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Ville e giardini medicei in Toscana

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Ville e giardini medicei in Toscana è un itinerario che si svolge attraverso la Toscana.

Villa di Poggio a Caiano

Introduzione[modifica]

Le ville medicee sono dei complessi architettonici rurali venuti in possesso in vari modi alla famiglia Medici tra il XV ed il XVII secolo nei dintorni di Firenze e in Toscana. Oltre che luoghi di piacere e svago, le ville rappresentavano la "reggia" periferica sul territorio amministrato dai Medici, oltre al centro delle attività economiche agricole dell'area in cui si trovavano.

Nel 2013, 14 ville e giardini sono stati dichiarati dall'UNESCO Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

Storia[modifica]

Villa di Cafaggiolo

Le prime ville medicee sono quelle del Trebbio e di Cafaggiolo, legate esclusivamente al controllo dei fondi agricoli nella zone del Mugello. Nel Quattrocento Cosimo il Vecchio fa edificare le ville di Careggi e Fiesole, dove iniziano ad essere presenti degli elementi di svago: cortili, logge, giardini. Lorenzo de' Medici era solito risiedere per lunghi periodi a Careggi, dove mori nel 1492. Gradualmente i Medici "accerchiarono" Firenze con le loro ville, mentre nel periodo granducale, si assiste a una costellazione di queste strutture architettoniche anche in zone lontane dalla capitale del Granducato. Il sistema delle ville medicee costituisce un vero e proprio microcosmo attorno al quale si sono svolgevano i rituali della corte medicea. Tali ville esprimono al massimo l'alto livello di architettura rinascimentale e barocca raggiunto in Toscana, permettendo confronti sull'evoluzione degli stili. Alla fine del Cinquecento il sistema territoriale delle ville, dalle forti valenze economiche e strategiche, almeno 17 tenute principali secondo un profilo storico-artistico. A queste vanno aggiunte altre secondarie, di interesse per lo più agricolo oppure tenute dai Medici per pochissimo tempo, per un totale di circa trenta ville vere e proprie. La stagione delle ville medicee si concluse con Ferdinando I de' Medici, che acquistò Montevettolini e Artimino, mentre ampliava anche l'Ambrogiana, la Petraia e Castello. Le ville medicee sono rappresentate in una famosa serie di lunette dipinte nel 1599 circa da Giusto Utens che oggi nella villa della Petraia e che sono un insostituibile documento di come apparivane queste residenze nei secoli passati. Ogni membro della famiglia Medici possedeva una sua tenuta come luogo di piacere e di rappresentanza, mentre il Granduca si spostava da una villa all'altra: per la caccia si reca a Pratolino, al Trebbio e a Cafaggiolo, in primavera soggiorna all'Ambrogiana, mentre ad Artimino, che si trova in collina, passava le giornate di luglio in frescura. I giardini per le quali le ville sono famose hanno un primo esempio nella villa di Castello, dove Cosimo I fa realizzare quello che è il prototipo di giardino all'italiana da Niccolò Tribolo, l'autore in seguito anche del Giardino di Boboli. Oggi le ville hanno varie destinazioni: alcune sono veri e propri musei (La Petraia, Poggio a Caiano, Cerreto Guidi) altre sono occupate da istituzioni (come a Castello dove il giardino è un museo, mentre la villa è la sede dell'Accademia della Crusca) altre ancora sono state vendute o affidate a privati, i quali le tengono per uso privato oppure le hanno destinate a cornice di eventi.

Preparativi[modifica]

L'itinerario si svolge attraverso le provincie di Firenze, Prato, Lucca e Pistoia.

Dove iniziarlo[modifica]

Autostrada del Sole A1 Milano-Napoli: uscita a Barberino; continuare sulla SP 131 e poi sulla SP 8 per Barberino di Mugello.

  • 1 Villa Cafaggiolo a Barberino di Mugello (Villa privata non visitabile) - È una delle ville medicee più legate alla storia dei Medici. Appartenne alla famiglia sin dalla metà del XIV secolo e fu ristrutturata da Michelozzo su incarico di Cosimo il Vecchio tra il 1428 ed il 1451. Il Vasari la indica come il primo progetto di Michelozzo in una delle ville di famiglia, anche se alcuni studi recenti metterebbero la vicina Villa del Trebbio come quella di più antica ristrutturazione. Attorno al perimetro murario esterno un camminatoio sostenuto da beccatelli è tipico delle residenze medicee di quell'epoca, come il Trebbio e Careggi. Di impianto più rinascimentale è invece l'ordinazione originaria dei giardini, i poderi, le strade, le fontane e i boschi attorno alla villa. Abitata in genere nel periodo estivo, fu amata da Lorenzo de' Medici, che vi risiedette nell'adolescenza e vi ospitò spesso la sua corte di filosofi umanisti. Nel 1537 la villa divenne di proprietà del duca Cosimo I, che la ampliò e vi fece realizzare un grande "Barco" murato, dove animali rari potevano scorrazzare in libertà. Il ruolo della villa come casino di caccia fu ancora più sottolineato da figli di Cosimo, come Francesco I e Ferdinando I, che vi soggiornavano solitamente nei mesi autunnali. Nel Cinquecento furono apportate alcune modifiche all'aspetto della villa tra cui l'aggiunta di un corpo edilizio con loggia sul retro della villa.

Tappe[modifica]

Villa del Trebbio
  • 2 Villa del Trebbio a Scarperia e San Piero (Villa privata non visitabile) - La villa si trova nella zona dalla quale erano originari i Medici e fu una delle prime residenze che essi fecero costruire fuori Firenze. Appartenne infatti già a Giovanni di Bicci de' Medici, il patriarca delle fortune familiari. La tenuta era in una posizione strategica, dall'alto di un poggio che dominava la Val di Sieve. Dopo la sua morte il figlio Cosimo de' Medici fece ristrutturare al suo architetto Michelozzo quello che doveva assomigliare a un castello fortificato. Il Vasari la indica come seconda a essere ristrutturata, dopo la Villa di Cafaggiolo e prima di quella di Careggi, i cui lavori si dovrebbero essere svolti tra il 1427 e il 1433. L'impianto della villa è ancora legato alla maniera di fortificazione medievale, piuttosto che di luogo ameno e ordinato di spirito umanistico-rinascimentale. Michelozzo mantenne o ricostruì la torretta di guardia, dalla struttura solida e priva di finestre, aggiungendovi il camminamento con beccatelli (come nel perimetro esterno), e conservando anche altri elementi tipicamente "castellani" come il fossato e il ponte levatoio. Al centro vi si trova un cortile con pozzo.
Giardino di Pratolino
  • 3 Giardino di Pratolino a Vaglia (Giardino visitabile) - La Villa Medicea di Pratolino fu demolita nel 1822, ma in seguito venne acquistata dalla famiglia di origine russa dei Demidoff, che adibirono a nuova villa l'edificio secondario delle paggerie, ingrandendolo e ristrutturandolo. Il parco, seppur stravolto e spogliato nel corso dei secoli, è uno dei più belli e vasti di tutta la Toscana, tra i più importanti nello stile all'inglese. Nonostante molte opere d'arte originarie siano state rimosse nel corso dei secoli, il parco ne conserva ancora molte di rilevante interesse. Tra queste si annovera: il Colosso dell'Appennino di Giambologna; la Fonte di Giove, la cui copia fu collocata dai Demidoff alla fine dell'Ottocento; le due mete di spugna; la cappella progettata dal Buontalenti, a pianta esagonale con loggiato esterno, in prossimità della quale è sepolta l'ultima principessa Demidoff; la Fonte del Mugnone, la cui statua fu scolpita dal Giambologna (1577); la Peschiera della Maschera, adibita anche a piscina e attrezzata per bagni caldi; la Grande Voliera; la Fagianeria; la Grotta di Cupido, costruita dal Buontalenti nel 1577; il Casino neoclassico di Montili, realizzato intorno al 1820 dall'architetto Luigi de Cambray-Digny. In tutto il parco sono presenti alberi secolari, tra cui querce, farnie, cedri e ippocastani, veri e propri monumenti naturali ricchi di suggestione.
Villa di Castello
  • 4 Villa di Castello a Firenze (Villa visitabile) - Si trova nella zona collinare di Castello a Firenze, molto vicina all'altra celebre villa medicea della Petraia, ed è famosa soprattutto per i magnifici giardini, secondi solo a quelli di Boboli. Oggi la villa è visitabile solo su prenotazione in occasioni speciali perché sede dell'Accademia della Crusca. La villa, che già esisteva nel XIV secolo, fu acquistata alla famiglia Della Stufa verso il 1480, da Lorenzo e Giovanni di Pierfrancesco de' Medici, appartenenti al ramo "popolano" della famiglia, che l'ampliarono e l'arricchirono di opere d'arte. Lorenzo, da non confondere con il cugino Lorenzo il Magnifico, fu uno dei più grandi committenti di Sandro Botticelli: gli commissionò La Primavera e La nascita di Venere proprio per decorare questa villa, grandi dipinti che oggi sono il vanto degli Uffizi. Alla morte di Giovanni di Pierfrancesco la Villa fu ereditata dalla vedova e dal figlio Giovanni delle Bande Nere che vi risiedette con la moglie Maria Salviati e il figlio Cosimo. Nell'aprile 1527 il Duca di Urbino stabiliva il suo quartier generale nella villa: egli capeggiava un esercito composto da soldati papalini e francesi che Clemente VII e Francesco I avevano mandato in aiuto di Firenze, minacciata da Carlo V. Nel 1529 gli Otto di Guerra e di Balia ordinarono di distruggere raccolti, case, ville, chiese, muri e alberi intorno alla città, per impedire al nemico di trovare viveri, alloggi, costruzioni da fortificare: anche gli abitanti di Castello dovettero evacuare il loro borgo e correre a Firenze. La villa venne saccheggiata e incendiata durante l'assedio di Firenze (1529-1530), come la quasi totalità delle altre strutture fuori mura cittadine, ma fortunatamente, rispetto alle altre ville del contado, riportò danni minori.
Villa La Petraia
  • 5 Villa La Petraia a Firenze (Villa visitabile) - La villa passò di proprietà di Cosimo I de' Medici verso il 1544. Dal 1588 si ebbe un decennio di lavori che con poderosi sbancamenti di terra trasformarono la natura "pietrosa" del luogo (da cui in nome Petraia, cioè piena di pietre) in una scenografica sequenza di terrazzamenti dominata dalla solida mole dell'edificio principale. La villa ebbe una funzione prevalentemente di residenza, rispetto alla funzione di rappresentanza della Villa di Castello o quella venatoria delle numerose ville alle pendici del Monte Albano. Questo spiega anche la presenza di piante di utilità, piuttosto che ornamentali, e la mancanza di statue e fontane. Dopo le nozze del granduca nel 1589, la villa venne assegnata alla sua consorte Cristina di Lorena. La villa passò ad appannaggio di Don Lorenzo de' Medici nel 1609, che la arricchì con il prezioso ciclo pittorico dei Fasti medicei, capolavoro di Baldassarre Franceschini. In epoca sabauda la villa divenne residenza di Vittorio Emanuele II. La villa venne di nuovo arredata, questa volta con una serie di mobili di pregio che i Savoia avevano "ereditato" dalle case regnanti degli Antichi Stati italiani dopo l'Unità d'Italia. Nel 1919 la villa venne donata allo Stato Italiano, il quale la destinò, come altre ville, all'Opera Nazionale Combattenti. La villa tornò allo Stato negli anni '60 e da allora è stata oggetto di un lento e impegnativo progetto di recupero sia delle parti strutturali, che degli arredi.
Villa di Careggi
  • 6 Villa di Careggi a Firenze (Villa visitabile in futuro - in restauro) - È una delle più antiche tra le ville appartenute alla famiglia Medici. Nel 1417 Giovanni di Bicci de' Medici, il capostipite della fortuna medicea, acquistava sul colle chiamato di Monterivecchi alcuni terreni e possedimenti. Si tratta della terza villa campestre di famiglia, dopo quelle di Cafaggiolo e del Trebbio nel Mugello, e rappresenta la più vicina Firenze, quindi anche un acquisto strategicamente scelto in maggiore prossimità verso quel centro cittadino al cuore degli interessi della famiglia. Queste ville erano anche un luogo di riposo e di pace, ma anche veri e propri centri economici, che con le attività agricole non solo si potevano automantenere, ma rappresentavano anche delle fonti sicure di reddito. In un primo tempo le ville erano arroccate e fortificate come castelli medievali, poi gradualmente vengono rilanciate come loci ameni, dove è possibile praticare l'ozio intellettuale e la salutare vita all'aria aperta. La villa di Careggi viene ristrutturata quindi in un periodo di transizione, la prima metà del Quattrocento, tra la tipologia rustica e fortificata e quella sontuosa e ricreativa, aperta verso le campagne e i giardini. Al momento dell'acquisto la tenuta di Careggi era composta da un palazzo dotato di corte, loggia, pozzo, cantina, stalla, torre, orto e due case, come viene riportato nel contratto di compravendita.
Villa Belcanto
  • 7 Villa Belcanto a Fiesole (Villa privata visitabile solo in occasioni speciali - informarsi col Comune di Fiesole) - La villa fu edificata fra il 1451 e il 1457 da Giovanni de' Medici, figlio prediletto di Cosimo il Vecchio, e può essere considerato il precursore di Lorenzo il Magnifico, suo nipote. Villa Belcanto è legata al drammatico fatto di sangue della Congiura dei Pazzi (1478), quando alcuni esponenti della famiglia Pazzi ordirono una congiura per sbarazzarsi della sempre più opprimente crescita del potere dei Medici all'interno della Repubblica Fiorentina. Originariamente il piano prevedeva di uccidere i due rampolli della famiglia Medici, Lorenzo e Giuliano, durante un banchetto che essi avevano organizzato proprio alla villa di Fiesole il 25 aprile, tramite l'uso di veleno che Jacopo de' Pazzi e il Riario avrebbero nascosto in una delle libagioni destinate ai due fratelli. Ma un'indisposizione improvvisa di Giuliano rese vana l'impresa che fu rimandata al giorno successivo, durante la messa in Santa Maria del Fiore, dove Giuliano fu ucciso, mentre Lorenzo riuscì rocambolescamente a salvarsi riparando nella sagrestia. Alla morte di Giuliano la villa venne ereditata da suo fratello maggiore. Lorenzo il Magnifico risiedeva prevalentemente a Careggi, ma amò moltissimo anche Fiesole: pure qui era solito riunirsi il folto gruppo di umanistiche gravitava attorno alla corte medicea. Lorenzo con Agnolo Poliziano, Pico della Mirandola, Cristoforo Landino e altri pensatori e letterati, tra letture, rappresentazioni di teatro antico, e discussioni erudite riscoprirono la cultura classica che sta al perno del rinnovamento artistico e letterario del Rinascimento.
Palzzo Pitti verso Giardini di Boboli
  • 8 Palazzo Pitti e Giardino di Boboli a Firenze (Villa e giradino visitabili) - Palazzo Pitti, uno dei più prestigiosi di Firene, è stata la residenza del Granducato di Toscana, già abitata dai Medici. Al suo interno è ospitato un complesso museale composto da gallerie e musei di diversa natura: la Galleria Palatina (la galleria d'arte conserva capolavori di Raffaello, Tiziano, ecc.) sistemata secondo il criterio della quadreria settecentesca, gli appartamenti monumentali, il Quartiere d'Inverno e il Quartiere del Principe di Napoli (ordinariamente non visitabili dai turisti), la Galleria d'arte moderna (con le opere dei macchiaioli) e altri musei specializzati: il Museo degli argenti, dedicato all'arte applicata, la Galleria del costume, il maggiore museo italiano dedicato alla moda, il Museo delle porcellane e il Museo delle carrozze. I giardini di Boboli sono uno dei migliori esempi nel mondo di giardino all'italiana.
Villa di Poggio Imperiale
  • 9 Villa di Poggio Imperiale a Firenze (Villa visitabile la domenica mattina) - È la villa medicea dall'aspetto meno rinascimentale, legata soprattutto al periodo barocco e neoclassico ed è una delle poche ville medicee aperta al pubblico come museo, ogni domenica mattina. La villa fu venduta ai Salviati nel 1548. Cosimo I la confiscò ad Alessandro Salviati nel 1565 per via della sua opposizione al potere mediceo. Cosimo la donò alla figlia Isabella e al marito Paolo Giordano I Orsini. Isabella ebbe una triste sorte, uccisa dal marito nella villa di Cerreto Guidi nel 1576, e la villa passò al figlio della coppia don Virginio Orsini. Dopo qualche passaggio di proprietà, nel 1618 pervenne a Maria Maddalena d'Austria, sorella dell'imperatore asburgico Ferdinando II d'Asburgo, la quale aveva sposato il futuro granduca Cosimo II de' Medici nel 1608 ed era arrivata a Firenze nell'ottobre di quell'anno. Tra il 1622 e il 1625 fu completamente ristrutturata dall'architetto Giulio Parigi, che raddoppiò verso est il corpo della villa e creò una nuova facciata con una loggetta all'ultimo piano e chiusa ai lati da due basse ali terrazzate. Il 2 aprile 1770 il giovane Wolfgang Amadeus Mozart tenne l'unico concerto a Firenze nella villa con il violinista Pietro Nardini, come ricorda una targa nel portico d'ingresso. Suonò in una piccola stanza accanto al Salone delle Feste (chiamata ora "Sala di Mozart" e usata come camera per le ragazze del convitto e quindi impossibile da vedere) su un clavicembalo, impossibile da vedere per ragioni di sicurezza. Dal 1865 divenne educandato femminile della Santissima Annunziata e oggi ospita ancora la stessa scuola, diventata poi istituto secondario di I e II grado e aperta a studenti di entrambi i sessi. All'interno conserva anche un piccolo museo con collezioni scientifiche d'epoca.
Villa di Artimino
  • 10 Villa di Artimino a Carmignano (Villa visitabile) - La villa fu costruita per desiderio del Granduca Ferdinando I de' Medici soli quattro anni, dal 1596 al 1600 ed è un capolavoro della maturità del celebre architetto Buontalenti. L'inconfondibile sagoma coronata dai numerosi camini e comignoli, domina la zona circostante come un bastione verso la gola nella quale l'Arno si serra contro il masso della Gonfolina. Senza la mediazione di un vero e proprio parco l'edificio si inserisce direttamente in un ambiente in parte boscato, in parte agricolo, imponendosi con la sua mole geometrica. La villa era la favorita di Ferdinando per il periodo estivo e al piano nobile fu fatta decorare ad affresco da Domenico Passignano e Bernardino Poccetti con soggetti mitologici e allusivi alle virtù di Ferdinando. Per le attività venatorie granducali, fu creato il grande Barco reale, una enorme bandita, recitata da un alto muro per circa 50 km che aveva come punto di riferimento e baricentro, proprio la villa di Artimino. Nel 1782 la villa fu venduta dal Granduca Pietro Leopoldo di Lorena al marchese Lorenzo Bartolomei e in seguito passò per via ereditaria ai conti Passerini (1848); quindi fu venduta nel 1911 alla famiglia Maraini. Verso il 1930 vennero approntate alcune modifiche all'architettura della villa, costruendo un nuovo scalone e risistemando il giardino. Nell'autunno del 1944 la villa fu gravemente danneggiata dalle artiglierie militari, ma il restauro fu tempestivo e venne terminato già nella primavera del 1945. Oggi ospita un centro congressuale ed alberghiero, mentre nei sotterranei è stato ricavato il Museo Archeologico Comunale di Artimino.
Villa di Poggio a Caiano
La loggia della villa di Poggio a Caiano
  • 11 Villa di Poggio a Caiano a Poggio a Caiano (Villa visitabile) - È una delle ville medicee più famose. Oggi è di proprietà statale e ospita due nuclei museali. La villa è forse il migliore esempio di architettura commissionata da Lorenzo il Magnifico, in questo caso a Giuliano da Sangallo verso il 1480. Non a caso si tratta di un edificio privato, in cui sono presenti elementi che fecero poi da modello per gli sviluppi futuri della tipologia delle ville: compenetrazione tra interno ed esterno mediante filtri come le logge, distribuzione simmetrica degli ambienti attorno a una salone centrale, posizione dominante nel paesaggio, recupero consapevole di elementi architettonici classici. La villa è situata al centro di un poggio, ultima propaggine del Montalbano, in una posizione strategica, protesa a promontorio verso il fiume Ombrone e la piana e dominante verso la strada tra Firenze e Pistoia, che qui scavalca la piccola altura. Fu fatta edificare da Lorenzo de' Medici dopo aver comprato un podere a destinazione rustica. Lorenzo incaricò Giuliano da Sangallo di realizzare una villa che divenne il prototipo della dimora signorile di campagna nei secoli successivi. Lorenzo infatti, tramite il suo architetto preferito, fu tra i primi a concepire uno spazio agreste in cui il territorio venisse ordinato e plasmato secondo le esigenze dell'armonia; iniziava infatti in quell'epoca a tramontare l'idea della villa-fortezza. Questa nuova attitudine era dovuta sia a questioni politiche, grazie al periodo di pace e stabilità raggiunto dalla politica di Lorenzo, sia filosofiche, secondo gli umanisti che vedevano l'uomo come plasmatore del paesaggio a suo favore, in qualità di "demiurgo" platonico. Tra le innovazioni originali per l'epoca, si registrarono il porticato al pian terreno, il portico e il frontone classicheggiante al piano nobile e la mancanza di un cortile centrale. Gradualmente la villa si arricchì di opere in un continuum tra architettura, pittura e scultura: risalgono a questo periodo l'affresco di Filippino Lippi sotto la loggia al primo piano e, forse, il frontone in maiolica invetriata attribuito ad Andrea Sansovino (che alcuni storici riferiscono ad una seconda fase costruttiva). A Giuliano da Sangallo è riferito anche un altro edificio all'interno della grande tenuta; si tratta di una struttura quadrata e bastionata, a corte centrale, denominato “Cascine” che si trova sull'altra sponda dell'Ombrone e che, come centro delle attività agricole, costruito prima della stessa villa, era il suo ideale contrappeso nel complessivo disegno territoriale. Con la morte di Lorenzo nel 1492 i lavori alla villa erano ancora in gran parte incompiuti e subirono un vero e proprio arresto tra il 1495 e il 1513, a causa dell'esilio dei Medici da Firenze. La villa era completa solo per un terzo, il basamento con il portico già completi e le murature del piano primo giunte al piano d'imposta della volta che doveva coprire il salone centrale.
Villa La Magia
  • 12 Villa La Magia a Quarrata (Villa visitabile) - La proprietà passò ai Medici nel 1583, su interessamento di Francesco I, che desiderava incrementare gradualmente le proprietà terriere della casata nel territorio del Granducato. La posizione era particolarmente favorevole perché la tenuta di caccia confinava con quelle di Poggio a Caiano, di Artimino, dell'Ambrogiana e di Montevettolini, in un sistema di ville satellite attorno al Monte Albano. Dal 1584 fu ristrutturata da Bernardo Buontalenti, con un aspetto piuttosto semplice rispetto ad altre ville. L'edificio base aveva una pianta quadrangolare, con due corpi sporgenti a due angoli diametralmente opposti, senza giardino ma circondato da un ampio parco, che oggi in parte è stato assorbito dalla crescita del paese di Quarrata. Buontalenti si limitò a ristrutturare gli elementi preesistenti, come il loggiato interno, che venne tamponato, la colombaia che fu rialzata e il cortile che venne lastricato. Il successivo granduca Ferdinando I de' Medici la destinò a Don Antonio, figlio illegittimo di suo fratello Francesco e Bianca Cappello, mentre Ferdinando II la vendette. Nel 1863 l'ultimo discendente degli Amati, Giovanni Tommaso, scomparve lasciando in eredità i suoi beni a Giulio Cellesi, purché assumesse il doppio cognome. Gli Amati Cellesi tennero la villa fino al 2000, quando fu acquistata dal Comune di Quarrata, che ha intrapreso un'opera di restauro conclusa nel 2005.
Villa di Cerreto Guidi
  • 13 Villa di Cerreto Guidi a Cerreto Guidi (Villa visitabile) - Situata su un colle confinante con le regione di interesse strategico del Padule di Fucecchio, la villa fu costruita su un precedente castello dei conti Guidi, che lasciarono il loro nome alla località. L'edificazione si deve a Cosimo I, che fece creare una residenza di caccia piuttosto semplice verso il 1555, subito dopo l'inclusione della cittadina nei possedimenti del ducato di Toscana. La costruzione in loco venne seguita dall'architetto Davide Fortini, che nel 1575 passava il testimone al Alfonso Parigi il Vecchio, che presumibilmente completò l'edificio. La villa venne usata spesso in tutte le stagioni, sia per le battute di caccia, sia come punto di sosta nei frequenti spostamento tra Firenze e Pisa o Livorno. Il 15 luglio 1576 avvenne nella villa il brutale assassinio di Isabella de' Medici ad opera del marito Paolo Giordano I Orsini. La donna venne uccisa per strangolamento in punizione della sua infedeltà. All'epoca la villa apparteneva a Don Giovanni de' Medici, fratello di Isabella, il quale alla sua morte (1621) lasciò le sue proprietà al nipote Don Lorenzo de' Medici. Dopo la scomparsa di Don Lorenzo, che non ebbe figli, la villa passò a suo fratello il Granduca Cosimo II, che la donò a suo figlio, il cardinale Leopoldo de' Medici (1671). Con la morte di Leopoldo (1675) la villa passò al Granduca Cosimo III. Passata ai Lorena dopo l'estinzione della casata dei Medici (1738) fu alienata con un atto del 1780. Nel 1966 l'allora proprietario la vendette a Galliano Boldrini, che tre anni più tardi la donò allo Stato Italiano a condizione di farne un museo nazionale.

Sicurezza[modifica]

Punto di arrivo[modifica]

Palazzo di Seravezza
  • 14 Palazzo di Seravezza a Seravezza (Villa visitabile) - La villa fu fatta costruire da Cosimo I tra il 1560 e il 1564, attribuita a Bernardo Buontalenti (viste alcune analogie con la villa di Artimino). La zona di Seravezza era di grande importanza strategica per il possesso della Versilia: contesa per secoli tra le Repubbliche di Pisa, Lucca, Genova e Firenze stessa, con l'avvento del governo granducale mediceo (1513), Cosimo si preoccupò appena possibile di porre un avamposto tangibile del suo dominio, in un punto di confine. La villa infatti poteva all'occorrenza diventare un avamposto militare difensivo, come si vede anche dalla sua struttura solida e compatta con spigoli come una fortezza e feritoie al pian terreno. La zona di Seravezza aveva anche un'altra importante caratteristica strategica, ossia la vicinanza alle cave e miniere che Cosimo I desiderava sviluppare. Le cave di marmo e argento erano inattive da tempo, ma il granduca diede nuovo impulso all'attività estrattiva sia dopo la scoperta di filoni di piombo argentifero che, dal 1563, del marmo "mistio" detto anche "fior di pesco" o "Breccia di Seravezza", che divenne molto richiesto per il suo pregio. Cosimo, dalla villa di Seravezza, aveva così la possibilità di seguire da vicino l'attività estrattiva. La villa passò ai Lorena con l'estinzione della casata medicea (sec XVIII). Il granduca Pietro Leopoldo destinò una parte dei locali per i magazzini e gli uffici amministrativi di una ferriera, costruita intorno al 1786 lungo il torrente Vezza. Nel 1835, chiusa la ferriera, la villa ritornò ad essere luogo di soggiorno della famiglia granducale. Passò poi allo Stato italiano e nel 1864 venne donato al comune di Seravezza che, dopo aver in un primo tempo adibito l'edificio a carcere, lo recuperò e lo usò in seguito come sede Municipale, fino al 1966. Oggi è sede del Museo del Lavoro e delle Tradizioni Popolari della Versilia Storica, della biblioteca comunale "Sirio Giannini", dell'archivio storico e di esposizioni di arte moderna e contemporanea.

Ritorno[modifica]

Autostrada A12, entrata a Versilia.

Altre ville medicee[modifica]

Villa La Quiete
Villa Ambrogiana

Altri edifici storici appartenuti alla famiglia Medici, non rientranti nel patrimonio UNESCO:

  • 1 Villa La Quiete, Castello (Firenze) (Villa visitabile).
  • 2 Villa di Collesalvetti, Collesalvetti (Villa visitabile).
  • 3 Villa Corsini a Mezzomonte, Impruneta (Villa privata non visitabile).
  • 4 Villa di Agnano, San Giuliano Terme (Villa privata non visitabile).
  • 5 Villa di Spedaletto, Lajatico (Villa privata non visitabile).
  • 6 Villa di Camugliano, Camugliano di Ponsacco (Villa privata non visitabile).
  • 7 Fattoria medicea di Stabbia, Cerreto Guidi (Villa privata non visitabile).
  • 8 Villa La Topaia, Firenze (Villa privata non visitabile).
  • 9 Villa di Marignolle, Firenze (Villa privata non visitabile).
  • 10 Villa di Arena Metato, Arena Metato di San Giuliano Terme (Villa privata non visitabile).
  • 11 Villa di Lappeggi, Bagno a Ripoli (Villa privata non visitabile).
  • 12 Villa di Lilliano, Bagno a Ripoli (Villa privata non visitabile).
  • 13 Villa di Coltano, Coltano di Pisa (Villa visitabile).
  • 14 Villa dell'Ambrogiana, Montelupo Fiorentino (Villa non visitabile).
  • 15 Villa medicea di Buti, Buti (Villa privata non visitabile).
  • 16 Villa di Montevettolini, Monsummano Terme (Villa non visitabile).

Escursioni[modifica]

Link utili[modifica]

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