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Bomarzo

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Bomarzo
Scocio di Bomarzo
Stato
Regione
Territorio
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Nome abitanti
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CAP
Fuso orario
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Posizione
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Bomarzo
Bomarzo
Sito istituzionale

Bomarzo è una città del Lazio famosa per il suo parco detto Villa dei mostri.

Da sapere[modifica]

Il borgo di Bomarzo è conosciuto più che altro per il suo parco, tuttavia anche lo stesso paese è molto caratteristico e vale la pena di una visita, specie il centro storico che va visitato lasciando l'auto. Si scoprirà una cittadina sonnolenta e con ritmi molto tranquilli.

Al comune è stata applicata la bandiera arancione per il turismo di qualità.

Come orientarsi[modifica]

Il nucleo più antico del paese si sviluppa a nord, in corrispondenza del Municipio. Mentre la zona nuova è più a sud. Il parco dei mostri si trova poco fuori il nucleo abitato sul versante ovest.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

In auto[modifica]

Dall'autostrada A1 Roma-Firenze, uscire ad Attigliano e seguire le indicazioni per Bomarzo lungo la SP11 prima e la SP20 poi.

In treno[modifica]

  • 4 Stazione di Attigliano-Bomarzo. La stazione più vicina presso il Comune di Attigliano. Stazione di Attigliano-Bomarzo su Wikipedia "stazione di Attigliano-Bomarzo" su Wikidata

In autobus[modifica]

Prendere un autobus regionale dalla stazione ferroviaria di Viterbo (verificare gli orari). La linea degli autobus parte dal terminal degli autobus Riello/p.zza G.Bruno, ma la fermata dell'autobus più vicina alla stazione ferroviaria è v.le Trieste / N.Sauro-Gorizia. Un viaggio dura circa mezz'ora. In alternativa lo stesso autobus, ma nella direzione opposta, potrebbe essere preso presso la stazione ferroviaria di Orte Scalo.

Dalla stazione di Orvieto prendere il bus Cotral per Bomarzo. Dalla stazione di Viterbo prendere il bus Cotral per Bomarzo.

Scendere alla fermata 5 in una piccola rotonda a Bomarzo.

Come spostarsi[modifica]

Il paese è piccolo, pertanto il miglior modo per visitarlo è a piedi. Il parco lo si può raggiungere comodamente in auto essendo presente un parcheggio.

Cosa vedere[modifica]

Il Palazzo Orsini
  • 1 Palazzo Orsini (Palazzo del Comune di Bomarzo). Un grande palazzo rinascimentale domina la parte vecchia del paese. Non sembra essere aperto al pubblico, ma vale la pena fare di vederlo essendo il palazzo di colui che ha ideato il parco di Bomarzo. Palazzo Orsini (Bomarzo) su Wikipedia "Palazzo Orsini (Bomarzo)" su Wikidata
  • 2 Duomo di Bomarzo. Duomo di Bomarzo su Wikipedia "duomo di Bomarzo" su Wikidata

Parco dei mostri[modifica]

Uno scorcio del parco
  •  Attrazione principale3 Parco dei mostri di Bomarzo (Sacro bosco) (ignorare un cartello stradale all'ingresso del centro storico in quanto vi è una scorciatoia. Invece nel piccolo parcheggio vicino a Palazzo Orsini prendiamo una discesa pedonale. Scendere in discesa fino a raggiungere una piccola strada che conduce verso il parco.). Ecb copyright.svg 10€ intero, 8€ ridotto. Simple icon time.svg 08:30-19:00 (da Aprile ad Agosto), 08:30 al tramonto (da Settembre a Marzo). Il parco dei mostri contiene molte strane sculture, scolpite su grandi masse di roccia vulcanica che ricoprivano l'area. Fu messo insieme da Pier Francesco Orsini negli anni '70 del XVII secolo. Le numerose statue mostruose hanno, al loro tempo, intrattenuto principi e principesse e fornito ispirazione a poeti, romanzieri e pittori, tra cui Salvador Dalì. C'è anche un'opera musicale chiamata "Bomarzo".
Durante il XIX secolo e il XX il giardino divenne trascurato, ma negli anni '70 fu eseguito un programma di restauro. Il giardino è oggi una grande attrazione turistica ed è ottimo per intrattenere i bambini che potrebbero essere un po' stufi delle città medievali. Sculture di ghiande sono dappertutto, presumibilmente un riferimento alla famiglia Della Rovere che possedeva il castello locale. All'ingresso viene fornita una mappa per orientarsi ed inoltre c'è la possibilità di comprare dei libri sul parco e di mangiare. Parco dei Mostri su Wikipedia "parco dei Mostri" su Wikidata
All'interno del parco si trovano diversi punti di interesse; qui di seguito i principali
una delle due sfingi
  • 4 Sfingi. Poste all'ingresso del parco vi sono due sfingi con due iscrizioni che invitano alla visita: "Chi con cigli inarcate et labbra strette non va per questo loco manco ammira le famose del mondo moli sette" e l'altra "Tu ch'entri qua pon mente parte a parte e dimmi poi se tante meraviglie sien fatte per inganno o pur per arte." lasciando nel visitato la curiosità di scoprire il mistero del parco.
Glauco-Proteo
  • 5 Proteo (Glauco) (Poco distante dalle Sfingi). Si tratta di un immenso mascherone antropomorfo con la bocca spalancata, che sembra emergere direttamente dalle viscere della Terra, sormontato da un grande globo di pietra, sormontato dalla raffigurazione di un castello. Il personaggio di Glauco è legato alla mitologia in quanto era figlio di Poseidone e di una Naiade. Di lui si innamorò Scilla, poi trasformata dalla maga Circe nel famoso mostro marino onde poter divenire sua amante. Glauco poi seppe dell'amore di Scilla e divenuto mostro provò a farsi riconoscere. Egli infine mangiando un'erba che riportava in vita i pesci si trasformò in un essere marino.
  • 6 Mausoleo. Questo monumento è l'equivalente di un masso spezzato sulla cui facciata si trova un frontone che ricorda la Tomba della Sirena a Sovana. Le sculture ad altorilievo rappresentano una sirena che stringe due fanciulli tra le sue code, vi è inoltre una ninfa marina che tiene una melagrana.
Ercole e Caco
  • 7 Lotta tra giganti (Ercole e Caco). Questa statua rappresenta la lotta tra Ercole e Caco. Ercole di ritorno da una delle fatiche si appisolò nei pressi del Foro Boario per riposare lasciando la sua mandria a pascolare, ma Caco che viveva nell'Aventino rubò alcuni animali. Ercole una volta svegliatosi e accortosi dell'ammanco scopre il colpevole e inizia tra i due una furibonda lotta su cui l'eroe ebbe la meglio.
La tartaruga
  • 8 Tartaruga. Una tartaruga con la bocca aperta posta su uno sperone di roccia forma di prua ha sul dorso una Nike alata su una sfera. La tartaruga è simbolo di stabilità e di longevità, rappresenta l'unione tra la terra e il cielo. Il gruppo scultoreo è infatti il passaggio verso la purificazione e la donna alata è l'apice di questa trasformazione.
Fontana di Pegaso
  • 9 Balena o orca. Di questa scultura è visibile una bocca aperta e posta di fronte alla tartaruga posta proprio accanto ad un torrente d'acqua.
  • 10 Fontana di Pegaso. Il cavallo alato, collegato al mito di Perseo si dice sia nato presso una fonte e forse è per questo che è inserito nell'elemento acqueo. Il cavallo simboleggia la passionalità e dell'impetuosità istintiva che può essere dominata dalla volontà spirituale dell'uomo rappresentata dalle sue ali.
  • 11 Albero scultura.
  • 12 Ninfeo. Il ninfeo è composto da tre nicchie in cui su due vi sono delle statue, in passo c'è un'iscrizione parzialmente leggibile con tritoni e leoncini. I tritoni e i delfini, come la salamandra e la fenice, sono simboli di rigenerazione.
  • 13 Torretta.
La casa pendente
  • 14 Venere. In una nicchia con arco ci è una statua di Venere.
  • 15 Fontana dei delfini.
  • 16 Casa pendente. Questo edificio è stato costruito volontariamente in pendenza onde dare maggiore effetto di straniamento. Si pensa che in passato l'ingresso al parco fosse di fronte questa casa. Si può accedere al suo interno dal piano superiore dove si percepisce un forte senso di nausea a causa del pavimento e le pareti storte. Un'esperienza molto particolare.
  • 17 Teatro. In questo teatro sono presenti delle frasi incomplete che non chiariscono il senso nascosto.
Cerere
  • 18 Cerere. Cerere, dea delle messi e dell'agricoltura è rappresentata come Demetra con un cesto in testa. Accanto alla statua si trovano due tritoni con un bambino che gioca alle spalle della dea.
L'elefante
  • 19 Elefante. Questo elefante sormontato da una torretta stritola con la proboscide un legionario. Sembra evidente il riferimento alle battaglie di Annibale sul suolo italiano.
  • 20 Drago alato. Un drago alato con le fauci aperte viene attaccato da un cane, un lupo e un leone con sicuri riferimenti simbolici.
  • 21 Ninfa dormiente. Una ninfa che dorme con un cane a fianco decapitato durante il lungo abbandono del parco. La ninfa ha una mano poggiata su un lenzuolo con cui forma il numero tre con la dita aperte.
  • 22 Testa di delfino.
Nettuno
  • 23 Nettuno. Nettuno è rappresentato con un delfino sotto il braccio, mentre è presente un altro delfino con la bocca aperta.
  • 24 Ariete dal vello d'oro.
La Panca etrusca
  • 25 Panca etrusca. In questa curiosa panca obliqua inserita in un arco vi è una scritta: "Voi che pel mondo gite errando, vaghi di vedere meraviglie alte e stupende, venire qua, dove son faccie horrende elefanti, leoni, orsi, orchi e draghi."
  • 26 Cantaro.
L'orco
  •  Attrazione principale27 Orco. Questa è la scultura più famosa di Bomarzo, nonché simbolo stesso del parco. Un orco con la bocca spalancata sembra essere minaccioso, sul labbro vi è scritto "Ogni pensiero vola". E' anche possibile entrare al suo interno e vedere la luce entrare dalla bocca e dagli occhi.
  • 28 Proserpina.
Cerbero
  • 29 Cerbero. Il guardiano dell'ade è rappresentato come un cane a tre teste, una coda da serpente e una moltitudine di teste di serpente sul corpo.
  • 30 Piazzale pigne e ghiande. In questo spiazzale sono presenti 18 pigne e ghiande poste come su di un vaso atte a richiamare un multiplo del 3 essendo 9+9.
Il tempio
  • 31 Orsi araldici. Sul lato lungo dello spiazzare vi sono due orsi che tengono uno stemma araldico.
  • 32 Rotonda.
  • 33 Tempio del Vignola. Questo tempio fu costruito venti anni dopo a seguito della morte della moglie di Orsini. Si pensa contenga anche le spoglie della moglie. Il Tempio riprende forme architettoniche di diverse epoche, quella classica (frontone, colonnato e vestibolo) e quella rinascimentale (cupola). L'interno è in realtà costituito da una piccolissima aula circolare, nella quale la famiglia Bettini, che ha restaurato il complesso, ha posto una lapide alla memoria di Tina Severi Bettini, deceduta anche a causa di una contusione durante i lavori di ripristino del parco.


Eventi e feste[modifica]

  • Sant'Anselmo Vescovo. Simple icon time.svg 24-25 aprile. Il primo giorno c'è la festa il secondo il palio


Cosa fare[modifica]

  • 1 Riserva naturale provinciale Monte Casoli di Bomarzo (in circa 5 km più avanti sulla strada che passa dal Sacro Bosco). L'area che non è solo ricca di natura ma anche di storia che vi ha lasciato numerose tracce. Sulla sommità di Monte Casoli è ancora possibile vedere le abitazioni cavernose (l'abitato rupestre di Monte Casoli a Bomarzo), abitato dal Neolitico fino al Medioevo. Camminando lungo il CAI 125 si trovano anche resti degli altari etruschi e romani tagliati dalla roccia e le rovine di un'antica abbazia. Riserva naturale provinciale Monte Casoli di Bomarzo su Wikipedia "riserva naturale provinciale Monte Casoli di Bomarzo" su Wikidata
  • 2 Piramide etrusca (Altare piramidale o Sasso del Predicatore) (circa 1,5 km a sud-est dalla fermata dell'autobus di via Cavour). Un altare etrusco in una forma di piramide con gradini scolpiti da una cima di una roccia. Lungo il sentiero che porta alla Piramide si può arrivare anche attraverso un passaggio notevole scavato nella roccia.


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


Altri progetti

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