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Gce/Laboratorio/Bagnara Calabra

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Gce/Laboratorio/Bagnara Calabra
Fonte Garibaldi
Stato
Regione
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Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Gce/Laboratorio/Bagnara Calabra
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Sito istituzionale

Bagnara Calabra (nota anche come Bagnara) è una città della Calabria, facente parte della Costa Viola.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Bagnara è situata a pochi chilometri dallo Stretto di Messina, in una zona costiera chiamata Costa Viola, lambita a ovest dal mar Tirreno e posta in fondo ad un'insenatura tra le colline a strapiombo sul mare.

Quando andare[modifica]

Il periodo ideale è quello estivo, quando la città è più popolata ed è possibile andare in spiaggia; generalmente la stagione balneare si estende da fine maggio ad inizio ottobre.

Cenni storici[modifica]

Il primo nucleo abitato di cui conserviamo sicura testimonianza storica nasce intorno al 1085, con la fondazione dell'Abbazia Nullius di Santa Maria V.G. e i XII Apostoli ad opera del conte Ruggero d'Altavilla ed in breve tempo acquisisce un ruolo di primo piano nelle vicende politiche e religiose meridionali. Ipotesi storiche tendono a far risalire le origini di Bagnara al periodo fenicio all'VIII secolo a.C.

Grande importanza ebbero nel passato le confraternite che, nate intorno ai secoli XVII e XVIII, sono attive ancora oggi.

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Gli aeroporti più vicini sono quelli di Reggio Calabria e Lamezia Terme, mentre risulta più distante quello di Catania.

In auto[modifica]

La città è servita da un'uscita dell'Autostrada A3 Napoli - Salerno - Reggio Calabria, che ne permette il collegamento diretto con buona parte del Sud Italia tirrenico.

In treno[modifica]

La città è servita da una stazione di RFI, che la collega direttamente ai principali centri della costa tirrenica calabrese tramite treni regionali e a Napoli, Roma, Firenze, Bologna e Milano tramite un treno Intercity notturno.

In autobus[modifica]

La città è servita da alcune compagnie di autobus operanti in ambito locale.

Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Degne di nota, ma non si vuole dire dell'autore degli stucchi eseguiti da Fortunato Morani da Polistena malgrado più volte furono consegnate in fotocopia disegni firmati dalla Congrega dell'epoca e ben altro, lettere e ricevute dei pagamenti avvenuti, gli interni delle varie chiese storiche del centro cittadino e delle frazioni, prime fra tutte le chiese dedicate a Maria SS. del Monte Carmelo e site nel centro cittadino ed in frazione Ceramida. Altresì la Chiesa di Maria SS. del Rosario in cui distrutta più volte da terremoti ancora a Polistena in casa Morani si conserva una cartolina dove si vedono gli stucchi rimasti dopo un sisma, cartolina di sicuro fatta per vedere i danni e divulgata, ospita la notevole statua marmorea cosiddetta "del Padreterno", secondo ricerche e testimonianze storiche risalente al periodo abbaziale e facente anticamente parte d'un gruppo di altre statue decorative del prospetto, create da Botteghe d'arte messinesi, forse addirittura da quel Giannangelo Montorsoli, frate fiorentino, scultore e coadiutore di Michelangelo Buonarroti (o comunque della scuola manierista), che operò a Messina fra il 1547 ed il 1557.

  • Villa De Leo, Strada Statale 18. Di proprietà della famiglia De Leo e commissionata dal Commendatore Antonio De Leo all'architetto genovese Eugenio Mollino nel 1910, rappresenta il primo grande progetto di abitazione signorile a struttura antisismica. La Villa è in puro stile Art Nouveau, di particolare pregio sono le pavimentazioni in mosaico policromo e le ricercate vetrate realizzate a Milano; nel 2011 con decreto ministeriale, Villa De Leo è stata dichiarata di interesse culturale particolarmente importante e quindi sottoposta a tutela da parte del Ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo, con le seguenti motivazioni: La Villa De Leo, progettata dall'architetto Eugenio Mollino, costituisce un raro esempio di abitazione signorile della ricostruzione post-terremoto del 1908 in cui, i paradigmi estetici e culturali della fine dell'Ottocento si ritrovano sapientemente ed efficacemente coniugati con le esigenze strutturali, funzionali e con le tecnologie emergenti e pertanto riveste valore storico-architettonico. L'edificio con la sua architettura ricca ed elegante qualifica, inoltre, un contesto di grande rilevanza storica e paesistica quale è il promontorio di Marturano.

In prossimità, il plesso del Palazzo Ducale dei Ruffo, localmente noto anche col nome di Castello Emmarita, che domina il blocco roccioso di Marturano ed al quale è possibile accedere anche attraverso antichi sentieri che dai rioni Marinella e Canneto conducono nella parte alta del centro abitato, l'antico borgo bagnarese di Porelli.

Ad esso si perviene anche solcando il famosissimo Ponte di Caravilla, l'unico ponte in pietra al mondo ad essere attraversato per tre volte.

Nell'odierno Rione Marinella, storico rione di pescatori, sorge una torre, risalente al XV, XVI secolo, chiamata Torre Aragonese o di Capo Rocchi, o, più volgarmente, di Re Ruggero. Essa era anticamente parte integrante di un sistema di torri che fungevano da punti di avvistamento contro le scorribande saracene lungo la costa tirrenica: veniva infatti indicata anche come 32a torre della Calabria Ulteriore (o Calabria Ultra). Secondo una locale tradizione, detta torre comunicava direttamente con i centri signorili e religiosi locati nelle odierne Località Belvedere e Contrada Pinno. In particolare, sulla Rupe di Marturano, a dominare tutto il territorio sottostante, sorgeva l'antica Abbazia voluta da Ruggero il Normanno, unico esempio ai tempi della fondazione di struttura religiosa cattolica di rito romano in un territorio allora fortemente impregnato dalla presenza della Chiesa greca. Per questo venne allora assurta allo status di "res nullius", ovvero soggetta direttamente alla sola autorità papale; nel tempo, grazie alle donazioni di Ruggero, i possedimenti e l'influenza abbaziale si estesero fino a Cefalù, in Sicilia. L'Abbazia è andata distrutta a causa del terremoto del 1783.

In piazza Marconi, situata nella zona centrale del Corso V. Emanuele II, sorge una stele marmorea realizzata dalla “BM di Carmelo Barbaro”, artista bagnarese, su progetto dell'architetto Albanese. Tale monumento è un omaggio al navigatore solitario Vincenzo Fondacaro, recante simbolicamente un veliero e sulla parte laterale l'effigie dello stesso. Quest'ultima, scolpita nel bronzo, è opera della scultrice Carmen Potortì. Non vi è nessun altra indicazione se non il motto di Fondacaro: “Audere Semper” vale a dire “Osare Sempre”.

All'ingresso nord del centro cittadino bagnarese troviamo la Fontana a Garibaldi, in stile palladiano, eretta il 24 agosto del 1864 per ricordare il duplice passaggio del Grande Generale. La sera del 24 agosto 1860, insieme a dieci ufficiali, Garibaldi sostò in casa del capitano della Guardia Nazionale Carmine Romano. Ciò che resero ancora più importante la sosta del Garibaldi in Bagnara furono le parole che scrisse a Nino Bixio dalle mura che lo ospitavano. Incitandoli a combattere scrisse: “Quando c'è da combattere sapete che non vi risparmio” . Una lapide marmorea affissa alla parete centrale della casa in Via Nastari ricorda lo storico evento. La leggenda popolare vuole che il Garibaldi, lasciata la casa della Guardia Nazionale, e dirigendosi verso nord, si fermò presso questa fontana per dissetarsi.

Nel Rione Porelli è anche presente la composizione scultorea detta "del Calvario". Esso è proprietà della Confraternita della Sacre Stimmate di San Francesco e dell'Immacolata. Incerto risulta l'anno di costruzione e la provenienza. Opera di maestranze locali, prese il nome di Calvario in quanto constava di tre piccole croci in ferro poggiate su una nicchia in marmo ove era prodotta in bronzo l'immagine della pietà di Michelangelo a basso rilievo. Completamente rinnovato nel mese di novembre 2004, il nuovo calvario, situato presso lo stesso sito in Via Nazionale del Rione di Porelli, è stato inaugurato l'otto dicembre del 2004 in occasione del 50º anniversario dall'incoronazione della statua della Madonna. Oggi si può ammirare una riproduzione della pietà in gesso bianco poggiata sull'antica base in marmo. Alle sue spalle si erige una grande croce in ferro battuto, prodotta artigianalmente dalla ditta bagnarese “R. D'auria”. Provenendo da nord suggestivo è il paesaggio che si apre alle spalle del Calvario. Una grande distesa verde si abbraccia al mare mentre la Sicilia e le isole Eolie fanno da sfondo a tale opera. Nel periodo pasquale viene adibito a sepolcro che i fedeli visitano il giovedì santo nel consueto e tradizionale “Giro dei Sepolcri”.

In frazione Solano Inferiore è ancora possibile ammirare la fontana con riportata l'iscrizione dello ius primae noctis dei Ruffo di Sinopoli-Bagnara-Scilla.

Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • Ufficio postale di Bagnara Calabra, Via Garibaldi, 2, +39 0966 374149, fax: +39 0966 371514. Simple icon time.svg Lun-Ven 8:20-19:05, Sab 8:20-12:35.


Telefonia[modifica]

Copertura della rete cellulare nella media.



Nei dintorni[modifica]

Città di interesse turistico sono le vicine Scilla e Reggio Calabria e la più lontana Tropea, mentre tramite Villa San Giovanni è possibile raggiungere Messina e dintorni.



2-4 star.svg Usabile: l'articolo rispetta le caratteristiche di una bozza ma in più contiene abbastanza informazioni per consentire una breve visita alla città. Utilizza correttamente i listing (la giusta tipologia nelle giuste sezioni).