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Castelli della Lomellina
Castello di Vigevano
Tipo itinerario
Stato
Regione
Territorio

Castelli della Lomellina è un itinerario che si svolge attraverso la Lombardia.

Introduzione[modifica]

Un percorso nella storia della Lomellina, tra acqua e terra.

Come arrivare[modifica]

In auto[modifica]

Per raggiungere Vigevano:

  • Da Milano: Tangenziale Ovest e seguire la strada statale 494
  • Da Torino: lasciare l'autostrada A4 a Novara, uscita Est
  • Da Genova: autostrada A7 Milano-Genova: uscita a Gropello-Pavia sud

Tappe[modifica]

  • 1 Castello di Vigevano — Fu tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo, sede e dimora signorile dei Visconti. Luchino Visconti, podestà di Vigevano nel 1319 e nel 1337, inserisce il villaggio nel suo piano di dominio territoriale, decidendo di farne una roccaforte difensiva inserita nello scacchiere territoriale dei castelli posti lungo l'Adda e il Ticino a difesa del ducato di Milano. Nel 1341 realizza una rocca di difesa posta ad una certa distanza dal castello, sul limite est del borgo che si stava ormai allargando fuori dal perimetro originale. Nel 1447, alla fine del dominio visconteo, la stessa popolazione di Vigevano, conquista la libertà comunale e distrugge la rocca esterna. Galeazzo Maria Sforza nel 1466, appena succeduto al padre Francesco, ordina nuovi interventi che trasformano definitivamente il maschio in palazzo ducale e concede la costruzione di case nel fossato esterno. Nel 1472 il nuovo Duca interviene su due antichi edifici, posti lungo la muratura sud dell'antico borgo e utilizzati a stalla, sopralzandoli e modificandone il piano terra con l'inserimento di un doppio colonnato con volte a crociera e nuove finestre. Nel 1475 realizza il ponte con loggiato, posto a sud del maschio. Con Ludovico il Moro il progetto sforzesco si attua in interventi di proporzioni e qualità rilevanti, completando il processo di trasformazione del castello in residenza dinastica. Il maschio viene ampliato sul lato est con la realizzazione di un giardino pensile racchiuso da due edifici porticati progettati dal Bramante e aperto verso est. Del complesso bramantesco rimane oggi, dopo il crollo del loggiato addossato alla strada coperta e lo svuotamento del giardino con l'abbassamento al livello attuale, solo l'edificio sud chiamato “loggia delle dame”.
Castello di Sartirana Lomellina
  • 7 Castello di Sartirana Lomellina — Il Castello Visconteo venne fatto costruire alla fine del ‘300 per volere di Gian Galeazzo Visconti e su progetto del capitano Jacopo dal Verme. Verso la fine del XV secolo gli Sforza rialzarono di un piano e rafforzarono le difese del maniero. Nel XVI secolo il castello fu trasformato in una comoda residenza dalla famiglia dei Gattinara e prese le sembianze odierne. Sartirana e il suo castello passarono quindi agli Spagnoli con Mercurino Arborio sino alla sua morte avvenuta nel 1530. Il maniero è appartenuto alla dinastia degli Arborio sino al 1934, e quindi al Duca Amedeo di Savoia-Aosta. L'impianto è quadrilatero, con fossato perimetrale, un cortile interno e quattro torri angolari. L'edificio, di proprietà privata, ospita attualmente il “Centro Studi e Documentazione della Lomellina“ e la “Fondazione Sartirana Arte“.
  • 8 Castello di Frascarolo
  • 9 Castello di Mede
  • 10 Castello di Lomello
  • 11 Castello di Valeggio
Castello di Scaldasole
  • 12 Castello di Scaldasole — Il nucleo originale del castello fu costruito tra il X ed il XII secolo e fu feudo della famiglia dei Campeggi. Tra il 1334 e il 1404 passò alla famiglia Folperti che fece intraprendere la costruzione sul lato sud del castello originale, del ricetto, vasto cortile rettangolare fortificato in grado di raccogliere in caso di necessità l'intera popolazione del paese. Successivamente, i marchesi Malaspina, nuovi feudatari, abbellirono il castello con un portico ed una loggia e fecero affrescare alcune sale. Fu questo complesso edilizio, con le sue sette torri medioevali, le volte e i camini rinascimentali, ad ospitare nel tempo alcuni illustri personaggi tra cui nel 1491 Isabella d'Aragona, figlia di Alfonso duca di Calabria e promessa sposa di Gian Galeazzo Sforza duca di Milano, nel 1497 l'imperatore Massimiliano I d'Asburgo e nel 1533 Carlo V d'Asburgo. Tra il secolo XV e il XVII secolo il castello fu oggetto di innumerevoli passaggi di proprietà, tra cui: Filippo Maria Visconti. Nel 1457 pervenne a Francesco Pico della Mirandola conte di Concordia e nel 1461, per atto di successione, a suo genero Giacomo Malaspina, marchese di Fosdinovo. Nel 1577 fu ceduto al conte Rinaldo Tettoni, il quale lo vendette al cardinale Tolomeo Gallio di Como nel 1582 i cui eredi, i Gallio Trivulzio duchi d'Alvito, alienarono le proprietà locali al loro livellario Carlo Brielli nel 1799 che, tre anni dopo, le diede in investitura perpetua al nobile Giovanni Antonio Strada di Garlasco, ai cui discendenti appartiene tuttora.
  • 13 Dorno
  • 14 Castello di Gropello Cairoli
  • 15 Castello di Garlasco
  • 16 Castello di Gambolò

Sicurezza[modifica]

Nei dintorni[modifica]

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