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Patrimoni mondiali dell'umanità in Turchia

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Questa è la lista dei Patrimoni mondiali dell'umanità presenti in Turchia al 2019.

Introduzione[modifica]

Logo UNESCO
Bandiera nazionale

La Turchia ha accettato la Convenzione UNESCO per i Beni dell'Umanità il 16 marzo 1983.

Lista dei patrimoni dell'umanità[modifica]

Sito Anno Tipo Criteri Descrizione Immagine
1 Aree storiche di Istanbul 1985 Culturale (i)(ii)(iii)(iv) Grazie alla sua posizione straordinariamente favorevole, sulla penisola del Bosforo tra Anatolia e Balcani, Mar Nero e Mar Mediterrano, Istanbul è stata per oltre 2000 anni una città di rilievo, non di rado protagonista dei maggiori eventi culturali, politici e religiosi. ospita capolavori assoluti come l'ippodromo di Costantino, la cattedrale di Santa Sofia del VI secolo e la moschea di Solimano, tutte oggi a rischio per diversi motivi: rivolte sociali, inquinamento industriale e crescita demografica incontrollata. View of Hagia Sophia and the Blue Mosque from the Galata Tower (1).jpg
2 Parco nazionale di Göreme e siti rupestri della Cappadocia 1985 Misto (i)(iii)(v)(vii) Immersa in un paesaggio mozzafiato, interamente scolpito dall'erosione, la valle di Göreme e i suoi dintorni ospitano chiese e santuari rupestri scavati nella roccia, testimonianze uniche dell'arte bizantina del periodo post-iconoclastico. Le residenze, i villaggi agricoli e le città sotterranee sono i retaggi della presenza umana ininterrotta nella regione sin dal IV secolo e possono oggi essere visitati. Göreme Valley in Cappadocia edit1.jpg
3 Moschea grande e Ospedale di Divriği 1985 Culturale (i)(iv) Questa regione anatolica fu conquistata dai turchi all'inizio dell'XI secolo. nel 1228-1229 lo scià emirato Ahmet fondò qui una moschea con un annesso ospedale nella città di Divrigi. La moschea, dotata di una sola stanza per la preghiera è coronata da due cupole. Le tecniche, a dir poco avanzate, utilizzate per realizzare le volte e le decorazioni frutto i un'esuberante creatività in contrasto con le mura spoglie dell'interno sono le caratteristiche peculiari di questo capolavoro dell'architettura islamica. Divrigi,Moschee-Kale.jpg
4 Ḫattuša: Capitale degli Ittiti 1986 Culturale (i)(ii)(iii)(iv) Il sito archeologico di Hattusha, ex-capitale dell'impero ittita, è un esempio notevole in quanto a organizzazione del piano urbano e tipologia di edifici, tutti ben conservati: si trovano qui templi, residenze reali, resti delle fortificazioni, la porta dei Leoni con le sue ricche decorazioni e la porta reale, insieme al complesso di arte su roccia di Yazilikaya. Durante il secondo millennio a.C., la città ebbe una considerevole influenza su tutta l'Anatolia e la Siria settentrionale. YazilikayaSharrumaAndKingTudhaliya8November2004.JPG
5 Nemrut Dağı 1987 Culturale (i)(iii)(iv) Il mausoleo di Antioco I (69-34 a.C.), che regnò su Commagene, un regno a nord della Siria e dell'Eufrate fondato successivamente al crollo dell'impero di Alessandro Magno, è un esempio - tra i più ambiziosi - di edifici ellenistici. Il sincretismo del suo Pantheon e il lignaggio dei suoi principi che può essere ricostruito sulla base delle leggende greche e persiane è la prova dell'origine duplice della cultura di questo regno capace di unire l'occidentale cultura greca alla più raffinata arte persiana. Turkey nemrut dagi 3.jpg
6 Xanthos-Letoon 1988 Culturale (ii)(iii) Questo sito, capitale dell'antica Licia, illustra le combinazioni della cultura locale con quella ellenica, specialmente in quanto ad arte funeraria. Le iscrizioni epigrafiche qui rinvenute sono di cruciale importanza per la nostra comprensione di questo popolo scomparso e della loro - ancora oggi in parte misteriosa - lingua indoeuropea. Xanthos ruins.jpg
7 Hierapolis-Pamukkale 1988 Misto (iii)(iv)(vii) Derivando da sorgenti che versano la loro acqua in un dirupo profondo quasi 200 m dominante la pianura, questi corsi d'acqua ricchi di calcite hanno creato a Pamukkale un paesaggio surreale, fatto di boschi di formazioni minerali, cascate pietrificate e una bacini a terrazze. Alla fine del II secolo a.C. la dinastia degli Attalidi, i re di Pergamo, istituirono qui il centro termale di Hierapolis. Le rovine delle terme, templi e altri monumenti greci possono essere ancora visitati in quest'area. Pamukkale (Hierapolis) Turkey.jpg
8 Città di Safranbolu 1994 Culturale (ii)(iv)(v) Dal XIII secolo fino all'avvento della ferrovia all'inizio del XX secolo, Safranbolu fu un'importante stazione commerciale per le rotte Est-Ovest. L'antica moschea, gli antichi bagni e il monumento al pascià Süleyman furono qui edificati nel 1322. Durante il suo periodo aureo (XVII secolo), l'architettura locale di Safranbolu estese la sua influenza in materia di pianificazione urbana su tutta l'area dominata dagli Ottomani. Safranbolu 06609 20070130130656.jpg
9 Sito archeologico di Troia 1998 Culturale (ii)(iii)(vi) Troia, con i suoi 4000 anni di storia, è uno dei più famosi siti archeologici del mondo intero. I primi scavi furono condotti dall'archeologo Heinrich Schliemann nel 1870. In termini scientifici, le scoperte archeologiche di quest'area sono la più significativa traccia dei rapporti intercorsi tra le genti dell'Anatolia e la civiltà del Mediterraneo. Inoltre, la vittoria dei greci su Troia, avvenuta tra il XIII e XII secolo a.C. e immortalata da Omero nell'Iliade, è stata fonte d'ispirazione per artisti di ogni civiltà ed epoca. Ruiny Troi RB.jpg
10 Moschea Selimiye e suo complesso sociale (Edirne) 2011 Culturale (i)(iv) La piazza della Moschea con la grande cupola e quattro snelli minareti, domina lo skyline dell'ex capitale ottomana di Edirne. Sinan, il più famoso dei architetti ottomani nel XVI secolo, considerò questo complesso, che comprende le madrase (scuole islamiche), un mercato coperto, una stanza degli orologi, il cortile esterno e la biblioteca, come il suo miglior lavoro. La decorazione degli interni per mezzo delle mattonelle di Iznik realizzate nel periodo di picco della loro produzione testimonia una forma d'arte che rimane insuperata nell'utilizzo di questo materiale. Il complesso è considerato l'espressione più armoniosa mai raggiunta del külliye ottomano, un gruppo di edifici costruiti attorno a una moschea e gestiti come fossero una singola istituzione. Edirne 5276.jpg
11 Sito neolitico di Çatalhöyük 2012 Culturale (ii)(iv) Due colline delimitano quest'area di 37 ettari situata nella parte meridionale dell'altopiano anatolico. La cima più alta a est ospita diciotto livelli di insediamenti neolitici che spaziano dal 7400 a.C. al 6200 a.C. inclusi tra questi i sistemi di fortificazione, dipinti, sculture e altri reperti artistici. Nel complesso tutti i ritrovamenti di Çatalhöyük testimoniano l'evoluzione dell'organizzazione sociale e delle pratiche culturali nel periodo Calcolitico, durante il quale si passò da società nomadi a insediamenti stabili.

Il sito di Catalhöyük è quindi una miniera di informazioni per quanto riguarda questo periodo di cambiamenti cruciali nella storia dell'umanità, alla base della nascita dei primi centri e quindi delle città che qui si sono sviluppate nel corso di più di 2000 anni. La particolarità delle case a Catalhöyük è l'assenza di strade che ne permettano l'accesso, che è quindi ricavato dal tetto.

Çatalhöyük view 5.jpg
12 Bursa e Cumalıkızık: la nascita dell'Impero Ottomano 2014 Culturale (i)(ii)(iii)(iv)(vi) Sotto questa denominazione sono raccolti ben otto siti UNESCO situati nelle città di Bursa e Cumalıkızık, a sud della regione di Marmara. Insieme illustrano un esempio di insediamento ottomano del XIV secolo. All'interno di questi siti troviamo ben rappresentate tutte le istituzioni chiave per il funzionamento della nuova capitale ottomana che si evolveva in quel tempo a moderno centro cittadino; tra queste sono incluse moschee, scuole religiose islamiche, terme e cucine per i poveri così come le tombe di Orhan Ghazi fondatore della dinastia. Il villaggio di Cumalıkızık, all'esterno dell'agglomerato di Bursa, era un centro rurale che serviva alla fornitura di viveri per la vicina città. Bursa.jpg
13 Pergamo e il suo paesaggio culturale multistratificato 2014 Culturale (i)(ii)(iii)(iv)(vi) Questo sito si innalza al di sopra della pianura bagnata dal Bakirçay nella Regione dell'Egeo. L'acropoli di Pergamo era la capitale della dinastia ellenistica degli Attalidi, un importante centro culturale per tutto il mondo antico. Templi monumentali, teatri, stoa o portici, palestre, altari e la celeberrima biblioteca furono costruiti - con mirabile maestria - su questo terreno irregolare e poi circondati da una vasta cinta muraria. Il Kybele, l'importante santuario rupestre, si trova a nord-ovest su un altro colle visivamente legato all'acropoli. Più tardi la città divenne capitale della provincia romana dell'Asia, conosciuta per il suo centro di guarigioni Asclepieion, dedicato al dio della medicina Asclepio. L'acropoli incorona un paesaggio costellato di tumuli sepolcrali e resti romani, bizantini e ottomani dentro e intorno alla città moderna di Bergama, sorta sui pendii più bassi. Via Tecta acropolis Pergamum 487 detail.jpg
14 Efeso 2015 Culturale (iv) Situato all'interno di quello che un tempo era l'estuario del fiume Kaystros, Efeso comprende insediamenti in successione ellenistici e romani fondati su nuove posizioni, che seguivano la costa via, via che si ritirava verso ovest. Gli scavi hanno rivelato grandi monumenti di epoca imperiale romana tra cui la Biblioteca di Celso e il Grande Teatro. Poco rimane del famoso Tempio di Artemide, una delle "Sette Meraviglie del Mondo", che ha attirato i pellegrini provenienti da tutto il Mediterraneo. Dal V secolo, la Casa della Vergine Maria, una cappella a croce cupola a sette chilometri da Efeso, divenne un luogo importante di pellegrinaggio cristiano. L'antica città di Efeso è un eccellente esempio di una città portuale romana, col canale marino e il bacino portuale. Celsus-Bibliothek2.jpg
15 Paesaggio culturale della fortezza Diyarbakır e dei giardini Hevsel 2015 Culturale (iii)(iv)(vi) Situata su una scarpata del bacino del fiume Tigri superiore che fa parte della cosiddetta Mezzaluna Fertile, la città fortificata di Diyarbakir con il paesaggio intorno è stata un importante centro sin dal periodo ellenistico, attraverso l'epoca romana, sassanide, bizantina, islamica e ottomana fino ad oggi. Il sito comprende la Amida Mound, nota come İçkale (castello interno), le mura cittadine di Diyarbakir lunghe 5,8 km con le numerose torri, porte, contrafforti e 63 iscrizioni di epoche diverse, così come Giardini Hevsel, un collegamento verde tra la città e il Tigri che riforniva la città con cibo e acqua. Diyarbakir walls.JPG
16 Sito archeologico di Ani 2016 Culturale (ii)(iii)(iv) Questo sito si trova su un altopiano appartato del nord-est della Turchia, affacciato su un burrone che forma un confine naturale con l'Armenia. Questa città medievale combina strutture residenziali, religiose e militari, caratteristiche di un urbanesimo medievale costruito nel corso dei secoli da dinastie cristiane e poi musulmane. La città fiorì nel X e XI secolo quando divenne la capitale del regno armeno medievale dei Bagratides e trasse profitto dal controllo di un ramo della Via della seta. Successivamente, sotto la sovranità bizantina, selgiuchina e georgiana, mantenne il suo status di importante crocevia per le carovane mercantili. L'invasione mongola e un devastante terremoto del 1319 segnarono l'inizio del declino della città. Ani seen from Armenia.jpg
17 Afrodisia 2017 Culturale (ii)(iii)(iv)(vi) Situato nella Turchia sud-occidentale, nell'alta valle del fiume Morsynus, il sito si compone di due componenti: il sito archeologico di Afrodisia e le cave di marmo a nord-est della città. Il tempio di Afrodite risale al III secolo a.C. e la città fu costruita un secolo dopo. La ricchezza di Afrodisia proveniva dalle cave di marmo e dall'arte prodotta dai suoi scultori. Le strade della città sono disposte attorno a diverse grandi strutture civiche, che includono templi, un teatro, un'agorà e due complessi termali. Aphrodisias turkey.jpg
18 Göbekli Tepe 2018 Culturale (i)(ii)(iv) Situata sulle montagne Germuş dell'Anatolia sudorientale, questa struttura presenta monumentali strutture megalitiche tonde-ovali e rettangolari erette dai cacciatori-raccoglitori nell'età neolitica pre-cereana tra il 9.600 e l'8.200 a.C. Questi monumenti furono probabilmente usati in relazione ai rituali, molto probabilmente di natura funeraria. Distinti pilastri a forma di T sono scolpiti con immagini di animali selvatici, che forniscono informazioni sul modo di vivere e le credenze delle persone che vivevano in Mesopotamia superiore circa 11.500 anni fa. Göbekli Tepe, Urfa.jpg
Legenda Unesco
(i) Rappresentare un capolavoro del genio creativo dell'uomo.
(ii) Mostrare un importante interscambio di valori umani in un lungo arco temporale o all’interno di un'area culturale del mondo, sugli sviluppi dell'architettura, nella tecnologia, nelle arti monumentali, nella pianificazione urbana e nel disegno del paesaggio.
(iii) Essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa.
(iv) Costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico o di un paesaggio che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana.
(v) Essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’utilizzo di risorse territoriali o marine, rappresentativo di una cultura (o più culture) o dell’interazione dell’uomo con l’ambiente, soprattutto quando lo stesso è divenuto per effetto delle trasformazioni irreversibili.
(vi) Essere direttamente o materialmente associati con avvenimenti o tradizioni viventi, idee o credenze, opere artistiche o letterarie dotate di un significato universale eccezionale.
(vii) Presentare fenomeni naturali eccezionali o aree di eccezionale bellezza naturale o importanza estetica.
(viii) Costituire una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra, comprese testimonianze di vita, di processi geologici in atto nello sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre o di caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative.
(ix) Costituire esempi significativi di importanti processi ecologici e biologici in atto nell’evoluzione e nello sviluppo di ecosistemi e di ambienti vegetali e animali terrestri, di acqua dolce, costieri e marini.
(x) Presentare gli habitat naturali più importanti e significativi, adatti per la conservazione in situ della diversità biologica, compresi quelli in cui sopravvivono specie minacciate di eccezionale valore universale dal punto di vista della scienza o della conservazione.

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