| Agira | |
| Stato | Italia |
|---|---|
| Regione | Sicilia |
| Territorio | Ennese |
| Altitudine | 650 m s.l.m. |
| Superficie | 164,08 km² |
| Abitanti | 7.549 (2024) |
| Nome abitanti | Agirini |
| Prefisso tel | +39 0935 |
| CAP | 94011 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Patrono | San Filippo d'Agira |
Posizione | |
| Sito istituzionale | |
Agira è una città della Sicilia.
Da sapere
[modifica]Agira è uno dei borghi più belli d'Italia.
Cenni geografici
[modifica]Agira sorge sul monte Teja di cui occupa la sommità e le pendici e si trova a nord est della provincia di Enna e dista 35 chilometri dal capoluogo. Si trova nella media valle del Salso, dominando il lago Pozzillo, e il suo territorio comprende anche l'invaso artificiale Sciaguana.
Cenni storici
[modifica]| L'Aron di Agira |
|
L'Aron più antico di cui si ha notizia in Europa, secondo lo studioso Nicolo Bucaria, è conservato ad Agira all'interno della chiesa del Santissimo Salvatore. Originariamente collocato nella sinagoga di via Santa Croce, diventata dopo la cacciata degli ebrei l'oratorio della Chiesa di Santa Croce, fino al decennio scorso era considerato distrattamente il resto di un portale, finché nel 1996 sulla rivista della Facoltà Teologica di Sicilia apparve un articolo di Benedetto Rocco che riconosceva in esso l'Aron e decifrava l'iscrizione "Casa di Giacobbe, venite camminiamo alla luce". Con questa iscrizione gli ebrei datavano l'anno in cui era stata costruita e apponendo dei segni grafici sulle ultime lettere vi si attribuiva anche un valore numerico secondo il calendario ebraico. Il numero così decifrato fu 5214 dalla creazione del mondo, ovvero il 1454. |
Secondo Diodoro Siculo, che vi nacque, la città aveva origini sicule, il quale comprovò l'esistenza di un teatro greco e nel 339 a.C. vi fu dedotta una colonia di 10.000 greci. Ai tempi di Cicerone che la cita nelle Verrine era una città ricca.
Le origini di Agira sono antichissime e dallo studio di alcuni reperti preistorici si è potuto documentare che inizialmente la città fu popolata circa 30.000 anni fa, quando l'isola era ancora unita alla penisola italica. Nomadi di origine afro-asiatica, già evoluti nella lavorazione di armi di selce, cacciatori, pescatori e forse anche allevatori, si arroccarono sul Monte Teja, perdendo gradualmente le loro originarie caratteristiche per trasformarsi in popolazioni stanziali. Nell'Area di Agira esistono tracce di abitati umani del Paleolitico, Neolitico ed Età del Bronzo. I popoli più antichi della Sicilia sarebbero stati, secondo quanto scrive Tucidide, ispirandosi ai miti del tempo, i Ciclopi e i Lestrigoni, che avrebbero abitato anche il Monte Cuccio di Palermo.
Non si sa se i Sicani fossero un popolo indigeno, come essi stessi avrebbero affermato in epoca contemporanea a quella di Tucidide, o se fossero, invece, una popolazione di origine iberica trasferitasi in Sicilia dopo essere stata scacciata dalla zona iberica del fiume Sicano, oggi Segra. I Sicani, intorno al II millennio a.C., abitarono alcune grotte naturali o artificiali dell'isola, alcune delle quali ancora osservabili ad Agira (ove sono state rinvenute delle ossa umane riferibili a questo periodo), ad Alia e in località Gulfa. La città di Agira, forse la più antica delle città sicane, prende probabilmente il nome da uno dei capi Sicani, Agiride, che la fondò (ma l'origine del nome potrebbe anche connettersi alla presenza di una miniera d'argento vicino alla città, da argyros che in greco significa argento).
Fino al sorgere di Siracusa ed Agrigento, fu certamente fra le maggiori città di Sicilia. Intorno al XI secolo a.C. i Siculi, provenienti dalla penisola italica in fuga dagli Osci, si scontrarono con i Sicani, che furono confinati nelle parti meridionali e occidentali. L'isola, con l'avvento dei Siculi, fu da allora chiamata Sicilia. Recenti scavi archeologici hanno permesso di rintracciare nell'area del castello medievale, cospicui resti della città greca (abitato e zecca dei secoli V-IV a.C.).
A 350 m, sulla sommità del monte alle falde dello stesso sito dove sorge il castello, scavi eseguiti dalla Soprintendenza hanno portato alla luce i resti di strutture urbane datate tra il VI e IV secolo a.C. con presenza d'intonaco policromo e altri reperti e i resti della Zecca per il conio delle monete, confermando l'antichità della città di Agira.
Il monastero greco della città era uno dei più importanti della Sicilia. Alla fine dell'XI secolo del monastero greco è scomparsa ogni traccia e nell'ultimo decennio del secolo il monastero di Agira è popolato da monaci benedettini.
Il 24-28 luglio 1943 si svolse sul territorio della città una battaglia mentre era in corso l'avanzata degli Alleati in Sicilia denominata Operazione Husky. Più di cento civili morirono nei bombardamenti degli Alleati. Visto il sacrificio di soldati canadesi venne eretto successivamente un cimitero.
Come orientarsi
[modifica]Frazioni
[modifica]- Sant'Anna
Come arrivare
[modifica]Come spostarsi
[modifica]Cosa vedere
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- 1 Chiesa Reale Abbazia di San Filippo d'Agira. All'interno costodisce un Crocifisso ligneo opera di Giovan Francesco Pitorno meglio noto come frate Umile da Petralia.

- 2 Chiesa del Santissimo Salvatore. Conservato nella chiesa si trova l’Aron ebraico in pietra. Secondo lo studioso Nicolo Bucariasi, si tratta del più antico di cui si ha notizia in Europa. Originariamente collocato nella sinagoga di via Santa Croce, nel quartiere arabo di Agira, diventata dopo la cacciata degli ebrei l'oratorio della chiesa di Santa Croce, fino al decennio scorso era considerato distrattamente il resto di un portale, quando nel 1996 sulla rivista della Facoltà Teologica di Sicilia Ho Theológos apparve un articolo di Benedetto Rocco che riconosceva in esso l'Aron e decifrava l'iscrizione "Casa di Giacobbe, venite camminiamo alla luce". Con questa iscrizione gli ebrei datavano l'anno in cui era stata costruita: apponendo dei segni grafici sulle ultime lettere vi si attribuiva anche un valore numerico. Il numero così decifrato fu 5214 dalla creazione del mondo, ovvero il 1454.
- 3 Chiesa di Santa Margherita, Piazza Immacolata, 27.
- 4 Chiesa di San Pietro Apostolo, Largo Plebiscito, 3.
- 5 Chiesa di Sant'Antonio da Padova, Piazza Garibaldi.
- 6 Chiesa di San Giuseppe.

- 7 Castello di Agira. Nel periodo sicano forse esisteva già il Palazzo sulla cima del monte Teja (poi divenuto Castello), nel quale abitavano i Capi dei primi Agiri e nel quale abitarono successivamente i principi-tiranni siculi. Oltre al castello si narra esistesse una fortificazione muraria munita di porta ciclopica.Durante il periodo greco, romano e bizantino, il castello rivestì soltanto un ruolo di rappresentanza ad uso delle varie autorità della città. Con gli arabi, invece, riacquistò il ruolo originario, tornando nuovamente fortezza e costruzione di interesse primario. La fortificazione della città era formata da tre cinte murarie: la prima girava ad anello attorno al monte subito sotto il castello; la seconda circoscriveva una quota più bassa del monte; la terza, molto irregolare perché seguiva l'andamento delle rocce, si sviluppava all'altezza delle Rocche di S. Pietro.La porta, detta Eraclea, doveva trovarsi in prossimità di via Adamo. Nel 1354 il Castello ospitò Ludovico d'Aragona. Nei secoli XVI e XVII, perduta la propria funzione militare, cominciò a decadere sino a diventare una rovina già nel secolo XVIII. Durante il terremoto del 1693 il mastio del castello crollò e la torre centrale ottagonale fu gravemente danneggiata. Nel 1778 Vivant-Denon annotava che sulle fondamenta delle antiche mura erano state costruite le nuove case. Il castello è, oggi, un rudere (frammenti di mura perimetrali, della torre ottagonale sveva, di una torre a due piani pericolante; una torre a piano terra, una stanza sotto il livello attuale del terreno, brevi tratti di gallerie sotterranee, due pareti) e delle antiche mura rimane solo la torre di nord-est, detta di S. Nicola.
Fuori dal centro abitato
[modifica]- 8 Agira Canadian War Cemetery (cimitero militare canadese di Agira) (situato su una collina ai piedi di Agira). Raccoglie le spoglie dei soldati del Commonwealth Britannico, tutti provenienti dal Canada, morti durante i combattimenti della seconda guerra mondiale.
- Solfara Cannamela. Aperta tra il 1860 e il 1870 è oggi inattiva.
- Solfara Garruba (miniera Garruba). La solfara, aperta tra il 1860 e il 1870, è oggi inattiva.
- Solfara Pozzo.
- Solfara Salicio (miniera Salicio). Aperta tra il 1860 e il 1870 è oggi inattiva.
- Solfara San Paolo.
- Solfara Sant'Agostino.
- 9 Lago Sciaguana. Bacino artificiale.
Eventi e feste
[modifica]Cosa fare
[modifica]Acquisti
[modifica]- 1 Sicilia outlet village (Autostrada A19 Palermo-Catania, Uscita Dittaino Outlet), ☎ +39 0935 950040, info@siciliaoutletvillage.it. Lun-Dom 10:00-20:00. Un grande outlet che ricrea l'architettura tipica siciliana. Richiama una grande quantità di clienti da tutte le parti della Sicilia.
Come divertirsi
[modifica]Dove mangiare
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Le cassatelle di Agira sono dolci tipici della gastronomia ennese, originari della cittadina di Agira ma diffusi non solo nella provincia di Enna, ma anche in gran parte della Sicilia orientale. Le cassatelle hanno forma di mezzaluna, preparata di pasta frolla, tenera e color giallo oro spolverata di zucchero a velo, con un ripieno di un impasto di cacao, mandorle tritate, farina di ceci, zucchero e scorza di limone essiccata, con eventuale aggiunta di cannella.
Prezzi modici
[modifica]- 1 Bar tabacchi Etoile, Piazza Garibaldi, 29, ☎ +39 0935692621.
Dove alloggiare
[modifica]Sicurezza
[modifica]Come restare in contatto
[modifica]Nei dintorni
[modifica]Altri progetti
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