| Rio Marina | |
| Stato | Italia |
|---|---|
| Regione | Toscana |
| Territorio | Isola d'Elba |
| Altitudine | 10 m s.l.m. |
| Superficie | 19,9 km² |
| Abitanti | 2.191 (2017) |
| Nome abitanti | Marinesi, piaggesi, riesi |
| Prefisso tel | +39 0565 |
| CAP | 57038 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Patrono | Santa Barbara (4 dicembre) |
Posizione | |
Rio Marina è un centro balneare dell'Isola d'Elba, sede comunale del comune sparso di Rio.
Da sapere
[modifica]È stato un comune autonomo dal 1881 al 31 dicembre 2017. Il municipio, così come il disciolto comune, comprendeva, oltre al capoluogo, anche la frazione di Cavo e l'isola di Palmaiola, per una popolazione totale di 2 191 abitanti.
Cenni geografici
[modifica]Situata sulla costa orientale dell'isola d'Elba, è bagnata dal Canale di Piombino. È posizionata circa 130 km a sud-est di Firenze e 80 km a sud di Livorno. Il municipio di Rio Marina comprende nel proprio territorio anche l'isola di Palmaiola.
Cenni storici
[modifica]La zona di Rio Marina, come quella di Capoliveri, è stata sempre molto sfruttata — dai tempi degli etruschi fino alla chiusura delle miniere nel 1981 — per scopi minerari, a causa della forte presenza nel terreno di minerale di pirite, ematite e, in misura minore, di limonite. A differenza delle miniere di Capoliveri, le miniere nel territorio circostante Rio Marina sono a cielo aperto. Nel periodo etrusco i minerali, dopo esser stati estratti, venivano fusi sul posto, facendo ergere colonne di fumo visibili sin dalla costa (proprio per questo i greci chiamarono quest'isola Aithalìa, Αἰθαλία, che significa appunto «fumosa»); i minerali venivano trasportati anche via mare nella vicina Populonia per poi essere fusi nelle fornaci. Con la nascita del più grande e meglio protetto porto di Piombino, tutti i minerali estratti a Rio Marina e Capoliveri venivano imbarcati, tramite appositi pontili, sulle navi commerciali che li portavano appunto a Piombino; proprio l'intenso traffico commerciale di minerali tra Rio Marina, Capoliveri e la costa ha fatto nascere a Piombino numerose acciaierie, facendo diventare la città piombinese il principale polo siderurgico della Toscana e uno tra i principali in Italia.
A breve distanza dall'abitato, in località Il Piano, si trova l'importante necropoli rupestre di Rio Marina, una sepoltura collettiva risalente all'Eneolitico.
I primi insediamenti documentati risalgono intorno al XV secolo: in quel periodo la zona era conosciuta come «Piaggia di Rio» e costituiva il punto di accesso al mare del vicino centro abitato di Rio nell'Elba. In quel periodo, infatti, le incursioni dei pirati spingevano gli abitanti a costruire i paesi sulle colline; le uniche costruzioni presenti all'epoca erano la «Torre di Rio Marina» (essa compare come «Torre di Spiaggia» in una cartografia del 1420 attribuita a Cristoforo Buondelmonti), l'oratorio di San Rocco e alcuni edifici di servizio.
È nel XVIII secolo, quando ormai le incursioni piratesche sono un ricordo, che il borgo comincia a svilupparsi: alcuni padroni di bastimenti e marinai liguri e corsi si trasferiscono alla Marina di Rio e, insieme alle guardie, ai pesatori, ad alcuni pescatori e ad altri padroni e marinai scesi da Rio nell'Elba, danno origine alla prima comunità piaggese. Ai tempi dell'invasione francese del 1799 il paese conta circa 800 abitanti. È in quel periodo che comincia lo sfruttamento industriale delle miniere di ferro: vengono importate nuove tecnologie e aperte nuove cave. Nel 1841, nonostante la viva opposizione da parte della parrocchia di Rio nell'Elba, un decreto vescovile sancisce la nascita della parrocchia paesana, che troverà sede nella chiesa di Santa Barbara.
È dedicata a questa santa poiché Rio Marina è un paese a vocazione mineraria fin dai tempi più antichi e che per questo motivo l'ha scelta come protettrice. Non fu costruita subito nel luogo dove si trova attualmente, all'ingresso del paese, bensì nel suo centro, dove si trova la piazza del municipio, nell'anno 1843. Quella struttura ebbe vita breve, in quanto sin dal 1850 si verificarono problemi di staticità che consigliarono nel 1860 di abbandonarla e demolirla. Rimase in piedi, fino al 1958, solo il campanile.
Il 2 giugno 1912 fu posata la prima pietra per la costruzione del molo presso gli Spiazzi.
Ma la popolazione reclamava una chiesa parrocchiale da intitolarsi a Santa Barbara, essendo il piccolo oratorio esistente di San Rocco poco capiente per una popolazione che era cresciuta in maniera esponenziale assieme allo sviluppo delle attività estrattive; la società ILVA, che aveva costruito gli archi di trasporto a mare del minerale sul passante della vecchia chiesa, sovvenzionò la costruzione della nuova struttura su un proprio terreno. La nuova chiesa venne aperta solennemente al culto il 4 dicembre del 1934 dal vescovo di Massa e Populonia Faustino Baldini e dal parroco Andrea Corsetti.
La costruzione e la decorazione in formelle delle porte lignee è opera di Giuseppe («Tonietto») Carletti, già sindaco del paese per due anni dopo la fine della prima guerra mondiale, che in bassorilievo volle rappresentare la santa patrona, in atteggiamento altero, immersa nell'ambiente di cui era referente salvifica. Il 13 aprile 2003 la chiesa è stata nuovamente inaugurata dopo un importante restauro conservativo.
Nel 1853 s'insediò nel paese una piccola comunità valdese, attiva fino al giorno d'oggi. È infatti presente la «Casa Valdese», che ospita i turisti nel periodo estivo, e un tempio dove si professa il valdismo.
Con la spinta delle miniere il paese vide una forte crescita demografica, fino a raggiungere l'apice alla fine del XIX secolo, quando possedeva una delle migliori flotte della penisola ed era diretto da uomini economicamente forti e politicamente determinati. È di questo periodo la costituzione del comune autonomo: per celebrare l'occasione, sulla cima della torre ottagonale, ormai inutilizzata, venne costruita una torretta con l'orologio, dando al monumento l'aspetto attuale.
A cavallo del 1900 il paese visse una profonda crisi, che terminò quando la società ILVA ottenne il possesso dell'intera catena produttiva delle miniere di Rio, dall'estrazione al trasporto. Furono momenti di ricchezza per il paese, ma le condizioni di lavoro in miniera erano proibitive: turni di dodici ore in un ambiente malsano, con la povertà degli operai che costringeva anche gli anziani e le donne a lavorare. In questo periodo giunsero a Rio le nuove idee socialiste ed anarchiche e nacque nel 1904 la sede locale del Partito Socialista Italiano. Nel 1911 si aprì una dura lotta degli operai contro i dirigenti delle miniere, che si concluse con la cocente sconfitta del proletariato e il licenziamento di molti operai. Nove anni dopo, in pieno biennio rosso, venne addirittura tentata l'occupazione e l'autogestione delle miniere, ma, nonostante l'aiuto della giunta comunale socialista, anche questo tentativo fallì. Con l'avvento delle nuove tecnologie, le miniere subirono un brusco ridimensionamento, fino alla chiusura definitiva nel 1981. Dopo la chiusura delle miniere l'attività estrattiva ha lasciato il passo allo sviluppo turistico, trasformando così Rio Marina in una fiorente località balneare. Durante una forte mareggiata (28 ottobre 2018) è crollato il vecchio pontile, detto «Ponte di Vigneria», per l'imbarco del minerale ferroso.
Il 1º gennaio 2018 il comune di Rio Marina si è fuso con quello di Rio nell'Elba, dando origine al comune di Rio.
Come orientarsi
[modifica]Come arrivare
[modifica]In aereo
[modifica]L'aeroporto di Marina di Campo dista 27 km da Rio Marina.
In auto
[modifica]Rio Marina è collegata con gli altri centri dell'Elba tramite una stretta strada provinciale che, proseguendo verso nord, termina dopo aver attraversato la frazione di Cavo; andando verso est e verso sud giunge ai vicini comuni di Porto Azzurro e Capoliveri fino a Portoferraio, centro principale dell'isola. Rio Marina è collegata a Portoferraio anche da un'altra strada molto più breve che, evitando di attraversare gli altri centri sopra citati, valica il monte Volterraio (dove è presente la Fortezza del Volterraio), da cui è possibile osservare, soprattutto nei tramonti estivi, uno splendido panorama sulla rada di Portoferraio e da cui si possono persino intravedere, nelle giornate più nitide, le isole di Gorgona e Capraia.
In nave
[modifica]- 1 Terminal traghetti porto di Rio Marina. Rio Marina è collegata tramite traghetto con Piombino e, ogni martedì, con l'isola di Pianosa tramite la compagnia di navigazione Toremar.
In autobus
[modifica]Con l'autobus 117.
Come spostarsi
[modifica]Cosa vedere
[modifica]Architetture religiose
[modifica]Musei
[modifica]- 4 Museo dei minerali e dell'arte mineraria, Via Magenta 26, ☎ +39 0565 962088, info@parcominelba.it. Intero: 8,00 €; Ridotto (dai 4 ai 12 anni): 4,00 €. Aprile, Maggio, Settembre e Ottobre 9:30-12:30 e 15:30-18:30; Giugno-Agosto: 9:30-12:30 e 15:30-19:00.
Architetture civili
[modifica]Architetture militari
[modifica]Siti archeologici
[modifica]- 9 Necropoli rupestre di Rio Marina.
Eventi e feste
[modifica]Cosa fare
[modifica]Acquisti
[modifica]- 1 Bee Happy Souvenir, Via Magenta 17, ☎ +39 392 9211843. Souvenir, prodotti tipici e artigianato.
Come divertirsi
[modifica]Dove mangiare
[modifica]Prezzi modici
[modifica]- 1 DIFFERENT., Via dei Voltoni 24, ☎ +39 379 1645155.
Prezzi medi
[modifica]- 2 Il Grigolo, Piazza Vittorio Emanuele angolo Via Magenta, ☎ +39 0565 962720, +39 338 4663682. Ristorante di pesce e pizzeria.
Dove alloggiare
[modifica]Prezzi medi
[modifica]- 1 Hotel Rio sul Mare, Via Palestro 34, ☎ +39 0565 924225, +39 339 5044789, hotelriomarina@gmail.com. Hotel 3 stelle.
Sicurezza
[modifica]- 1 Carabinieri, Via Principe Amedeo 44, ☎ +39 0565 924223.
- 2 Farmacia Magi, Via Claris Appiani 2, ☎ +39 0565 962015.
Come restare in contatto
[modifica]Poste
[modifica]- 3 Ufficio postale, Piazza Don Mario Lazzari 2, ☎ +39 0565 924092. Lun-Ven 8:20-13:45, Sab 8:20-12:45.
Nei dintorni
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Altri progetti
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