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Paternò
Panorama di Paternò
Stemma e Bandiera
Paternò - Stemma
Paternò - Stemma
Paternò - Bandiera
Paternò - Bandiera
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Mappa dell'Italia
Paternò
Sito istituzionale

Paternò è una città della Sicilia.

Da sapere

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Cenni geografici

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Situata nella parte orientale dell'isola, più precisamente nel lato sudoccidentale a ridosso del vulcano Etna, dista 18,4 km da Catania, capoluogo di provincia, e 183,7 km da Palermo, capoluogo di regione.

Il territorio è situato alle pendici sudoccidentali dell'Etna. Prevalentemente collinare e pianeggiante, dal punto di vista geomorfologico, è suddiviso in due aree ben definite, con i terreni di origine lavica nelle contrade verso est e i terreni di origine alluvionale a sud lungo la Valle del Simeto e la Piana di Catania.

Quando andare

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 Clima gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic
 
Massime (°C) 13,113,715,417,922,52730,430,427,222,428,114,5
Minime (°C) 5,65,66,88,912,516,619,419,917,613,910,27,3

Il clima è mediterraneo, tuttavia la posizione geografica tra la Piana di Catania e l'Etna nell'immediato entroterra rispetto alla costa ionica catanese ne risalta alcune caratteristiche continentali: mite di tipo subcontinentale nel periodo invernale, e torrido e afoso in quello estivo. Le nevicate sono molto rare, anche se è avvenuto qualche episodio nel corso degli anni durante forti ondate di freddo.

Cenni storici

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Età antica

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Il popolamento e la fondazione di un centro abitato nel sito su cui sorge l'odierna città di Paternò, di origine vulcanica, risalgono all'età di Thapsos. In origine dovette trattarsi di un villaggio dei Sicani, i quali sarebbero stati successivamente cacciati dai Siculi, che vi si insediarono intorno al IV millennio a.C., sfruttarono il tipo di superficie per cavare dalle rocce i blocchi di lava ed estrarre gli utensili da lavoro e le macine, e vi costruirono edifici sulla parte sommitale del colle vulcanico.

Il villaggio assunse il nome di Hybla (Ὕβλα), che per distinguerlo dalle altre città siciliane con lo stesso nome, fu chiamato Hybla Gereatis (o Hybla Major). Nella stessa epoca e nella stessa area, sorse probabilmente il villaggio di Inessa (Ἴνησσα). A fare menzione di queste due località, fu lo storico greco Tucidide, il quale affermò persino che i due villaggi fossero di origine sicula e li collocò nella medesima zona.

Le due città sicule caddero in mano greca attorno al 460 a.C., quando furono assediate dai Siracusani guidati dal tiranno Gerone I. Ad Inessa si rifugiarono numerosi profughi provenienti da Katane, e fu successivamente denominata Aitna (Αἴτνα). Liberate dal dominio siracusano per opera dei Corinzi guidati dal generale Timoleonte nel 339 a.C., Inessa e Hybla seguirono le sorti dell'isola, passando nel 243 a.C. sotto il dominio di Roma, e furono inserite nell'elenco delle città decumane dell'isola.

Età medievale

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Nel 476, avvenne la caduta dell'Impero romano d'Occidente, e dopo questo evento si persero le tracce delle due antiche città di Aitna e Hybla: secondo il geografo Strabone i due villaggi siculi scomparvero attorno al II secolo a.C.. La Sicilia, dapprima conquistata dai Barbari guidati da Odoacre, nel 553, al termine della Guerra gotica, passò sotto il dominio dell'Impero bizantino: al periodo bizantino risalrebbe la nascita dell'attuale nome della città etnea come Paternón.

Dell'epoca bizantina si hanno scarse notizie nelle fonti storiche, gran parte delle quali riportano scarne informazioni in merito all'intenso processo di cristianizzazione che portò alla diffusione dello stile di vita monastico e alla costruzione di eremi, tra i quali, quello importantissimo di San Vito (dal VI secolo). Il dominio bizantino sulla Sicilia cessò dopo quattro secoli, e nel 901, Paternò entrò a far parte dell'Emirato di Sicilia, e il borgo fu chiamato Batarnū (بترنو), che amministrativamente fu inserito nel Val Demone.

Nel 1061, la zona di Paternò fu liberata dal dominio islamico grazie all'esercito composto in gran parte da normanni guidati dal Gran Conte di Sicilia Ruggero I d'Altavilla, che vi giunse dopo aver liberato Messina e gli altri centri del Val Demone. L’attuale centro fu fondato dai normanni e parte del nuovo Regno di Sicilia rappresentò per la città etnea l'inizio di un periodo di grande splendore civico ed economico: a Paternò, fu edificato il dongione normanno attorno al quale si sviluppò il borgo; e durante il regno del Re Ruggero II d'Altavilla, furono edificati numerosi edifici ecclesiastici - chiese, conventi e monasteri - per cancellare ogni traccia della presenza islamica nella zona, nonostante là zona etnea in cui la componente etnica maggioritaria era quella greca - fu uno dei meno islamizzati dell'isola. Numerose furono anche le costruzioni di presidi militari e di difesa, come il dongione fatto edificare nel 1072 dall'Altavilla, usato come castello con scopo residenziale e militare per attaccare Catania e le altre zone controllate dagli arabi.

Dopo la fondazione normanna, Paternò divenne feudo del Gran Conte Ruggero, che nel 1072 la elevò a contea ed assegnò in dote al genero Ugo di Jersey, marito della figlia di primo letto Flandina d'Altavilla. La Contea di Paternò fu soppressa nel 1200 - alla morte del conte Bartolomeo de Luci - e reintegrata al demanio, finché nel 1209 il giovane sovrano Federico II di Sicilia la assegnò a Pagano Parisi (o de Parisio), che ne assunse la signoria in quanto marito di Margherita de Luci, figlia di Bartolomeo. Il dominio feudale del Parisi cessò nel 1213 perché accusato di sedizione contro il Re di Sicilia, che gliela confiscò; durante la Dinastia siciliana degli Svevi, ebbero successivamente la signoria su Paternò, Beatrice Lancia (1234-1250) e Galvano Lancia (1251-1268). Estintasi la dinastia sveva, con la morte del Re Manfredi di Sicilia nel 1266, ci fu lo sterminio per ordine di Carlo I d'Angiò di tutti i membri maschi della Casa reale, e l'eliminazione dello stesso Lancia ad essi fedele, a cui venne confiscata la signoria di Paternò.

Nel 1268, gli Angioini si impadronirono della Sicilia, e il dominio feudale su Paternò risulta appartenere ad un signore di cognome Bonifacio, a cui succedette la figlia Giacoma, per mezzo della quale pervenne in dote al marito Manfredi Maletta. Il Maletta, che nell'ambito della rivolta dei Vespri siciliani scoppiata nel 1282 contro i dominatori angioini, sostenne l'intervento degli Aragonesi nell'isola, li tradì nel 1299 per passare dalla parte degli Angioini; il principe Federico III di Sicilia, divenuto Re di Sicilia nel 1296, gli confiscò la terra di Paternò e la concesse ad Ugo di Empúries, conte di Squillace. Nel 1302, il nuovo re di Sicilia inserì Paternò nella Camera Reginale, una dote patrimoniale che assegnò come dono di nozze alla consorte la regina Eleonora d'Angiò. Lo stesso re Federico III di Sicilia morì a Paternò la notte del 23 giugno 1337 nell'Ospedale della Commenda dell'Ordine di San Giovanni in Gerusalemme - sito fuori dalla cinta muraria della città - dopo essere stato qui ricoverato, mentre ammalato di podagra, da Enna si recava a Catania.

Nel 1365, il re Federico IV di Sicilia assegnò Paternò ad Artale Alagona, conte di Mistretta, con cui riebbe lo status di contea avuto ai tempi della Dinastia degli Altavilla, avendo l'Alagona permutato la terra etnea con la Contea di Mistretta. Gli Alagona persero Paternò nel 1396, a seguito di confisca ordinata dal re Martino I di Sicilia per l'accusa di fellonia a loro carico, e il medesimo, nel 1403 la reinserì nella Camera Reginale, a disposizione della sua consorte la regina Bianca di Navarra, che due anni più tardi codificò un sistema di norme civili denominato Consuetudini di Paternò.

Paternò ebbe l'appellativo di «Città» in quell'epoca, come attestato da un diploma del 1473 dell'arciprete Antonio de Rocco, un titolo che solitamente spettava alle sedi arcivescovili.

Età moderna

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Il dominio feudale dei Moncada su Paternò, durò per quasi quattro secoli. La cittadina etnea, da semplice terra baronale fu elevata a rango di principato per l'investitura ottenuta dal conte Francesco Moncada de Luna a primo principe di Paternò da parte del re Filippo II di Spagna l'8 aprile 1565, resa esecutiva il 3 giugno 1567.

Il Principato di Paternò fu uno dei maggiori stati feudali della Sicilia per superficie e popolazione, nonché uno con i più elevati livelli di ricchezza media pro capite, superiori persino a quelli di molte città demaniali. Notevole impulso ebbero le attività agricole, artigianali e commerciali, e molto significativa fu l'affermazione di un ceto borghese costituito da ricche famiglie che formarono l'élite cittadina che governava per conto del Principe.

Età contemporanea

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Nel 1812, il re Ferdinando III di Borbone, in risposta alla rivolta scoppiata nell'isola e all'avanzata napoleonica, concedette ai suoi sudditi del Regno di Sicilia una costituzione che sanciva l'abolizione del feudalesimo, e pertanto il Principato di Paternò cessò di esistere, e con esso il dominio dei Moncada sulla città.

Nel 1826-31, veniva costruita la strada rotabile che collegava Paternò con Catania.

A Paternò, dove parte dell'élite cittadina aderì alle idee liberali diffusesi all'epoca ed alle organizzazioni segrete come la Carboneria, tali avvenimenti, verificatisi nei maggiori centri dell'isola, ebbero scarso eco e la stragrande maggioranza della popolazione non partecipò ad alcuna rivolta popolare. L'insurrezione antiborbonica ebbe invece una vasta partecipazione popolare in città il 17 maggio 1860, che vide l'innalzarsi del Tricolore: i volontari in camicia rossa di Giuseppe Garibaldi sconfissero un reparto dell'esercito borbonico guidato dal colonnello Mella, e questa impresa consentì successivamente ai garibaldini di conquistare Catania. Lo stesso Garibaldi, recò visita alla città nel 1864, che lo accolse festante, e al quale gli venne pure intitolata un'importante via del centro storico.

Dopo l'Unità d'Italia, a Paternò continuarono a persistere le stesse problematiche dell'era borbonica. Una vasta porzione di territorio era infestata dalla malaria, per la vicina presenza del fiume Simeto, e il problema venne gradualmente risolto con le prime bonifiche delle zone paludose nella Piana di Catania, avviate il secolo precedente ed attuate nel corso dei decenni successivi. La forte presenza del latifondo non permise un corretto sviluppo delle attività agricole, neppure a seguito della lottizzazione delle terre demaniali avvenuta dopo il 1869, che favorì maggiormente i grandi proprietari terrieri e non i piccoli coltivatori.

La prima metà del XX secolo a Paternò fu caratterizzato da momenti di alti e bassi dal punto di vista economico. Durante il Fascismo - tranne che nel periodo della Grande crisi - conobbe un incremento della sua produzione agrumicola, in particolare a seguito delle politiche economiche autarchiche attuate dal regime di Mussolini dopo le sanzioni del 1936, che favorirono la commercializzazione delle produzioni agricole locali, proteggendole dalla concorrenza straniera.. Nelle due guerre mondiali, il centro etneo pagò un grosso tributo a livello di vite umane. Se nella prima guerra mondiale furono circa 600 i giovani paternesi mandati sul fronte che persero la vita, fu soprattutto nella seconda guerra mondiale che si manifestarono gli eventi più disastrosi. La città fu sottoposta a pesanti bombardamenti compiuti dall'aviazione anglo-statunitense dal 14 luglio al 2 agosto 1943, che distrussero l'80% dell'abitato e causarono 2.320 feriti.

La ricostruzione post-bellica a Paternò fu inizialmente molto lenta. Tuttavia lo sviluppo urbanistico della città ha subito una forte accelerazione negli sessanta-settanta, periodo in cui la "geografia" urbana e stradale della città si è meglio definita secondo gli standard moderni e meglio adattata alle esigenze delle nuove classi emergenti della borghesia medio-alta, con la creazione di nuovi quartieri. La nuova espansione urbanistica, conseguenza del costante incremento demografico, avvenne spesso in maniera disordinata, con numerosi casi di edilizia abusiva, che ha deturpato il tessuto urbano. Lungo la direttrice nord, invece, dove l'espansione è stata regolata dall'amministrazione comunale, si è sviluppato il quartiere Ardizzone, che presenta un'elevata dotazione di servizi e, soprattutto, di verde pubblico. Importante fu anche lo sviluppo demografico della frazione di Ragalna, eretta a comune autonomo nel 1985.

Malgrado l'adozione del primo piano regolatore generale da parte dell'amministrazione comunale nel 1983, il problema dell'abusivismo edilizio a Paternò non cessò di persistere negli anni successivi, e ciò portò alla creazione di nuovi insediamenti abitativi nella parte sudoccidentale della città - denominata "Zona C1" - un processo che diede origine al quartiere Scala Vecchia-Palazzolo.

Come orientarsi

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Paternò

Quartieri

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Acquagrassa, Ardizzone, Balatelle, Cappuccini, Circumvallazione, Coniglio, Consolazione, Falconieri, Gancia, Montecenere, Piano Cesarea, Pioppi, Purgatorio, Quattro Canti, Salinelle, San Biagio, San Francesco di Paola, San Gaetano, San Giovanni (o delle Palme), San Michele, Sant'Antonio, Santa Barbara, Santa Caterina, Santissimo Salvatore, Scala Vecchia-Palazzolo, Via Sardegna, Via Verga, Villetta, Zona Mazzini.

Frazioni

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  • Sferro Borgo agricolo fondato in epoca fascista, è situato nella parte sudoccidentale del territorio paternese, dista circa 11,6 km dal centro cittadino, ed ha una popolazione di 67 unità.


Come arrivare

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In auto

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  • Strada statale 121 Catanese: collega al capoluogo catanese. Ammodernata a due corsie separate negli anni ottanta, è ormai del tutto insufficiente al volume di traffico giornaliero;
  • Strada statale 284 Occidentale Etnea: collega con Randazzo
  • Strada statale 575 di Troina: collega con Troina e gli altri centri dell'Ennese da località Ponte Maccarrone.

Paternò è inoltre servita dalle seguenti strade provinciali:

  • SP 4/II: S. Maria di Licodia – Belpasso - Nicolosi;
  • SP 15: Valcorrente – Agnelleria – Ponte Barca;
  • SP 24: Ponte Barca – Gerbini;
  • SP 56/II: Patellina – Belpasso;
  • SP 57: Paternò – Ragalna;
  • SP 58: Paternò – Tre Fontane;
  • SP 77: Tre Fontane – Agnelleria – Barca dei Monaci (Giarretta);
  • SP 102/I: Lago – Sferro;
  • SP 102/II: Sferro – Bivio per Castel di Judica;
  • SP 135: Paternò – Fossa della Creta;
  • SP 136: Scalilla – Porrazzo;
  • SP 137/I: S. Marco – Pietralunga – Schettino;
  • SP 137/II: Tre Fontane – Fontana Paradiso;
  • SP 138: Ponte Barca – Tre Fontane;
  • SP 139: S. Marco – Ponte Barca;
  • SP 140: Paternò – Iaconianni.

In treno

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  • 37.570314.91351 Stazione di Paternò (estrema parte orientale della città). Stazione della Circumetnea. Stazione di Paternò su Wikipedia stazione di Paternò (Q3970424) su Wikidata

In autobus

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Paternò è servita dalle linee autobus della FCE lungo le direttrici Catania-Adrano, Catania-Randazzo e Adrano-Nicolosi, ed una che la collega a Ragalna, e quella dell'AST che la collega con Motta Sant'Anastasia.

Come spostarsi

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Con mezzi pubblici

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A Paternò è attivo il servizio di trasporto pubblico locale espletato dai bus navetta dell'Azienda Siciliana Trasporti.

Cosa vedere

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Architetture religiose

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Chiesa della Madonna delle Grazie
  • 37.56314.90021 Chiesa della Madonna delle Grazie (chiesa di San Giuseppe). (metà XVII secolo), fondata dai Padri agostiniani, la abbandonarono nel 1755. L'edificio ospita i culti della Madonna delle Grazie e di San Giuseppe. Chiesa della Madonna delle Grazie (Paternò) su Wikipedia chiesa della Madonna delle Grazie (Q3669029) su Wikidata
Chiesa della Madonna dell'Itria
  • 37.5646314.897132 Chiesa della Madonna dell'Itria. (XVI secolo), uno dei più antichi luoghi di culto sorti nella "parte bassa" di Paternò. Inizialmente intitolata al culto di Santa Barbara, fu sede dei cavalieri dell'Ordine teutonico. Chiesa della Madonna dell'Itria (Paternò) su Wikipedia chiesa della Madonna dell'Itria (Q3668974) su Wikidata
  • 37.56659114.896863 Chiesa ed ex monastero della Santissima Annunziata. (XVI secolo), in origine fu la cappella privata dell'annesso monastero delle Suore benedettine, i cui locali oggi ospitano la biblioteca comunale. Chiesa ed ex monastero della Santissima Annunziata su Wikipedia monastero della Santissima Annunziata (Q3860433) su Wikidata
  • 37.5758914.907844 Chiesa dello Spirito Santo. (2000), sorge nel quartiere Ardizzone ed è stata fatta costruire per volontà del commendator Michelangelo Virgillito. Chiesa dello Spirito Santo (Paternò) su Wikipedia chiesa dello Spirito Santo (Q3669285) su Wikidata
  • 37.56685714.8958035 Chiesa del Carmine (chiesa di Santa Maria del Carmelo). Del XIV secolo, inizialmente intitolata al culto della Madonna della Catena. Donata dai Principi di Paternò all'Ordine dei Carmelitani nel 1573, assunse l'attuale denominazione e fu sede fino ai primi dell'Ottocento di un monastero e di un ospedale. Chiesa del Carmine (Paternò) su Wikipedia chiesa del Carmine (Q3668515) su Wikidata
  • 37.56643614.8961176 Chiesa del Pantheon (Chiesa di Gesù e Maria). Del XVII secolo, in origine chiesa intitolata a Gesù e Maria, che ospita la sepoltura dei militari paternesi caduti nella prima guerra mondiale. Chiesa del Pantheon su Wikipedia chiesa del Pantheon (Q3668564) su Wikidata
Chiesa di Cristo al Monte
  • 37.56431914.8939477 Chiesa di Cristo al Monte. (XVI secolo), di proprietà dell'Arciconfraternita dei Bianchi, realizzata in stile rococò;. Chiesa di Cristo al Monte su Wikipedia chiesa di Cristo al Monte (Q3669301) su Wikidata
  • 37.56622214.9051678 Chiesa di Cristo Re (anticamente chiesa del Purgatorio). (1884) realizzata in stile barocco con elementi neoclassici;. Chiesa di Cristo Re (Paternò) su Wikipedia chiesa di Cristo Re (Q3669295) su Wikidata
Chiesa San Francesco di Paola
  • 37.56751114.8974819 Chiesa di San Francesco di Paola (in pieno centro storico). (1695), di stile barocco. Chiesa di San Francesco di Paola (Paternò) su Wikipedia chiesa di San Francesco di Paola (Q3670169) su Wikidata
  • Chiesa di San Biagio (nel rione periferico Scala Vecchia). (1965), è costruita in stile contemporaneo.
  • 37.566714.8985310 Chiesa di San Domenico (Chiesa del Rosario). Del 1562. Dal 1686, il convento dell'Ordine dei Domenicani a cui era annesso e da cui trae l'intitolazione, aveva la dignità di priorato. Chiesa di San Domenico (Paternò) su Wikipedia chiesa di San Domenico (Q3669890) su Wikidata
  • 37.5718714.9009711 Chiesa di San Francesco all'Annunziata (chiesa dei Cappuccini). (1987), costruita secondo i criteri architettonici contemporanei su una preesistente chiesa del XIX secolo demolita nel 1977. Chiesa di San Francesco all'Annunziata su Wikipedia chiesa di San Francesco all'Annunziata (Q3670120) su Wikidata
  • Chiesa di San Gaetano. (1736 ca.), sorge nella parte settentrionale a ridosso del centro storico, che presenta numerosi elementi decorativi nella facciata e negli interni.
  • Chiesa del Sacro Cuore di Gesù. Del 1975, ospitata all'interno di un edificio prefabbricato nel quartiere Ardizzone.
  • Chiesa del Santissimo Crocifisso (Chiesa Nuova). Piccola chiesa fondata dal nobile locale Fabrizio Bellia nel 1710, che sul lato sinistro della facciata presenta una statua di papa Giovanni Paolo II.
Chiesa di San Giacomo
  • 37.56315614.89532912 Chiesa di San Giacomo (a ridosso della Collina storica). (XVI secolo), intitolata al culto di San Giacomo Maggiore. Chiesa di San Giacomo (Paternò) su Wikipedia chiesa di San Giacomo (Q3670246) su Wikidata
Chiesa di Santa Barbara
  • 37.56680614.89641813 Chiesa di Santa Barbara. (XVI secolo), intitolata al culto della patrona cittadina Santa Barbara dal 1583. Chiesa di Santa Barbara (Paternò) su Wikipedia chiesa di Santa Barbara (Q3672887) su Wikidata
  • Chiesa di San Giovanni Bosco. (1965), intitolata al culto del presbitero piemontese, sorge nel quartiere Coniglio, ed è realizzata in stile architettonico eclettico con elementi tipici dell'architettura romanica.
  • 37.56682414.89183114 Chiesa di San Marco. (XIII secolo), di stile architettonico normanno, fu fondata come monastero benedettino. Chiesa di San Marco (Paternò) su Wikipedia chiesa di San Marco (Q3671000) su Wikidata
  • Chiesa di San Michele Arcangelo. chiesa in stile architettonico moderno situata nel lato meridionale del centro, costruita nell'area su cui sorgeva una preesistente chiesa del XVI secolo, anch'essa intitolata al culto dell'Arcangelo Michele.
  • 37.5649114.8997215 Chiesa di Sant'Antonio Abate. (1517), fondata come convento francescano da parte del Conte di Adernò, fu utilizzata come lazzaretto durante l'epidemia di peste del 1576. Chiesa di Sant'Antonio Abate (Paternò) su Wikipedia chiesa di Sant'Antonio abate (Q3672678) su Wikidata
  • Chiesa di Sant'Antonio alla Scala (nel rione Scala Vecchia-Palazzolo). (2018), il più recente edificio sacro della città, che ospita i culti di Sant'Antonio abate e della Madonna della Scala.
Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria
Chiesa Santa Margherita
  • 37.565714.8964916 Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria. (1730 ca.), sorge nel centro storico, e fu costruita su una preesistente chiesa del XVI secolo distrutta dal terremoto del 1693. Oltre al culto della santa martire alessandrina, ospita anche il culto dei santi Alfio, Filadelfo e Cirino. Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Paternò) su Wikipedia chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Q3672929) su Wikidata
  • 37.56584714.89843517 Chiesa di Santa Margherita (nel centro storico). (1750 ca.), edificio di stile barocco. Avente campanile simile a quello delle chiese orientali, oltre al culto della santa martire fanciulla Margherita di Antiochia ospita anche il culto della Maria Addolorata;. Chiesa di Santa Margherita (Paternò) su Wikipedia chiesa di Santa Margherita (Q3673168) su Wikidata
  • 37.5686714.9043918 Chiesa del Santissimo Salvatore (nella parte nordorientale del centro storico). (XVII secolo), piccola chiesa con facciata piana a capanna, e ricca di decorazioni al suo interno. Chiesa del Santissimo Salvatore (Paternò) su Wikipedia chiesa del Santissimo Salvatore (Q91019481) su Wikidata
  • 37.558114.9081519 Abbazia di Santa Maria la Scala (contrada Giaconia). Di origine bizantino-ortodossa. Abbazia di Santa Maria la Scala su Wikipedia abbazia di Santa Maria la Scala (Q3603285) su Wikidata
  • 37.5632714.9107520 Chiesa di San Biagio (vicinanze del Palazzo di Città). (XVII secolo), sorge in pieno centro storico. Fu intitolata al culto di Biagio di Sebaste fino alla prima metà del XX secolo. Chiesa di San Biagio (Paternò) su Wikipedia chiesa di San Biagio (Q3669690) su Wikidata
  • 37.56380414.89410821 Complesso di San Francesco alla Collina. (1346), che all'interno conserva frammenti di affreschi e alcuni residui dell'apparato decorativo barocco. Complesso di San Francesco alla Collina su Wikipedia Complesso di San Francesco alla Collina (Q3685207) su Wikidata
Chiesa di Santa Maria dell'Alto
  • 37.5648114.8938422 Chiesa di Santa Maria dell'Alto (Chiesa Matrice o la Matrice) (sulla Collina storica). (1072), eretta in epoca normanna e completata verso il 1342. Chiesa di Santa Maria dell'Alto su Wikipedia chiesa di Santa Maria dell'Alto (Q3673800) su Wikidata
  • 37.56582214.89471723 Chiesa di Santa Maria della Valle di Josaphat (Chiesa della Gancia). (1090), fatta costruire dalla contessa Adelaide del Vasto, moglie del Gran Conte Ruggero. Prende il nome dall'Ordine di Santa Maria di Valle Josaphat, ed ospita il culto dell'Assunzione di Maria. È nota anche come chiesa della Gancia, poiché sorge nel quartiere Gancia nel versante orientale del colle. Chiesa di Santa Maria della Valle di Josaphat su Wikipedia chiesa di Santa Maria della Valle di Josaphat (Q3673931) su Wikidata
  • 37.562914.893824 Chiesa di Santa Maria delle Grazie. (1608), ubicata sulla Collina storica, fu edificata dai Frati Cappuccini, ed è intitolata al culto della Madonna delle Grazie poiché costruita sui resti di un preesistente convento che ospitava i monaci dell'omonima confraternita. Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Paternò) su Wikipedia chiesa di Santa Maria delle Grazie (Q3673979) su Wikidata
  • 37.56154214.8951725 Santuario della Madonna della Consolazione. che sorge nell'estrema parte meridionale a ridosso del colle. Santuario dal 1937, fu edificato nel 1954 nell'area in cui sorgeva la chiesetta cinquecentesca distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Santuario della Madonna della Consolazione (Paternò) su Wikipedia santuario della Madonna della Consolazione (Q3949763) su Wikidata

Architetture civili

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Palazzo di Città
  • 37.56758214.89558326 Palazzo di Città (ex palazzo Alessi), Piazza Umberto I. (1787), in passato dimora della famiglia Alessi. Palazzo Alessi su Wikipedia Palazzo Alessi (Q3889521) su Wikidata
Portale Las Casas
  • 37.56512914.89633227 Portale Las Casas (quartiere Falconieri). (XVI secolo), rappresenta ciò che rimane dell'antico e seicentesco Palazzo Las Casas, che fu residenza della nobile famiglia paternese di origine spagnola, andato in rovina. Portale Las Casas su Wikipedia Portale Las Casas (Q3908955) su Wikidata
  • Palazzo Ciancio, piazza San Francesco di Paola (rione San Francesco di Paola). (1618), tra i più antichi edifici nobileschi sorti nella parte bassa della città, appartenne alla nobile famiglia Ciancio. Palazzo Ciancio (Paternò) su Wikipedia Palazzo Ciancio (Q3889855) su Wikidata
  • Palazzo Cutore, Via Teatro. (XIX secolo), dimora della nobile famiglia Cutore dei baroni di San Carlo;. Palazzo Cutore su Wikipedia Palazzo Cutore (Q24809710) su Wikidata
  • Palazzo Cutore-Recupero, Piazza Umberto. (XVIII secolo), dimora patrizia dei baroni Cutore Recupero. Palazzo Cutore-Recupero su Wikipedia Palazzo Cutore-Recupero (Q24809732) su Wikidata
  • 37.56570114.89567528 Palazzo Moncada. (1627), palazzo appartenuto ad un ramo minore della famiglia Moncada, che godette di nobiltà in città. Palazzo Moncada (Paternò) su Wikipedia Palazzo Moncada (Q3890505) su Wikidata
  • Villa Coniglio. (XVIII secolo), villa appartenuta ai baroni Coniglio, dal 2005 di proprietà comunale e sede di un centro diurno per anziani. Villa Coniglio su Wikipedia Villa Coniglio (Q4011904) su Wikidata
  • 37.56411514.89293329 Cimitero monumentale di Paternò (nell'estrema parte occidentale della Collina storica). Inaugurato nel 1887, ospita diverse tombe di alcuni paternesi illustri, e molte cappelle dalle particolari caratteristiche architettoniche. Cimitero monumentale di Paternò su Wikipedia cimitero di Paternò (Q3676979) su Wikidata
Scalinata della Matrice
  • 37.56496114.8949530 Scalinata della Matrice. Realizzata verso il 1782. Ubicata nella parte mediana della Collina storica, collega il sagrato della Chiesa Madre con la porta del Borgo, antico ingresso principale della città. Scalinata della Matrice su Wikipedia Scalinata della matrice (Q3951438) su Wikidata
  • 37.57235314.89439831 Fonte Maimonide (o dell'Acqua Grassa) (nel quartiere dell'Acquagrassa). Ospita al suo interno l'omonima sorgente idrica. Sorto dopo il 1733, fu un bagno pubblico rimasto attivo fino agli anni sessanta del XX secolo. Fonte Maimonide su Wikipedia Fonte Maimonide (Q3747489) su Wikidata
  • 37.56916314.91016832 Giardino Moncada (Villa Moncada), via Vittorio Emanuele. Considerato "il polmone verde" di Paternò essendo il più grande ed importante parco pubblico della città. Nota come a villa o a villa e' pàpiri, sorge nella parte orientale della città a ridosso del centro storico, e fu realizzato nella seconda metà del XX secolo su un terreno donato dal cavalier Carmelo Moncada, da cui prende il nome. Giardino Moncada su Wikipedia Giardino Moncada (Q3763863) su Wikidata
  • 37.56578714.8948633 Palazzo delle arti, via Gancia, 1. (1122), ex monastero benedettino e sede di ospedale (1866-1966), dal 2007 è sede di museo che ospita vari eventi, rassegne d'arte moderna e conferenze. Palazzo delle arti (Paternò) su Wikipedia Palazzo delle arti (Q3891538) su Wikidata

Architetture militari

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Castello normanno
  • Attrazione principale 37.56544714.89369234 Castello normanno, Via dei Normanni. (1072), monumento simbolo della città siciliana, fatto erigere dal Gran Conte Ruggero. In forma parallelepipeda, è un donjon come quelli francesi ed inglesi fortificati nello stesso periodo, e in seguito fu più volte rimaneggiato, in particolare nei primi anni del XIV secolo. Castello normanno (Paternò) su Wikipedia Castello Normanno (Q1110569) su Wikidata
Porta del Borgo
  • Porta del Borgo (o dei Porti). Detta anche Arco della Matrice in quanto conduce alla scalinata che porta alla Chiesa della Madonna dell'Alto, risale al XII secolo. Fu fatta costruire dal conte Ruggero I d'Altavilla.
  • Porta di Lentini (o del pertuso) (pressi del Santuario della Madonna della Consolazione). Attualmente ne sono rimasti alcuni resti. Incerta l'origine del nome, ma non risulta alcun legame particolare con la città di Lentini.
  • Porta della Ballottola. Anticamente costituita da due fornici deve il suo nome alla caratteristica dei Massoni che furtivamente passavano 'appallottolati' nei loro mantelli.
  • Porta dei Falconieri. Si tratta di un arco a sesto acuto, tipicamente gotico, situato nell'omonimo quartiere dei Falconieri, al termine di una stradella che scende lungo il fianco destro dell'omonima chiesa.
  • 37.56472214.89694435 Torre dei Falconieri. Costruita in età medievale, fu probabilmente un avamposto di guerra utilizzato dai falconieri, ai quali deve la sua denominazione. Dal XVII secolo funge da torre campanaria della chiesa della Madonna dell'Itria. Torre dei Falconieri su Wikipedia Torre dei Falconieri (Q3995362) su Wikidata

Musei

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  • Galleria d'Arte Moderna (nei locali dell'ex Piccolo Teatro alla loggetta delle Benedettine). La collezione permanente della GAM di Paternò è formata da donazioni di artisti che nel passato hanno esposto a Paternò. Sono presenti opere di numerosi autori tra cui Mario Sironi, Fausto Pirandello, Piero Guccione, Remo Brindisi, Sergio Vacchi, Achille Pace, Nicola Maria Martino, Enzo Indaco.
  • 37.56534614.89747536 Museo civico Gaetano Savasta, Via Filippo Corridoni, 21 (ex macello comunale). Il museo civico, inaugurato nel 2007 e intitolato al presbitero e storico paternese Gaetano Savasta (1865-1922), comprende due sezioni: quella archeologica, presso l'ex carcere borbonico, e quella etnoantropologica (Museo della Civiltà Contadina). Museo civico Gaetano Savasta su Wikipedia Museo civico Gaetano Savasta (Q3867776) su Wikidata
  • Casa Museo del Cantastorie (ex Piccolo Teatro alla loggetta delle Benedettine). La Casa Museo del Cantastorie, inaugurata nel 2014, è un'esposizione permanente dedicata alla tradizione dei cantastorie, che a Paternò ebbe molti esponenti, tra cui Ciccio Busacca, Luciano Palmeri, Ciccio Rinzino e Vito Santangelo. Il materiale conservato ed esposto nel museo (gli antichi cartelloni, materiali audio e video), è frutto del lavoro di ricerca e di animazione culturale dell'attore Giovanni Calcagno e di un gruppo di artisti tra cui Eleonora Bordonaro, Dino Costa, Alessandro Nicolosi, Salvatore Ragusa, con lo scopo di raccogliere ed esporre tutto il materiale che parla e racconta dei Cantastorie di Paternò.

Fuori dal centro abitato

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Acquedotto romano
  • 37.549414.955537 Acquedotto romano di Catania. Fu la maggiore opera di convoglio idrico nella Sicilia romana. Attraversava il territorio compreso tra le fonti sorgive di Santa Maria di Licodia e l'area urbana catanese, percorrendo gli attuali territori comunali di Paternò, Belpasso e Misterbianco prima di giungere al capoluogo etneo. Acquedotto romano di Catania su Wikipedia Acquedotto romano di Catania (Q3604735) su Wikidata
Ponte Pietralunga
  • 37.57515214.86453538 Ponte romano di Pietralunga. Antico ponte costruito sotto i Romani in contrada Pietralunga, zona situata ad ovest fuori dal centro abitato, di cui rimangono alcune tracce abbastanza visibili. Ponte romano di Pietralunga su Wikipedia Ponte romano di Pietralunga (Q3908182) su Wikidata
  • 37.56369214.82083639 Poggio Cocola (Poira). È un'area archeologica situata alla sommità delle colline a Sud del fiume Simeto. Poggio Cocola su Wikipedia Poggio Cocola (Q3907026) su Wikidata
  • 37.540614.8653640 Oasi di Ponte Barca (Barca di Paternò) (contrada Ponte Barca). Deve il suo nome alle rovine di un antico ponte su un tratto di Simeto. È un'area naturale protetta riconosciuta come sito di interesse comunitario, popolato da numerose specie di uccelli. Oasi di Ponte Barca su Wikipedia Oasi di Ponte Barca (Q3880412) su Wikidata
  • Salinelle di Paternò. Sono un'area geologico-naturalistica situata all'interno del territorio di Paternò, veri e propri vulcani di fango. Salinelle di Paternò su Wikipedia Salinelle di Paternò (Q3945535) su Wikidata
  • 37.57277814.86027841 Tratto di Pietralunga del Fiume Simeto. Un sito naturalistico di interesse comunitario nei pressi del Simeto, che comprende un territorio di 675,00 ettari ricandente nei comuni di Biancavilla, Paternò e Centuripe. Tratto di Pietralunga del Fiume Simeto su Wikipedia Tratto di Pietralunga del Fiume Simeto (Q3997947) su Wikidata
  • Chiesa di San Giuseppe (Sferro). (XIX secolo), inizialmente intitolata al culto di Santa Rosa, presenta i tratti tipici dell'architettura rurale del borgo in cui sorge.


Eventi e feste

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  • Carnevale di Paternò. ha origini molto antiche e la sua istituzione fu ufficializzata nel 1868. Sospeso durante le due guerre mondiali, si svolse ininterrottamente dal 1950 al 1972, e si caratterizza per i balli in piazza e la sfilata dei carri allegorici infiorati, il cui percorso parte dalla Villa Moncada, tocca le principali vie cittadine e si conclude in piazza Indipendenza. Dal 1987, si svolge annualmente nel mese di febbraio, ma nelle edizioni più antiche la manifestazione prendeva avvio subito dopo l'Epifania.
  • Processione del Cristo Morto e della Madonna Addolorata. venerdì Santo.
  • Processione del Cristo Risorto. domenica di Pasqua.
  • Madonna della Consolazione. il sabato che precede l'ultima domenica di maggio. secondo la tradizione, l'ultimo sabato di maggio del 1580 la Madonna apparve ad una pastorella chiedendo che venisse costruita una cappella e promettendo di proteggere la città.
  • Santa Barbara delle rose. 27 maggio. festività per la Santa vergine di Nicomedia viene commemorato un evento accaduto il 27 maggio 1780, nei pressi di Ragalna, in cui venne portato il busto reliquiario della Santa dinanzi al fronte lavico, che miracolosamente si arrestò.
  • Santa Barbara di mezza estate. 27 luglio. festività per la Santa vergine di Nicomedia viene ricordata la traslazione delle reliquie della Santa.
  • processione della Madonna Assunta. 15 agosto.
  • processione della Madonna Bambina. 8 settembre.
  • Fiera di Settembre (Giardino Moncada). prime due settimane del mese di settembre. La manifestazione, la cui prima edizione risale al 1976, era stata interrotta con l'edizione del 1991, ed è ripresa nel 2003.[151] Si svolge attraverso l'allestimento degli stand espositivi negli spazi interni della villa comunale, ed è dedicata all'agricoltura, all'artigianato locale, al commercio, ai prodotti tipici ed enogastronomici, e comprende anche gli spettacoli.
  • Festa di Santa Barbara. 4 dicembre. Caratteristica della festa è rappresentata dai cerei - in paternese varette - che precedono il fercolo durante le tre processioni, e che sfilano anche nei giorni antecedenti.


Cosa fare

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Acquisti

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Come divertirsi

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Spettacoli

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  • Stadio Falcone-Borsellino, Via Antonio Torrisi, loc. Acquagrassa. Dove si disputano le partite interne del Paternò Calcio. Inaugurato nel 2001, sorge nel quartiere dell'Acquagrassa. Il campo di gioco è in erba e lo stadio è dotato di quattro tribunette - di cui una coperta - con una capienza massima complessiva di circa 4.000 spettatori. Stadio Falcone-Borsellino su Wikipedia stadio Falcone-Borsellino (Q3967785) su Wikidata


Dove mangiare

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La cucina paternese è pressoché identica a quella tipica dell'area etnea, ma ha delle peculiarità per ciò che riguarda la tradizione dolciaria.

Tipico dolce natalizio è la luna, a forma di mezzaluna ripiena di fichi secchi, miele, arance, mandarini e limoni canditi, pinoli, noci, mandorle, uva passa e cannella. In occasione della Pasqua, la specialità dolciaria è rappresentata dal ciciliu, uova di gallina ornate con figure di pasta.[145] Altra peculiarità prettamente paternese sono le cassatelle che differiscono da quelle diffuse in tutta l'isola (fagottini al ripieno di ricotta) essendo formate da 2 biscotti farciti di crema e nella parte superiore glassati con una tipica decorazione (il più delle volte una chiave di violino). Dal punto di vista gastronomico, il piatto tradizionale paternese è la rana, ed è diffuso anche il consumo dell'anguilla.

Dove alloggiare

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Sicurezza

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Come restare in contatto

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Nei dintorni

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Altri progetti

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