| Nuragus | |
| Stato | Italia |
|---|---|
| Regione | Sardegna |
| Territorio | Sarcidano |
| Altitudine | 359 m s.l.m. |
| Superficie | 19,9 km² |
| Abitanti | 812 (2025) |
| Nome abitanti | Nuraghesi |
| Prefisso tel | +39 0782 |
| CAP | 09057 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Patrono | Santa Maria Maddalena (22 luglio) |
Posizione | |
| Sito istituzionale | |
Nuragus è un centro della Sardegna nella città metropolitana di Cagliari.
Da sapere
[modifica]Per l'origine del nome "Nuragus" sembra plausibile l'ipotesi del Casalis che lo vuole ricavato dalla molteplicità di nuraghi esistenti nel territorio. Ne sono stati censiti trentanove (censimento del 2006 effettuato dai volontari dell'associazione Nura Onlus). Ma non è da escludere che l'origine potrebbe derivare dal grande complesso nuragico esistente fino al 1950 nella parte alta del paese, intorno al villaggio nuragico sono stati trovati molti reperti romani e medioevali, inoltre la chiesa più antica sorgeva vicino al nuraghe. Il villaggio che originariamente nasce intorno al nuraghe potrebbe aver preso il nome dal nuraghe stesso.
Cenni geografici
[modifica]Situato nel Sarcidano, Nuragus confina con Genoni, Gesturi (VS), Isili, Laconi (Oristano) e Nurallao.
Cenni storici
[modifica]L'area fu abitata già in epoca prenuragica e nuragica. Lo dimostra la presenza nel territorio di alcune necropoli e di numerosi nuraghi.
È difficile stabilire l'epoca in cui ebbe origine il paese di Nuragus, a causa della mancanza di documenti. In assenza di prove certe, occorre fare ricorso alla tradizione, sempre viva presso i nuraghesi, che vuole il paese si sia formato dai superstiti della città romana di Valentia, capoluogo dei Valentini, ricordata nell'itinerario di Tolomeo, che, secondo alcuni scrittori, venne distrutta dai Vandali. Più verosimile sembra l'ipotesi che in seguito alla distruzione di Valentia, si formarono tante piccole ville e tra queste quella di Nuragus, dove i superstiti si raggrupparono nelle vicinanze del nuraghe Santu Stevuni, creando così il primo nucleo del paese che mantiene ancora la denominazione di Su Pinnatzu. In seguito, il paese si espanse e assorbì le popolazioni delle ville vicine che scomparvero. Queste ipotesi sono avvalorate dalle numerose rovine presenti nella campagna nuraghese, in particolare presso Coni, Ruinas e Sant'Elia.
Nel Medioevo, appartenne al Giudicato di Arborea e fece parte della curatoria di Parte Valenza. Una testimonianza viene data da un decreto di papa Onorio III (1216-1227), con il quale venivano concessi all'arcivescovo di Oristano Torgotorio Demuro (1224-1253) privilegi per varie parrocchie, tra le quali quella di Nuragus con la chiesa di Santo Stefano (11 luglio 1224).
Il paese passò agli Aragonesi dopo la vittoria di Martino I d'Aragona contro gli Arborensi e i loro alleati Genovesi (battaglia di Sanluri), nel 1409. Sotto gli Aragonesi, il paese fu incorporato nella contea di Sanluri, creata nella prima metà del XV secolo e data in feudo a Giovanni De Sena. Successivamente, passò in possesso di Enrico di Enriquez, zio del re d'Aragona Ferdinando II. Dagli Enriquez, il feudo fu venduto ai Castelvì e da questi passò agli Aymerich; fu poi incorporato nel marchesato di Laconi. Il paese fu riscattato agli Aymerich nel 1839 con l'abolizione del sistema feudale.
Lingue parlate
[modifica]La variante di sardo parlata a Nuragus è il campidanese occidentale.
Come orientarsi
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Frazioni
[modifica]- Lixius
Come arrivare
[modifica]In aereo
[modifica]In auto
[modifica]Prendere la SS 131 Carlo Felice, continuare fino all'uscita "SS293-SS197", poi, continuare per diversi km fino a Nuragus.
In nave
[modifica]Dal porto di Cagliari oppure dai porti di Porto Torres, Olbia-Isola Bianca e Golfo Aranci.
In autobus
[modifica]- Da Cagliari con la linea ARST 436.
- Da Isili e Laconi con la linea ARST 9121.
Come spostarsi
[modifica]Cosa vedere
[modifica]Architetture religiose
[modifica]Siti archeologici
[modifica]- 3 Nuraghe Santu Millanu. Il nuraghe Santu Millanu è tuttora una presenza caratterizzante il paesaggio della campagna nuraghese, è situato nella zona di Coni, in un'area ricca di emergenze archeologiche. Deve il suo nome alla chiesetta che fino alla metà del XIX secolo era situata a pochi metri, intitolata appunto a santu Millanu (san Gemiliano). Per le dimensioni e per lo stato di conservazione è senza dubbio il nuraghe più importante che si può trovare nelle campagne di Nuragus. Il nuraghe consta di una torre centrale (che conserva un buon elevato) e di un rifascio retto-curvilineo con quattro torri angolari, tutte ancora individuabili sul terreno. Attorno, ma principalmente lungo il lato meridionale, sono visibili tracce del villaggio di capanne nuragiche con sovrapposizione di ambienti di epoca romana. Molti materiali archeologici mobili risalgono infatti proprio a quest'ultima.
- 4 Nuraghe Valenza. Il nuraghe Valenza è uno dei pochi esempi di pentalobato individuati dagli studiosi, certo l'area è stata intensamente abitata dall'epoca nuragica a quella punica e romana, come i reperti archeologici abbondantissimi stanno a testimoniare.
- 5 Pozzo sacro di Coni. Monumento nuragico a carattere religioso di notevole importanza è il pozzo sacro di Coni, posto nell'ideale triangolo formato dai nuraghi Valenza e Santu Millanu. È un pozzo di piccole dimensioni, ma di fattura raffinata nel taglio e nella posa dei blocchi basaltici ben squadrati che formano la tholos e i gradini. Al suo interno fu ritrovata una statuetta bronzea di figura femminile con gonna svasata, nota come "Matriarca in preghiera". All'esterno il lastricato reca evidenti tracce di restauri e integrazioni antiche. Si riporta un passo della descrizione che Antonio Taramelli fece su questo monumento: "Anche alla fonte di Coni, dove sgorgava un tenue filo di acqua limpida, non priva forse di qualità o di attributi salutiferi, accorreva devotamente la gente del piano valentino, degli attigui altipiani, accolta all'ombra della bella mole nuragica di Santu Millanu.
Anche qui il sacerdote o la sacerdotessa, scendendo dalla stretta scaletta alla penombra misteriosa del pozzo, attingeva il liquido elemento, prezioso nel suo valore nutritivo e fecondatore, ma ancora più prezioso, come lo attestava la squisitezza del lavoro architettonico, per un valore soprannaturale, ad esso attribuito dalla mente dell'antico popolo, ancora immerso nell'immaginosa esplicazione delle forze e dei misteri della vita. Anche qui a questa fonte, sgorgante dalle viscere della terra ed investita, nella fantasia dei primitivi abitatori, di virtù emananti da potenze sotterranee soprannaturali, si saranno forse compiute quelle cerimonie di giudizi con la prova dell'acqua che, secondo l'attestazione degli scrittori di età romana, erano gli infallibili e sovrumani detentori di controversie supreme che in altro modo non potevano essere risolte." - 6 Tomba megalitica di Aiodda. La tomba dei giganti di Aiòdda si trova sulla parte occidentale dell'altopiano calcareo di Pranu is Ciaexìus e giace per l'80% in agro di Nuragus e il restante 20% in agro di Nurallao; è stata gravemente danneggiata durante lavori agricoli dalle ruspe. La tomba presenta il classico schema a protome taurina, con l'esedra semicircolare a lastroni in calcare, e i resti di una larga stele spezzata trasversalmente alla base, forata da un portello d'ingresso rettangolare. La camera si trova su un piano infossato, e in origine era delimitata all'esterno da tumulo. All'interno sono stati rinvenuti avanzi scheletrici scomposti di circa venti corpi, frammenti ceramici con anse a gomito di tipo Bonnanaro, spilloni metallici di rame o bronzo, del tipo usato dalla Cultura Campaniforme del Bronzo Antico, e alcuni tronconi in calcare di stele figurate, a lastroni ogívali incisi o in bassorilievo, simili ai motivi simbolici delle statue menhir o statue stele di Laconi, coi capovolti a candelabro, e i pugnali a lame triangolari, doppi o semplici. Alcune di queste statue stele sono ancora posizionate nei paramenti murari della tomba megalitica, altre si trovano per terra, nei pressi del monumento.
Eventi e feste
[modifica]- Festa di San Sebastiano. A gennaio.
- Festa di Sant'Isidoro. A maggio.
- Sagra "de is Tallarinus". A maggio.
- Festa di Sant'Elia Profeta. 5-7 luglio.
- Festa di Santa Maria Maddalena. 21-22 luglio.
- Totus Impari. Ad agosto. Manifestazione per gli emigrati.
- Il Nuragus a Nuragus. A settembre. Rassegna eno-gastronomica.
- Commemorazione IV novembre.
- Festa dell'albero. A novembre.
- Mercatini di Natale. A dicembre.
Cosa fare
[modifica]Acquisti
[modifica]Come divertirsi
[modifica]Dove mangiare
[modifica]Prezzi modici
[modifica]- 1 Vecchia Valenza, Viale Stazione 21, ☎ +39 0782 818000. Bar-pizzeria.
Dove alloggiare
[modifica]Sicurezza
[modifica]- 1 Carabinieri, Viale Stazione 1, ☎ +39 0782 818333.
- 2 Farmacia Caddeo, Via Roma 42, ☎ +39 0782 208455.
Come restare in contatto
[modifica]Poste
[modifica]- 3 Ufficio postale, Viale Stazione 15, ☎ +39 0782 350129. Lun, Mer e Ven 8:20-13:45.
Nei dintorni
[modifica]Altri progetti
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