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Caltavuturo
Panorama di Caltavuturo
Stemma
Caltavuturo - Stemma
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Caltavuturo
Sito del turismo
Sito istituzionale

Caltavuturo è una città della Sicilia.

Da sapere[modifica]

Cenni storici[modifica]

Phiale aurea di Caltavuturo al Museo di Himera

In un passo di Diodoro Siculo, parlando di scontri armati avvenuti attorno al 306 a.C. tra Agatocle e Dinocrate, si cita il monte Gorgium e il centro di Ambica: il primo sarebbe identificabile con la montagna sopra Caltavuturo, mentre il secondo corrisponderebbe all'odierno centro abitato di Sclafani Bagni (entrambi centri facenti peraltro parte della valle di Himera). Interessante come, nei pressi di tale zona, vi sia una pianura chiamata dai caltavuturesi "chiana chianta", da alcuni studiosi tradotto come "pianta piana" (ossia semplicemente "pianura"); secondo altre interpretazioni, invece, significherebbe "piana del pianto", in memoria di un'antica e atroce battaglia combattuta presso tale luogo (di cui peraltro narrano anche i miti locali). Tale elemento apre spiragli alla possibilità di un'origine ben più antica di quella risalente all'epoca bizantina, tuttavia senza alcuna prova certa.

La data del primo insediamento è persa nel tempo, ma i primi reperti di certa datazione possono essere collocati nel periodo bizantino, tra il VI ed il VII secolo con il comandante bizantino Giorgio Maniace, Principe e Vicario dell'Imperatore di Costantinopoli discendente dalla famiglia Imperiale di Bisanzio.

Secondo alcuni studiosi il nome e l'origine della città vengono fatti risalire alla dominazione araba: il nome deriverebbe dalla parola araba Qal‘at Abī l-Thawr (roccaforte di Abū Thawr), dal nome del condottiero musulmano che se ne insignorì; tuttavia tale versione presenta incongruenze di genere storico.

Secondo altri pareri, invece, deriva dalla parola araba "qal‘at" (rocca) e da quella siciliana "vuturu / vuturuni" (avvoltoio / grifone) andando così a prendere il significato di "Rocca dell'Avvoltoio", rapace endemico e tuttora presente nel territorio (avvoltoio fulvo). Facendo fede a questa seconda versione, lo stemma del paese rappresenta una torre medievale con un grifone appollaiato sulla stessa.

Durante la dominazione normanna il paese appartenne alla famiglia del conte Ruggero; e sotto gli Svevi fu concesso ai Ventimiglia, a cui si succedettero varie famiglie sino al XVI secolo.

Nel 1550 alcuni degli abitanti si trasferirono fuori dalla cinta muraria, a quota inferiore rispetto al terrazzo roccioso della "Terravecchia", sede del nucleo originario.

Il 20 gennaio 1893, durante la rivolta dei fasci siciliani 500 contadini che avevano occupato alcune terre in maniera simbolica vennero dispersi da soldati e carabinieri, tredici manifestanti furono uccisi durante gli scontri.

Come orientarsi[modifica]

Una delle strade principali della città è via Vittorio Emanuele.

Posta in posizione rialzata rispetto alla restante parte della città si trova Terravecchia, il sito in cui sono presenti il castello, una chiesa e altre testimonianze del passato della città. Mentre la città moderna è definita Terranova.

Via Vittorio Emanuele


Come arrivare[modifica]


Come spostarsi[modifica]

Viste le distanze è certamente più utile spostarsi a piedi, seppur alcune strade sono in salita.

Cosa vedere[modifica]

Chiese[modifica]

Chiesa Madre

Palazzi[modifica]

Terravecchia[modifica]

Questa parte della città venne abbandonata a causa delle tasse sugli immobili che nel tempo deperirono e per il fatto che rispetto alla parte bassa (Terranova) era più esposta ai venti freddi di tramontana.

  • 37.82462513.88950215 Castello di Terravecchia. Castello del IX secolo eretto su una precedente costruzione araba. I ruderi ben visibili sulla rocca sovrastante il paese.
  • 37.82396313.89198716 Ovili in pietra, zona Mandrie. Antichi ovili con recinzione in pietra e rifugi con tetto di paglia. In questa parte della città si concentravano gli ovili e nei pressi vivevano i pecorari. Il pascolo avveniva in quota oppure scendendo a valle in funzione della stagione. La sera le pecore tornavano all'ovile per rifugiarsi.
  • 37.82418813.89161817 Testa del Leone. Pietra dalla forma richiamante la testa di un leone.
  • 37.82509513.8885118 Ruderi della Chiesa Madre di San Bartolomeo. Chiesa abbandonata presso il sito di Terravecchia.
  • 37.8242613.8909219 Anfiteatro all'aperto. Anfiteatro in cemento.
  • 37.82404613.89189320 Pagliaio. Pagliaio in pietra.

Altro[modifica]

Parco delle rimembranze


Eventi e feste[modifica]

  • Festival del Folklore (teatro comunale all'aperto). Simple icon time.svg seconda settimana di agosto. rassegna folkloristica internazionale.
  • Festa Maria Santissima del Soccorso. Simple icon time.svg 10 settembre. Festa patronale


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • 37.82064913.8899511 Cathè, Via Vittorio Emanuele, 12, +39 3314759988. Pizze, pane e primi da asporto.
  • 37.82088513.8900342 Royal Bar, Via Vittorio Emanuele, 15.


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


Altri progetti

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