| Faraone Antico | |
| Stato | Italia |
|---|---|
| Regione | Abruzzo |
| Territorio | Val Vibrata |
| Altitudine | 318 m s.l.m. |
| CAP | 64010 |
| Fuso orario | UTC+1 |
Posizione | |
Faraone Antico (o Faraone Vecchio) è una frazione del comune di Sant'Egidio alla Vibrata in provincia di Teramo, nella regione Abruzzo.
Da sapere
[modifica sorgente]Suggestiva frazione santegidiese che si annovera tra i borghi fantasma d'Abruzzo, costituita dal borgo fortificato abbandonato dagli anni Cinquanta del XX secolo a causa di un evento sisimico, che lo ha gravemente danneggiato. L'intero insediamento sorge raccolto su una modesta altura che si eleva tra profondi fossati.
Cenni geografici
[modifica sorgente]Il piccolo centro si trova tra i paesi di Villa Lempa e Sant'Egidio alla Vibrata, a meno di 5 km dal capoluogo comunale, al confine tra i territori dell'ascolano col teramano.
Cenni storici
[modifica sorgente]Si tratta di un paese di origine medioevale, i primi documenti che lo citano col nome di Castello di Pharaone risalgono all'anno 1001. Edificato in posizione strategica fu utilizzato come baluardo militare di difesa del Ducato di Spoleto per il controllo della via Metella. Il suo toponimo deriva dal termine longobardo «fara» che, nel tempo, ha assunto dapprima il significato militare di «spedizione» o «insediamento a scopo militare» ed, in seguito, quando il popolo germanico divenne stanziale, la connotazione agricola di «piccolo nucleo demografico e fondiario». Sviluppa il suo compatto impianto architettonico tra una piccola gradinata in ciottoli e stradine in terra battuta, ricoperte da fitta vegetazione da cui s'intravedono le antiche abitazioni.
Come orientarsi
[modifica sorgente]Come arrivare
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In aereo
[modifica sorgente]In auto
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Casello sulla autostrada Adriatica, uscita Val Vibrata; dal casello si imbocca la statale Val Vibrata, ex provinciale 259, che attraversa tutta la valle da Civitella del Tronto ad Alba Adriatica.
Per raggiungere l'area dell'incasato si percorre la Strada Provinciale 2 che conduce a Villa Lempa e si prosegue per via di Faraone Antico.
In treno
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Stazione di S. Egidio, sulla direttrice adriatica: Alba Adriatica-Nereto-Controguerra.
In autobus
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Linee di pullman gestite da ARPA - Autolinee regionali Pubbliche Abruzzesi.
Come spostarsi
[modifica sorgente]Cosa vedere
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Le dimore si presentano come ruderi in rovina, complessivamente sono circa 25, databili tra il XVIII ed il XIX secolo, ma alcune mostrano segni di maggiore vetustà. Un tempo, era interamente circondato da mura perimetrali di difesa di cui, oggi, sopravvivono solo alcuni tratti. Si accede al suo interno da sud, attraverso la porta rinascimentale, ornata di stemmi e bassorilievi, che immette sulla piazza principale del paese.
- 1 Chiesa di Santa Maria della Misericordia.
- 2 Palazzo baronale. Appartenente ai ricchi nobili Ranalli di origini neretese.
- 3 Porta meridionale (Porta di Faraone). Varco meridionale d'ingresso al borgo medioevale. Si mostra con un'architettura semplice e pulita, costituita da un arco realizzato a murazione liscia sormontato da una torre merlata. Una cornice di mattoni corre sui profili dell'arco e prosegue anche nelle facce interne delle curvature. L'opera ha beneficiato di un recente intervento di restauro e reca nel suo tessuto murario un concio di pietra con epigrafe e uno stemma gentilizio rimessi in opera, oltre ad un bassorilievo eseguito su lastra in terracotta, nel 1944, da Ghino Sassetti Asculanus. Nella composizione del mezzo tondo compaiono la Madonna col Bambino cui san Giovannino offre il paese di Faraone. Sulla lapide sottostante l'iscrizione recita: «Maria Santissima della Misericordia. Il Parroco D. Giovanni Reali e il popolo di Faraone alla loro protettrice, perché liberati dai pericoli della guerra. A. D. 1944». Nella porzione di muro compresa tra la chiave di volta dell'arco e l'opera dedicata alla Vergine si trova la pietra rettangolare che reca l'epigrafe formata da due croci che fiancheggiano la data 1467 e l'iscrizione «Adl 2 d / E Set(em)br(E)». La data potrebbe riferirsi all'epoca dell'elevazione della struttura delle mura di cinta a pietre squadrate legate da malta. In alto a sinistra è presente lo stemma gentilizio in pietra di Generoso Cornacchia di Civitella del Tronto, qui aggiunto durante la fase dell'ultimo restauro, in cui compare uno «scudo sannitico alla torre rettangolare, caricata di una cornacchia» con ai lati le lettere «G» e «C» e, all'interno, la data 1511. Il nuovo centro (Faraone Nuovo) è stato edificato sulle rive del torrente, sulla strada che collega Sant'Egidio a Villa Lempa, nel luogo dove esisteva la chiesetta paleocristiana di San Vito.
Eventi e feste
[modifica sorgente]Cosa fare
[modifica sorgente]Acquisti
[modifica sorgente]Come divertirsi
[modifica sorgente]Dove mangiare
[modifica sorgente]Dove alloggiare
[modifica sorgente]Sicurezza
[modifica sorgente]Come restare in contatto
[modifica sorgente]Nei dintorni
[modifica sorgente]- Sant'Egidio alla Vibrata
- Ascoli Piceno — La città dista circa 24 Km da Civitella del Tronto percorrendo la SP8 e raggiungere la SP81 per poi seguire la direzione Ascoli Piceno. È nota come la Città delle cento torri. Il suo centro storico è famoso per avere case, palazzi, chiese, ponti e torri elevate in travertino. Qui, la storia e gli stili architettonici hanno sedimentato il loro passaggio dall'età romana al medioevo, fino al rinascimento. Artisti come Cola dell'Amatrice, Lazzaro Morelli, Carlo Crivelli, Giosafatti ed altri valenti scultori, lapicidi, pittori hanno lasciato un segno del loro talento. Accoglie una tra le più belle piazze d'Italia: Piazza del Popolo, centro di vita culturale e politica, incorniciata dai portici a logge, Palazzo dei Capitani e il Caffè Meletti. Ogni anno nel mese di agosto vi si tiene la Quintana, rievocazione storica in costume con corteo e competizione di sei cavalieri in lizza per la conquista del Palio.
- Civitella del Tronto — Arroccata su un crinale, ci offre lo spettacolo delle sue fortificazioni che sono fra le meglio conservate e le più vaste d'Europa; fu l'ultima roccaforte ad arrendersi, quando ormai tutto il resto del regno borbonico era già stato conquistato all'Italia.
- Teramo — Antica città con un importante centro storico, vanta una splendida Cattedrale che entra nel novero delle migliori espressioni dell'architettura religiosa abruzzese. Ha importanti resti romani.
- Giulianova — La città antica, su un colle, conserva resti delle fortificazioni e antiche chiese; lo sviluppo urbanistico dilagato sulla costa costituisce una delle più importanti stazioni balneari della regione.
Altri progetti
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