Montalcino è stata quella di trovarsi al centro di una delle più importanti zone di coltivazione di uva. Il territorio, infatti, è celebrato per la presenza di vigneti di Sangiovese dai quali si ottiene il famoso Brunello di Montalcino e che vengono utilizzati, inoltre, per la produzione di due altri vini DOC: il Rosso di Montalcino e il Sant'Antimo. Il primo (Brunello) iniziava ad avere grande commercio in tutta Italia: nel 1960, fu etichettato con il marchio DOC, e nel 1980 con quello DOCG. Da qui iniziò il grande successo economico di Montalcino.
Il 1º gennaio 2017 il comune di Montalcino si è fuso con quello di San Giovanni d'Asso; il nuovo comune ha mantenuto la denominazione di Montalcino. Con questa fusione il nuovo comune è diventato il 36º comune più grande d'Italia per estensione, nonché il 5º della Toscana e il 1º della provincia di Siena.
Come orientarsi
[modifica]La piazza principale di Montalcino è 1 Piazza del Popolo dominata dal Palazzo dei Priori risalente agli inizi del XIV secolo.
Frazioni
[modifica]- 1 Argiano
- 2 Camigliano
- 3 Castelnuovo dell'Abate
- 4 Lucignano d'Asso
- 5 Montelifré
- 6 Montisi
- 7 Monterongriffoli
- 8 Poggio alle Mura
- 9 San Giovanni d'Asso
- 10 Sant'Angelo in Colle
- 11 Sant'Angelo Scalo
- 12 Torrenieri
- 13 Vergelle
Come arrivare
[modifica]In auto
[modifica]Chi proviene dall'Italia settentrionale dovrà uscire dalla A1 in corrispondenza dello svincolo Firenze-Certosa per imboccare la superstrada Firenze-Siena e percorrerla fino in fondo ove lo svincolo di Siena sud gli permetterà di imboccare la Cassia passando per Monteroni d'Arbia e Buonconvento. Sei km dopo Buonconvento si distacca il bivio della provinciale 45 che conduce a Montalcino.
Come spostarsi
[modifica]Cosa vedere
[modifica]Montalcino
[modifica]- 1 Concattedrale del Santissimo Salvatore (Duomo di Montalcino), Via Spagni. Principale edificio religioso del comune, è concattedrale dell'arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino. Dedicato al Santissimo Salvatore, è stato originariamente costruito nel XIV secolo, ma si presenta in stile neoclassico a causa dei lavori di ristrutturazione che ha subito nei primi anni del XIX secolo sotto la direzione dell'architetto senese Agostino Fantastici.
- 2 Chiesa di Sant'Egidio (Sul retro del Palazzo dei Priori). Del 1325.
- 3 Chiesa della Madonna del Soccorso, Porta al Corniolo. Del 1330.

- 4 Musei riuniti (Museo Civico e Diocesano d'Arte Sacra), Via Ricasoli, 31, ☎ +39 0577 846014. Mar-Dom d'inverno 10:00-13:00 e 14:00-17:40; d'estate 10:00-13:00 e 14:00-17:50. Chiuso Lun, 25 Dicembre, 1 Gennaio. Il museo ospita varie opere, tra cui un crocifisso ligneo di ignoto artista di scuola senese, due bellissime sculture lignee XV secolo e alcune altre sculture in terracotta che sembrano essere della scuola dei Della Robbia. La collezione comprende anche un San Pietro e San Paolo di Ambrogio Lorenzetti e una Madonna col Bambino di Simone Martini.

- 5 Fortezza di Montalcino, Via Ricasoli 54, fortezza@enotecalafortezza.it. Costruita nel punto più alto della città nel 1361, ha struttura pentagonale ed è stata progettata dagli architetti senesi, Mino Foresi e Domenico di Feo. La fortezza incorpora alcune delle preesistenti strutture tra cui il bastione di San Martino, la torre di San Giovanni e un'antica basilica, che ora serve come cappella del castello.
- 6 Palazzo Vescovile, Via Spagni 4.
- 7 Chiesa dei Bianchi.
- 8 Chiesa del Corpus Domini.
- 9 Chiesa di San Francesco.
- 10 Chiesa di San Lorenzo in San Pietro.
- 11 Chiesa di Sant'Agostino.
- 12 Chiesa di Sant'Antonio Abate.
- 13 Chiesa di Santa Croce.
- 14 Chiesa di Santa Maria delle Grazie.
- 15 Chiesa della Madonna del Latte.
- Cappella di San Bartolomeo (cappella della Croce, o semplicemente la Croce) (all'incrocio tra la strada provinciale 14 Traversa dei Monti e la strada provinciale 38 di Trequanda).

- 16 Palazzo dei Priori (palazzo comunale), Costa del Municipio, 1. Il palazzo (fine XIII secolo inizi del XIV) è adornato con gli stemmi araldici dei numerosi podestà che hanno governato la città nel corso dei secoli. Un'altissima torre medievale è incorporata nel palazzo.
- La Loggia (Vicino al palazzo comunale). Una struttura rinascimentale con sei archi a tutto sesto è stata iniziata alla fine del XIV secolo, e finita nei primi anni del XV, ma che ha subito numerosi lavori di restauro nel corso dei secoli successivi.
- 17 Spedale di Santa Maria della Croce.
- Palazzo Pieri Nerli, via Ricasoli.
- 18 Fonti Castellane.
- Fonte degli Appicciati.
Mura di Montalcino
[modifica]San Giovanni d'Asso
[modifica]- 26 Pieve di San Giovanni Battista.
- 27 Chiesa di San Pietro in Villore.
- Chiesa della Misericordia.
- 28 Chiesa della Madonna del Tribbio (chiesa di Santa Maria delle Grazie).
Montisi
[modifica]- 29 Pieve della Santissima Annunziata (pieve dell'Assunta).
- 30 Chiesa delle Sante Flora e Lucilla (Cura).
- 31 Chiesa di Santa Lucia.
- 32 Santuario della Madonna delle Nevi (chiesa della Torricella).
- Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Santa Caterina delle Ruote).
- Oratorio di Sant'Antonio abate della compagnia del Santissimo Sacramento (Montisi).
Fuori dal centro abitato
[modifica]- 33 Abbazia di Sant'Antimo (Nella frazione Castelnuovo dell'Abate a circa 10 km dal centro). Costruita fra l'VIII e il XII secolo.
- 34 Chiesa di San Lorenzo (Monterongriffoli).
- 35 Chiesa di Santa Maria Maddalena (Torrenieri).
- 36 Pieve di San Michele Arcangelo (Sant'Angelo in Colle).
- 37 Pieve dei Santi Filippo e Giacomo (Castelnuovo dell'Abate).
- 38 Pieve dei Santi Biagio e Donato (Camigliano).
- Chiesa di San Michele (Castiglione del Bosco).
- 39 Pieve di San Sigismondo (Poggio alle Mura).
- 40 Chiesa della Madonna della Misericordia (Sant'Angelo in Colle).
- Chiesa di San Giuseppe lavoratore (Sant'Angelo Scalo).
- Pieve di Santa Restituta (Santa Restituta).
- Chiesa di San Pancrazio (Argiano).
- Chiesa di San Biagio (Montelifré).
- 41 Ex pieve di Santa Maria a Pava (Santa Maria a Pava o pieve di Pava) (Pieve a Pava).

- 42 Pieve di San Pietro a Pava (Pieve a Pava). La pieve di San Pietro a Pava era un edificio religioso. Sorse nei secoli IV-V presso il vicus romano di Pava, e apparteneva alla diocesi di Arezzo. Lo studio e la conservazione di questa zona sono gestiti dalla Fondazione Paesaggi Archeologici della Val d'Asso Onlus, che ha sede nel paese.
- Pieve della Natività di Maria (Pieve a Salti).
- 43 Chiesa di San Lorenzo (Vergelle).
- 44 Chiesa di San Biagio (Lucignano d'Asso).
- 45 Badia Ardenga (chiesa di Sant'Andrea Apostolo).
- 46 Convento dell'Osservanza.
- Cappella di San Rocco (lungo la strada provinciale 14 Traversa dei Monti).
- 47 Chiesa della Compagnia del Santissimo Rosario (Lucignano d'Asso).
- 48 Oratorio della Compagnia di San Rocco (Torrenieri).
- Castello Romitorio. Già esistente in epoca romana, la attuale fortezza è stata edificata nei primi del 1500 da Giuliano da Sangallo.
- Castello di Argiano. Il primo nucleo del castello viene citato in un documento di Ludovico il Pio nell'VIII secolo. La costruzione del castello nelle forme attuali risale al XII secolo.
- 49 Castello Banfi.
- Castello di Velona.
- Castello Tricerchi.
- 50 Poggio Civitella (a circa 2 km da Montalcino). Sito etrusco datato al VI fino al III secolo a.C.
- 51 Museo del Vetro (Poggio alle Mura), enoteca@banfi.it.
- 52 Castello di San Giovanni d'Asso.
Eventi e feste
[modifica]Cosa fare
[modifica]- Trenonatura.
- 1 Biblioteca comunale di Montalcino, piazza Cavour, 13, biblioteca@comunemontalcino.com.
Acquisti
[modifica]Qui si produce il Brunello di Montalcino, uno dei vini italiani più famosi nel mondo. Montalcino fa parte dell'Associazione nazionale Città del vino.
Nel suo territorio si produce anche un ottimo olio di oliva; Montalcino fa parte dell'Associazione nazionale Città dell'olio.
Come divertirsi
[modifica]Spettacoli
[modifica]- 1 Teatro degli Astrusi, Via Bandi n. 1.
Dove mangiare
[modifica]I rustici di Montalcino sono un prodotto dolciario tipico delle provincia di Siena, in particolare del comune di Montalcino. Si tratta di biscotti secchi dalla consistenza particolarmente friabile, con un particolare sapore di mandorla e scorza di limone, che vengono solitamente gustati con l'accompagnamento di vini dolci tipicamente toscani, quali Vin Santo o Moscadello di Montalcino.
Dove alloggiare
[modifica]Una lista degli agriturismo in zona è presente sul sito della Proloco di Montalcino
Prezzi modici
[modifica]- 1 Agriturismo Col di Lamo, Podere Grosseto n° 28 (Frazione di Torrenieri), ☎ +39 0577 834 433. Tre appartamenti nella tenuta di una rinomata azienda vinicola.
Prezzi medi
[modifica]- 2 Al Brunello di Montalcino, Via Osticcio (Ad un chilometro circa dal centro), ☎ +39 0577 849 304.
- 3 Albergo il Giglio, Via Soccorso Saloni, 5. 12 camere panoramiche ricavate da una vecchia locanda delcentro. L'albergo è classificato a 3 stelle
- 4 Dei Capitani, Via Lapini, 6, ☎ +39 0577 846577.
- 5 Vecchia Oliviera, P.ta Cerbaia - Via Landi, 1, ☎ +39 0577 846028. Undici camere ricavate da un antico frantoio restaurato con cura.
Prezzi elevati
[modifica]- 6 Castello Banfi Il Borgo.
- 7 Castello di Velona. Chiuso per restauri riaprirà nella primavera del 2011.
- 8 Castiglion del Bosco, ☎ +39 0577 80 7078. Soltanto i membri possono accedere all'albergo e alla tenuta che lo circonda.
Sicurezza
[modifica]Come restare in contatto
[modifica]Nei dintorni
[modifica]Itinerari
[modifica]Altri progetti
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