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Teano

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Teano
Teatro Romano
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Teano
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Sito del turismo
Sito istituzionale

Teano è una città della Campania.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Teano, capitale dell’antico popolo dei Sidicini, sorge sulle pendici sud-orientali del complesso vulcanico di Roccamonfina. Il territorio è ricco di corsi d’acqua tra i quali il principale è il fiume Savone. Esso trae origine dalle sorgenti nordorientali del cono vulcanico del Santa Croce e sfocia nel Mar Tirreno presso Mondragone. Il territorio è a forte vocazione agricola: sui grandi banchi di tufo che caratterizzano il territorio teanese, si sviluppa una forte attività agricola caratterizzata principalmente da frutticoltura (soprattutto mele, pesche, ciliegie e albicocche), produzioni di nocciole e castagne, oltre che da vino e olio.

Quando andare[modifica]

La città è visitabile in qualsiasi periodo dell’anno. In piazza 23 Settembre 1943, è aperto e a disposizione dei visitatori, un bellissimo e attrezzato Info-Point Turistico

Cenni storici[modifica]

Definita da Strabone come la più grande città posta lungo la via Latina subito dopo Capuae, Teano sorge ai piedi del complesso vulcanico di Roccamonfina. Il territorio, ricco di sorgenti d’acqua tra cui la famosa “Acqua Acidula” nominata da Vitruvio e circondato da ricchi boschi pieni di vita, fu meta ambita dall’uomo fin dall’epoca preistorica. Fondata dai Sidicini, una tribù discendete probabilmente dagli antichi Ausoni, divenne la città principale di questa popolazione. Si possono ipotizzare due distinte fasi di crescita del popolo sidicino: una prima fase caratterizzata da una distribuzione territoriale a villaggi sparsi a partire dall’VIII-VII sec. a.C. e una seconda fase in cui il fenomeno del sinecismo portò alla fondazione della città di Teanum Sidicinum intorno alla seconda metà del IV sec. a.C. Importante centro strategico per il controllo delle vie di comunicazione tra Lazio, Campania e Daunia, Teano fu al centro degli eventi bellici delle Guerre Sannitiche, nonché motivo di scoppio della Prima Guerra Sannitica. Divenuta alleata di Roma, poi Municipium, Teano ebbe una fioritura tra l’età repubblicana e quella imperiale. Allo sfruttamento delle risorse agricole e naturali si affiancò un notevole sviluppo commerciale basato sulla produzione di ceramica da mensa, di cui non mancano attestazioni di commercianti sidicini nel porto di Delo dopo il 189 a.C. Il Liber coloniarum riporta la notizia della deduzione a colonia di Teano sotto Cesare Augusto, eletta a Colonia Classica Firma Teanum probabilmente dopo la battaglia di Azio quando Augusto distribuì le terre migliori ai veterani della flotta. L’importanza e la vitalità economica di Teano, ancora fino al V d.C., si deduce non solo dai fastosi edifici pubblici e privati costruiti tra II e III d.C., ma anche dall’attenzione posta dai governatori e Imperatori al territorio attraverso atti di liberalità, come il rinnovamento del Teatro. L’abbondanza delle materie prime come la pietra lavica e la pozzolana, il legno e la fertilità dei terreni sono tra i fattori che hanno permesso a Teano di avere un ruolo strategico nel territorio anche durante il periodo tardo-antico, quando si stabilì una forte comunità cristiana con un proprio vescovo e personaggi illustri tra i quali Flavio Lupo e la gens Geminia, dal cui mausoleo, costruito lungo la via Latina a nord-est dell’abitato di Teano, proviene un mosaico raffigurante la più antica rappresentazione dell’Epifania, datato alla metà del IV d.C. L’abbandono della città bassa avvenne tra il VI e l’VIII d.C., periodo in cui ci fu la contrazione dell’abitato alla sola città alta (Arx). Nell’VIII d.C. Teano fu sede di Gastaldato alle dipendenze di Capua, ed è in questo periodo che fu costruita, sotto Arechi II, la torre quadrangolare sede del Gastaldo e le prime strutture difensive medievali. Nel X sec. d.C. fu conquistata dai Normanni, i quali ampliarono tali strutture difensive. Nel XIV sec. d.C. fu costruito il Loggione-Cavallerizza (oggi sede degli uffici della Soprintendenza Archeologica e del Museo Archeologico), edificio inserito in un complesso palaziale monumentale di cui oggi si può apprezzare solo una minima parte dell’imponente struttura. Inoltre Teano fu anche al centro delle vicende politiche che interessarono l’Italia durante il Risorgimento; famoso è lo storico incontro tra Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi avvenuto il 26 ottobre 1860.

Cultura e Tradizioni[modifica]

Lingue parlate[modifica]

A Teano la lingua parlata è l’italiano, mentre il dialetto locale è quello napoletano.

Come orientarsi[modifica]

Dal punto di vista urbanistico la città si sviluppa intorno alla cima della collina che corrisponde all’Arx dell’antica Teanum Sidicinum. Il centro storico, riconoscibile in quanto cinto ancora dall’antica cinta muraria medievale, presenta ancora l’antica viabilità romana: una grande arteria centrale, corrispondente all’attuale Corso Vittorio Emanuele, che percorre da Nord-NordEst a Sud-SudOvest l’intero centro. Su di esso si aprono varie vie secondarie che portano all’interno del borgo medievale, ricco di vicoletti su cui si affacciano abitazioni storiche di epoca cinquecentesca-settecentesca realizzate con numerosi riusi romani. Al di fuori del circuito murario, due grandi arterie, viale Italia e viale Europa, circondano la collina. Nella zona meridionale, partendo da porta Napoli, si sviluppa un grande rettilineo, anch’esso di origine romana, che collega la città con la zona della stazione ferroviaria. Tutta la zona meridionale della città, in grossa parte ancora adibita a campagna, è interessata dalla presenza di resti archeologici dell’antica città di Teanum Sidicinum. La zona nord, invece, è di origine moderna essendosi sviluppata dopo la Seconda Guerra mondiale.


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

L’aeroporto più vicino è quello di Napoli-Capodichino. Lo scalo dista dalla città circa 55km ed è raggiungibile percorrendo l’autostrada A1 fino al casello di Caianello per poi proseguire in direzione Teano.

In auto[modifica]

La città è raggiungibile tramite autostrada A1 uscendo ai caselli di Caianello (8 km) e Capua (14km) proseguendo poi in direzione Teano tramite l’Appia o la Casilina.

In nave[modifica]

Il porto più vicino è quello di Napoli, che dista dalla città circa una settantina di km ed è raggiungibile tramite autostrada.

In treno[modifica]

Teano è attraversata dalla linea ferroviaria Roma-Cassino-Napoli e la stazione ferroviaria dista circa 2km dal centro della città.

Come spostarsi[modifica]

I siti di interesse turistico cittadini sono facilmente raggiungibili a piedi. Per quanto riguarda il collegamento con le frazioni e la linea ferroviaria è necessario munirsi di mezzi propri. Il territorio si presta in maniera eccellente per i cicloamatori, che possono visitare l’intero territorio immerso nel verde del Parco Regionale di Roccamonfina, di cui Teano fa parte.

Cosa vedere[modifica]

La millenaria storia di Teano ha permesso la costruzione e la nascita di innumerevoli siti di interesse culturale e paesaggistico, ognuno con una propria unicità.

  • 1 Castello, Da Piazza Vittoria a Piazza Umberto I. È visibile solo all'esterno. Il primo nucleo del castello teanese è la torre (donjon) ancora oggi visibile in Piazza Vittoria, realizzata in epoca normanna insieme al circuito murario. Successivi ampliamenti e rimaneggiamenti hanno trasformato il castello di teano in grande complesso monumentale di cui si possono vedere ancora oggi alcune vestigia inglobate nei palazzi di epoca post medievale.
  • 2 Museo Archeologico di Teanum Sidicinum, Via Nicola Gigli 23, +39 0823 657302, fax: +39 0823 658442. Ecb copyright.svg Ingresso gratuito. Simple icon time.svg Mer-Lun 8:30-19:30. Realizzato all'interno del complesso medievale del Loggione, antica cavallerizza del castello cittadino, il Museo espone reperti trovati nel corso degli anni durante le varie campagne di indagine nel territorio sidicino. I reperti coprono un arco cronologico che va dall'epoca preistorica all'epoca tardo antica.
  • 3 Teatro Romano di Teanum Sidicinum, Via Pioppeto, +39 0823 657302, fax: +39 0823 658442. Ecb copyright.svg Ingresso gratuito. Simple icon time.svg Lun-Dom 10:30 fino ad un'ora prima del tramonto. Il Teatro Romano di Teanum Sidicinum è il più antico teatro romano noto in Italia. Realizzato su arcate, presenta due fasi costruttive: la più antica rientra nel classico schema del complesso Teatro-Tempio, la più recente, di epoca imperiale, ha reso il Teatro di Teano uno dei più imponenti noti al mondo.
  • 4 Area archeologica cd. “Macellum”, Viale Ferrovia, accesso libero. Ecb copyright.svg Ingresso gratuito.
  • 5 Viabilità romana - Via Adriana. Nel territorio di Teano sono ancora visibili tratti basolati delle antiche strade che collegavano la città antica con le città circostanti. La meglio conservata è indubbiamente la Via Adriana, posta a ovest della città e che metteva in collegamento Teano con Sessa Aurunca. Altre strade degne di essere visitate sono la via Teanum-Allifae e la Molara, quest'ultima eccellente da percorrere a piedi o in bicicletta per una salutare passeggiata immersi nella natura.
  • 6 Domus romane, Borgo S. Antonio Abate. Ecb copyright.svg Ingresso libero.
  • Miliario costantiniano, Via Pioppeto. Ecb copyright.svg Ingresso libero.
  • Cattedrale, Piazza Duomo. Ecb copyright.svg Ingresso libero. Simple icon time.svg Lun-Dom. Costruita sull'antica tomba di San Paride, patrono di Teano, la chiesa attuale è la ricostruzione post bellica dell'antica chiesa romanica che qui vi era eretta. All'interno è possibile ammirare numerosi elementi di riuso di epoca romana, il coro cinquecentesco, il crocifisso risalente al XIV secolo e l'ambone cosmatesco. Nella cripta è possibile ammirare i marmi originali che adornarono la chiesa nel corso dei secoli e numerose epigrafi funerarie, tra cui le prime attestazioni della presenza di una forte comunità cristiana nel territorio sidicino. Inoltre è poi possibile accedere ad una grande cisterna di epoca romana, divisa in tre navate, riutilizzata dai primi cristiani per funzioni liturgiche.
  • 7 Basilica San Paride ad Fontem, SP112. Simple icon time.svg Dom 10:30-12:00. La basilica sorge su resti di epoca romana appartenuti ad un santuario. La leggenda vuole che proprio in questo luogo San Paride sconfisse il drago che minacciava gli abitanti di Teano. L'attuale chiesa si presenta ancora nella sua originaria struttura romanica e all'interno l'abside conservato ancora un affresco settecentesco raffigurante la Madonna con accanto San Giovanni Battista e San Paride. È possibile inoltre accedere all'area archeologica sottostante la chiesa.
  • Chiesa dell'Annunziata, Piazza Umberto I. Simple icon time.svg Solo durante eventi pubblici. Chiesa sconsacrata. La Casa Santa dell'Annunziata ebbe origine nel XIV secolo come istituzione di assistenza all'infanzia abbandonata e alle giovani madri su modello della Santa Casa dell'Annunziata di Napoli. La chiesa ebbe invece sorte avversa: costruita agli inizi del II millennio, nel 1733 crollò a seguito di un terremoto e ricostruita nel 1750. L'apparato decorativo barocco, tuttavia fu spazzato via quando, nel 1943 la chiesa venne bombardata e quasi interamente distrutta. Della struttura originale si conserva ancora il maestoso campanile, simbolo della città di Teano, la facciata esterna e parte degli interni.
  • Chiesa di San Francesco, Piazza Municipio. Chiesa trecentesca con annesso monastero, oggi Municipio, con numerosi rifacimenti in epoca barocca, è l'unica chiesa di Teano che conserva ancora la decorazione barocca con un soffitto in legno dorato con cento lacunari decorati da una serie di rose dipinte con al centro un rosone intagliato. La tavola al centro del soffitto, realizzato in epoca moderna in sostituzione di quella antica distrutta durante il bombardamento del 1943, raffigura i papi Pio XII, Giovanni XXIII e il vescovo di Teano Sperandeo.
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate, Borgo Sant'Antonio Abate. Realizzata probabilmente in epoca tardo-gotica, presenta una pianta a navata unica con abside in fondo. Sulle pareti dell'abside sono ancora visibili gli affreschi facenti parte di un ciclo pittorico raffigurante la vita del santo.
  • Chiesa di Sant'Agostino, Via Porta Roma. Chiusa al pubblico. Fondata prima del 1390, apparteneva ai PP. Domenicani. La chiesa gotica presenta l'interno a pianta unica con numerosi rifacimenti barocchi avvenuti durante il XVIII secolo, mentre la facciata conserva ancora il suo aspetto gotico, con il portale d'ingresso affiancato da due guglie laterali con cuspide centrale.
  • Chiesa Santa Maria delle Grazie, Via Nicola Gigli. Simple icon time.svg Dom mattina.
  • Chiesa Santa Maria la Nova, Via Santa Maria la Nova. Simple icon time.svg Lun-Dom. L'origine della chiesa è avvolta dal mistero: una leggenda narra che fu rinvenuto un quadro della Madonna della Quercia e venne posto in una piccola cappellina appena al di fuori delle mura urbiche. La devozione dei fedeli nei confronti di tale quadro portò alla costruzione della chiesa e alla sostituzione del quadro con un nuovo affresco. Lo stile architettonico è romanico e presenta un portale cinquecentesco, mentre l'altare, proveniente dalla cattedrale, si salvò dalla distruzione dei bombardamenti del 1943.
  • Chiesa di Santa Maria Celestina, Piazza Vittoria. Chiusa al pubblico. Si ignora l'origine della chiesa, fondata secondo alcuni studiosi prima del XIV secolo. La prima menzione risale tuttavia al 1510 in un atto notarile di Antonio De Latinis. L'edificio presenta una pianta unica con decorazioni classicheggianti in facciata e all'interno.
  • Chiesa di Santa Maria de Intus. Tra i più antichi complessi monastici teanesi, venne fondata nell'860 da Landone e i lavori terminarono nel 887 con Landulfo. Distrutta dai normanni nel 1063, venne ricostruita a pianta greca nel 1174 e consacrata con bolla papale di Alessandro III. Nel 1743 passò in mano ai presbiteri, i quali ristrutturarono la chiesa ormai in rovina e restò in loro possesso fino alla soppressione dell'ordine nel 1868, da cui deriva il nome “Cappelloni”. Passato in mano alle suore di N. Signora del Sacro Cuore, la chiesa rimase attiva fino alla metà del ‘900 ed è oggi in attesa di restauro. Chiusa al pubblico.
  • Chiesa di San Benedetto, Vico San Benedetto. La chiesa e il convento furono eretti nella prima metà del IX secolo d.C. dalla comunità benedettina che a Teano esisteva già dal VI secolo d.C. Grazie alla sua posizione a ridosso della Porta Superiore o Silice (oggi Porta Roma) essa svolgeva anche funzione di controllo per l'accesso all'area di corte. È qui che nell'883 venne trasferita la “Regola Benedettina”, distrutta poi nel 891 in seguito all'incendio della chiesa e del monastero. Dal punto di vista architettonico si tratta di una chiesa preromanica, a tre navate interne divise da colonne con capitelli di riuso. Sul fondo vi sono tre absidi, di cui quello centrale è chiuso da un muro. Dal punto di vista storico, secondo alcuni studiosi tale chiesa doveva essere una delle chiese Palatine della città, sia per la sua posizione strategica, sia perché le fonti affermano che il principe salernitano Guaireiro, in viaggio verso Montecassino, fu sepolto nella chiesa palatina di Teano dedicata a San Benedetto. Chiusa al pubblico.
  • Chiesa di San Pietro in Aquariis, Calata San Pietro. Simple icon time.svg Solo durante gli eventi. Chiesa sconsacrata. Denominata così in quanto probabilmente in zona vi erano corsi d'acqua o fontane, la chiesa viene nominata per la prima volta nel 1300. Essa presenta in facciata archi a sesto acuto, un rosone e un portale del XVII secolo. A pianta unica con abside, l'interno si presenta ricco di affreschi del XVII secolo mentre tracce di affreschi del XV secolo si intravedono nell'intradosso dell'arco a sinistra dell'ingresso.
  • Chiesa di San Michele, Via Nicola Gigli. In origine dedicata a San Marco, la chiesa presenta un aspetto modesto privo di elementi di rilievo. Non si hanno notizie specifiche sulla data di costruzione della struttura, mentre le uniche notizie storiche in nostro possesso riguardano le dimensioni modeste della parrocchia e il suo trasferimento a causa di una forte umidità interna. La presenza dell'altare patronale dedicato a Santa Lucia attestano tuttavia che la parrocchia doveva avere un discreto peso di messe. Chiusa al pubblico.
  • Chiesa di Santa Maria de Foris, Calata Santa Maria de Foris. In stato di rudere. Costruita intorno al X secolo, si tratta di una delle più antiche chiese della città. Fondata da Atenolfo e Ildegarda, era occupata da monache benedettine facenti parte della casta nobiliare. Il monastero, corrispondente all'attuale complesso ospedaliero, si ingrandì col tempo grazie ai numerosi doni ricevuti dalle famiglie nobiliari: nel 1770 venne eretta la maestosa fontana monumentale che oggi, in stato di abbandono, è visibile all'interno del complesso ospedaliero e che in passato doveva ergersi nel cortile di fronte all'ingresso del monastero. Nel 1893 passò nelle mani del Comune di Teano che trasformò il monastero in Ospedale.
  • Monastero e Chiesa di Santa Caterina, Largo Giardino. Simple icon time.svg Solo durante cerimonie religiose. Composto da numerosi fabbricati che col tempo andarono ampliandosi, venne fondato nel 1554 dalla principessa di Teano Clarice Orsini. Accolse nei secoli le monache provenienti dai ceti di estrazione sociale modesta, ricevendo comunque donazioni importanti che hanno permesso la sopravvivenza del monastero fino ad oggi. La chiesa presenta ancora la decorazione barocca originale; all'ingresso è possibile vedere, sul lato sinistro della porta che permette l'accesso al monastero, la ruota degli esposti e la grata per i colloqui con le suore di clausura. Al di sotto del convento, nell'ala occidentale, fu rinvenuto un enorme ninfeo romano (fine I sec. a.C. con restauri nel III d.C.) a pianta rettangolare absidata, decorato con paraste e nicchie rivestite interamente da tartari in lava di Roccamonfina.
  • Convento di Sant'Antonio da Padova, Collina di Sant'Antonio. Simple icon time.svg Lun-Dom. La fondazione del convento avvenne nella prima metà del XIV secolo d.C. per opera dei francescani Fra Martino da Campagna e Fra Nicola da Castellamare. Secondo la tradizione il convento venne fondato per incitamento di San Bernardino da Siena, che qui vi dimorò per qualche tempo. Fin da subito ricevette cospicue donazioni da parte delle famiglie nobiliari teanesi che permisero in pochi anni il suo ampliamento e la costruzione della chiesa. Appartengono al periodo della fondazione il refettorio e il chiostro quattrocentesco, scolpito interamente in tufo grigio locale, adornato di colonne con motivi decorativi vegetali e animali e con parenti decorate di affreschi. Nel 1718 venne realizzato il campanile ad opera della famiglia Zarone, che ebbe la possibilità di seppellire uno dei suoi esponenti, il vescovo Tommaso Zarone, al centro della navata della chiesa. Le truppe francesi, nel 1799, tuttavia devastarono e saccheggiarono il monastero depredandolo di tutti i suoi beni. Solo nel 1897 i monaci riuscirono a riacquistare il monastero per ristrutturarlo e riportarlo in vita. All'interno della chiesa è possibile ammirare gli altari patronali di alcune famiglie nobiliari teanesi, con relative sepolture. Di particolar pregio è la cappella sepolcrale della famiglia D'Amato, le cui pareti presentano un affresco raffigurante l'Angelo che porge i saluti a Maria, l'adorazione dei Magi e, sul soffitto, Dio che regge in mano il globo.
  • Monastero e Chiesa di Santa Reparata, Via Santa Reparata. Simple icon time.svg Solo durante cerimonie religiose. Il convento di Santa Reparata venne fondato verso il IX secolo d.C. da Paga, figlia del duca di Benevento Sicone. La leggenda vuole che Il duca portò la figlia a Scauri, presso le reliquie della santa, per guarirla. Ottenuto il miracolo, trafugò le reliquie per portarle a Benevento ma giunti a Teano il carro che portava i resti della santa sprofondò nel torrente della pineta e non volle più muoversi. La figlia Paga, allora, attribuendo questo episodio al volere divino, perorò perché il corpo della santa restasse a Teano. La stessa Paga rimase nel monastero per custodire il corpo della santa. Nell'880, a causa della presenza Saracena, le reliquie furono traslate presso la Cattedrale per una miglior protezione. Nonostante tutto le benedettine continuarono a vivere nel convento fino al 1559, quando vennero sostituite dai Frati Cappuccini. Nel 1879 fu affidato ai Padri Redentoristi e nel 1909 le reliquie di Santa Reparata tornarono nella chiesa. Oggi il convento è gestito da un gruppo di padri Liguorini. La chiesa, che si presenta a navata unica, ospita nell'area del presbiterio sono presenti due affreschi raffiguranti uno il martirio di Santa Reparata e l'altro la leggenda del carro sprofondato nel torrente. Al di sotto della cappella alterale della chiesa è presente un putridarium.


Eventi e feste[modifica]

  • Visite guidate ogni prima domenica del mese. Simple icon time.svg Prima domenica del mese. Visite guidate a cura dell'Associazione "Teano in Movimento".
  • Cioccolateano. Simple icon time.svg Secondo fine settimana di ottobre. A cura della "Pro Loco Teanum Sidicinum".
  • Festa di Sant'Antonio da Padova. Simple icon time.svg Tra l'11 e il 14 Giugno. Caratteristica di tale festa è la fiera campionaria dove vengono venduti prodotti di diversa tipologia e viene dato spazio agli stand delle associazioni locali per la promozione del territorio.
  • Sagra del Maialino a Cappelle di Teano. Simple icon time.svg Nella settimana di Ferragosto.
  • Carnevale a Fontanelle di Teano. Attrattiva dell'evento folkloristico è la rappresentazione dei Mesi dell'Anno in groppa ad asini.
  • Lunedì in Albis. Il Lunedì in Albis, sul santuario di Cappelle, si festeggia la Madonna delle Grazie con l'incontro delle 3 Madonne di Cappelle, San Giuliano e Fontanelle.
  • Teano Jazz. Simple icon time.svg A luglio.
  • Notte Bianca dei vini della Campania. Simple icon time.svg Ad agosto.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

La natura agricola della città ha permesso la creazione di prodotti locali unici nel loro genere. Tra i prodotti locali può essere annoverato un particolare tipo di formaggio, chiamato “Caso di Marzo” (in italiano Cacio Fiore), realizzato con latte di pecora e caglio con fiore di cardo. La procedura di realizzazione di tale formaggio è particolare: esposto alla rugiada notturna, viene poi cosparso da un particolare timo chiamato “Pimpinella” (in italiano Nepitella o anche Mentuccia) ed è pronto a Marzo.


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


Altri progetti

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