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Frasario greco

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Il Greco è una delle lingue Indo-Europee più antiche e meglio documentate.

Bandiera ellenica
Bandiera cipriota.

Evoluzione del greco moderno[modifica]

Il greco moderno si installa sul greco medievale o bizantino. Il primo documento letterario è costituito dal poema Erotokritos, scritto da Vincenzo Cornaro, un oriundo veneto ellenizzato vissuto a Creta nell'arco del XVII secolo. Alcuni, però, vogliono ravvisare il primo testo narrativo in greco moderno nel "Digenìs Akrìtas", un poema anonimo dell'XI secolo che glorifica le gesta di eroi bizantini contro la minaccia araba. Fatto sta che la conquista ottomana di Costantinopoli del 1453 spense ogni tipo di letteratura per quasi quattro secoli durante i quali la lingua greca fu tramandata da una generazione all'altra soltanto in forma orale. A salvaguardare la lingua e le tradizioni cristiane furono i klèftes, popolazioni di origine greca che si rifugiarono nelle zone montuose del paese per sfuggire alle vessazioni ottomane.

Dopo la costituzione del regno di Grecia nel 1832, le autorità cercarono di depurare la lingua da ogni influenza straniera, soprattutto turca. Nacque così una lingua artificiale detta pura (katharevousa). La lingua pura veniva insegnata nelle scuole ed era usata dalla stampa ma il popolo continuava a parlare la dimotikì. Si venne così a creare una diglossia che fu accusata di creare un divario tra classe elevate e povere. La Katharevousa fu abolita nel 1976. Da quell'anno la lingua demotica assunse il rango di lingua ufficiale. Rimane l'attaccamento dichiarato del popolo greco alla propria lingua che, come la religione ortodossa, è vista come elemento di identità nazionale.

Caratteristiche del greco moderno[modifica]

Il greco moderno, pur nella sua versione demotica, rimane più fedele al greco classico di quanto non lo sia l'Italiano nei confronti del Latino. Ciò nonostante la forma verbale ha subito una notevole semplificazione. È sparito il modo infinito e i verbi sono indicati nei dizionari con la 1a persona singolare del presente indicativo. Per formare il tempo futuro si ricorre a forme perifrastiche. Rimane il fatto che la forma medio-passiva si realizza senza l'ausilio del verbo essere ed è monolettica come in greco antico e in latino.

Sostantivi, aggettivi, pronomi si declinano, il che può costituire un ostacolo all'apprendimento della lingua. Anche in questo campo, però, si è verificata una notevole esemplificazione. L'ablativo non esiste più, il caso dativo sopravvive solo in forme stereotipate e il genitivo viene spesso evitato.

Sono stati inoltre aboliti gli spiriti che su vocale iniziale indicavano la presenza di una consonante caduta in disuso. È anche sparita la distinzione fra accenti acuti, gravi e perispomeni e le complesse regole che ne determinavano la scelta. L'unico accento rimasto in uso è quello acuto.

Alfabeto neogreco[modifica]

Maiuscola Minuscola Nome Trascrizione(1) Pronunzia
Α
α
Άλφα
(Alfa)
a
Una a dal suono molto aperto
Β
β
Βήτα
(Vita)
v
Si pronuncia come nella parola italiana "velo". Esempio: η βάρκα (i vàrka) la barca.
Γ
γ
Γάμμα
(Ghama)
gh
1) Ghama si pronunzia in gola e senza muovere le labbra se seguita da suono vocalico "a", "o", "u".<br\>2) Si pronuncia come nella parola italiana ieri se seguita da suono vocalico "i", "e". Es.: o γέρος (oros) il vecchio
Δ
δ
Δέλτα
(Dhelta)
dh
Dhelta si pronunzia sempre come nella parola inglese "that"
Ε
ε
Έψιλον
(Èpsilon)
e
Èpsilon ha un suono molto aperto come nella parola italiana "è" (3a persona singolare del verbo essere)
Ζ
ζ
Ζήτα
(Zita)
z
La "z" in greco ha sempre il suono sonoro (o dolce) come nella parole italiane "zona", "azalea" ma più prolungato come nel dialetto romanesco, o come nella partola italiana "rosa". Es.: ζώνη (cinta) zòni
Η
η
Ήτα
(Ita)
i
Come la corrispondente vocale italiana "i"
Θ
θ
Θήτα
(Thita)
th
Come nella parola inglese "thing"
Ι
ι
Ιώτα
(Iota)
i
Come la corrispondente vocale italiana "i"
Κ
κ
Κάππα
(Kapa)
k
1) Se precede suoni vocalici "a", "o", "u", il Kapa si pronunzia come nelle parole italiane "casa", "costa", "cuore". Es. καλαμιές (canne): kalamiès - κουμπιά (bottoni): kubià. <br\>2) Seguita da suono "e", "i" si pronunzia come nella parola italiana "Chierico". Es: κέρδος (guadagno): kièrdhos.
Λ
λ
Λάμδα
(Lamdha)
l
Lamdha ha un suono palatale come in italiano soltanto nel caso in cui sia seguita da suono vocalico [i]. In tutti gli altri casi è classificata come consonante aterale alveolare e si pronuncia pressapoco come nella parola italiana "letto".
Μ
μ
Μι
(Mi)
m
"Mi" è classificata come consonante nasale labiodentale
Ν
ν
Νι
(Ni)
n
"Ni" è una consonante nasale alveolare.
Ξ
ξ
Ξι
(Csi)
x
Come nella parola italiana "Xenofobia"
Ο
ο
Όμικρον
(Òmicron)
o
Suono molto aperto ancora più che nella parola italiana "uòvo".
Π
π
Πι
(Pi)
p
Ρ
ρ
Ρω
(Ro)
r
Ro è classificata come una semiconsonante vibrante alveolare
Σ
σ
ς
Σίγμα
(Sigma)
s
z
Il sigma corrisponde alla consonante italiana "s" sorda (o aspra) come nella parola "sole". Assume il suono di z dolce come nella parola italiana "zona" quando precede una consonante sonora (β, γ, δ, μ, ν). Esempi: σβήνω, σγουρός, κόσμος, Ισραήλ. Se finale di parola il sigma assume la grafia "ς" e si pronuncia come z dolce. Se intervocalico si pronuncia doppia.
Τ
τ
Ταυ
(Taf)
t
Υ
υ
Ύψιλον
(Ipsilon)
y
Come la vocale italiana "i"
Φ
φ
Φι
(Fi)
f
Χ
χ
Χι
(Chi)
ch
h
Ha un suono aspirato come la parola "casa" nella lingua di Firenze o come il tedesco "Ich".
Ψ
ψ
Ψι
(Psi)
ps
Si pronuncia come nella parola italiana "psicologia".
Ω
ω
Ωμέγα
(Òmega)
o
Suono aperto come nella parola italiana "gioco"

(1) Esistono diversi sistemi ufficiali di traslitterazione della lingua greca in caratteri latini. Alcuni di questi sono ELOT 743 elaborato nel 1987 e l'ISO 843 del 1997, tutti reperibili a questo indirizzo web in formato PDF. Questo frasario non segue nessuno dei sistemi ufficiali, cercando di adeguarsi il più possibile a un pubblico esclusivamente italiano.

Pronunzia[modifica]

Per una pronunzia "passabile", è necessario prendere in considerazione, oltre alle lettere dell'alfabeto neogreco, dittonghi, gruppi consonantici e regole degli accenti come esposto nelle tre sezioni seguenti.

Dittonghi[modifica]

Dittongo Trascrizione Pronunzia Esempi
αι
Si pronuncia e aperta λαιμός (collo). Si pronunzia: lemòs. αίμα (sangue). Si pronunzia èma
ει
Si pronuncia i
οι
Si pronuncia "i" Esempio: το πλοίο [to plìo] la nave.
υι
Si pronuncia i
ου
Si pronuncia u
αυ
1) Si pronuncia af se precede consonante.<br\>2) Si pronuncia invece av se precede vocale 1) Aftì
2)alba
ευ
1) Si pronuncia ef se precede consonante Èfkolo (Italiano; facile).
2) Evritmia (Italiano: euritmia)

Nota L'accento, se segnato, sta sempre sulla seconda vocale del dittongo. Se, al posto dell'accento, compare una dieresi (due puntini sopra la seconda di due vocali), ciò sta ad indicare che le vocali devono essere pronunciate separatamente e che non costituiscono un dittongo; per esempio, λαϊκός ("popolare, laico") è pronunciato /la.i.còs

Gruppi consonantici[modifica]

Gruppo Trascrizione Pronunzia Esempi
μπ
1. Si pronuncia "b" come nella parola italiana "balla", se iniziale di parola.<br\>2. Si pronuncia mb se il gruppo è nel mezzo della parola. 1° Es: ο μπελάς (o belàs) il guaio
2° Es: το αμπέλι (to ambèli) il pergolato
ντ
1. Si pronuncia come "d" italiana se il gruppo è iniziale di parola.<br\>2. Si pronuncia come "nd" di "scendere" se nel mezzo di parola. 1° Esempio: η νταλίκα (i dalìka) il furgone<br\>2° Esempio
γκ
Si pronuncia come g dura della parola italiana "gatto" Παγκόσμια ημέρα εθελοντισμού (Giornata mondiale del volontariato)
γγ
Si pronuncia ng come nella parola italiana "Angolo"
τσ
ʦ
Si pronuncia pressapoco come nella parola italiana "pizza". Più precisamente il gruppo "τσ" è classificato come consonante affricata alveolare sorda. κορίτσι (ragazza)
τζ
Ha un suono intermedio tra "g" di "giallo" e "z" di azzurro Esempio: Τζαμί (moschea) si pronuncia "tzamì"
  • Nota - A differenza dell'italiano le consonanti doppie si pronunciano come se fossero una sola. (Per i greci è molto difficile pronunciare la parola "mamma" e dicono "mama".

Accenti[modifica]

Bisogna fare molta attenzione a dove cada l'accento che è sempre segnato eccezion fatta per i monosillabi e le enclitiche. A differenza dell'italiano, sono molte le parole con l'accento sulla terzultima e se si pronuncia con l'accento sulla sillaba sbagliata il nostro interlocutore non comprenderà. Ad esempio la parola "Χάρισμα" si pronuncia "Chàrisma" e non "Carìsma" come in italiano. Parimenti la parola italiana carismàtico si pronuncia in greco charismatikòs, con l'accento sull'ultima. In questo frasario la sillaba greca che riporta l'accento è sempre evidenziata in grassetto.

Le parole monosillabiche si scrivono senza accento.

Proclitiche si dicono quelle parole che non hanno accento proprio e si appoggiano alla parola che precede. Un classico esempio è costituito dalle particelle pronominali, parimenti a quanto avviene in Italiano. Esempio: Dammelo = δώστο μου (pronuncia: dòstomu)

Enclitiche sono quelle parole che non hanno accento proprio e si appoggiano alla parola che segue. Un classico esempio è costituito dalle forme dell'articolo determinativo al caso nominativo.

Segni di interpunzione[modifica]

  • Il punto "." e la virgola "," hanno la stessa funzione dell'italiano
  • Il punto interrogativo in greco si esprime con il punto e virgola ";"
  • Il punto in alto corrisponde al nostro punto e virgola.

Frasario[modifica]

Vocaboli e frasi essenziali[modifica]

  • . Ναι. Nè.
  • No. Οχι. Òchi.
  • Bene. Μάλιστα. Màlista.
  • A posto. Εντάξει. Endàxi
  • Non capisco. Δεν καταλαβαίνω. Dhen katalavèno.
  • Non parlo bene il greco. Δεν μιλώ καλά ελληνικά. Dhen milò kalà elinikà.
  • Parla Inglese? Μιλάτε αγγλικά; Milàte anglikà?
  • Qualcuno qui parla inglese? Μιλάει κανείς εδώ αγγλικά; Milài kanìs edhò anglikà?
  • Ciao. (Se si da del lei) Γειά σας. Yàsas (significa letteralmente: "salute a voi")
  • Ciao. (se si da del tu) Γειά σου. Yàsu (significa letteralmente: "salute a te")
  • Come sta? Τι κάνετε; Ti kànete?
  • Bene, grazie. E lei? Καλά, ευχαριστώ. Και εσείς; Kalà, efcharistò. Kiesìs?
  • Come ti chiami? Πως σε λένε; Pos se lène?
  • Come si chiama? Πως σας λένε; Pos sas lène?
  • Mi chiamo Andrea. Με λένε Ανδρέα. Me lène Andrèa.
  • Piacere, Andrea! Io mi chiamo Dimitri. Χαίρομαι Ανδρέα! Εμένα με λένε Δημήτρη. Chèrome, Andrèa! Emèna me lène Dimìtri.
  • Di dove è? Από που είστε; Apò pu ìste?
  • Di dove sei? Από που είσαι; Apò pu ìse?
  • Vengo dall'Italia. Είμαι από την Ιταλία. Ìme apò tin Italìa.
  • Dove abita? Που μένετε; Pu mènete?
  • Dove abiti? Που μένεις; Pu mènis?
  • Abito a Roma. Μένω στην Ρώμη. Mèno stin Ròmi.
  • Abito a Milano. Μένω στο Μιλάνο. Mèno sto Milàno.
  • La prego signore, si sieda. Σας παρακαλώ κύριε, καθίστε. Sas parakalò kìrie, kathìste.
  • Grazie molto. Ευχαριστώ πολύ. Efcharistò polì.
  • Grazie mille. Χίλια ευχαριστώ. Chìlia efcharistò.
  • Scusi. Συγνώμη, Sygnòmi,
  • Chiedo scusa. Ζητώ συγνώμη. Zitò signòmi.
  • Mi perdoni, signore. Με συγχωρείτε κύριε. Me sinchorìte kìrie.
  • Perdonami! Συγχώρα με! Sinchòrame!
  • Mi dispiace molto. Λυπάμαι πολύ. Lypàme polì.
  • A dopo. Τα Λέμε. Ta lème.
  • Mi ha fatto piacere conoscerla. Χάρηκα που σας γνώριζα. Chàrika pu sas ghnòriza.
  • Arrivederci. Αντιο. Adìo.
  • Aspetti un po'. Περιμένετε λίγο. Perimènete lìgho.
  • Un minuto! Ενα λεπτό! Èna leptò!
  • Buon giorno. Καλημέρα. Kalimèra.
  • Buona sera. Καλησπέρα. Kalispèra.
  • Buona notte. Καληνύχτα. Kalinìchta.
  • È vietato l'accesso. Απαγορεύεται η πρόσβαση. Apagorèvete i pròsvasi.
  • È vietata l'entrata. Απαγορεύεται η είσοδος. Apagorèvete i ìsodos.
  • È vietata l'uscita. Απαγορεύεται η έξοδος. Apagorèvete i èxodos.
  • È vietato fotografare. Απαγορεύεται η φωτογράφηση. Apagorèvete i fotogràfisi.
  • È vietato fumare. Απαγορεύεται το κάπνισμα. Apagorèvete to kàpnisma.
  • Attenzione! Προσοχή! Prosochì!
  • Pericolo! Κίνδυνος! Kìndinos!
  • Punto pericoloso. Επικίνδυνο σημείο. Epikìndino simìo.
  • Allarme. Συναγερμός. Sinayermòs.
  • Aiuto! Βοήθεια! Voìthia!
  • Dov'è il bagno? Που είναι η τουαλέτα; Pu ìne i tualèta?
  • uomini άνδρες àndres.
  • donne γυναίκες yìnèkes.

Altre espressioni di uso comune
  • Ορίστε (Orìste) - Una parola che sentirete spessissimo in Grecia. È la seconda persona plurale dell'imperativo del verbo orizomai e significa "accomodatevi" ma anche "prego", "Ecco fatto", "Desidera?", "Comandi!". Così, ad esempio, se siete seduti al tavolo di un ristorante la prima parola che proferirà il cameriere quando vi si avvicinerà sarà "Oriste" che possiamo tradurre con "Comandi" o anche "Dica pure". Parimenti se mai busserete a qualche porta, la persona che vi aprirà vi dirà "Oriste?" che in questo caso possiamo tradurre con "Desidera?" ma anche con il solito "dica pure". Ancora quando l'impiegato della reception vi restituirà i passaporti dopo averli registrati vi dirà nel porgerveli "Oriste" che in questo caso significa "eccola servita" o più semplicemente, "prego". Non è finita qui. Durante una conversazione se il vostro interlocutore proferisce all'improvviso la parola "oriste" con tono interrogativo e abbastanza meravigliato, significa che non ha capito bene qualche parola e desidera che la ripetiate, spesso per evitare un malinteso. In questo caso corrisponde al nostro "Come ha detto, scusi?".

Il viaggio[modifica]

Το ταξίδι
To taxìdhi

Nomenclatura[modifica]

το αεροπορικό ταξίδι
(to aeroporikò taxìdhi)<br\>il viaggio aereo
  • το αεροδρόμιο (to aerodhròmio) l'aeroporto.
  • οι αφίξεις (i afìxis) gli arrivi
  • οι αναχωρήσεις (i anachorìsis) le partenze
  • η πτήση (i ptìsi) il volo
  • η αεροπορική εταιρείά (i aeroporikì eterìa) la compagnia aerea
ακτοπλοϊκές συνδέσεις <br\>(aktoploikès sindèsis)<br\> Collegamenti marittimi
  • το πλοίο (to plìo) la nave
  • το καράβι (to karàvi) la nave
  • το λιμάνι (to limàni) il porto
  • το λιμεναρχείο (to limenarchìo) la capitaneria di porto
  • ο επιβάτης (o epivàtis) il passeggero
  • το κότερο (to kòtero) lo yacht
  • ακτοπλοϊκώς (aktoploikòs) via mare
σιδηροδρομικές μεταφορές<br\>(sidhirodhromikès metaforès)<br\>trasporti ferroviari
  • το τραίνο (to trèno) il treno
  • το διεθνές τραίνο (to diethnès trèno) il treno internazionale
  • η σιδηροδρομική γραμμή (i sidhirodhromikì ghramì) la linea ferroviaria
  • ο σταθμός (o stathmòs) la stazione
  • το λεωφορείο (to leoforìo) l'autobus
  • το αυτοκίνητο (to aftokìnito) l'automobile

Qualche frase[modifica]

Preferisco viaggiare in aereo
Προθυμώ να ταξιδέψω αεροπορικώς
Preferisco viaggiare via mare
Προθυμώ να ταξιδέψω ακτοπλοϊκώς
(A) che ora parte la nave per Bari?
Τι ώρα φευγει το καράβι γιά Μπάρι
(A) che ora parte il treno per Salonicco?
Τι ώρα φεύγει το τραίνο γιά Θεσσαλονίκη
Il treno parte alle otto di sera
Το τραίνο φεύγει στις οχτώ το βραδυ
(A) che ora parte la corriera per Patrasso
Τι ωρα φεύγει το λεωφορείο γιά Πάτρα
(A) che ora parte l'aereo per Atene
Τι ωρα φεύγει το αεροπλάνο γιά Αθήνα
Dov'è la fermata dell'autobus per Glifada
Που είναι η στάση του λεοφωρείου γιά Γλυφάδα
l'autobus fa capolinea a piazza dello Statuto
το λεωφορείο κάνει τέρμα στη πλατεία Συντάγματος
Dove ferma il tram per il Pireo?
Που κάνει στάση το τραμ γιά τον Πειραιά
Dov'è la stazione ferroviaria?
Που είναι ο σιδηροδρομικός σταθμός;
Dov'è il capolinea degli autobus per la Calcidica?
Που ειναι ο σταθμός ΚΤΕΛ Χαλκιδικής
Un biglietto per Paro, prego.
ενα εισητήριο γιά Πάρο, .
Facciamo in tempo a prendere l'aereo per Corfù?
Θα προλάβουμε να πάρουμε το αεροπλάνο γιά Κέρκυρα
Si, fate in tempo.
Ναι προλαβαίνετε

In albergo [modifica]

Στο Ξενοδοχείο
Sto Xenodhochìo

Nomenclatura[modifica]

  • το ξενοδοχείο (to xenodhochìo) l'albergo
  • ο ξενώνας (o xenònas) la pensione
  • το ξενοδοχειακό συγκρότημα (to xenodochiakò singròtima) il complesso alberghiero
  • το στούντιο (to stùdio) il monolocale
  • το δωμάτιο (to dhomàtio) la stanza
  • το μονόκλινο (δωμάτιο) (to monòklino) la singola
  • το δίκλινο (δωμάτιο) (to dhìklino) la doppia
  • το κρεβάτι (to krevàti) il letto
  • η ντουλάπα (i dulàpa) l'armadio
  • η θυρίδα ασφαλείας (i thirìdha asfalìas) la cassaforte
  • η πισίνα (i pisìna) la piscina
  • το μπαλκόνι (to balkòni) il balcone
  • η θέα (i thèa) la vista
  • το ιδιωτικό μπάνιο (to idhiotikò bànio) il bagno privato
  • το λουτρό (to lutrò) il bagno
  • η μπανιέρα (i banièra) la vasca da bagno
  • η ντουζιέρα (i duzièra) cabina doccia
  • το υδρομασάζ (to idhromasàz) l'idromassaggio
  • το ζεστό νερό (to zestò nerò) l'acqua calda
  • ο θερμοσίφωνας (o thermosìfonas) lo scaldabagno
  • ο κλιματισμός (o klimatismòs) condizionatore d'aria
  • η κεντρική Θέρμανση (i kentrikì thèrmansi) riscaldamento centralizzato
  • το ηλεκτρικό ρεύμα (to ilektrikò rèvma) la corrente elettrica
  • το ψυγείο (to psiyìo) il frigorifero
  • ο νεροχύτης (o nerochìtis) il lavandino

Qualche frase[modifica]

Per caso conoscete un buon albergo qui vicino?
Μήπως ξέρετε ένα καλό ξενοδοχείο εδώ κοντά;
Mìpos xèrete èna kalò xenodhochìo edhò kondà?.
Si, lo so. Procedete dritto e lo troverete davanti.
Ναι, ξέρω. Προχορείτε ευθεία και θα το βρείτε απέναντι.
Nè, Csèro. Prochorìte efthìa ke tha to vrìte apènandi.
Vi ringrazio molto, signore.
Σας ευχαριτώ πολύ, κύριε
Sas efcharistò polì, kìrie.
Avete (una) stanza?
Εχετε δωμάτιο;
Èchete dhomàtio;
Si, ce l'ho. Quante persone siete?
Ναι έχω. Πόσα άτομα είστε;
Nè, Ècho. Pòsa àtoma ìste?
Siamo due persone più un ragazzino di 7 anni.
Ειμαστε δύο άτομα συν ενα παιδάκι εφτά χρώνων.
Imaste dhìo àtoma sin èna pedàki eftà chrònon.
Allora avete bisogno di una doppia. Aggiungerò un letto per il ragazzo.
Τότε χρειάζεστε δίκλινο. Θα προσθέσω ενα κρεβάτι γιά το παιδί
Tòte chriàzeste dhìklino. Tha prosthèso èna krevàti yià to pedhì.
I vostri passaporti, per favore.
Τα διαβατήρια σας, παρακαλώ.
Ecco il mio passaporto e (quello) di mia moglie.
Ορίστε, το διαβατήριο μου και της γυναίκας μου.
Bene. Avete bagagli con voi?
Μάλιστα. έχετε πράματα μαζί σας;
Venite, vi faccio vedere la stanza
Ελάτε να σας δείξω το δωμάτιο
Ha vista sul mare.
Εχει θέα προς την θάλασσα.
La colazione è servita dalle sette fino alle nove.
Το πρωινό σερβιρεται από τις εφτά έως τις εννιά
(A) che ora andrete via domani?
Τι ώρα θα φύγετε αύριο;
Andremo via a mezzogiorno.
Θα φύγουμε μεσημέρι
Buonasera. Ho prenotato una stanza a nome di Paolo Rossi.
Καλισπέρα σας. Εχω κλείσει ένα δωματιο στο όνομα Παυλο Ρόσσι


Al ristorante [modifica]

Στο Εστιατόριο
Sto Estiatòrio

Nomenclatura[modifica]

Το τραπέζι (to trapèzi) il tavolo
  • Το τραπεζομάντηλο (to trapezomàntilo) la tovaglia
  • Το κουτάλι (To kutàli) Il cucchiaio
  • Το πηρούνι (To pirùni) La forchetta
  • Το ποτήρι (To potìri) Il bicchiere
  • Το μπουκάλι (To bukàli) La bottiglia
  • Το πρωινό (To proinò) La colazione
  • Το δείπνο (To dìpno) Il pranzo
  • ο μεζές (o mezès) spuntino piccante
Τα κρέατα (Ta Krèata) Le carni
  • Το μοσχάρι (To moschàri) Il vitello
  • Το αρνί (To arnì) L'agnello
  • Το χοιρινό (To chirinò) Il suino
  • Το κοτόπουλο (To kotòpulo) Il pollo
  • Τα σουβλάκια (Ta suvlàkia) Gli spiedini di carne
  • Το Λουκάνικο (To loukàniko) La salsiccia
Τα ψάρια (Ta psària) I Pesci
  • Τα Μπαρμπούνια (Ta barbùnia) Le triglie
  • Ο βακαλάος (O vakalàos) Il baccalà
  • Ο αστακός (O astakòs) L'aragosta
  • Τα καλαμαράκια (Kalamaràkia) Anelli di tofano
  • Τα μύδια (Ta mydhia) Le cozze
  • Το χταπόδι (To chtapòdhi) Il polpo
  • Η Ψαρόσουπα (I psaròsupa) La zuppa di pesce
  • Το λάδι (To làdhi) L'olio
Τα λαχανικά (Ta lachanikà) Gli ortaggi
  • Οι πατάτες (I patàtes) Le patate
  • Το σπανάκι (To spanàki)
  • Τα κολοκύθια (Ta kolokìthia) Le zucchine
  • Το κρεμμύδι (To kremìdhi) La cipolla
  • Τα Μανιτάρια (Ta manitària) I funghi
  • Οι μελιτζάνες Le melanzane
  • Οι πιπεριές (I piperiès) I peperoni
  • Οι αγκινάρες I carciofi
  • Οι Ντομάτες (I Domàdhes) I pomodori
  • Τα ρεβύθια (Ta revìthia) I ceci
  • Το αγγούρι (To angùri) Il cetriolo
  • Το ρίγανη (To rìghani) L'origano
Τα ελληνικά τυριά (Ta elinikà tyrià)
I formaggi greci
  • Η φέτα (Fèta) formaggio di capra a pasta semidura
  • Η μυζήθρα (Myzìthra) ricotta
  • Το μανούρι
  • Το κεφαλοτύρι
  • Το κασέρι
Φρούτα (Frùta) Frutta
  • Το μανάβικο (To manàviko) Fruttivendolo
  • Το πορτοκάλι (To portokàli) L'arancia
  • Το λεμόνι (To lemòni) Il limone
  • Το ακτινίδιο (To aktinìdhio) Il kiwi
  • Το σταφύλι (To stafìli) L'uva
  • Η σταφίδα (I stafìdha) L'uva sultanina
  • Η φράουλα (I fràula) La fragola
  • Το βερύκοκο (To verìkoko) L'albicocca
  • Το κεράσι (To keràsi) La ciliegia
  • Το ροδάκινο (To rodhàkino) La pesca
  • Η μπανάνα (Ibanàna) La banana
  • Το πεπόνι (To pepòni) Il melone
  • Το καρπούζι (To karpùzi) Il cocomero
  • Το μήλο (To mìlo) La mela
  • Το αχλάδι (To achlàdhi) La pera
Τα Γλυκά (Ta glykà) I dolci
  • Το ζαχαροπλαστείο (To zacharoplastìo) La pasticceria
  • Η τούρτα (I tùrta) La torta
  • Η πάστα (I pàsta) La pasta
  • Το παγωτό (To pagotò) Il gelato
  • Τα σοκολατάκια (Ta sokolatàkia) I cioccolatini

Qualche frase [modifica]

Avete ordinato al cameriere?
Δώσατε παραγγελία στο σερβιτόρο;
Dhòsate paranghelìa sto servitòro?
Prima di ordinare il pesce domando sempre se è coltivato.
πριν παραγγείλω ψάρι στο εστιατόριο, ρωτάω πάντα εάν είναι ιχθυοκαλλιέργειας.
Portatemi una bottiglia d'acqua, per favore!
Φέρτε μου ένα μπουκάλι νερό, παρακαλώ!
Fèrte mu èna bukàli nerò, parakalò!
Venite stasera che facciamo uno spuntino
Ελάτε το βράδυ να τσιμπήσουμε κάτι.
Elàte to vràdi na tsimbìsume kàti
Nota: il verbo "τσιμπώ" significa letteralmente "pizzicare"

Vita notturna [modifica]


Nomenclatura[modifica]

Τα ποτά (Ta potà) Le bevande
  • Το κρασί (To krasì) Il vino
  • Το ουίσκι (To uìski) Il whisky
  • Το ούζο (To ùzo) L'ouzo
  • Η μπίρα (I bìra) La birra

Qualche frase[modifica]

Servite bevande alcooliche? 
Servite al tavolo? 
Una/due birre, per favore. 
Un bicchiere di vino rosso/bianco, per favore. 
Una birra grande, per favore. 
Una bottiglia, per favore. 
acqua 
acqua soda 
succo d'arancia 
Ancora uno/a, per favore. 
Quando chiudete? 

Situazioni d'emergenza [modifica]

Περιστάσεις έκτακτης ανάγκης
Peristàsis èktaktis anànghis
Situazioni critiche
Κρίσιμα περιστατικά
Krìsima peristatikà

Nomenclatura[modifica]


  • το νοσοκομείο (to nosokomìo) l'ospedale
  • η κλινική (i klinikì) la clinica
  • το ιατρείο (to iatrìo) l'ambulatorio
  • Ερυθρός Σταυρός (Erithròs Stavròs) Croce Rossa
  • το φαρμακείο (to farmakìo) la farmacia
  • η ασθένεια (i asthènia) la malattia
  • άρρωστος (àrostos) malato. agg.
  • ο ασθενής (o asthenìs) il malato (sostantivo)
  • το ασθενοφόρο (to asthenofòro) l'ambulanza.
  • ο πυρετός (o piretòs) la febbre
  • η γρίπη (i grìpi) l'influenza
  • η ηλίαση (i ilìasi) insolazione
  • η νοσηλεία (i nosilìa) la cura
  • η συνταγή (i sintayì) la ricetta
  • το χάπι (to chàpi) la pillola
  • το αντισυλληπτικό χάπι (to andisiliptikò chàpi) la pillola anticoncezionale
  • το ηρεμιστικό (to iremistikò) il tranquillante
  • η αστυνομία (i astinomìa) la polizia
  • το αστυνομικό τμήμα (to astinomikò tmìma) il commissariato
  • το περιστατικό (to peristatikò) il fatto
  • κρίσιμος (krìsimos) critico (aggettivo)
  • η απειλή (i apilì) la minaccia
  • η κλοπή (i klopì) il furto
  • ο κλέφτης (oklèftis) il ladro
  • κλέβω (klèvo) rubare
  • η ληστεία (i listìa) la rapina
  • ένοπλη ληστεία (ènopli listìa) rapina a mano armata
  • ληστεύω (listèvo) rapinare
  • άμεση δράση (àmesi dhràsi) pronto intervento.
  • η πιστωτική κάρτα (i pistotikì kàrta) la carta di credito.
  • το ιταλικό προξενείο (to italikò proxenìo) il consolato italiano.
  • ο δικηγόρος (o dikigòros) l'avvocato
  • η δίκη (i dhìki) il processo
  • η έρευνα (i èrevna) l'indagine
  • η ανάκριση (i anàkrisi) l'istruttoria
  • η πυρκαγιά (i pirkayià) l'incendio
  • Φωτιά! (fotià!) Al fuoco!
  • ο εμπρηστής (o embristìs) l'incendiario.
  • ο πυροσβέστης (o pirozvèstis) il vigile del fuoco.
  • η φλώγα (i flògha) la fiamma
  • καίω (kèo) bruciare (transitivo)

Qualche frase[modifica]

  • Αισθάνομαι άσχημα, χρειάζομαι γιατρό - Mi sento malissimo, ho bisogno di un dottore
  • Που είναι το φαρμακείο - Dov'è la farmacia?
  • Θα φωνάξο την Αστυνομία - Chiamerò la polizia
  • Θα φωνάξω το εκατό
  • Προσβολή της δημοσίας αιδούς - Offesa alla pubblica decenza



Numeri [modifica]

Οι αριθμοί
I arithmì

  • 1 : ενας/μια/ενα (EH-nahs / MEE-ah / EH-nah)
  • 2 : δυο (DHEE-oh)
  • 3 : τρεις/τρια (trees / TREE-ah)
  • 4 : τεσσαρες/τεσσαρα (TESS-a-ress / TESS-a-rah)
  • 5 : πεντε (PEN-deh)
  • 6 : εξ (ex)
  • 7 : εφτα (ef-TAH)
  • 8 : οχτω (okh-TOH)
  • 9 : εννεα (en-eh-AH)
  • 10 : δεκα (DHEH-kah)
  • 11 : ενδεκα (EN-dheh-kah)
  • 12 : δωδεκα (DHOH-dheh-kah)
  • 13 : δεκατρεις (dheh-kah-TREES)
  • 14 : δεκατεσσαρες (dheh-kah-TESS-ah-ress)
  • 15 : δεκαπεντε (dheh-kah-PEN-deh)
  • 16 : δεκαεξ (dheh-kah-EX)
  • 17 : δεκαεφτα (dheh-kah-ef-TAH)
  • 18 : δεκαοχτω (dheh-kah-okh-TOH)
  • 19 : δεκαεννεα (dheh-kah-en-eh-AH)
  • 20 : εικοσι (ee-KOSS-ee)
  • 21 : εικοσι ενας (ee-KOSS-ee EN-ahs)
  • 22 : εικοσι δυο (ee-KOSS-ee DHEE-oh)
  • 23 : εικοσι τρεις (ee-KOSS-ee TREES)
  • 30 : τριαντα (triànda)
  • 40 : σαραντα (sarànda)
  • 50 : πενηντα (penìnda)
  • 60 : εξηντα (exìnda)
  • 70 : εβδομηντα (ebdhomìnda)
  • 80 : ογδοντα (oghdhònda)
  • 90 : ενενηντα (enenìnda)
  • 100 : εκατον (ekatò)
  • 200 : δικοσια (dhee-KOH-see-ah)
  • 300 : τρικοσια (tree-KOH-see-ah)
  • 1000 : χιλιος (KHEE-lee-ohs)
  • 2000 : δισχιλιοι (dhees-KHEE-lee-ee)
  • 10.000 : μυριος (MEE-ree-ohs)
  • 1.000.000 : εκατομμυριος (eh-kah-tom-MEE-ree-ohs)

Qualche frase [modifica]


Il Tempo[modifica]

Ο Χρόνος
O Chrònos

Nomenclatura[modifica]

Ο χρόνος
(O chrònos)
Il tempo
  • το δευτερόλεπτο (to dheterolepto) il secondo
  • το λεπτό (to leptò) il minuto
  • η ώρα (i òra) l'ora
  • η ήμερα (i imèra) il giorno
  • η εβδομάδας (i evdhomàdha) la settimana
  • ο μήνας (o mìnas) il mese
  • το έτος (to ètos) l'anno
  • χτές (chtès) ieri
  • σήμερα (sìmera) oggi
  • αύριο (àvrio) domani
  • το ρολόι (to rolòi) l'orologio
Οι τέσσερεις εποχές
(I tèsseris epochès)
Le quattro stagioni
  • ο Χειμώνας (o chimònas) l'inverno
  • η άνοιξη (i ànicsi) la primavera
  • το καλοκαίρι (to kalokèri) l'estate
  • το φθινόπορο (to fthinòporo) l'autunno
οι δώδεκα μήνες του έτους
(I dhòdheka mìnes tu ètus)
I 12 mesi dell'anno
  • Ιανουάριος (Ianuàrios) gennaio
  • Φεβρουάριος (Fevruàrios) febbraio
  • Μάρτιος (Màrtios) marzo
  • Απρίλιος (Aprìlios) aprile
  • Μάιος (Màios) maggio
  • Ιούνιος (Iùnios) giugno
  • Ιούλιος (Iùlios) luglio
  • Αύγουστος (Àvgustos) agosto
  • Σεπτέμβριος (Septèmvrios) settembre
  • Οκτώβριος (Oktòvrios) ottobre
  • Νοέμβριος (Noèmvrios) novembre
  • Δεκέμβριος (Dhekèmvrios) dicembre
Ημέρες της εβδομάδας
(Imères tis evdhomàdhas)
Giorni della settimana
  • Δευτέρα (Dheftèra) lunedì
  • Τρίτη (Trìti) martedì
  • Τετάρτη (Tetàrti) mercoledì
  • Πέμπτη (Pèmbti) giovedì
  • Παρασκευή (Paraskevì) venerdì
  • Σάββατο (Sàvato) sabato
  • Κυριακή (Kiriakì) domenica

Qualche frase[modifica]


Tempo (metereologico) [modifica]

Ο καιρός


Nomenclatura[modifica]


Qualche frase[modifica]


I colori[modifica]

τα χρώματα
ta chròmata

Nomenclatura[modifica]

  • λευκό bianco
  • Μαύρο nero
  • Κόκκινο rosso
  • Πορτοκαλί arancione
  • Κίτρινο giallo
  • Πράσινο verde
  • Μπλε blu
  • Μωβ viola
  • Ροζ rosa
  • Γαλάζιο celeste

Qualche frase[modifica]


Gergo informale (volgare)[modifica]

  • Μαλάκας (Malàkas) - La parolaccia più in voga in Grecia. La sentirete molto di frequente ma fareste bene a non usarla mai, nemmeno per celia. Ai Greci non piace sentirla pronunciata da bocche straniere. Il suo significato originale era "colui che si è istupidito in conseguenza di una forsennata attività masturbatoria" ma oggi ha acquisito innumerevoli sfumature a seconda del contesto della frase. Il corrispondente femminile è "malachismèni".
  • Μαλακίες (Malaκìes) (stronzate) - Non usatela mai e sostituitela con chazomàres che significa "stupidaggini"
  • Γκόμενα (Ghòmena) - Indica la ragazza con la quale si intrattiene un rapporto a scopi esclusivamente sessuali e scevro da qualsiasi implicazione sentimentale. È estremamente dispregiativo. Esiste anche il corrispondente maschile (ο γκόμενος μου). In quest'ultimo caso sarà la ragazza a riferirsi al suo partner sessuale con tale epiteto con tutta probabilità mentre conversa con le sue amiche e mai in presenza di uomini.
  • Γαμώ, γαμάω (Ghamò, gamào] - Ghamò era un verbo innocente che in seguito ha assunto un significato volgare parimenti a quanto accaduto al nostro altrettanto innocente "scopare". Esso è correlato al termine "gàmos" che tuttora in greco moderno significa "nozze". Negli incontri fortuiti tra gay può capitare che l'uno chieda all'altro: "Ghamàs i ghamièse?" (Γαμάς ή γαμιέσαι;) domanda che potrebbe risolversi in italiano con "Sei attivo o passivo?".
  • Αδερφή (Adherfì) - Adherfì significa letteralmente "sorella" ma in gergo indica il gay effeminato. Il Greco moderno mette a disposizione una variopinta collezione di epiteti per indicare i gay di sesso maschile. Il più dispregiativo di tutti è "πούστης" (pùstis). "Poustiès" sono le azioni vili che solo un gay può compiere. Le donne omosessuali sembrano essere più al riparo dagli strali conservatori della società greca. Lesvìa (λεσβία) significa lesbica.
  • Μουνί - Mounì è termine che indica l'organo genitale femminile. È di genere neutro (το μουνί) ed è un retaggio del dominio veneziano. Corrisponde infatti alla parola "mona" tuttora in auge in Veneto.
  • Ψωλή (Psolì) - Uno dei tanti termini per indicare l'organo genitale maschile. Il sostantivo è di genere femminile (η ψωλή) come in siciliano. Ψωλαράς (Psolaràs) è invece di genere maschile (ο ψωλαράς) e sta ad indicare il maschio superdotato.
  • Αρχίδια (Archìdhia) - Μη μου πρήζεις τ'αρχίδια (mi mu prìzis t'archìdhia) Non mi rompere ("gonfiare" letteralmente) le palle.
  • καυλώνω (kavlòno) - Significa "arraparsi"
  • Σκατά (skatà) - Significa "merda". È di uso frequente. Σκατόφατσα (skatòfatsa) significa "faccia di merda"
  • Σκάσε (Sκàse) - L'invito a chiudere il becco ("shut up" in inglese) si esprime con l'imperativo del verbo skào che fra i suoi numerosi significati ha anche quello di "schiattare".

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